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Leica M10: la piccola mirrorless full frame d'élite

Leica M10: la piccola mirrorless full frame d'élite

Leica M10 è una mirrorless full frame decisamente inusuale. Scopri se fa al caso tuo con questa recensione / Ultima modifica il

Per chi ha sempre recensito fotocamere “normali” e non ha mai provato prodotti d’élite, è certamente difficile toccare con mano e utilizzare senza problemi una Leica. Questo perché il produttore ci tiene a mantenere uno stile quasi invariato con il classicismo della fotografia tedesca d’eccezione. Chi acquista una Leica, ancora oggi, entra automaticamente a far parte di una élite di persone che possono permettersi di investire cifre importanti. In maniera verosimile, la stessa cosa vale per l’acquisto di un Rolex molto caro, una Lamborghini d’epoca, una nuova Golf car e così via. Leica M10 è esattamente paragonabile (anche come prezzo) ad un Rolex Submariner Verde. Entriamo nel dettaglio e scopriamo tutte le meraviglie che il prodotto offre all’interno della nostra recensione di Leica M10.

Design e materiali: genuinità, storia e un pizzico di scheumorfismo

Fin dal momento in cui è arrivato il pacco Leica nel mio studio ho avuto immediatamente la sensazione che fosse un prodotto estremamente curato in ogni piccolo dettaglio. La confezione ha un cassetto vero e proprio creato in cartoncino ed ubicato nella parte mediana della scatola principale, la quale contiene tutto ciò che serve per iniziare a scattare con Leica M10. All’interno della confezione non manca nemmeno la cinghia da collo in pieno stile “vintage”. Moltissimi produttori oggi sfruttano dei richiami alla fotografia del passato ma, secondo la mia modesta opinione, probabilmente Leica è l’unica a farlo in così grande stile. Ogni componente ha una sua scatola e sezione dedicata all’interno di quella che è la confezione principale (e che comprende il tanto apprezzato cassetto). Le chiusure delle piccole scatole all’interno della confezione principale sono dotate di un magnete che le blocca da eventuali aperture non richieste, un altro dettaglio che mi ha fatto capire fin da subito la qualità del prodotto. Insomma, già dalla scatola ho capito che Leica M10 non è di certo una fotocamera per tutti (lasciamo per un attimo da parte il prezzo del solo corpo). Ho subito pensato ad una normale reflex entry level che viene consegnata in una scatola che include la fotocamera, la batteria, la cinghia e il manuale d’uso quasi nello stesso sacchetto di plastica all’interno della confezione. Le differenze sono evidenti.

Una volta raggiunto il corpo di Leica M10 sono rimasto sorpreso dalla compattezza visiva del prodotto. Se pensate che si tratta comunque di una mirrorless full frame adatta quasi ad ogni utilizzo fotografico, il lavoro dei designer e degli ingegneri Leica è stato sicuramente esemplare. Tutto l’incantesimo si è in parte spezzato una volta impugnata Leica M10: il corpo risulta davvero pesante: quasi 670 grammi per il solo corpo. Certo, forse letti in una recensione non sembrano neanche troppi, ma in realtà, visti e sentiti dal vivo sono maggiori di quello che mi aspettavo. Il motivo di tale peso è presto detto: Leica M10 è una delle poche mirrorless full frame a telemetro sul mercato, pertanto, in un modo o nell’altro, il peso poteva solo aumentare rispetto ad alcuni concorrenti. Per il resto, il design di Leica M10 è estremamente minimale: trama simil-pelle nappa che nasconde zigrinature e componenti decisamente scheumorfico per la realtà minimale odierna. Ma questo design piace, niente da dire, è una delle cose che ho apprezzato di più di questa fotocamera, e posso affermarlo già a questo punto della recensione. Si, perché vi dev’essere chiaro fin da subito che Leica M10 è un prodotto eccezionale per fare foto. E basta.

La parte superiore ha una percentuale estremamente superiore di aree vuote rispetto alla presenza di bottoni e ghiere. Si inizia da sinistra (guardando la fotocamera dal punto di inquadratura e visione oculare) con una ghiera ISO che nasconde il dettaglio di una colorazione rossa prima ubicata al di sotto della stessa una volta fatta ruotare. Tale ghiera è risultata a parer mio ma anche di tutti coloro i quali hanno avuto modo di impugnare tale fotocamera, poco intuitiva sebbene estremamente apprezzabile lato design, proprio perché di default la ghiera è bloccata, soltanto che è così tanto immobile da sembrare rotta. Risulta necessario effettuare un movimento di rotazione deciso per sbloccare la ghiera e permettere la celeste visione del dettaglio colorato di rosso (quindi si, celeste ma non così tanto, perché è rosso). Proseguendo troviamo la slitta hotshoe posta nella parte perfettamente centrale del corpo anche se non sembra. È presente infatti un piccolo scalino che divide nettamente la fine della slitta hotshoe dalla ghiera dei tempi disegnata in stile classico e dotata di vari tempi d’esposizione, i quali potranno essere affinati precisamente grazie ad una seconda ghiera posta nella porzione posteriore del corpo macchina. Infine troviamo il bottone di scatto che è in realtà anche lo switch d’accensione della fotocamera.

Nella parte frontale è presente tutto il design tipico di Leica: minimalismo, classicità, storia e arte di un prodotto con telemetro digitale. Il logo Leica con sfondo rosso è ben visibile e leggermente sfalsato dal centro per essere allineato con la parte mediana dell’ottica. Tale geometria è puro piacere per gli occhi più attenti di chi ama classe e cura nei dettagli. Troviamo poi un tasto configurabile e il bottone si sgancio dell’ottica. Interessante lo switch a leva posto di fianco all’ottica: vi permette di variare, all’interno del mirino, il tipo di griglia visibile. Ai lati manca tutto: non aspettatevi porte di connessione, output per monitor o ingressi vari, Leica M10 non ha nulla, ed è bello così. Bello si, ma di certo poco utile per chi ha esigenze specifiche di input / output o è alla ricerca di un cambio rapido di scheda. Per cambiare scheda o batteria è infatti necessario portarsi nella parte estrema inferiore, sbloccare l’anello laterale e rimuovere la copertura che va da bordo sinistro a bordo destro di tutto il corpo. Il coperchio verrà così rimosso e vi darà accesso a slot SD e slot batteria. Si tratta di una finezza, certo, ma per quanto possa essere soggettivamente bella o brutta, è oggettivamente scomoda per chi necessita di effettuare operazioni in rapidità. Oltre a questo, c’è da considerare il fatto che, qualora stiate scattando con Leica M10 su treppiede, non vi sarà possibile in alcun modo cambiare batteria senza togliere fisicamente la fotocamera dalla struttura stabilizzante. La batteria è una Leica BP-SCL5 da 1.1Ah / 8.25V prodotta in Indonesia e che riesce a garantire un’autonomia sufficiente per circa 500 scatti.

Infine, considerando la parte definita come “posteriore”, ovvero quella in cui vedete nel momento dello scatto, Leica M10 mostra subito il mirino ottico circolare posto sulla sinistra e corrispondente al visore frontale (telemetro digitale). In questo caso è bene sapere che un telemetro digitale può offrire un’esperienza di scatto fantastica a livello operativo, perché al contrario di un mirino EVF mostra la scena reale, senza artefatti o modifiche di luce. Ciò può coincidere con una vostra disapprovazione in caso di abitudine con anteprima in real time dello scatto, ma potrebbe anche portarvi ad un miglioramento effettivo in termini di esperienza fotografica, perché in questo caso si vede la vostra vera bravura. Di certo non acquisterete una fotocamera da 7000€ per il solo corpo senza avere basi più che forti a livello fotografico, o almeno questa è la speranza. Il telemetro è sfalzato rispetto al sensore, pertanto ciò potrebbe portare a differenze in termini di micrometri dall’effettiva area di scatto / inquadratura scelta, ciò però anziché costituire un problema dovrebbe in realtà essere un’esperienza più mistica di fotografia attuale rapportata al passato. Leica M10 è infatti il miglior modo per testare le vostre capacità sul campo: se non siete in grado di scattare buone foto e non avete una conoscenza più che buona delle tecniche, con questa fotocamera rischiate di sovraesporre o sottoesporre in ogni caso.

Oltre a questo, il design rimane comunque sempre molto minimale e presenta la denominazione aziendale nella porzione superiore, una ghiera secondaria, un display standard da 3.2″, un D-Pad per spostarsi nei menù e tre semplici ed essenziali bottoni: LV (per il Live View), Play (per vedere le foto scattate) e Menù (per regolare le impostazioni). Due led di notifica vi faranno capire le operazioni della fotocamera e l’eventuale “emergenza batteria”. Leica M10 si rivela essere una fotocamera sopraffina, che va controcorrente ad ogni singola tecnologia e tendenza fotografica degli ultimi anni. È una mirrorless, vero, ma ha un cuore da reflex analogica, da banco ottico, da dagherrotipo. Chi acquista una Leica, oggi, lo fa per una questione non soltanto di stile ma anche di storia, di comprensione, di ripasso inerente a tutto ciò che è stato. A Leica non importano i video in 4K, i log di gamma e quant’altro, a Leica interessa la fotografia, punto. La fotografia vera, quella difficile di un tempo, quella unica e rara, diventata oggi un’osmosi distruttiva.

A Leica non importano i video in 4K, i log di gamma e quant’altro, a Leica interessa la fotografia, punto. La fotografia vera, quella difficile di un tempo, quella unica e rara, diventata oggi un’osmosi distruttiva.

Prestazioni: non aspettatevi niente, aspettatevi tutto

Normalmente, nel capitolo delle prestazioni, mi concentro ad analizzare alcuni aspetti a parer mio fondamentali di una fotocamera: qualità di scatto, sensibilità ISO, autofocus, registrazione video e connettività. Per Leica M10 ho dovuto creare una struttura diversa e più adatta per il semplice motivo che, come ricordavo nei capitoli precedenti, questa è una fotocamera completamente diversa da ciò che potreste immaginare o da ciò che potreste aver visto in maniera ordinaria.

Leica M10 integra un sensore CMOS full frame da 24 megapixel realizzato appositamente per questo modello e capace di offrire una gamma dinamica più ampia rispetto ad altri modelli precedenti ma soprattutto una sensibilità ISO migliorata. Tale sensore integra un’architettura piuttosto complessa rispetto ad altri chipset simili o dello stesso segmento: sono presenti infatti dei pixel con microlenti in grado di catturare in maniera migliore i raggi luminosi incidenti con angolazioni oblique. É presente poi un vetro di copertura che agisce come filtro taglia IR. Ciò permette una nitidezza ai massimi livelli data anche l’assenza del filtro passa-basso. Oltre a questo è presente un processore d’immagine Maestro II che, insieme al buffer maggiorato da 2 GB, è in grado di gestire una raffica fino a cinque fotogrammi al secondo a piena risoluzione. Caratteristica del formato d’immagine di Leica M10 è la presenza di un puro DNG a discapito dei classici RAW proprietari che i vari produttori propinano all’interno del mercato. Pertanto, non serviranno particolari plugin o aggiornamenti nell’utilizzo con Lightroom o Photoshop in quanto formato proprietario di Adobe. Le foto hanno un peso di circa 30 MB con una risoluzione pari a 5976×3992 (24 megapixel) con la possibilità di scendere a 12 megapixel oppure anche a 6, cambiando, in base alle vostre esigenze, le proporzioni di scatto.

Leica riduce le fotocamere alla loro essenzialità

A tal proposito, si tratta della mia “prima volta” con una Leica, o almeno per così tanto tempo a sufficienza da poter porre solide basi per una recensione il più dettagliata possibile. Per tale motivo, ho dovuto abituarmi ad un’esperienza di scatto completamente diversa dal solito e che mi ha regalato piacevoli sensazioni esperienziali legate all’arte pura della fotografia classica. Un tipo di sensazione che non provavo da tempo. Una sensazione che oggi si è persa, a causa di una lenitiva presenza di tecnologia innovativa che rasserena gli animi di chi necessità di fare grandi cose ma spezza il sentimentalismo dei fotografi più classici e della vecchia scuola.

Leica M10 non ha l’autofocus. Vorrei analizzare bene questa frase: avrei potuto scrivere “Leica M10 non ha nemmeno l’autofocus, pensate!” perché è facile pensarla in questo modo, è facile giudicare a priori, e, utilizzando una metafora decisamente frequente, è facile trovare la pappa pronta. D’altro canto è anche vero che chi acquista una Leica M10 sa benissimo tutto questo e comprende al meglio che è necessario fare dei sacrifici in termini tecnici per poi sopperire a tale mancanza con un’esperienza fotografica pura e una qualità di scatto estremamente alta regalata soprattutto dalle lenti Leica ELMARIT. Pertanto, preparatevi a mettere a fuoco soltanto in manuale, sebbene aiutati da un sistema di focus peaking che quasi infastidisce in quanto tecnologia troppo nuova per il concetto alla base di questa fotocamera, ma tranquilli, è disattivabile. Leica M10 non ha la modalità video. Anche in questo caso avrei potuto esprimermi in maniera negativa, ma non l’ho fatto. Questo semplicemente perché gli ingegneri Leica hanno volutamente deciso di non permettere agli acquirenti di questo modello di registrare fotogrammi in movimento, ad esclusione certo della raffica da 5fps di cui questo modello è capace.

Senza andare troppo lontano, la stessa cosa è stata fatta da Nikon qualche tempo fa con il modello Df, fotocamera che richiamava in tutto e per tutto la “vecchia” F, storico modello della società giapponese. Anche Nikon Df non permette di registrare video. È una scelta, non una mancanza, perché non tutti i fotografi sono videomakers e non tutti i videomakers sono fotografi (per fortuna direi). Leica M10 ha un menù estremamente difficile da usare. Non è affatto facile muoversi nel menù di Leica M10 perché è semplicemente illogico, pensato male e per nulla intuitivo. Molte funzioni sono nascoste sotto altri nomi o in sottomenù completamente diversi rispetto a ciò che si pensa, altre funzioni sono invece assenti, alcuni settaggi non sono regolabili ed altri non fanno ciò che vorremmo. Nel menù di Leica M10 bisogna riflettere bene su quali siano le reali “cose che vanno” a differenza delle tante incongruenze logiche e per nulla intuitive. La mia sensazione ogni volta che apro il menù di Leica M10 è sempre la stessa: non vedo l’ora di chiuderlo. Ad ogni modo, cercando di immedesimarmi nella building journey e nella cultura dietro a questo marchio, potrei anche pensare di una cosa fatta apposta. Se è vero che l’obiettivo di Leica è riportare il classicismo fotografico unito alla cultura della difficoltà associata a questo impiego, è anche vero che non dovrei aver nessun interesse a regolare ogni singola funzione per ogni scatto. Bisogna concentrarsi sulla scena, sulla foto, sulla luce esterna, sull’inquadratura tramite telemetro, evitando di perdersi troppo in chiacchiere (o nel menù, in questo caso). Pertanto, sebbene io sia stato più di una volta in difficoltà all’interno del menù, senza accorgermene però ero più motivato a trovare la soluzione in fase di scatto, a ragionare come la fotocamera, a capire la logica del sistema, anziché cercare gli automatismi.

Follia? Idee non condivisibili? Può essere, ma questa è la mia esperienza prestazionale e operativa legata a Leica M10, e pertanto è imprescindibile, perché non sarebbe altrimenti facile spiegare i motivi che potrebbero spingervi all’acquisto di questa fotocamera. Avrei voluto non chiamarla “recensione” ma “esperienza”, perché certamente “recensione” è forse un termine troppo freddo per definire la prova di questa fotocamera.

Sensibilità ISO: la giusta evoluzione meritata

Almeno in alcune cose Leica ha voluto adeguarsi agli standard attuali. Oltre al dettaglio del Gorilla Glass per il display posteriore, ho apprezzato anche il fatto che la sensibilità ISO si possa estendere fino ad un valore pari a 50.000. Questo non significa che potrete aspettarvi foto straordinarie e assenza totale di grana anche al massimo della sensibilità disponibile, però sicuramente rispetto a competitor di segmento, Leica M10 si comporta piuttosto bene.

Bisogna sempre e comunque riflettere sulla caratteristica principale di Leica M10: il sensore full frame da 24 megapixel. Tale sensore potrebbe essere in qualche modo paragonato a quello di una Canon EOS 6D Mark II, ma, a parte i 5.000 euro in meno per quanto concerne il prezzo, Leica integra ovviamente alcune differenze importanti. Il tipo di costruzione del sensore, descritto da me nella parte iniziale del paragrafo dedicato alle prestazioni, è completamente diverso in termini tecnologici e qualitativi rispetto a quelli offerti in fotocamera di fascia economica minore ma dello stesso segmento. Ciò vi permetterà quindi di notare miglioramenti dal punto di vista della qualità fotografica e del rumore elettronico. Se però scattate in bianco e nero e volete dare un tocco di vintage, allora potrebbe essere opportuno alzare gli ISO alla ricerca della grana reale.

Leica M10: le nostre conclusioni

Ad ogni modo, per quanto io abbia provato a trasmettervi la mia esperienza con Leica M10 nel modo migliore possibile, rimane, e rimarrà, una fotocamera di nicchia, che difficilmente potrebbe fare al caso mio e che soprattutto potrei difficilmente comprare. Ciò che scoraggia, ovviamente, è la cifra molto alta che, nel ragionamento comune odierno, fa pendere l'ago della bilancia verso il disaccordo in termini di acquisto. Eppure, nonostante questo, Leica non ha bilanci in perdita e continua a fare ottimi fatturati, questo perché c'è e ci sarà sempre una nicchia di estimatori del brand, esattamente come accade con Rolex ed altri. I pro e i contro ci sono, come per tutti i vari prodotti del resto. In questo caso, essendo Leica M10 un prodotto di spicco e con un budget sostanzioso per essere portato a casa, è facile vedere attaccabili più gli aspetti negativi. Sta di fatto che l'aspetto fotografico è davvero positivo, e chi cerca l'eccellenza in ambito fotografico, scegliendo Leica, non può di certo scegliere meglio.

Pro
Mirrorless full frame estremamente compatta e facile da trasportare
Grande qualità d’immagine
Design e linee affascinanti
Contro
Difficile giustificare i quasi 7000€ per il solo corpo
Menù molto poco intuitivo
Registrazione video assente
valutazione finale7.5