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iPad Air: quando i più grandi imparano dai piccoli

di Andrea Ricciaggiornato il 30 marzo 2015

Presentato il 22 ottobre scorso al keynote Apple, iPad Air si è rivelato da subito una boccata d’aria fresca nella gamma tablet della casa di Cupertino. Finalmente, il top di gamma da 10 pollici si è rinnovato completamente: nuovo design, nuovo nome, nuova identità. Vi anticipiamo subito che i miglioramenti presenti confermano un dato di fatto ormai assodato: iPad è il miglior tablet sul mercato, e con questa nuova variante Apple è destinata a mantenere la supremazia nel settore. Diversi, però, i punti interrogativi: sono state fatte scelte completamente giuste, soprattutto a livello software?

Questa è una recensione un po’ speciale: contiene sia il punto di vista di un utente che utilizza intensamente per la prima volta un iPad, cioè Andrea, sia quello di un aficionado del tablet di casa Apple, cioè Federico. Due prospettive diverse e talvolta distanti, sulla nuova grande versione del prodotto che ha rivoluzionato l’industria della tecnologia.

Scheda tecnica

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Design: Come si presenta iPad Air

Come di consueto, partiamo con il parlare del design e dei materiali. iPad Air offre fin da subito una sensazione di estrema leggerezza e compattezza, che sarà particolarmente evidente agli user delle generazioni precedenti di questo tablet.

L’aver preso spunto dal design del proprio fratello minore iPad mini ha davvero entusiasmato quegli utenti che tanto lo scorso anno avevano apprezzato il disegno che contraddistingueva la tavoletta da 7,9″ dell’azienda californiana e che, sebbene le prestazioni fossero limitate rispetto ad iPad di quarta generazione, lo avevano scelto rispetto alla versione classica del tablet marchiato Apple. Questa novità, però, non risulta essere completamente positiva: iPad Air ancora non risulta comodissimo da impugnare con una sola mano, a causa delle cornici laterali fin troppo sottili.

Fortunatamente entra in gioco il peso di iPad Air, che come da nome non può che richiamare alla mente l’idea di MacBook Air e della sua innegabile leggerezza. Il peso “piuma” è stato raggiunto e iPad Air pesa ora ben 200 grammi in meno rispetto al suo predecessore (stiamo parlando di 469 grammi nella versione attuale contro i 652 del modello di quarta generazione). Ottimo il risultato: iPad Air è davvero bello da vedere e potrebbe riconquistare l’interesse di quegli utenti che, come detto poco sopra, si erano invece affidati ad iPad mini.

[adrecensione]I materiali che compongono questo device sono ancora una volta vetro e alluminio, il quale però è stato questa volta plasmato e colorato in maniera completamente diversa rispetto a tutte le versioni precedenti: se infatti iPad si è sempre differenziato tra bianco e nero solo per il fronte, questa volta Apple ha deciso di introdurre due colorazioni anche per la parte posteriore, che ricalcano quelle di iPad mini – Grigio Siderale (abbinato al fronte nero) e Argento (con fronte bianco). Dal punto di vista della forma, infine, iPad Air riprende le linee che Apple aveva imposto su iPad mini, creando spigoli con stondature dalla curvatura morbida, permettendo miglioramenti sia a livello funzionale che di grip.

Analizziamo quindi tutti gli elementi presenti su iPad Air: partendo dal fronte, troviamo come sempre nella parte superiore una fotocamera frontale, sotto la quale viene lasciato ampio spazio al display da 9,7″. Appena più in basso è presente il classico tasto Home: sulla presenza della versione canonica di questo elemento (rispetto al Touch ID presente su iPhone 5s) ci sono stati parecchi sentimenti di delusione, ma effettivamente Touch ID sarebbe potuto essere davvero poco utile in un device in cui il tasto Home è utilizzato con minore frequenza (grazie alle gestures multitouch).

Spostandoci sul retro, invece, troviamo la presenza della fotocamera iSight, sprovvista di flash led come in ogni versione di iPad, un secondo microfono per la cancellazione dei rumori di fondo e il logo Apple. Per quanto riguarda la versione WiFi + 4G è inoltre presente una banda nera in plastica nella parte superiore, che accoglie l’antenna per la trasmissione dei dati.

Sul lato destro troviamo il consueto bilanciere del volume, affiancato dallo switch per il silenzioso/blocco rotazione; nella parte superiore troviamo il microfono principale e il tasto di accensione/spegnimento; il fianco sinistro è libero e il lato inferiore è caratterizzato dalla presenza del connettore Lightning e dallo speaker stereofonico, che finalmente dopo tre versioni di iPad torna nella sua posizione originale anzichè sul retro (come avveniva appunto su iPad di prima generazione e come avviene su iPad mini).

Schermo, schermo delle mie brame

Davanti, la sottile cornice mette un po’ a rischio l’ergonomia, esaltando però il display: resta invariato la stupenda unità IPS da 9,7 pollici a risoluzione 2048 x 1536 pixel, mantenendo i suoi 264 pixel per pollice (numero magico che Apple definisce Retina, per via dell’impossibilità di notare i pixel da una certa distanza). Non è il display più risoluto o denso sul mercato: Nexus 10 o Kindle Fire HDX offrono ormai display con un numero elevatissimo di pixel, ma per fedeltà ai colori e uniformità nella luminosità, iPad Air se la cava ancora alla grande. Il minor spazio intorno allo schermo amplifica l’esperienza visiva del display pur quasi riducendolo percettivamente come misura, ma a causa della cornici capiterà spesso di coprire una parte di schermo con il pollice – fortunatamente, iOS è programmato per ignorare quei tocchi sul display.

Apple impiega un display a tecnologia IGZO per questo device: grazie ad un diverso processo produttivo e l’utilizzo di soli 36 LED per illuminare lo schermo (contro gli 84 della generazione precedente), la casa di Cupertino è riuscita a ridurre del 70% lo spessore del sensore touchscreen e del 20% lo spessore del display Retina. L’impiego di questa tecnologia ha innumerevoli vantaggi: la batteria ne risente positivamente, ed è presente un netto miglioramento nei contrasti.

Degna di nota è la scelta di Apple di non adottare uno display fuso con il vetro, come su iPhone 5s: lo schermo appare leggermente in profondità rispetto al vetro che ricopre la superficie frontale di iPad. Vantaggi e svantaggi: lo schermo è riparabile più facilmente rispetto ad un display fuso, ma si perde in leggibilità al sole.

Una batteria da vero campione

L’autonomia su iPad Air non delude mai: le 10 ore di utilizzo continuo promesse sono una realtà, e in standby il device va avanti per giorni senza richiedere di essere caricato. La batteria offre la stessa durata delle generazioni precedenti, sebbene sia più piccola e meno “prestante” (8827 mAh contro 11560 mAh, un’accortezza che ha consentito di ridurre notevolmente le dimensioni del modulo batteria, che è più piccolo del 25% rispetto alla generazione precedente), ma questo consente anche al dispositivo di caricarsi al 100% più velocemente di iPad di terza e quarta generazione.

Questa autonomia da record è il risultato di vari fattori combinati: il processore è realizzato con un processo a 28 nanometri, che consuma poca batteria e scalda anche meno della generazione precedente; il display IGZO consuma fino al 60% in meno rispetto all’unità montata su iPad 4; iOS 7 è ottimizzato per l’hardware su cui gira, e il tablet in standby non sembra perdere mai la carica.

Attenzione alle solite accortezze: illuminare al massimo dieci pollici di display provoca comunque un consumo esagerato di batteria, quindi andateci cauti con la luminosità, e ricordate che è la connettività che uccide l’autonomia – Wi-Fi, Bluetooth e 4G connessi contemporaneamente potrebbero non farvi arrivare nemmeno a sera.

Purtroppo, rispetto a device con altri sistemi operativi mobile, Apple non offre una modalità di risparmio energetico, anche se comunque, in un dispositivo così ben collaudato, questa potrebbe risultare parzialmente inutile. C’è da dire che comunque un device quale iPad non sempre viene utilizzato al massimo delle sue possibilità, quindi permettere all’utente di poter allungare ancor più la vita della propria batteria non sarebbe un’opzione da dover scartare a priori.

Il comparto fotografico

La fotocamera di iPad Air produce ottime foto per la sua categoria, anche se naturalmente trattandosi di un tablet non si parla di un comparto particolarmente influente nella valutazione del dispositivo. Partiamo con il parlare dell’hardware: la fotocamera iSight utilizzata da Apple è stata anche questa volta imposta con sensore da 5 megapixel, cosa che su un tablet è più che sufficiente: non pensate di poter fare grandi scatti con iPad: se volete fate fotografia, piuttosto acquistate un buono smartphone o, meglio ancora, una fotocamera.

La fotocamera di iPad, come tutte quelle pensate sui vari tablet, dovrebbe essere inserita per il semplice scatto in velocità di cose da ricordare; nessuna persona dovrebbe pensare di poter fare fotografie da artista con una fotocamera presente su un tablet. Detto questo, comunque, passiamo alla valutazione di questo elemento: per un uso in ambienti ben illuminati e all’esterno, in buone condizioni di luce, si dimostra assolutamente valida (sempre riconducendo il nostro concetto a quanto premesso poco sopra); mostra naturalmente i suoi limiti quando cala il sole o negli interni. La nitidezza e la definizione è quella a cui ci ha abituati Apple nei suoi iPhone, grazie anche ad ottime scelte fatte in fase di sviluppo del dispositivo. A differenza di altre case infatti, Apple ha sempre contenuto l’abuso di filtri e altri artefici, e l’assenza di flash LED è forse l’unica vera pecca.

Da tenere comunque in considerazione è la minor profondità che iPad riesce a restituire al momento dello scatto: l’apertura del diaframma non permette di avere immagini come quelle presenti su iPhone 4S, tanto meno su iPhone 5C o 5 e iPhone 5S. In questo caso, infatti, si ferma solamente ad un f/2.4 (la stessa apertura massima di iPhone 4S, il quale però sembra essere dotato di ottiche nettamente migliori). Proprio per questa ragione sia in condizioni di scarsa luminosità sia in caso di scatti macro non possiamo pretendere di avere grandi risultati. Ci limiteremo alla discreta restituzione che iPad riesce a fornirci della realtà – scordatevi le foto che Apple pubblicizza sul proprio sito.

La fotocamera anteriore è altresì di buona qualità, più che ottima per le videoconferenze. La parte software è sufficiente per piccole correzioni, e i filtri predefiniti (specialmente i bianco e nero) sono apprezzabili. L’app iPhoto, nella suite gratuita iLife, è un’applicazione assolutamente obbligata per qualsiasi utente, che nell’uso diretto non nasconde il suo cuore professionale, condiviso con Aperture; oltre al ritocco delle foto fatte con iPad Air permette anche di lavorare direttamente su negativi digitali di macchine fotografiche più serie. Nasconde quindi potenzialità interessanti per fotografi che lavorano sul campo, sia come controllo diretto della fotocamera attraverso i software delle case, sia come piccolo supporto per inviare o mostrare (grazie all’eccellente display IPS) le foto ai clienti in studio.

iPad Air gira anche video a 1080p di buona qualità, che soffrono in condizioni di poca luce, generando notevole rumore video. Si sente la mancanza di uno stabilizzatore ottico, ovviato senza successo tramite alcune accortezze software; manca, invece, la possibilità di girare video slow-motion, come su iPhone 5s.

Hardware e software: davvero pronti l’uno per l’altro?

Un potente processore dual-core A7 a 64 bit, coprocessore M7 per i sensori e 1GB di memoria RAM. iPad Air condivide la stessa base hardware di iPhone 5s e iPad mini con display Retina, configurazione che assicura prestazioni eccellenti accompagnate da una longevità della batteria da vero top di gamma. Ovviamente Apple non poteva far mancare le plurime versioni a livello di storage interno (ancora una volta non espandibile, abbracciando in pieno la filosofia dell’azienda di Cupertino sulla chiusura del sistema in ogni sua parte): troviamo ancora una volta una memoria interna che parte da 16GB e che, muovendosi attraverso le versioni da 32GB e 64GB arriva a coprire anche la fascia da 128GB, per andare incontro anche alle esigenze più estreme.

Come sempre, anche questa volta troviamo una versione solo WiFi  e una WiFi + Cellular (4G): è quest’ultima versione quella più completa dato che offre, ovviamente, il modem LTE, il quale permetterà navigazione ad altissima velocità anche all’esterno (ma serve un piano dati in abbonamento), ma è presente anche il modulo GPS, che permette la navigazione turn-by-turn in tempo reale senza la necessità di una connessione. Se avete quindi software quali TomTom, Navigon, Sygic o Copilot (o le semplici mappe di Apple), avrete la possibilità di utilizzare iPad come un vero e proprio navigatore satellitare. Inoltre, iPad Air WiFi + 4G ha dalla sua il fatto di poter essere rintracciato con molta più facilità in caso di smarrimento o furto, proprio grazie all’azione combinata di modulo 4G e di GPS. Per rintracciare la versione WiFi, invece, questa deve per forza essere connessa ad una rete wireless.

Passando all’aspetto software, iPad Air monta di base iOS 7, che abbiamo visto in un nostro approfondimento e il quale ha introdotto davvero grandi novità (soprattutto dal punto di vista estetico) all’ormai stantio mondo di iOS. Il lavoro di ottimizzazione svolto da Apple sul lato software consente di far girare praticamente tutte le applicazioni senza alcun rallentamento, assicurando sempre la massima fluidità. Se questa cosa si può però dire per le app di terzi, per quanto riguarda il sistema vero e proprio, sembra che ancora delle rifiniture debbano essere fatte.

Il lancio di iOS 7 non è stato esente da critiche: un redesign così radicale, d’altronde, non poteva che attirare l’attenzione più del necessario. iOS è un sistema operativo più che competente e che offre sempre ottime prestazioni, versatilità e facilità d’uso. Apple con il suo OS mobile ha inventato nuovi paradigmi di funzionamento per device che ormai sono fondamentali per la nostra vita, e iOS 7 cerca di condensare tutto questo sotto una nuova veste grafica.

I gusti sono gusti: le nuove icone piatte, i font sottili e e gli sfondi dinamici possono piacere o meno, a seconda dell’utente. Quello che proprio non possiamo accettare sono i cali di prestazioni che tutto questo ha portato, sia sui device meno recenti sia sul nuovo e fiammante iPad Air. Il punto dolente sono le animazioni: sono lente ed esagerate, messe lì per nascondere i tempi di caricamento delle app. Mentre il sistema gira a 60 fotogrammi per secondo, e così anche le applicazioni, le animazioni dimezzano il tempo di aggiornamento dello schermo, provocando dei microlag che ricordano quelli che spesso affliggono device poco recenti. Aprire Siri o Spotlight, passare da un’app all’altra, tornare alla Home: operazioni semplici ma che sembrano mettere a dura prova il sistema.

Siamo sicuri che tutto questo sia colpa di una versione software ancora acerba, che provoca anche fastidiosi bug e talvolta crash completi del dispositivo: una nuova versione di iOS dovrebbe essere capace di sistemare queste falle, sperando soltanto che Apple sia veloce ad identificarle e sistemarle.

Infine, è degna di nota la scelta di Apple di rendere disponibile gratuitamente ben due suite di software: iWork, dedicata alla produttività (comprende Pages, un word processor, Numbers, per i fogli di calcolo, e Keynote, per le presentazioni), e iLife, fantastica per la creazione di contenuti multimediali. Un pacchetto software competente e di qualità, ancora inarrivato dalla concorrenza.

Comparti audio e video

iPad è sempre stato il tablet da scegliere per la multimedialità, soprattutto per l’esperienza software offerta. Tramite iTunes è possibile accedere a milioni di canzoni e film, e la concorrenza ancora non riesce ad offrire alternative così valide. Lo schermo Retina, sebbene non sia un’unità 16:9, è ottimo per visualizzare film ma soprattutto foto e testi. Non si può dire lo stesso per i nuovi speaker, che sono adesso in assetto stereo come su iPad mini, sul fondo del device: non aspettatevi una grande qualità, ai volumi più alti tendono a distorcere facilmente. Hanno vantaggi e svantaggi rispetto allo speaker posteriore di iPad 4: il suono è più pulito e si tende a coprire meno le casse con le mani o con il corpo, ma tenendo il tablet in landscape è possibile percepire facilmente che l’audio proviene soltanto da una sola parte, facendo perdere l’effetto stereo.

Grazie ad iLife, Air è un tablet perfetto per la creazione di contenuti multimediali: iPhoto consente di gestire le proprie foto, applicando correzioni e componendo presentazioni; iMovie è ideale per creare filmati con transizioni ed effetti speciali, mentre GarageBand è il software da avere per fare musica ovunque ci si trovi.

Conclusioni

iPad Air è un grande tablet, il migliore sul mercato, come vi avevamo già anticipato in precedenza. È un fantastico dispositivo da avere sempre dietro con sé, grazie alla sua versatilità che lo rendono perfetto per giocare, vedere film, leggere ma anche lavorare con la massima professionalità. Prima di lasciarvi alle doppie conclusioni, vi ricordiamo le configurazioni disponibili.

iPad Air è acquistabile nelle due colorazioni Argento e Grigio Siderale. Il prezzo di partenza è 479€ per la versione con 16GB di storage e connettività Wi-Fi, mentre serviranno 599€ sempre per 16GB di memoria ma modulo Wi-Fi e Cellular (4G). È necessario aggiungere 90€ per raddoppiare la memoria di ogni configurazione, fino ad un totale di 128GB.

Le conclusioni di Federico

Essendo io un utente di lunga data del primo iPad, ero eccitato all’idea di provare con mano l’ultimissima reincarnazione del mio fido compagno di viaggio. Per iterare questo prodotto, che nella sua forma (rimasta quasi intatta dal 2010) era già quasi perfetto, serviva una nuova direzione. Apple sembra aver quindi preso spunto dal successo del suo iPad Mini per proporre un prodotto che nel cuore si mantiene molto simile, ma che esternamente propone novità sostanziali. Oltre alla forma, cambia anche la comunicazione: il marchio iPad lascia il posto a iPad Air, facendo il verso al suo collega MacBook Air e ben rappresentando le nuove misure. Rispetto alla concorrenza è ancora il punto di riferimento per il panorama tablet.

Stupisce però come la casa che ha lanciato l’iPod insista nel non migliorare il tasto più dolente dell’esperienza utente, e cioè la qualità sonora veramente mediocre – non è strano quindi che molte ottime esperienze audiovisive sull’iPad raccomandino di usare le cuffie già al lancio. Minori sono le critiche all’interfaccia, legate naturalmente a iOS 7: personalmente non mi hanno convinto le scelte tonali di alcune applicazioni, che in alcuni casi quasi tradiscono un lavoro amatoriale che non ci si aspetterebbe da Jony Ive. Certe icone, come quella del Game Center, sono assolutamente insensate su ogni piano.

Un tablet che quindi non raggiunge i pieni voti per alcune pecche che Apple ostinatamente continua ad ignorare. Un modello a cui volentieri ormai i possessori di iPad prima e seconda generazione possono felicemente passare; tutti coloro che avessero un iPad più recente, comunque, non ne sentiranno la mancanza.

Le conclusioni di Andrea

iPad è un prodotto che mi ha sempre affascinato: un tablet di qualità, affidabile e pronto a qualsiasi situazione, offerto ad un prezzo che, al primissimo lancio, sembrava impossibile. Adesso che il tablet è sdoganato e il mercato offre tante alternative, non si può comunque non considerare iPad come il migliore sul campo. La concorrenza prova invano a sfornare prodotti talvolta interessanti, ma incapaci di vantarsi seriamente di essere “iPad killers”.

[proecontro]Qualche critica va fatta ad alcune scelte di usabilità prese da Apple per iOS 7 su iPad: incomprensibile per me è la scelta di avere un pannello notifiche e Siri a tutto schermo (ricorda molto la TouchWiz di Samsung), e lo stesso vale anche per le preview delle app nella schermata multitasking inutilmente grande e le cartelle sulla Home che occupano tutto il display (mostrando però ancora soltanto 9 app alla volta). Il tema bianco nelle gran parte dei programmi di sistema tende a stancare velocemente, e una alternativa a toni scuri sarebbe una gradita introduzione.

iPad Air, comunque, mi è piaciuto: i difetti li ho elencati e sottolineati più volte, ma questi non svalutano di troppo l’esperienza. Molti di essi sono provocati da un software ancora acerbo, che necessita di alcune limature e rifiniture, mentre hardware e design sono quasi perfetti per ogni situazione e per ogni gusto. Apple continua ad offrire un’esperienza d’uso impareggiabile, e solo per questo iPad rimarrà l’avversario da battere per diversi anni.

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