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iPhone 7 recensione: un mese con il miglior smartphone Apple di sempre

iPhone 7 recensione: un mese con il miglior smartphone Apple di sempre

Dopo averlo tenuto in tasca per settimane, siamo pronti a dirvi cosa pensiamo realmente di iPhone 7, raccontandovi pro e contro dell'ultimo smartphone di casa Apple / Ultima modifica il

IPhone 7 è un dispositivo che si presenta da solo. L’ultimo top di gamma Apple infatti è uno dei dispositivi più conosciuti e venduti attualmente sul mercato, e ha fatto davvero parlare di sé quest’anno per tante scelte azzardate e delle conferme non proprio comprensibili che hanno circondato l’ultima generazione di smartphone della Mela.

Lo avrete visto in decine di recensioni “a caldo”, fatte dopo pochi giorni con il telefono in tasca. Io ho avuto modo di tenerlo come dispositivo principale letteralmente per settimane, e oggi vi porto la mia opinione dopo averlo provato a fondo e con gli ultimi aggiornamenti che hanno modificato e talvolta migliorato l’esperienza software. Scopriamo quindi il piccolo iPhone 7 nella nostra recensione!

Design: vecchio, ma nuovo

La prima critica mossa ad iPhone 7 è stata ovviamente relativa all’aspetto estetico. Sì, iPhone 7 è praticamente identico ai suoi due predecessori. Ci sono nuovi colori (fra cui il nero opaco e quello lucido, bello quanto delicato) e le bande dell’antenna sono state riposizionate, ma se come me infilate il telefono in una cover vi sfido a riconoscerlo da un 6s qualsiasi. Gli aspetti positivi del design sono stati mantenuti, ma purtroppo anche alcuni di quelli negativi.

iPhone 7 si fa usare bene con una mano, grazie al display da 4,7 pollici, ma le cornici sarebbero potute essere più ottimizzate, dato che telefoni con schermi più grandi della concorrenza talvolta hanno dimensioni praticamente identiche. I bordi curvi e sottili sono piacevoli in mano, e in generale la costruzione curatissima viene fuori al primo sguardo: vetro e alluminio sono usati sapientemente. La colorazione nera opaca è infine davvero bella, mentre quelle bianche le trovo meno azzeccate e più “cheap” nell’aspetto.

Il nuovo design comporta qualche novità di peso: il TouchID, cioè il pulsante di sblocco frontale, è ora un falso pulsante. Non si cliccherà effettivamente ma il motore della vibrazione interno si occuperà di ingannare il nostro cervello e farci credere che sia così. iPhone 7 è anche impermeabile con certificazione IP67 – per la prima volta un device Apple guadagna questa feature, insieme al Watch -, cosa che lo rende più adatto agli utenti sbadati che non si preoccupano di portarlo al mare o sotto la pioggia. Manca, infine, il jack audio (di cui parleremo dopo) e la fotocamera rimane sporgente, ma nel complesso la cura vince sull’aspetto che probabilmente verrà stravolto nel 2017.

Display: tra alti e bassi

Apple ha sempre puntato sui display, l’elemento con cui alla fine interagiamo di più e che gioca un ruolo fondamentale nell’esperienza quotidiana di uno smartphone. iPhone 7 non fa particolare eccezione: il suo display è uno dei migliori in assoluto, eccezion fatta per un aspetto che rimane legato al passato, cioè la risoluzione. Il pannello da 4,7 pollici ha infatti lo stesso numero di pixel che iPhone 6 aveva tre anni fa: 1334 x 750 pixel è la risoluzione, definita ancora “Retina” per i famosi 326 DPI della densità di punti luminosi. La concorrenza ormai ci fa colazione con una risoluzione simile, e qui Apple un po’ perde: la definizione talvolta manca, ma nell’uso quotidiano rimane comunque più che accettabile. Il display è però ricco di tecnologia: innanzitutto, ha una gamma cromatica superiore alla concorrenza, cosa che lo rende una gioia per gli occhi.

Il contrasto è elevato e i neri sono profondi, al punto tale di sembrare talvolta un’AMOLED. Il vetro rinforzato è resistente e non si graffia facilmente, e tutto l’insieme abilita il cosiddetto 3D Touch, cioè il riconoscimento della pressione che abilita un livello di interazione maggiore con il software. Guardandolo complessivamente, lo schermo di iPhone 7 è uno dei migliori sul mercato ma allo stesso tempo non sorprende particolarmente: Apple qui gioca sull’usato sicuro, che talvolta si rivela una strategia più che vincente.

Hardware e software: un mondo che si apre

Si potrebbe parlare per ore dell’ecosistema di iOS e delle prestazioni del chip A10. È inutile girarci intorno: iPhone 7 è uno dei telefoni più potenti in circolazione, e rimarrà tale ancora per diverso tempo. L’incredibile lavoro di ingegnerizzazione che riescono a fare in casa Apple permette una integrazione di hardware e software che nessun’altra casa si può sognare, punto. Un iPhone 5 con anni sulle spalle riesce ancora a bruciare sul tempo terminali Android più recenti e costosi, e lo stesso accadrà con questa decima generazione.

Da un punto di vista meramente prestazionale, il chip A10 con i 2 GB di RAM e i 32/128/256 GB di storage (ovviamente non espandibili) riescono a fare un lavoro ottimo. Il telefono vola – complice anche la bassa risoluzione –  e ogni app ha tempi di apertura da freddo o dalla cache sempre eccellenti. I giochi non mostrano cali di framerate e le app più pesanti macinano dati in fretta, senza mettere mai in crisi il telefono. Forse la “poca” RAM si sente nel browser, dove le schede vengono effettivamente ricaricate con più frequenza rispetto a telefoni Android con quantitativi monstre di memoria. Comunque sia, iPhone 7 permette di fare tutto, senza dilungarsi troppo a cercare peli nell’uovo.

Il software è un’altra storia: chi ama iOS si troverà bene e qui ne apprezzerà la sua versione più elevata. L’integrazione con l’hardware è sempre superba e iOS è un sistema operativo ricco di funzioni, pensato per gli utenti del mondo reale e per la loro privacy, e che si adatta perfettamente alle esigenze di tutti. Ogni aspetto è curato e limato, anche se sicuramente bisogna comprendere che si finisce per vivere in un giardino bellissimo ma talvolta un po’ chiuso.

iOS però è tutto fuorché perfetto. I tempi d’oro degli iPhone senza bug sono finiti: con un software così ricco è complesso è impossibile che non spuntino delle magagne. iPhone 7 ha mostrato sintomi che spesso ho visto anche su Android: crash di applicazioni, notifiche che arrivano e non arrivano, bug nel software e qualche altra noia che fanno capire come ormai sia difficile trovare una esperienza priva di questi problemi. Inoltre, non apprezzo alcuni aspetti dell’OS che vengono molto spesso criticati: la gestione dell’area notifiche è pessima, il Control Center è sfruttato male, il drawer delle applicazioni è sempre il solito da anni e alcune operazioni banali talvolta obbligano a scaricare svariate app per poterle effettuare.

Il pacchetto nel complesso però funziona. Tolte queste problematiche, l’esperienza d’uso rimane ottima – anche se davvero vorrei rivedere quella Apple concentrata sul suo software, dopo aver notato una stessa deriva in macOS nelle sue ultime versioni. Mettiamoci tutte le funzionalità extra, dall’ottimo TouchID che sblocca il telefono in un lampo, al 3D Touch che permette di avere accesso a tantissimi shortcut premendo il dito con più forza, ed ecco che è comprensibile perché spesso viene detto che la concorrenza ha molto lavoro da fare.

Batteria: un ottimo lavoro di Apple

Gli iPhone da 4,7 pollici sono stati spesso criticati per la loro autonomia, facendo spingere molti utenti direttamente sui modelli Plus proprio per avere batterie più grandi e non pensare più al caricatore. Su iPhone 7 la situazione è diversa: complice il nuovo chip e un modulo batteria con dimensioni più grandi ricavete proprio rimuovendo il jack delle cuffie, Apple stessa è riuscita a promettere una durata maggiore rispetto al passato, che posso dire di aver notato giorno dopo giorno.

Faccio un uso piuttosto intenso del telefono, con svariati account sincronizzati, tanto uso del display acceso, qualche telefonata e molta messaggistica: con quest’utilizzo la mezzanotte è sempre stata assicurata, spingendomi anche oltre nelle giornate di uso più blando del telefono. Qui il plauso va sempre rivolto al lavoro di armonizzazione di hardware e software: iOS ad esempio è molto più abile nel gestire lo stand-by rispetto ad Android, e a telefono fermo i consumi sono praticamente nulli. Aiuta anche il display, che con la sua risoluzione contenuta non tassa troppo la batteria.

Per la ricarica, dovrete affidarvi al caricatore Lightning presente in dotazione. Sebbene i tempi siano corti, questo è l’unico aspetto che non apprezzo di iPhone 7. iPhone e iPad infatti usano questo connettore proprietario che è funzionale ma scomodo: se non siete circondati di utenti o dispositivi Apple, avrete in pratica un unicorno fra le mani, data la sua unicità. Il mondo (ed Apple stessa, con i suoi Macbook) si sta spostando sulla USB Type-C, mentre qui rimaniamo ad un connettore sempre meno diffuso e ogni giorno più incompatibile. Questo apre tutto il discorso poi sull’aspetto multimediale, che affronteremo a breve.

Fotocamera: una compatta in tasca

Un altro aspetto sempre eccellente degli smartphone Apple è sempre stata la fotocamera. Gira che ti rigira, per quanto i competitor spingessero sul numero di megapixel e funzioni esagerate, alla fine l’esperienza migliore la offriva sempre iPhone, grazie alla scelta di buoni sensori e ad una post-elaborazione del software calibrata e precisa. Alle porte del 2017 si può dire che è sempre così, ma la competizione è cresciuta e quest’anno abbiamo visto smartphone (come lo Huawei P9) capaci di sorprendere e colpire.

Il modulo fotografico di iPhone 7 però è completo: finalmente arriva lo stabilizzatore ottico ad accompagnare il sensore da 12 MP con apertura f/1.8, mentre il modello Plus come ben sappiamo guadagna una fotocamera in più per funzioni di zoom e bokeh. L’esperienza da punta e scatta (che poi è quella che francamente riguarda quasi tutti) è praticamente sempre eccellente: le foto sono belle, ricche di colore e dettagli, senza sfocature e pronte per essere stampate o mandate sui social. Dove forse talvolta soffre un po’ (e dove la competizione ha fatto un buon lavoro) è nelle situazioni di luce scarsa, dove compare rumore digitale e i colori si spengono di colpo.

Il software della fotocamera è, contemporaneamente, un punto di forza e un punto debole. È semplice e familiare, e quasi tutte le opzioni sono a portata di mano, dato che uno swipe farà cambiare modalità e tipo di ripresa. Allo stesso tempo, alcuni settaggi (come la risoluzione dei video) è ancora nascosta nel menù delle impostazioni, e soprattutto nel tempo l’interfaccia si è arricchita al punto tale di diventare un po’ piena di informazioni – ma allo stesso tempo, mancano comandi manuali e impostazioni per utenti esperti. Per quanto riguarda i video, è possibile registrare fino a risoluzione 4K, oppure potremmo optare anche per un super slow motion a 240 fps scendendo però di qualità dell’immagine. Lo stabilizzatore ottico aiuta molto anche se talvolta è un po’ aggressivo, mentre l’audio catturato è pulito grazie all’array di microfoni. Nel complesso l’esperienza fotografica è eccellente, e sono buoni anche i selfie frontali con il modulo da 7 MP e flash simulato.

Multimedia: vivere senza il jack

E arriviamo infine al nodo cruciale: l’assenza del foro per le cuffie che tanto in questi anni abbiamo dato per scontato. Chiariamo subito una cosa: non è la fine del mondo. Allo stesso tempo, però, ho trovato pessimo il tempismo e criticabile l’implementazione da parte di Apple. Innanzitutto, ricordo che in confezione troverete un adattatore che permette di usare le vostre cuffie tradizionali, più le classiche EarPods rinnovate con connettore Lightning. Se fate un uso sporadico degli auricolari, la vostra vita non verrà stravolta e forse manco vi accorgerete della differenza.

Apple vuole spingere gli utenti verso il wireless, ma allo stesso tempo ci lega alla porta Lightning che ho già definito scomoda e arcaica. Nessuna persona sana di mente investirebbe svariati quattrini in cuffie non compatibili con il proprio PC o dispositivi della concorrenza, e infatti di cuffie Lightning si è tanto parlato per poi quagliare ben poco. No, Apple sogna un mondo senza fili, vista anche la recente introduzione delle famigerate AirPods, cuffie wireless di nuova generazione che costano tanto, sono belle ma suonano come le EarPods incluse.

Il wireless è bello e ne apprezzo tutti i suoi aspetti, ma non è ancora pronto. Tutte le cuffie Bluetooth sul mercato (comprese quelle dotate di chip proprietario W1 di Apple, perché è pur sempre Bluetooth) soffrono di clipping, perdita di segnale, dipendenza dal caricatore e altri fastidi. La cosa che più mi fa arrabbiare è la qualità: delle banalissime Piston da 15€ probabilmente hanno un suono più ricco e rotondo delle AirPods da 180€, senza tutti i compromessi che questo prodotto comporta (come il non poter regolare il volume se non chiedendolo a voce alta a Siri!).

Sono contento se fra qualche anno non avremo più fili in giro per la casa, ma qui il tempismo è stato poco azzeccato. O si decide di andare avanti con l’adattatore o si investe (tanto) sul Bluetooth, una tecnologia che ancora è immatura e non adatta a tutte le esigenze. Questo “problema” non incide troppo nella nostra vita quotidiana, certo, ma sicuramente cambierà molto il modo di ragionare sulla fruizione di musica e altro, che sarà meno una cosa “di pancia” e più una di portafogli. Il comparto multimediale soffre quindi di questa scelta, secondo me, ma anche del display piccolo e poco risoluto. L’audio in cassa è invece accettabile, complice l’implementazione a doppio speaker ottenuta sfruttando anche la capsula auricolare, ma rimane comunque inadatta e poco pratica per l’ascolto prolungato di qualsiasi cosa.

iPhone 7 recensione: le nostre conclusioni

Insomma, non si può negare che iPhone 7 sia un prodotto che fa letteralmente discutere. Essendo così ricco di tecnologia e innovazione – ma anche di scelte che talvolta fanno alzare gli occhi al cielo – se ne potrebbe parlare per ore senza giungere ad una conclusione reale. È un prodotto imperfetto perché la perfezione non esiste, ma vive all’interno di un ecosistema che fa dimenticare spesso i compromessi e le problematiche, quello stesso ecosistema che da anni continua ad attirare milioni di utenti che scelgono sempre e solo Apple, fatto di assistenza, supporto e aggiornamenti costanti e nel tempo. Se avete già un iPhone 6 o 6s, aspettate: forse il salto (e la spesa) non valgono la candela. Se invece siete rimasti a generazioni ancora più anziane, allora vi sembrerà di superare un abisso. Se invece cercate l’occasione giusta per abbandonare Android, questo potrebbe essere il momento perfetto a meno che non possediate un top di gamma della concorrenza: lì le differenze potrebbero essere decisamente minori e poco apprezzabili. In tutto questo non dimentichiamoci della presenza del modello iPhone 7 Plus, la versione phablet di questo top di gamma: è un discorso e un mondo a parte, ma se il display grande è per voi una prerogativa è su di lui che dovrete puntare. Sul prezzo, infine, non mi esprimo: è alto ed esagerato come tutti gli anni – basta vedere quanto serve per portarselo a casa a questa pagina – ma abbiamo ormai capito che quello non è un fattore influente quando uno decide di spendere con consapevolezza per ottenere ciò che gli serve.

Pro
Bello e ben costruito
Incredibilmente veloce
Buon comparto fotografico
Autonomia ottima
Contro
Costrizione alla porta Lightning
Software non sempre perfetto
Oggettivamente costoso
valutazione finale8

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Prezzo

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Prezzo consigliato: € 799Prezzo: € 462