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Lenovo Yoga Book: è così che si reinventa il tablet

Lenovo Yoga Book: è così che si reinventa il tablet

Lenovo Yoga Book è uno dei prodotti più innovativi del 2016, grazie al suo pennino e alla tastiera olografica. Sarà riuscito a mantenere le aspettative? / Ultima modifica il

A sorpresa, durante IFA 2016 un device di Lenovo ha catturato l’attenzione di stampa e pubblico. Parliamo ovviamente di Lenovo Yoga Book, che con la sua penna, la tastiera olografica e il form factor convertibile sembrava fosse l’apoteosi del design della gamma Yoga capace però di prendere una direzione nuova e fresca. Ecco quindi un convertibile capace di rinnovare non solo la sua categoria ma anche di creare qualcosa di mai visto prima, specialmente qualcosa di inaspettato.

Scoprite quindi Lenovo Yoga Book nella nostra recensione del modello con Android, che include tutte le funzionalità che ci si aspetta da questo device – dal pennino alla tastiera. Come per tutti i prodotti che aprono una generazione, il dubbio rimane sempre: riuscirà a mantenere le aspettative? Non vi resta che leggere qui di seguito o guardare la nostra video recensione.

Design e display: direttamente fuori da Tron

Il design di Lenovo Yoga Book è il suo punto di forza e l’aspetto più preponderante che copre sicuramente tutto il resto. È la prima cosa capace di attirare l’attenzione e quella che più rimane in mente dopo aver usato il device. Sulla carta è un convertibile; nella pratica, è un notebook, un tablet, un ibrido. È difficile trovare una vera e propria categoria di appartenenza perché il fatto di poterlo usare in vari modi rende l’estrema versatilità un qualcosa di nuovo. Rispetto ad altri convertibili, è così compatto e leggero che l’uso tablet o l’uso a tenda diventa molto più semplice del solito.

Il corpo è completamente costruito in alluminio, e da chiuso sembra praticamente un quaderno rilegato. L’uso in portrait con una mano sola, come se fosse un libro, è incoraggiato rispetto ad altri tablet, e l’aspetto 16:9 del display aiuta in questo. Lenovo Yoga Book è costituito da due metà praticamente esatte per dimensioni, tenute insieme da una cerniera flessibile che permette una rotazione a 360 gradi. Da una parte c’è il display, dall’altra la tastiera\zona da disegno. Le porte e i pulsanti fisici sono tutti qui: sul lato destro c’è il jack audio, il bilanciere del volume e il tasto di accensione\spegnimento. Dall’altra parte troviamo l’ingresso micro USB per la ricarica e la porta mini HDMI per il mirroring, più uno sportellino per l’espansione di memoria tramite micro SD e per l’eventuale SIM per la connessione 4G.

Degna di nota è la presenza, sulla superficie da disegno, di un tasto con l’icona di una matita che permette di passare dalla superficie con digitalizzatore ad una tastiera olografica. Essa si illuminerà e permetterà di scrivere come se fosse un portatile, e include un piccolo touchpad per navigare l’interfaccia di sistema. Vicino a quel tasto c’è una fotocamera che serve anche per il retro del dispositivo, dato che possiamo sfruttarla semplicemente ruotando completamente la parte tastiera. La cerniera è solida e non cede facilmente, quindi qualsiasi angolo sceglieremo lei rimarrà ferma e vi permetterà di usare lo schermo comodamente.

Il display appunto è un’unità da 10 pollici con risoluzione Full HD (1920 x 1080 pixel). È un buon schermo IPS con angoli di visuale ampi, contrasti profondi e colori precisi. I livelli di luminosità sono adatti per l’uso in ambienti ricchi di luce o anche al buio, anche se sotto il sole soffre un po’ – ma è un tablet pensato prettamente per un uso interno. Una particolarità dello schermo riguarda l’opportunità di usarlo con qualsiasi oggetto conduttivo (la stessa Lenovo mostra questa tecnologia facendo vedere una carota) e anche con la penna inclusa in dotazione, ma attenzione: non è presente un vero e proprio digitalizzatore. Esso è soltanto nella parte dedicata al disegno, quindi per un disegno preciso va usata quella. Lo schermo ha dimensioni adatte per dare al device una portabilità estrema, ma allo stesso tempo non rende la tastiera troppo piccola né l’area disegno stretta.

Hardware e software: il ritorno degli Atom

All’interno di Lenovo Yoga Book sono stati inseriti dei componenti hardware capaci di supportare al meglio l’esigenze dell’utente che usa questo prodotto. L’imperativo era portabilità, leggerezza e usabilità. Con un processore Atom x5-Z8550 quad-core, 4 GB di memoria RAM e 64 GB di storage integrato ma espandibile questo lo si raggiunge. Lenovo Yoga Book è fanless quindi completamente silenzioso, e non scalda nemmeno facilmente. La base hardware permette di far girare i due (sì, due) sistemi operativi proposti da Lenovo senza troppa fatica, ma va aperto un discorso a parte.

Il modello da noi in prova monta Android 6.0.1 Marshmallow, non l’ultima release quindi (in attesa di Nougat) ma è possibile acquistare una configurazione con Windows 10 Pro. La base hardware non cambia, questo significa che prestazionalmente si hanno due dispositivi simili ma con esperienza d’uso molto diversa. Sicuramente, non basta un Atom a far girare programmi impegnativi come Photoshop, InDesign, Illustrator o altri che possono sfruttare la penna a fondo. Ecco perché la versione Android ha il suo senso: offre una esperienza di app decisamente più ricca (basta guardare il Play Store) e supporta la penna alla perfezione.

Lenovo Yoga Book si comporta bene da un punto di vista prestazionale: il multitasking è veloce, le app si aprono in fretta, il processore non va in crisi né mentre si naviga il web né mentre si disegna – che è l’aspetto più importante. Anche per quanto riguarda il gaming non ci sono problemi con i titoli più pesanti e in generale anche il tempo di risposta del display è veloce. Lo stesso si applica per la frequenza di aggiornamento della penna, che non ha praticamente lag e che permette di scrivere con un feeling davvero vicino alla realtà. La punta scivola agilmente sul piano e non c’è attrito, piano che per altro è piuttosto resistente e non sembra tanto facile da graffiare.

Android è stato poi personalizzato per accogliere le novità di Lenovo Yoga Book: sono presenti ottimizzazioni per quanto riguarda l’integrazione con tastiera e pennino (che vedremo nel paragrafo successivo) ma anche funzioni che vanno incontro agli utenti più produttivi. Potremo ad esempio far girare più app a schermo (come accade da sempre su Windows), riducendole in dei riquadri grandi quanto lo schermo di un telefono oppure portandole full-screen. L’interfaccia in alcuni punti riprende alcuni elementi di Windows 10 (il drawer delle applicazioni, ad esempio, è sempre raggiungibile da ogni schermata, e le app in standby vanno nella barra inferiore con la loro icona) ma non tutto è realizzato con estrema cura. Ad oggi sembrerebbe che Yoga Book necessiti ancora di qualche update del software, e se dovesse arrivare Nougat avrebbe senso sostituire l’approccio al multitasking made in Lenovo a favore di quello realizzato nativamente da Google.

Talvolta quindi ho notato qualche bug e crash, ma va sottolineato che il device ancora non era nella sua forma definitiva al 100% (appena acceso, ad esempio, montava una build software addirittura di agosto, antecedente quindi la presentazione al pubblico). Sono state però inserite le app per sfruttare al meglio le funzioni della penna e tutte le opzioni agguntive sono state comodamente aggiunte alle Impostazioni di sistema, senza nasconderle in giro per il sistema operativo. Alcuni elementi (dalla UI del multitasking alla tendina notifiche) sono stati anche rivisti nella loro grafica, me per il resto è un’esperienza che si avvicina a quella stock.

Holo Keyboard e penna: i veri eroi di Yoga Book

Lenovo Yoga Book sarebbe un normalissimo tablet se non fosse presente la parte inferiore dove si trovano la tastiera e la zona da disegno. Un’unica superficie che supporta il tocco delle dita e della penna, e che è dedicata completamente all’essere produttivi con questo prodotto. La superficie è una, ma la funzione è duplice, e per passare da una all’altra c’è appunto il tasto con la matita. Premiamolo ed entriamo in modalità disegno: a schermo compare un riquadro bianco che già possiamo sfruttare per prendere una nota al volo, da eventualmente espandere a tutto schermo aprendo quindi l’app Lenovo Note Saver.

Essa permette di disegnare, scrivere e appuntare sulle foto, sfruttando appunto la penna. L’area da disegno è esattamente grande quanto il display, ed è evidenziata da dei crocini ai bordi che indicano i limiti. La penna, con tecnologia Feel by Wacom, è passiva e non richiede di essere caricata, e supporta 2048 livelli di pressione. È quindi precisa e veloce, e si disegna che è un piacere. C’è però un trucco: si può sostituire la punta e farla diventare una penna normale (le ricariche di inchiostro sono in dotazione e si possono eventualmente acquistare), ma senza perdere le funzioni digitali. Basterà appoggiare un foglio di carta sulla superficie e scrivere: tutto ciò che tracceremo verrà riportato in forma digitale come per magia. Chi per lavoro prende appunti e schizzi non dovrà più scannerizzare nulla: ci pensa Lenovo Yoga Book.

La penna riconosce il tocco anche se si appoggia un intero blocco note, come quello fornito in dotazione che è pratico perché include dei magneti per tenerlo fermo, ma non è obbligatorio usarlo: potremo usare qualsiasi pezzo di carta. Ci sono però dei piccoli aspetti da rifinire: le due punte non hanno un astuccio comodo per essere portate in giro, a meno che non vogliate usare la scatolina che trovate nella confezione di vendita. Inoltre, la penna in sé non ha un vero e proprio alloggio dove stare: è vero che Lenovo Yoga Book è pieno di magneti e si attacca anche sulla superficie esterna, ma è un po’ precaria come situazione. Anche l’app potrebbe avere più opzioni: è molto semplice e non include nemmeno un righello o un selettore colori più ricco. Ma dal Play Store trovate mille alternative, come Sketchbook che è incredibilmente ricca e facile da usare.

Passiamo alla tastiera: essa è “olografica”, nel senso che il contorno dei tasti si illumina e compare solo se serve. Le dimensioni sono piuttosto buone e c’è anche un touchpad, ma è necessaria una fase di apprendimento: abituarsi a tasti che non danno feedback non è semplice e i primi tempi scriverete lentamente e con molti errori. Il software include delle ottimizzazioni per la tastiera che gli permette di imparare i pattern di scrittura dell’utente e adattarsi in base ad essi, ed effettivamente dopo poche ore scrivevo molto più velocemente e con meno errori. Sta di fatto però che il sistema di vibrazione inserito per dare un ritorno è molto debole e non equilibrato sulla superficie.

Il touchpad invece è in assoluto il punto più debole: quello installato sulla versione Windows supporta le gesture a due dita, ma su Android non troviamo questo aspetto – probabilmente per via dell’OS. Navigare l’interfaccia è scomodissimo perché molti tocchi vengono confusi per un clic, dato che esso simula il movimento di un dito sullo schermo. Il display è lì davanti ed è touch, vale la pena usare soltanto quello. In generale è stato fatto un buon lavoro per integrare tutti questi elementi anche con Android (la tastiera ad esempio include tasti dedicati per tornare alla home o per aprire il drawer), ma serve ancora del lavoro per far sì che un utente preferisca questa soluzione virtuale a quelle fisiche offerte da altri device.

Batteria: un’ottima durata

Da un dispositivo così simile non mi sarei aspettato una autonomia prolungata, ma invece c’è e mi ha piacevolmente sorpreso. Lenovo ci parla di 15 ore di durata della batteria, che nella realtà si traducono in un range che va dalle 9 alle 12 ore. Tutto dipende come sempre dall’utilizzo che se ne fa: in questo caso, giocano tantissimo sia i classici aspetti (account in push, app aperte, luminosità del display e moduli di connettività accesi) ma anche altri meno tipici. L’uso o meno della tastiera può incidere molto sulla batteria, ma anche come utilizziamo il device – se più come tablet oppure come notebook.

Infatti, la parte tastiera\disegno si disabilita automaticamente per evitare tocchi indesiderati quando la cerniera è piegata per usare Yoga Book come un tablet. Questo significa che i consumi si riducono, venendo disabilitato un intero digitalizzatore e l’illuminazione olografica. Chi lo userà prettamente come tablet noterà quindi un’autonomia un po’ più lunga, ma è anche ovvio perché non starà sfruttando le più grosse caratteristiche di questo prodotto. Per quanto riguarda la ricarica, è presente una porta micro USB: sfruttatela con il caricatore incluso in dotazione che ha un voltaggio maggiore, dato che quello dei telefoni potrebbe far allungare enormemente i tempi di ricarica, che solitamente sono sotto le due ore

Multimedia: qui Android vince a mani basse

L’aspetto multimediale di Lenovo Yoga Book è specialmente forte sulla versione Android, arricchita grazie al Play Store di migliaia di app che potremo sfruttare in maniera nativa invece delle versioni via browser che Windows 10 offre. Mi riferisco a Netflix, YouTube, RaiPlay, Mediaset Premium e tanti altri contenuti che qui si riescono a vedere in maniera molto comoda e diretta. Lo schermo è di ottima qualità e si presta alla riproduzione multimediale, specialmente se pieghiamo la cerniera e sfruttiamo il form factor a tenda. C’è un altro aspetto altrettanto importante su un dispositivo simile, e cioè l’audio.

Il comparto sonoro è curato da Dolby con la sua tecnologia Atmos, pensata per una fruizione migliore del suono surround. Sicuramente non ha la stessa spazialità che possiamo godere al cinema, ma l’importante è che il volume è elevato e la qualità sonora molto buona. Vedere un film è un piacere, e non dovremo per forza affidarci a casse esterne per tablet o cuffie di qualsiasi tipo. A completare la dotazione multimediale c’è un’uscita video mini HDMI, che permette di collegarci rapidamente alla TV di casa e di usufruire del contenuto su uno schermo più grande. Inutile infine dire che le fotocamere presenti hanno una qualità soltanto sufficiente per una videochiamata.

Lenovo Yoga Book: le nostre conclusioni

Quest'ultima creatura di Lenovo non è sicuramente un prodotto perfetto, anzi. Potrebbe essere più potente; potrebbe esserci una tastiera con un feedback migliore; potrebbe esserci una versione di Android più rifinita. Ma tutti questi difetti passano in secondo piano davanti all'originalità del dispositivo. E come tutti i prodotti che aprono una nuova categoria, se deciderete di essere early adopter potrete assaporarne i vantaggi fin da subito, in attesa magari di una seconda generazione di questo device che possa costruire partendo dai mattoni che per ora sono meno solidi. Se però volete portarlo a casa oggi, la scelta è principalmente fra la versione Android o quella Windows. Quale comprare? Guardate alle vostre esigenze: se non ne farete un uso professionale, se ci volete far giocare un bambino o se vi volete svagare al meglio su un divano, allora puntate su Android. Se però intendete lavorarci, se la penna diventa un alleato prezioso e la sua portabilità un aspetto importante per essere più produttivi, allora Windows fa per voi. Certo, ci sono 100€ di differenza (dovuti principalmente al costo della licenza del sistema operativo di Microsoft), quindi valutate voi il da farsi. Intanto, io torno a disegnare sul mio Yoga Book arrivato direttamente dal futuro. Potete acquistare Lenovo Yoga Book direttamente dallo store di Lenovo al prezzo di 499€ per il modello Android e 599€ per quello con Windows.

Pro
Design innovativo
Pennino fantastico
Buon comparto multimediale
Autonomia lunga
Contro
Software acerbo
Tastiera da migliorare
Porte di vecchia generazione
valutazione finale8

Puoi acquistare Lenovo Yoga Book su Amazon su eBay o su ePrice In alternativa Lenovo Yoga Book è disponibile nella variante Lenovo Yoga Book (Android).