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iOS 10: prendere ispirazione dalle idee vincenti, in salsa Apple

di Claudio Carelliaggiornato il 13 aprile 2017

Come ogni anno Apple prova a stupire i propri utenti col rilascio di nuovi sistemi operativi. Sul palco della WWDC 2016 arrivano infatti iOS 10 e macOS Sierra, nuove versioni gratuite pronte ad approdare sui dispositivi mobili e su Mac. In questo focus vedremo nel dettaglio il primo citato, iOS 10, una versione del sistema per iPhone, iPad e iPod Touch che ritrova alcune recenti abitudini e prova a migliorarsi, andando incontro anche alle nuove tendenze.

Siete curiosi di sapere tutte le novità di iOS 10 disponibile dal 13 settembre? Continuate allora la lettura della nostra panoramica realizzata appositamente per voi.

iOS 10.3: tutte le novità

  • Supporto Trova il mio iPhone per le AirPods
  • Piccoli miglioramenti nelle playlist di Musica su Apple CarPlay
  • Impostazioni e info sui dispositivi e Apple ID unificate, in alto nell’app Impostazioni
  • Bugfix e piccoli miglioramenti

Design e UI: parola d’ordine, “ordine” (appunto)

Giunti su iOS 10 salta subito all’occhio che, di fatto, la Springboard che avevamo apprezzato in iOS 9, estremamente ancorata ad una sorta di standard trovato da Apple con la griglia di icone a quattro colonne e a righe variabili in base alla grandezza del display, uno sfondo su cui le icone tendono a mostrarsi con un effetto parallasse e una barra inferiore fissa con le app che vogliamo mantenere anche durante il cambio delle pagine. Le animazioni cambiano un po’, diventano più rapide e più piacevoli, ma niente di estremamente rinnovato. Ciò che cambia è però tutto il resto: infatti, il centro notifiche e la lockscreen si evolvono, il menù di ricerca si presenta in più zone, abbiamo una nuova sezione per i widget e il centro di controllo diventa più esteso.

Lockscreen e centro di controllo

La lockscreen, o schermata di sblocco, si mostra su iOS 10 apparentemente identica. Così però non è poiché, oltre a un lieve aspetto per il font dedicato all’orario e alla data che si mostrano come al solito centrali e nella zona superiore, troviamo una nuova interazione per accedere poi alla homescreen: dovremo almeno una volta premere il tasto Home, anche se siamo di fronte ad un modello dotato di Touch ID. Ciò significa che non basterà premere il tasto Sleep e mantenere il dito sul sensore senza premerlo, ma sarà comunque obbligatorio premere Home. L’opzione è comunque bypassabile tramite l’abilitazione della funzione “Appoggia il dito per continuare” presente in Impostazioni > Generali > Accessibilità > Tasto Home.

A parte ciò, nella zona inferiore continueranno ad apparire le icone in entrata che abbiamo ricevuto. Queste hanno un aspetto tutto nuovo, e come al solito potranno essere gestite tramite opzioni rapide mediante gli swipe laterali. Di queste parleremo subito dopo, nel paragrafo inerente al centro notifiche.

Si evolve anche il centro di controllo, ora dotato di una nuova grafica molto in linea con quella delle notifiche, con delle colorazioni custom per ogni singolo interruttore attivo – arancione per la modalità aereo, blu per Wi-Fi e Bluetooth, viola per la modalità Non disturbare e rosso per il tasto di blocco rotazione, identici cromaticamente alle voci presenti in Impostazioni. In basso troviamo come al solito la barra di regolazione della luminosità, i due tasti AirPlay e AirDrop ora allineati e ben chiari, un grande tasto rettangolare dedicato a Night Shift e la solita griglia con le quattro funzioni Torcia, Timer, Calcolatrice e Fotocamera. Non male la nuova possibilità di interagire con le ultime quattro tramite 3D Touch, cosa che metterà a disposizione più opzioni dedicate (Torcia ci farà scegliere tra varie intensità, Calcolatrice ci farà copiare al volo l’ultimo risultato, ecc.).

Spicca però all’occhio la totale assenza di una gestione musicale: questa è infatti accessibile facendo uno swipe da destra verso sinistra, in un nuovo blocco a sé, della stessa grandezza del centro di controllo. Qui appare uno spazio dedicato alla copertina del brano in riproduzione, con affiancati i dettagli su nome del brano, artista e album. In basso presenzia una barra per la gestione della navigazione sul brano, anche se ancora molto piccola e un po’ scomoda visto che l’interazione con essa è consentita tramite swipe, lo stesso che ci riporta dal controllo musicale al centro di controllo generico. Più giù sono invece presenti i classici tasti per navigare la playlist e il Play/Pausa, oltre che una barra del volume che va a virare l’audio in uscita in modo individuale rispetto al volume di sistema. Termina il riquadro tondeggiante un menù ad apertura che consente di scegliere la sorgente audio in uscita, fra gli speaker di sistema, le cuffie e i vari prodotti connessi tramite Bluetooth.

Andando più a destra viene invece mostrato una sorta di replica del controllo ma per quanto riguarda Home, la nuova app per la gestione dei dispositivi di domotica. Qui sono disponibili le azioni rapide da eseguire senza aprire l’app.

Centro notifiche e widget

Le notifiche in iOS 10, come abbiamo già detto, cambiano nell’aspetto. Queste infatti sono ora rappresentati da riquadri di colore prettamente bianco, al contrario di quelle di iOS 10 che si perdono col contenuto sullo sfondo, peccando decisamente di leggibilità. Le nuove notifiche danno un taglio netto a tutto ciò: il contenuto verrà mostrato in una “bubble” – rettangolo dai bordi arrotondati – bianca, con intestazione più marcata contenente icone, ora di ricezione (tot minuti/ore fa) e nome dell’app e resto lievemente in filigrana con lo sfondo, ma comunque molto evidente. In tal modo avremo subito visione del principale contenuto inerente alla notifica anche ad una certa distanza e mentre siamo un po’ più distratti.

Rimane ovviamente la possibilità di interagire rapidamente con le notifiche, che potranno ovviamente sfruttare gli SDK di Apple per rispondere rapidamente (app di messaging) o per eseguire rapidamente delle opzioni. Le azioni rapide compaiono come sempre effettuando uno swipe sulla notifica da destra verso sinistra, con grandi sezioni per le varie interazioni. Sarà facile trovare come al solito “Archivia” in rosso, per eliminare una mail ad esempio, oppure “Rispondi”, per rispondere ad un messaggio, oppure “Ritarda per i promemoria o “Elimina”; tutto varia in base all’app. Inoltre, su prodotti 3D Touch-ready, sarà possibile accedere subito alla risposta rapida con un tap più forte.

Si espande però il contenuto che le notifiche possono mostrare. Ricevuta, questa può essere estesa strascinando verso il basso il banner visualizzato in alto. Tale azione permetterà all’app di includere anche degli elementi multimediali nella notifica stessa, come piccole foto (come su iMessage), conversazioni, diagrammi e quant’altro. Le notifiche, in pillole, diventano più ricche, in base ovviamente a come vengono utilizzate dagli sviluppatori delle app.

Ma ciò che succede radicalmente alla tendina del centro notifiche è sicuramente il fulcro delle novità lato UI di iOS 10. Nella nuova release, infatti, viene abolito il concetto di “switch a due modalità”, dove solitamente sceglievamo da un lato i widget e dall’altro le notifiche in entrata. Già ridotte nella scorsa release iOS 9, Apple ha capito che non gli utenti non vogliono vedere su schermo enormi widget poco fruibili e poco associabili invece ai messaggi che abbiamo ricevuto dalle app. Scompare quindi l’accesso ai widget, e la tendina di notifica diventa sfruttabile solo per quello che è alla base – un posto dove trovare le notifiche, appunto.

Tutte le varie notifiche col nuovo riquadro a rettangolo arrotondato bianco poggeranno su uno sfondo notevolmente sfocate, raggruppate oltretutto in modo intelligente: oltre che ad essere elencate in forma cronologica, queste saranno accompagnate in alto dai titoli delle sezioni inerenti ad esempio ad Oggi, a Ieri e simili, in modo comunque tradizionale ma con un font notevolmente più grande e chiaro. Cosa non da poco è inoltre la presenza della barra di ricerca in alto anche nel centro notifiche, che potrà essere sfruttata come la classica ricerca integrata, alimentata da Siri e dalla sua proattività, per eseguire ciò che più ci aggrada, ottenendo risultati ricchi anche di elementi multimediali. Apple vuole – ed è evidente – permettere di ricercare da più sezioni all’interno di iOS, cosa che andrà ovviamente a migliorare oltretutto i risultati raccolti nel tempo da Siri per offrirne di migliori. All’interno della tendina inoltre, premendo sui dispositivi 3D Touch-ready sulla “x” in alto a destra, è possibile eliminare in modo estremamente rapido tutte le notifiche in entrata; una bella chicca riservata solo a chi ha un nuovo iPhone, insomma.

Ma, in tutto ciò, dove sono quindi finiti i widget? Niente paura (semmai ne steste avendo), ci sono ancora. Innanzitutto, proprio col 3D Touch è possibile consultarli singolarmente anche app per app, premendo sulle icone relative; tale azione, oltre alle opzioni rapide, andrà appunto a mostrare il widget dedicato all’interno del popup che verrà mostrato sulla Springboard – piccola chicca, ma niente di più. I widget hanno però una nuova sezione dedicata all’interno della UI generale e per accedervi sarà necessario effettuare uno swipe da sinistra verso destra all’interno della schermata home, proprio dove un tempo era presente la ricerca Spotlight.

Effettuando tale gesto avremo accesso ad una sorta di replica del centro notifiche, dotato sempre dei box bianchi ad angoli arrotondati, ma contenenti i widget associati alle app installate. Questi dal punto di vista funzionale non variano molto rispetto a come li abbiamo già imparati a conoscere; sì, troviamo lievi novità per il Meteo, per News (app non ancora giunta in Italia) e in generale per come viene visualizzato il testo al loro interno, ma niente che faccia gridare al miracolo – è presente un nuovo widget per Ricordi, nuova feature dell’app Foto. Ciò che però è doveroso mettere in evidenza è che Apple ha capito che avere widget molto ampi verticalmente andava a minare la fruibilità della lista, e ha fissato la dimensione di tali riquadri e di conseguenza del contenuto dei widget. Questi infatti appariranno ora tutti con la stessa altezza, ma potranno comunque essere espansi tappando sulla frase “Mostra di più” presente in alto a destra per ogni riquadro. L’azione andrà a scorrere il widget in tutta la sua estensione, mostrando nuovi box, grafiche e dati fino a prima non presenti. Ottima idea per rendere utilizzabile e facilmente fruibile il tutto.

Ovviamente scorrendo tutta la lista è possibile raggiungere il classico tasto Modifica, in questo caso più carino da vedere, con il quale sarà possibile ad accedere alla classica interfaccia a “+ e -” di iOS, personalizzando così la lista dei widget. In alto invece, come per il centro notifica, è nuovamente presente una barra per la ricerca, praticamente analoga a quella di sistema generale e senza particolari funzioni diversificate.

Ricerca e multitasking

Ma che ne è della ricerca generale? Nessuna novità travolgente: in iOS 10 vediamo riconfermato lo standard visto già in iOS 9, con barra di ricerca a comparsa effettuando uno swipe dall’alto verso il basso in tutte le pagine della Springboard, con tastiera in vista e risposta carattere per carattere con contenuti provenienti dal web, da App Store e dalle varie app installate. Niente di nuovo, solito elenco di risultati. Ciò che cambierà è, a detta di Apple, come ci relazioneremo ad essi: sì, perché alcuni genereranno l’apertura di una pagina web o appunto di un’app, ma altri saranno fruibili direttamente all’interno della ricerca, vedi brani o video in streaming. La cosa è spaventosamente vantaggiosa per tutti quegli utenti ormai amanti della funzione di ricerca di sistema che, volendo ascoltare al volo un brano o guardare uno specifico clip, non vogliono districarsi nella ricerca dell’app ad hoc e ad una nuova ricerca al suo interno. Tale possibilità comunque non è ancora disponibile, se non per le app: queste andranno ad aprire un box apposito di App Store, ma non l’app effettiva.

Menzione solo di contorno invece per il multitasking. La modalità per le app in esecuzione richiamabile con un doppio tap del tasto Home su iPhone, oppure con uno swipe a quattro o cinque dita verso l’alto su iPad, rimane praticamente intatta. Nessun tasto per chiudere tutte le app superflue, nessuna nuova gesture, niente di niente (purtroppo). Cambia solo il piccolo tasto in alto a destra che consente di andare all’app precedente rispetto a quella mostrata su schermo, novità di iOS 9. Ora questo è più visibile, con una freccetta bianca incentrata in quadratino nero.

App di sistema: poche novità, guardando al social

Come è ovvio che sia, un sistema operativo è fatto molto anche di applicazioni integrate. In questo iOS 10 prova a fare del suo e, anche se non ci sono cose che fanno gridare al miracolo, integra davvero svariate novità. Innanzitutto troviamo la possibilità di rimuovere le app di sistema. Sì, avete capito bene: Apple consente ora di rimuovere un numero definito di app integrate, che potranno essere poi reperite nuovamente direttamente su App Store. La rimozione avviene come al solito tramite la pressione prolungata su un’icona nella Springboard e la successiva pressione della “x” che appare in corrispondenza di quella che vogliamo rimuovere; ciò che cambia, però, è come viene concepita tale rimozione.

Innanzitutto va specificato che le app che possiamo rimuovere non sono tutte, ma quasi. Queste infatti sono:

  • Calendario
  • Contatti
  • Meteo
  • Promemoria
  • Note
  • Casa
  • Watch
  • Mail
  • Musica
  • Mappe
  • Bussola
  • Suggerimenti
  • Memo Vocali
  • Borsa
  • Podcast
  • FaceTime
  • Calcolatrice
  • iTunes Store
  • iBooks
  • Video
  • Trova Amici

Detto ciò, non vi emozionate troppo. Le app continuano ad essere qualcosa di integrato all’interno del sistema operativo e, sebbene possono essere rimosse in tutto il contenuto che mettono a disposizione, non spariscono dalla memoria ma rimangono in un certo senso “ibernate”. Nessun grosso beneficio quindi per chi ha acquistato dispositivi da 16 GB: le app cancellate perdono tutto il loro contenuto, ma rimangono in memoria, pronte ad essere riscaricate da App Store come tutte le altre di terzi (facili da reperire oltretutto anche all’interno della ricerca globale).

Non finisce però qui. Sì, perché un’altra importante novità per iOS 10 è l’estensione del contenuto mostrato tramite la pressione sulle varie app mediante 3D Touch. Queste, come abbiamo già detto più su nel paragrafo dedicato ai widget, potranno infatti mostrare oltre alle azioni rapide, anche i relativi widget (appunto). In linea di massima cambia anche App Store, ma non in modo radicale. Arriva infatti una nuova grafica, che mette in risalto le principali categorie di trend e con un testo di dimensioni maggiori. Niente di più, se non che, come vi abbiamo già detto qualche giorno prima della WWDC 2016, Apple offre due importanti novità per gli sviluppatori: l’apertura della possibilità di offrire app in abbonamento a tutti, e non solo ai servizi di musica in streaming e qualche altra micro-categoria, e le ricerche che ora ricevono anche risultati a pagamento, possibilità che Apple offre alle software house per farsi conoscere meglio e risultare più in alto quando si cerca un’app.

Tali novità non sono affatto cose da poco e vedranno probabilmente i primi riscontri solo ad iOS 10 rilasciato in versione finale. Ma non finisce qui, perché le app di stock aggiornate sono tante. Vediamo cosa cambia al loro interno!

Messaggi e QuickType

L’app che sicuramente ha ricevuto più novità è senza ombra di dubbio Messaggi. Apple ha capito che il gap con gli altri servizi di messaging era davvero troppo elevato e, proprio per questo, ha pensato ad restyling impressionante di iMessage, controparte integrata nell’app messaggi prima a offrire un’alternativa “libera” agli SMS. Vediamolo nel dettaglio.

Innanzitutto è giusto dire che gli avatar vuoti di base all’interno dell’app sono cambiati, e la cosa è ovviamente molto legata a Contatti; ora risultano essere sempre dotati delle iniziali dei nomi e cognomi dei nostri amici o parenti, ma con una grafica lievemente più “bubbleggiante“. Componendo un nuovo messaggio o entrando in una conversazione, le cose però si espandono. Lo sfondo bianco e la tastiera QuickType popolano la schermata, ma il menu sovrastante alla tastiera è dotata di nuovi elementi.

Questo è solitamente una freccetta che, se tappata, riduce il campio di scrittura e ne mostra di altri. Il primo è il tasto con la fotocamera, tramite il quale potremo allegare le foto presente nel rullino mediante navigazione direttamente nella schermata, senza aprire la libreria intera. Qui verranno mostrati come al solito i nostri scatti navigabili orizzontalmente, ma anche una piccola miniatura per scattare direttamente da fotocamera, con un apposito tasto per switchare a quella anteriore o posteriore. Scorrendo da sinistra verso destra nella galleria invece vengono mostrati due tasti prima nascosti, relativamente dedicati all’apertura della Fotocamera a tutto schermo e alla Libreria foto, se il metodo a “navigazione ridotta” non è efficace.

Il secondo tasto è invece dedicato al Digital Touch, una nuova feature che prende spunto da watchOS 2, sistema operativo di Apple Watch, per condividere con i propri contatti delle sorte di scarabocchi interattivi. Tappando sul tasto avremo accesso ad un modulo dotato di un pad centrale per tracciare le nostre linee, accompagnato sulla sinistra da una gamma di sette colori da scegliere e sulla destra da alcune indicazioni utili che ci anticipano che con dei normali tap tracceremo le linee, con un tap a due dita manderemo dei baci e con un tap rapido ad un solo dito manderemo dei… cerchi. Tappando invece in basso a destra apriremo l’intera interfaccia di Digital Touch a schermo intero, all’interno della quale potremo anche con un tap prolungato accedere ad una gamma cromatica intera, oppure switchare rapidamente alla camera frontale o inviare messaggi vocali. Il senso di tutto ciò? Non lo sappiamo, ma visualizzando poi l’allegato Digital Touch nella conversazioni vedremo il tutto animarsi in modo “elegante”, vedendo progressivamente il disegno del nostro contatto formarsi pian piano su schermo.

Più a destra troviamo un’altra novità fondamentale: il supporto agli sticker e alle app di terzi. Avete capito bene, iMessage prende spunto da altri competitor nel messaging e introduce il supporto agli sticker (molto tristi quelli di stock), alle GIF grazie all’utilizzo di Bing (supporta anche la ricerca) e ai contenuti analoghi alle due categorie, ma offerti da app di terzi. Queste potranno integrarsi al meglio su iMessage per produrre conversazioni più ricche e tutte quelle altre cose di circostanza che ormai fanno molto “cool” – anzi forse no. Inoltre, tramite questa sezione è possibile anche condividere gli ultimi brani ascoltati su Apple Music, così da generare un mini player per far ascoltare il tutto ai propri contatti. Degno di nota è però il raggiungimento del supporto al rich content proveniente dal web: potremo postare GIF o link, poiché iMessage li genererà in dei box mostrandoci l’anteprima del sito (solo al tap), del video riproducibile direttamente nella conversazione o la GIF animata vera e propria.

Ma non finisce qui. Apple ha introdotto, oltre a ciò, anche la scrittura a mano libera. Questa è accessibile ponendo il dispositivo in orizzontale, cosa che andrà a mostrare una serie di firme a mano pre-impostate, oltre che la possibilità di tracciare le proprie. Queste saranno salvabili normalmente, verranno anche archiviate in memoria e potranno godere di una sorta di algoritmo che migliorerà i tratti in modo netto, fornendo sempre qualcosa di estremamente presentabile. Carino.

Inoltre, arrivano anche gli “effetti speciali“. Sì, perché proprio come Google Allo, il nuovo iMessage è in grado di mettere più enfasi ai contenuti inviati utilizzando delle sorte di effetti che cambiano il modo in cui questi vengono percepiti. Scritto o allegato un contenuto infatti, se il tasto di invio presente all’interno del box di testo viene tappato a lungo accediamo ad un nuovo menù. Qui potremo scegliere quattro opzioni, ovvero Impatto, Pop-Up, Delicato e Inchiostro magico. Tutte andranno a trasmettere con un’apparizione diversa della nuvoletta una sorta di sensazione diversa al ricevente, salvo Inchiostro magico. Quest’ultima opzione offre all’utente la possibilità di vedere il contenuto effettivo del messaggio (anche se dovesse essere una foto) solo tappando su di esso, spostando vari “pixel” che annebbiano il contenuto. Una volta mostrato, tali pixel si riposizioneranno, nascondendo nuovamente il messaggio. La funzionalità è carina per quei messaggi in cui vorremmo creare un effetto sorpresa.

Sempre all’interno dello stesso menù avremo modo di accedere agli effetti Schermo. Questi non sono altro che de veri e propri sfondi animati condivisi che arriveranno all’interno della conversazione in contemporanea al mittente e al ricevente, enfatizzando il testo ognuno a proprio modo. Di base troviamo dei fuochi d’artificio, dei palloncini e… non vado avanti, così potrete scoprire da voi le avvincenti sorprese di questa specifica funzionalità.

Ultima feature essenziale per ciò che riguarda iMessage – sì, Apple si è davvero impegnata – in iOS 10 sono le reazioni. Queste sono raggiungibili tappando in modo prolungato su un messaggio ricevuto e consentiranno, tramite sei icone differenti, di comunicare una reazione senza inviare un vero e proprio messaggio, proprio come avviene su Facebook ora con le reazioni estese ai like. Avremo quindi un cuore, un pollice in su, uno in giù, una risata “ha ha”, due punti esclamativi e uno interrogativo. Il contatto che avrà iMessage potrà quindi vedere una reazione e prenderne atto, oppure rispondere. Curiosa è la possibilità, in iOS 10, di scegliere contatto per contatto a chi inviare le ricevute di avvenuta lettura o meno.

Si estende inoltre anche QuickType, la tastiera integrata in iOS che no, non si modifica nell’aspetto, ma nelle funzionalità. La prima è supporto alla proattività di Siri, cosa che consentirà di ricevere fra i risultati consigliati per la predizione sul testo in digitazione anche dei risultati “particolari”. Saranno infatti disponibili particolari risultati che, in base alla conversazione, verranno generati per offrire subito del contenuto ricco in modo automatico. Ad esempio, se qualcuno dovesse chiederci dove siamo, Siri potrebbe suggerire di inviare automaticamente la nostra posizione.

Oltre a ciò, curiosa l’attenzione data alle emoji. Digitando solo faccine infatti la grandezza di queste ultime verrà triplicata nella conversazione, mentre scrivendo particolari frasi o parole, QuickType ci suggerirà addirittura se sostituirle con delle emoji. Il trend è infatti in crescita: usare le emoji per creare messaggi più piacevoli. “Ciao” ad esempio potrebbe diventare facilmente la manina che saluta. Per questo motivo, scrivendo un testo e switchando alla tastiera emoji, QuickType andrà a colorare in arancione il testo che, con un solo tap, può essere sostituito automaticamente ad una emoji. La funzione è carina e ben fatta.

Telefono e Mappe

Ma passiamo ad altre due applicazioni che, in iOS 10, non ricevono tante ma buone novità. Telefono rimane la stessa, col tastierino a numeri circolari e interfaccia prevalentemente bianca. Ciò che arriva di nuovo è più sul lato funzionale che grafico: innanzitutto vedremo arrivare la trascrizione dei messaggi vocali ricevuti in segreteria direttamente come testo, anche tradotto, cosa non da poco per chi usa il proprio iPhone per scopi professionali.

Arrivano inoltre le informazioni su eventuali numeri “disturbatori”, magari quelli riconosciuti come i classici call center che ci contattano per proporre offerte e cambi piano. L’interfaccia di chiamata in arrivo ci suggerirà come che il numero, ovviamente non presente in rubrica, potrebbe essere qualcuno che vuole disturbarci; sarà nostra discrezione rispondere o meno. Altra novità interessante sono le nuove API offerte agli sviluppatori per il protocollo VoIP: tutte le app che le useranno potranno quindi accedere all’interfaccia classica di Telefono, che andrà ad offrire l’interfaccia classica anche per nomi come Skype, Whatsapp e simili. Molto bene quindi per tutti coloro che voglio stare “tranquilli” senza le notifiche nelle app di VoIP, volendo però ricevere sempre le telefonate su schermo all’istante.

Anche Mappe si espande agli sviluppatori di terzi, in modo analogo a Telefono. Sebbene l’app non sia completamente stravolta (anzi), ora offre tramite delle nuove API per poter integrare al suo interno, in base a ciò che stiamo cercando, rimandi diretti all’interazione con servizi specifici. Ad esempio, potremo trovare una location e, con l’app Uber installata, potremo accedere ad un tasto apposito per prenotare al volo una corsa fino a quella destinazione da quella attuale. Il tutto dipenderà ovviamente da come i developer integreranno il tutto, che però è strettamente limitato alle app per i trasporti e simili, quindi non preoccupatevi.

Mappe introduce inoltre il traffico in tempo reale sulla mappa, cosa che andrà ovviamente ad impattare sulla consultazione più efficace di tutti i nostri percorsi. Allo stesso modo potremo inoltre zoommare durante la navigazione turn-by-turn attiva, cosa che fino ad oggi non era possibile; una piccola grande lacuna colmata in iOS 10. Mappe supporta inoltre ora anche nuove forme di display per le autovetture che scelgono CarPlay; se le auto avranno due display ad esempio, su uno sarà possibile vedere in tempo reale le direzioni da prendere, e sull’altro la mappa intera o il progresso di percorrenza.

Oltre a maggiori informazioni che arricchiscono le varie location, Mappe integra una nuova chicca: il posizionamento automatico di dove abbiamo parcheggiato. Sì, tale dettaglio è spesso un aspetto cruciale per molti utenti, i quali ricorrono spesso ad applicazioni dedicate al fissaggio del parcheggio sulla mappa, cosa ovviamente utile soprattutto nelle grandi metropoli o nei grandi parcheggi. Mappe in iOS farà tutto in automatico e, lasciata l’auto, sarà possibile raggiungerla rapidamente anche tramite una eventuale navigazione a piedi direttamente dalla posizione attuale. Molto comodo!

Foto e Musica

iOS 10 porta alcune novità interessanti anche dal punto di vista multimediale. L’app Foto ad esempio ora dispone di una nuova funzionalità, denominata Ricordi. Questa andrà nel tempo a raccogliere delle foto in album appositi, un po’ come fa Google Foto. In base ai luoghi, alle circostanze e ai soggetti, Foto mostrerà in Ricordi degli album automatici da consultare anche mediante la creazione di presentazioni personalizzabili nell’aspetto e nella musica di sottofondo; una chicca molto interessante per chi non vuole scegliere il servizio di Google. Le foto nei ricordi saranno anche soggette a scanning e al riconoscimento dei volti, in modo tale da offrire un filtro programmato appositamente per trovare specifici soggetti.

Altra possibilità interessante è quella di editare le Live Photos in modo approfondito ed eventualmente di stabilizzarle, cosa molto legata al fascino che gli utenti hanno carpito dal poter generare anche dei video dalle suddette. Oltre a ciò, da segnalare che ascoltando un brano l’acquisizione di foto non andrà a interrompere la musica in background, cosa che invece ovviamente avviene nella cattura dei video.

Con iOS 10.1 arriva inoltre la modalità Ritratto su iPhone 7 Plus, come feature esclusiva. Tale modalità consente di eseguire scatti artistici con i soggetti in primo piano e sfondi sfocati, come avviene sulle fotocamere professionali o su app viste su altri dispositivi (ma anche su App Store in realtà). Ora la funzionalità è direttamente integrata nel nuovo iPhone top di gamma con doppio sensore fotografico, il quale sfrutterà appunto una camera per lo scatto e una per la profondità, al fine di ottenere foto suggestive e in un certo senso artistiche.

Si espande anche l’applicazione Musica, all’interno della quale troviamo invece un restyling decisamente radicale di tutti i menù. Ora le voci sono tutte molto più spoglie e dotate di font più grande e chiaro, andando a rimediare alla dispersività di iOS 9 e dell’arrivo di Apple Music al suo interno. Le feature, oltre a ciò, non mancano. Oltre al controllo musicale differente già citato più su, troviamo la possibilità, nelle Impostazioni, di consultare quanto spazio occupano i brani salvati in offline su Apple Music, cosa fino ad oggi impossibile. Oltre a ciò, tramite la nuova opzione “Ottimizza Spazio” è possibile scegliere di rimuovere un tot di giga di musica non ascoltata da tempo – iOS ovviamente è in grado di sapere quali brani non ascoltiamo con frequenza – per far respirare la memoria interna di iPhone in caso di necessità. In iOS 10 cambia anche l’aspetto nella lockscreen per il controllo musicale, anch’esso reso più pulito e chiaro, con l’opzione “Mi piace” per far apprendere i nostri gusti ad Apple Music più nascosta; non troviamo il classico cuoricino su schermo, che veniva premuto per sbaglio spesso e volentieri, ma due voci più nascoste da raggiungere quando effettivamente si vuole dare un parere.

La novità più succosa per Musica è però probabilmente il supporto ai testi dei vari brani, cosa che andrà a concretizzarsi nell’intero testo, ottenuto in automatico, all’interno della schermata di riproduzione, per cantarlo subito al volo o comprenderne meglio il significato. La funzionalità è una di quelle chicche che potrà andare a distinguere iOS 10, anche se la feature non è ancora presente in iOS 10.

Home

Ma passiamo ad Home, che non è altro che la concretizzazione su Springboard dell’HomeKit di Apple. HomeKit, per chi non lo sapesse, è un pacchetto di API offerto agli sviluppatori per creare i propri dispositivi per la smart home, come le luci wireless, le camere di sorveglianza, gli antifurti e quant’altro. Tramite Home avremo modo di creare un vero e proprio hub personale, dotato di nome o sfondo personalizzato, con cui interagire con i nostri dispositivi. Questi verranno mostrati direttamente tutti all’interno dell’app, qualora siano compatibili con HomeKit appunto.

Apple pone quindi fine all’obbligo di aprire singole app, di brand differenti, per andare a controllare la propria “casa intelligente”. Tramite home sarà tutto a portata di mano, anche col supporto alle azioni rapide mediante 3D Touch. Degna di nota inoltre è la possibilità di gestire singolarmente le stanze. Non manca inoltre il supporto alle automazioni che potranno essere programmate coi propri device: ad esempio, al rientro a casa (cosa rintracciabile tramite GPS) potremo far eseguire in automatico alcune funzioni ai nostri prodotti, programmandoli direttamente all’interno di Home. Possibilità non da poco, soprattutto per chi utilizza le serrature elettroniche e vuole ad esempio che il garage si apra in automatico quando si rientra a casa.

Apple con Home ed iOS 10 offre finalmente una soluzione unica, compatta e molto versatile per potersi buttare nella smart home senza il minimo problema. Davvero ben fatto!

Safari

Il browser di casa Apple, Safari, è sempre uno dei più utilizzati su iOS. Le sue funzionalità sono ormai apprezzate da molti e infatti in questa release non troviamo stravolgimenti di sorta. La UI rimane praticamente identica a come siamo abituati a conoscerla, con la barra degli indirizzi in alto, grafica prettamente sul bianco e menù di multitasking per le schede.

Arrivano però alcune funzioni interessanti. Innanzitutto su iPad arriva il supporto allo Split Screen all’interno di Safari, che implica in pillole che sarà possibile sugli iPad compatibili consultare due pagine web simultaneamente, potendo quindi lavorare col contenuto su schermo di entrambe. Altra feature interessante è la possibilità di aprire schede infinite e non più limitate nel numero, cosa che però potrebbe andare a cozzare con la dimenticanza, per molti, di chiuderle una volta consultate. Da questo punto di vista arriva fortunatamente la nuova possibilità, in Safari, di chiudere tutte le schede aperte tramite un tap prolungato. Per farlo basterà effettuare una pressione prolungata del tasto “Fine” nella schermata delle schede aperte.

Altra novità sicuramente molto interessante è la riproduzione dei video “inline”. Che cosa significa? Che, avviando la riproduzione di un video o un brano all’interno del browser tramite il classico box embeddato, scorrendo in un’altra porzione del sito web Safari continuerà a far andare avanti lo stream, senza interromperlo, cosa che in iOS 9 avviene poiché il contenuto viene considerato non più interessante. In iOS 10 invece la cosa cambia, potendo così magari ascoltare un brano, un podcast o quant’altro, continuando a leggere o guardando delle immagini.

Novità minori nelle app

Le novità finiscono qui? No, all’interno di iOS 10 quelle sulle app sono davvero tante. Con iOS 10.3 ad esempio Apple ha introdotto una nuova voce unificata per il proprio Apple ID in alto all’interno dell’app Impostazioni. Qui, oltre alle informazioni personali, troviamo l’accesso rapido ai menù iCloud, iTunes Store e App Store, In famiglia e ai propri dispositivi associati. Mail è ora dotata di tre pannelli per i device che supportano Split View, ma dispone inoltre di nuovi filtri per catalogare le mail come Non lette e simili, feature assente e attesa ormai da tempo.

Tre pannelli anche per Note su iPad, allo stesso modo di Mail, ma non solo: arrivano anche le note condivise, che possono essere anche condivise ed editate anche da più persone. La cosa è possibile tramite la pressione di un nuovo tasto presente all’interno dell’app Note, il quale andrà a richiamare il menù di condivisione di iOS e dove potremo scegliere come condividere la nostra nota (anche sotto forma di link). La feature tira una spallata ad Evernote, sebbene rimanga qualcosa prettamente iOS-only.

Cose interessanti anche per Calendario, che ora è in grado di rintracciare potenziali eventi all’interno delle app Mail e Messaggi, suggerendo ovviamente se vogliamo aggiungerli o meno. Oltre a ciò, Calendario avviserà quando è tempo di recarsi ad un appuntamento preso in base alle condizioni del traffico, suggerendo anche eventuali location in base agli appuntamenti presi nel tempo – se ad esempio siamo soliti riunirci in un determinato giorno della settimana ed ad uno stesso orario in un posto, Calendario ci suggerirà in automatico quel posto come location.

Cambiano anche Salute, ora con una interfaccia grafica più fruibile molto simile a Musica, e le schede dei Contatti, che ora possono popolarsi anche di tasti rapidi azzurri di stock o comprensivo di app di terzi – un giorno potremo vederci Whatsapp di fianco a Messaggio, Chiama, Video o E-mail.

Passato completamente in sordina è invece il nuovo look dell’app Orologio, rivisto da Apple in forma eccellente con un look tutto dark, opposto alle altre app. Questo è in fatti di colore prettamente nero e ha un layout ultra-professionale per Cronometro, ora dotato di un quadrante a lancette estremamente pulito ed elegante. Troviamo però un nuovo nome: “A letto“. Questo nuovo menù si preoccuperà infatti di farci capire quanto vogliamo riposare e quando vogliamo andare a dormire. Tramite un’interfaccia semplicissima infatti, l’app chiederà quanto necessitiamo di dormire giornalmente e a che ora ci svegliamo tutti i giorni; a quel punto, invierà dei promemoria quando è ora di andare a dormire per raggiungere un numero di ore soddisfacenti in base a quanto programmato.

Un po’ strano vedere come la tecnologia ci condiziona nei cicli di vita quotidiani, ma effettivamente quando si sta troppo allo smartphone si perde cognizione del tempo e ricevere messaggi di avviso è effettivamente utile. La sveglia e il tempo preciso per l’avviso può essere variato rapidamente tramite un quadrante circolare presente all’interno del menù, il quale ci mostra anche in chiaro quante ore dormiremo se seguiamo i suoi consigli.

Nota infine per Game Center che, dopo anni di inutilizzo, viene ufficialmente rimosso da iOS, per la gioia di tutti.

Siri: verso le app di terze parti, ma non tutte

Ormai tutti ben saprete che l’assistente vocale di casa Apple si chiama Siri, che si richiama tenendo premuto il tasto home e che offre svariate funzionalità con le app integrate all’interno di iOS. Allo stesso modo saprete che questo è limitato, proprio perché in grado di operare, oltre alle ricerche sul web, solo tramite le app di base; questa cosa in iOS 10 viene ufficialmente accantonata. Sì, perché Apple apre ufficialmente Siri agli sviluppatori di terze parti mediante il rilascio di un apposito pacchetto di API denominato SiriKit.

Tramite questo, i vari developer potranno introdurre all’interno delle proprie app delle porzioni di codice che, al richiamo di determinate funzioni su Siri, potranno essere eseguite. Si apre finalmente uno scenario dove forse finalmente l’assistente vocale di casa Cupertino potrà essere più utilizzato rispetto a qualche secondo (o minuto) durante la giornata, per prendere promemoria, appuntamenti sul calendario o per divertirsi con le risposte carismatiche.

La novità ovviamente diventerà tangibile progressivamente nel tempo, man mano che ogni sviluppatore sfrutterà tale pacchetto. Attenzione però: non tutte le app possono attingervi. Sì, perché se è vero da una parte che Apple vuole estendere le potenzialità di Siri, dall’altra va detto che il SiriKit potrà funzionare solo con sei precise categorie di applicazioni, ovvero: app di booking, app per il messaging, app di pagamenti, app di VoIP e app per il fitness. Ciò sostanzialmente significa che, tutto ciò che non si trova in tali categorie, non potrà supportare Siri.

Storceranno il naso i fan di app come Spotify, che ad esempio non potranno godere di essere gestite “hands-free”, come invece avviene con Musica e la sua integrazione Apple Music. Non ci resterà che vedere come verrà applicata a pieno. Tutte le app compatibili sono elencate in una nuova voce apposita “Supporto app” per raccoglierle e mostrarle in chiaro. In linea generale comunque Siri si presenta con la stessa interfaccia di sempre e le funzionalità, come ben saprete, cambiano grazie agli aggiornamenti lato server e non con iOS. C’è però da dire che Apple ha scelto di cambiare il tono di voce classico dell’assistente, che ora risulta essere molto più giovanile e notevolmente più fluido. Inoltre, da quest’anno anche per l’italiano arriva una voce maschile di Siri, sicuramente più apprezzabile dal genere femminile e anch’essa tendente al giovanile e al fluido. 

iOS 10: conclusioni e altre curiosità

iOS 10 è una nuova release davvero molto interessante, che continua ad innovarsi e ad aprirsi agli sviluppatori di terze parti, anche se con calma e senza eccessivi salti verso l’open source. Tutt’altro, iOS è sempre più sotto controllo e prova a spingersi verso dove molti altri hanno fatto meglio e prima di lei, cambiando il ruolo da innovatrice in “inseguitrice, pronta a farlo meglio”.

Non è assolutamente da sottovalutare l’apporto interessante che potrebbe avere la “Clipboard Universale“, nuova feature basata su iCloud che consente a tutti gli utenti iOS 10 e mac OS Sierra di copiare e incollare testo o immagini dai dispositivi mobili a Mac e viceversa. La cosa potrebbe velocizzare fortemente il workflow di molti professionisti, oltre che abbattere quasi in toto le necessità di utilizzo di Pushbullet.

Altre novità minori potrebbero essere la nuova lente di ingrandimento presente in Accessibilità, che sfrutterà la fotocamera posteriore per ingrandire ciò che vogliamo, oppure la possibilità di generare dei PDF direttamente nel menù di stampa. Tante sono le feature e tante quelle che arriveranno; non dimentichiamoci che iOS 9 è giunto agli utenti con varie build importanti che hanno introdotto, nel corso dei mesi, funzionalità davvero di rilievo.

Riportiamo di seguito la lista dei dispositivi supportati da iOS 10, che farà storcere il naso a qualcuno.

  • iPhone 6s Plus
  • iPhone 6s
  • iPhone 6 Plus
  • iPhone 6
  • iPhone SE
  • iPhone 5S
  • iPhone 5C
  • iPhone 5
  • iPad Pro 9.7
  • iPad Pro 12.9
  • iPad Air 2
  • iPad Air
  • iPad 4
  • iPad Mini 4
  • iPad Mini 3
  • iPad Mini 2
  • iPod Touch 6 Gen

Di seguito, infine, trovate la nostra video anteprima.

Video anteprima