Vai a Tecnologia
Vai a Videogiochi
Vai a Fotografia
Vai a Casa

Kodi: scopriamo il media center più amato del web

di Riccardo Doniniaggiornato il 21 novembre 2015

Ognuno di voi avrà creato in casa propria uno spazio personale, un proprio cantuccio, un luogo dove rilassarsi per godersi i contenuti multimediali preferiti. Che si parli di musica o video, un sistema home theatre, grande o piccolo che sia, necessita sì di supporto hardware, ma anche di quello software.

Proprio su quest’ultimo punto si focalizzerà questo focus dedicato a Kodi. Si tratta del tool media center più conosciuto di Internet e amato da chi, anche con poche risorse a disposizione (ma sempre con tanta volontà), è riuscito a costruire un buon set di riproduzione multimediale.

Oggi Kodi è il protagonista della scena della fruizione di contenuti da remoto, grazie anche alla community che lo segue e che lo rende il media center più apprezzato di sempre. In questo focus vedremo cos’è Kodi, da dove arriva e cosa concretamente consente di fare.

Cos’è Kodi?

Kodi (ex-XBMC) è un software gratuito e media player open-source sviluppato dal Kodi Team (ex Fondazione XBMC), un consorzio di tecnologia senza fini di lucro. Kodi, disponibile per più sistemi operativi e piattaforme hardwareconsente agli utenti di riprodurre e visualizzare la maggior parte dei video e musica, come ad esempio audio e video podcast da Internet, e tutti i file multimediali digitali comuni direttamente tramite supporti di memorizzazione locali e di rete.

Prodotto originariamente come un’applicazione media center indipendente (homebrew) per la console di gioco Xbox di prima generazione, è stato poi reso disponibile come applicazione nativa per Android, Linux, BSD, Mac OS X, Windows, iOS, Apple TV e Raspberry Pi. È anche disponibile come versione autonoma denominata XBMC(Kodi)buntu, cioè come sistema operativo a sé stante.

Grazie alla, o forse a causa della, sua natura open source, XBMC ha dato modo nel corso degli anni a molte società di copiare il codice sorgente per implementarlo in sistemi proprietari. Basta fare riferimento a Smart TV, set top box o sistemi TV di strutture alberghiere (per citarne alcuni) per scoprire come c’è chi ha sfruttato un prodotto libero rivendendolo a caro prezzo. In ogni caso, XBMC ha dato origine a una intera famiglia di prodotti: MediaPortal, Plex e Boxee sono tutti partiti dallo stesso codice, anche se poi hanno proseguito il loro sviluppo seguendo strade diverse e originali.

Con la versione 14 il nome di XBMC, ormai obsoleto, cambia e diventa Kodi. A parte il nome però, le caratteristiche rimangono le stesse con modifiche sostanziali, per garantire quella versatilità che lo contraddistingue da tutta la concorrenza. Rispetto al passato poi i sistemi compatti sono molto più silenziosi, economici e poco esigenti in termini di consumi energetici: collocare un piccolo computer a fianco del televisore è più che mai una soluzione realistica e poco costosa. Nel mercato attuale sembra esserci posto per varie soluzioni; come vedremo, i media center (e in particolare Kodi) offrono una flessibilità e un’espandibilità ineguagliabile, ma richiedono molta più dedizione nella configurazione e nell’organizzazione dei contenuti, specialmente nella fase di impostazione iniziale.

Come detto, Kodi può essere installato su un computer già funzionante dotato di sistema operativo (Windows, Linux o OS X); si può oltretutto partire da un hardware vergine, grazie a OS specializzati come KodiBuntu o OpenElec, che integrano in un’unica installazione la distribuzione Linux e l’ambiente Kodi. L’installazione è piuttosto semplice, mentre la configurazione può essere molto più lunga; non tanto perché Kodi richieda impostazioni complesse per funzionare a dovere, quanto perché le opzioni di personalizzazione sono un’infinità, ed è molto probabile che si ritorni più volte sulla configurazione iniziale per modificare qualche dettaglio, aggiungere nuove funzioni o per variarne l’aspetto.

Il motivo è che l’architettura del programma, infatti, è totalmente modulare: come vedremo, si possono scaricare e installare add-on per modificare moltissimi aspetti dell’interfaccia o incrementare la dotazione di funzioni. Per chi fosse alle prime armi, bisogna pensare che il supporto che Kodi fornisce ai file multimediali è quasi illimitato.

I media center come Kodi offrono una flessibilità e un’espandibilità ineguagliabileIn sostanza per le funzioni di base di Kodi consideriamo la riproduzione di tutti i file multimediali direttamente dai CD/DVD inseriti nel lettore DVD integrato nei vari devicei, dall’hard disk, oppure attraverso la lettura di una cartella o di una partizione di Windows condivisa attraverso il sistema Samba (SMB), o via iTunes attraverso il protocollo di trasmissione DAAP. Inoltre, se Kodi rileva il collegamento a Internet, diventa possibile richiedere al database IMDb copertine e recensioni di film, così come al database CDDB i titoli delle tracce di CD audio, la riproduzione di video in streaming e l’ascolto di qualsiasi radio online.

Oltre a questo, i vari script e add-on si popolano anche di: guide TV, previsioni del tempo, orari ferroviari, script per controllare software e hardware PVR (MediaPortal, MythRV, TiVo, Reeplay), browser di stazioni di radio online (ad esempio SHOUTcast), browser di internet TV, client di e-mail, programmi di file sharing P2P (BitTorrent, IRC) e altri. Insomma, ce n’è per tutti i gusti.

Prima configurazione e impostazioni

Per reperire Kodi basta recarsi sul sito ufficiale, kodi.tv, scegliendo la versione (o versioni) adatte al proprio hardware. Tra le soluzioni di installazione più gettonate c’è quella di adottare un Raspberry Pi 2. La scelta è dettata da alcuni fattori da prendere in esame: il costo, che si aggira sui 40€ per la sola scheda e circa 80€ con tutti gli accessori, versione bundle; le misure, estremamente compatte; e la versatilità della dev board.

In ogni caso, per fare delle prove o anche in via definitiva, la soluzione più pratica è quella di installare Kodi su PC. Una volta installato, ci troveremo per la prima volta di fronte al menù iniziale del programma popolato dalle voci principali. Questo può essere navigato con mouse e tastiera, anche se in alcuni casi, per alcune skin (temi), la navigazione è ottimizzata per tastiera o controlli remoti (telecomandi infrarossi o Bluetooth ad esempio). Il menù principale sarà la Home del nostro programma, dalla quale accederemo alle varie aree che ci interessano.

La prima cosa da fare sarà portare il programma in italiano (se già non lo fosse) entrando nel menù “System”. Una volta dentro bisognerà scegliere “Appearance” e successivamente la voce “International”, per spostarsi sulla colonna di destra su “Language”. A questo punto bisognerà solo scorrere l’elenco fino a trovare la voce “Italian“. Dopo solo un paio di secondi il programma si riavvierà in italiano. Ora possiamo iniziare a vedere più nello specifico le opzioni che ci sono nel menù di sistema.

Questo menù racchiude tutte le modifiche e le impostazioni che si possono fare all’interno del programma, per perfezionarlo o renderlo il più personalizzato possibile. Troverete varie voci, alcune importanti che possono risultare più difficili da capire a chi avvia il programma per la prima volta, altre più comprensibili e a volte meno rilevanti. Vediamo nello specifico cosa ci aspetta.

Innanzitutto, il menù “Aspetto” dà la possibilità di cambiare la “faccia” al programma – le skin hanno grafiche anche completamente differenti come quelle create per sistemi touchscreen. Le più personalizzate e nuove danno la possibilità di scegliere tra tantissime impostazioni che rendono modificabile in ogni dettaglio Kodi, secondo il proprio gusto estetico. Si può scegliere la schermata che vogliamo come principale all’avvio del programma. Si può impostare un suono per i tasti: ogni volta che ci sposteremo o premeremo un tasto si sentirà un suono.

La voce “mostra i feed RSS”, se selezionata, dà la possibilità di vedere in una barra nella home varie notizie andando a scaricare i vari feed dai siti di nostro interesse. In aggiunta si può impostare un salvaschermo; anche se può sembrare una funzione più banale invece risulterà comoda per i nostri televisori, perché con questa si ha la sicurezza di non trovarsi per una qualche dimenticanza con immagini statiche sul display. Infine, tra le ultime voci troviamo quelle per modificare la lingua e i caratteri, secondo le nostre preferenze.

Passiamo alla gestione del menù “Video”. Tra le voci più importanti troviamo quelle riguardanti l’ “Archivio” e la “Riproduzione”. Per quanto riguarda quest’ultima, ogni sistema è a sé e le impostazioni variano in base al proprio hardware e/o sistema operativo. Il primo invece offre funzioni come: mostrare la trama per gli elementi non visti; scaricare le icone degli attori, che permette di aggiornare le foto degli attori presenti nel video che vogliamo vedere; o raggruppare film in antologie, raccolte che includeranno eventuali varie saghe e simili.

Vediamo ora una serie di impostazioni che hanno il compito di facilitare la gestione del nostro media center e a cui bisogna porre una certa attenzione. Partiamo con i “Servizi”. In “Generale” vi è il nome con cui verrà visualizzato Kodi all’interno della rete domestica; se abilitiamo le opzioni di rete UPnP abbiamo la possibilità di condividere tramite la rete domestica le librerie di Kodi con altri dispositivi. Inoltre sempre con lo stesso protocollo possiamo usare un dispositivo – smartphone o tablet – come telecomando per Kodi, attraverso la app dedicata.

Siamo ora al menù “Sistema”. La prima voce riguarda l’uscita video: possiamo decidere come verrà visualizzato Kodi al suo avvio e durante l’utilizzo impostando la risoluzione migliore. L’impostazione forse più particolare è la calibrazione video, che serve per assicurarsi l’utilizzo a pieno schermo senza andare oltre i bordi. Possiamo poi riposizionare il punto in cui appariranno i sottotitoli durante la visione di un video e determinare l’aspect ratio corretto del nostro schermo.

La seconda voce concerne invece l’uscita audio. È possibile selezionare la riproduzione da analogico, ottico/coassiale o HDMI e configurare quanti altoparlanti ha il nostro impianto. Vi oltretutto è la possibilità di aumentare il volume durante la riproduzione per guadagnare dei decibel nel caso in cui risulti troppo basso il livello dell’audio generato dalla nostra sorgente. Le restanti voci di solito si adattano alla maggior parte degli impianti, quindi non necessitano di particolare attenzione.

A questo punto abbiamo impostato i valori ottimali per iniziare ad usare Kodi. Da qui in poi chiunque potrà sbizzarrirsi a visitare gli altri menù. Parlerò quindi degli aspetti più importanti da considerare, per l’utilizzo del media center, cioè la riproduzione di contenuti (audio o video è indifferente), e degli add-on che ci permettono di sfruttare la multimedialità di Internet.

La riproduzione

Dopo aver fatto partire un video qualsiasi bisogna premere il tasto M (menù) della tastiera o il tasto OK del telecomando. Il video si ferma e compare un nuovo menù a cui prestare un po’ di attenzione. Troviamo varie voci, ma per ora parlerò delle tre voci più importanti e che possono mettere in difficoltà gli utenti alle prime armi: sottotitoli, audio e video.

Cliccando sulla prima delle tre voci si aprirà una finestra in cui vedremo Kodi al lavoro, attraverso degli applicativi preinstallati, alla ricerca di sottotitoli. Questi saranno adeguati al file che stiamo riproducendo, anche se non è detto che la ricerca vada a buon fine. Se non abbiamo ancora impostato correttamente le regole per i sottotitoli lo faremo adesso cliccando su “Impostazioni add-on”. Qui si aprirà una nuova finestra che ci permetterà di selezionare nella voce “Lingue” la lingua preferita per la ricerca dei sottotitoli. Le altre voci permettono di aggiungere fonti per i sottotitoli e di impostare ulteriori regole di default per tutti i video.

La seconda (audio) e la terza (video) voce non si discostano molto dai menù visti precedentemente durante il settaggio. Queste nuove impostazioni sono infatti un’estensione delle prime, in modo da dare la possibilità di perfezionare l’ascolto e la visione direttamente durante la riproduzione. Le nuove regole che si andranno eventualmente ad impostare rimarranno anche per i contenuti successivi, così da trovare lo standard più adatto ai propri gusti.

Gli add-on e Internet

Ora abbiamo capito come sfruttare i contenuti provenienti da un archivio interno e come regolare al meglio la visione dei suddetti. L’ultimo passo prima di essere completamente autonomi riguarda gli add-on. Il nome non dovrebbe giungere nuovo a chiunque abbia avuto un po’ di confidenza con browser come Firefox. Questi non sono altro che applicativi che, integrati nella piattaforma, aiutano l’utente a svolgere certi tipi di funzioni, cioè a sfruttare dei servizi.

Nel caso di Kodi gli add-on fanno sì che ci si possa interfacciare con le piattaforme più conosciute come Netflix, Spotify, YouTube oppure i normali canali televisivi. Il menù dedicato si trova nelle impostazioni principali. La lista degli applicativi ricercabili su Kodi è sterminata, ma vi è comunque la possibilità di caricarne alcuni manualmente.

In questo modo potremo avere un media center incentrato sui contenuti moderni sempre che questi applicativi continuino ad essere mantenuti, in particolare ora che Netflix è giunto in Italia. Inoltre, potendo sfruttare un unico collegamento – quello ad Internet –, non ci sarà bisogno di usare molti cavi e molti apparecchi. Tutto, dalla televisione tradizionale allo streaming online, viene inglobato in un’unica intelligente soluzione: il nostro Kodi, ovviamente.

Conclusioni

Siamo giunti alla fine di questa panoramica sul media center più gettonato della rete. Che si sfrutti tramite dispositivi mobili o mediante un semplice mini PC o set top box, Kodi risulta una soluzione uniforme, unica, completa ed estremamente versatile.

Vogliamo però raccogliere i vostri feedback. Concludiamo quindi il nostro focus chiedendovi come utilizzate Kodi, come vi sembra districarsi nelle vostre azioni quotidiane, quali sono i dispositivi che avete inglobato nel vostro workflow di fruizione multimediale e cosa, secondo voi, migliorerebbe Kodi. Fatecelo sapere tramite il box dei commenti sottostante!