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Nuovo iPhone: riscoprire il passato per guardare al futuro

di Luca Gramicciaaggiornato il 29 marzo 2015

Nonostante gli ottimi risultati finanziari dei giorni scorsi, per Apple non sono tutte rose e fiori. Il prossimo iPhone sarà un dispositivo molto importante, non solo perché rappresenterà un passaggio generazionale, ma anche perché porterà Apple a confrontarsi con il proprio passato. Se veramente ci sarà un aumento significativo delle dimensioni del display, i dirigenti di Cupertino dovranno essere bravi a giustificare tale aumento. Da sempre iPhone è sinonimo di smartphone compatto ed estremamente usabile, caratteristiche tipiche che hanno portato i sostenitori più accesi ad etichettare gli altri dispositivi come “padelloni”. Io in primis ho commesso questo sbaglio diversi anni fa, ricredendomi una volta provate le straordinarie potenzialità di un display dalle dimensioni più generose.

[quote_sinistro]Attualmente iPhone è un prodotto anacronistico che non può e non deve essere lasciato al suo destino[/quote_sinistro]Son certo che a Cupertino abbiano in serbo qualcosa di straordinario per spiegare tale transizione, cosa che personalmente aspetto con ansia da diverso tempo e che gradirei non poco. Ovviamente ci si aspetta un design completamente rivisto. L’attuale 5S è sostanzialmente lo stesso telefono che abbiamo imparato a conoscere ed amare in occasione della presentazione di iPhone 4. A questo punto della lettura potrebbe nascere la prima domanda da fanboy: “Ma perché Apple dovrebbe cambiare? Gli altri terminali sono sostanzialmente gli stessi e nessuno dice niente“. Verissimo, ma parliamo di Apple, l’azienda che per antonomasia ha saputo stravolgere il mondo della tecnologia in diverse occasioni. La capacità di osare, di essere “pirati”, di credere nei propri mezzi fino alla fine; questi sono i requisiti fondamentali per creare qualcosa di magico, qualcosa come il primo iPhone o il primissimo iPad – prodotti che hanno lasciano un segno nella storia e che non erano pensati per macinare milioni di dollari di ricavi.

Come avrete intuito, ho veramente scarso interesse nei numeri della società californiana, non sono azionista e non me ne viene in tasca nulla. Quello che veramente mi interessa è riscoprire la magia di questi prodotti, magari senza rischiare di vederli su qualche blog cinese o americano diversi mesi prima della loro commercializzazione. Comprendo benissimo che Apple non è una onlus e che deve “macinare” risultati economici importanti, ma anche l’azienda deve capire che lo zoccolo duro della sua clientela è rappresentato da una serie di “bambinoni” che vogliono riscoprire l’effetto magia tipico dei prodotti californiani. Il famoso effetto “wow” che personalmente ritengo sparito da diverso tempo.

Certe volte ho la presunzione di credere che se Apple lasciasse disegnare i suoi prodotti ai propri clienti, gli stessi risulterebbero decisamente più interessanti. Fortunatamente questo non accade (e non accadrà mai), altrimenti avrebbero già chiuso da diverso tempo. Quello che però mi sento di consigliare ai vertici è di non dimenticare mai da dove si viene, di tenere bene a mente il “credo” che ha generato milioni di utenti in tutto il mondo; prendere tutto questo ed inserirlo nei loro prodotti. Tale impronta era particolarmente evidente nella gamma dei primissimi iPod, guarda caso il dispositivo che oggi sembra totalmente abbandonato e quasi sicuramente destinato a lasciare il posto a qualcosa di “diverso”.

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[/img_destra]Quello che mi auguro è che il prossimo iPhone sia un dispositivo pieno di personalità, totalmente rivisto, dotato di design completamente nuovo, in alluminio (sulla falsa riga di iPhone Edge), display da almeno 5″, batteria degna di essere chiamata in questo modo, il tutto concepito con la stessa grinta e passione dimostrata in occasione della nascita del primo modello di iPhone. Basta con la storia che dopo la scomparsa di Jobs Apple non è più la stessa. Ci sono uomini e risorse per portare avanti le idee. Attualmente iPhone è un prodotto anacronistico che non può e non deve essere lasciato al suo destino, necessita di una revisione completa che son certo non tarderà ad arrivare, nonostante i milioni di pezzi venduti in tutto il mondo.

Comprendo bene che il mio potrà sembrarvi uno sfogo di un quasi quarantenne alle prese con i primi segni di demenza senile, ma vi garantisco che se riuscite a cogliere le varie sfumature delle mie parole, vi renderete conto che c’è molto altro.