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Introduzione alla fotografia notturna: ecco di cosa si tratta

di Ricky Delli Paoliaggiornato il 17 luglio 2015

Introduzione

Ho passato molto tempo a studiare diversi tipi di fotografia: ho imparato le tecniche della fotografia Macro, ho avuto l’onore di sperimentare la fotografia panoramica in posti bellissimi, mi sono appassionato sempre più alla fotografia di animali ma, tuttavia, niente mi ha affascinato ed emozionato come la fotografia notturna; una volta scoperta non l’ho più abbandonata e ho deciso di focalizzarmi esclusivamente su questo genere, affinando sempre più la mia tecnica.

È importante fare una distinzione tra i vari tipi di fotografia notturna, ci sono diverse tecniche a seconda del tipo di soggetto che volete fotografare: molti tutorial/libri consigliano ISO bassissimi durante la notte, teoria che non è sbagliata in alcuni casi ma che in altri – come quando parliamo di fotografia notturna alle stelle e/o alla Via Lattea – è assolutamente errata. Nel corso di questa guida avrete modo di scoprire la differenza e soprattutto di imparare alcuni trucchi che potranno tornarvi utili (un’occasione per ripensare a me ogni volta che li utilizzerete? Grazie, troppo gentili).

Crediti: Ricky Delli Paoli | Luogo: Yellowstone National Park (Wyoming – USA)

Fotografia notturna in pillole

Abbiamo parlato di argomenti fondamentali della fotografia come tempi d’esposizione, apertura del diaframma e ISO, e, dopo l’infarinatura iniziale, ecco un modo interessante per sperimentare le vostre conoscenze in uno scenario completamente diverso: la fotografia notturna.

Chiaramente non è un tipo di fotografia che affascina chiunque, molti la vedono come forma d’arte per pochi, altri come modo per sfuggire allo stress del giorno; cerchiamo di capire assieme come funziona, quali sono i soggetti migliori, che attrezzatura serve e come comportarsi.

Se dovessi riflettere su una singola parola pensando alla fotografia notturna sarebbe sicuramente “esposizione”, pensando appunto al tempo d’esposizione che varia drasticamente quando la luce diminuisce. Se siete abituati a fare foto a 1/160 durante il giorno (per non dire valori più veloci), di notte tutto cambia e, di conseguenza, la fotocamera dev’essere regolata al meglio. Quando il sole non ci sarà più, dovrete prestare attenzione al tempo d’esposizione (che, come già detto, dovrà essere decisamente più lento), all’apertura del diaframma (la più luminosa del vostro obiettivo) e, ovviamente, alla sensibilità ISO (molto bassa in alcuni casi, più alta possibile in altri).

Cosa posso fotografare di notte?

Le varietà di soggetti che di notte cambiano completamente il modo in cui vengono visti è sicuramente notevole, non c’è nessun limite se non la vostra creatività: sperimentate, create, innovate. Di notte tutto assume un fascino diverso, basta solo cogliere il momento giusto, nel luogo giusto con le impostazioni giuste (ho detto “giusto”?).

C’è chi di notte fotografa le luci della città, compensando l’inquinamento luminoso e facendo un attento utilizzo delle impostazioni oppure chi si avventura in mete meno popolate al fine di cogliere sfumature meravigliose del nostro pianeta (e non solo).

Crediti: Ricky Delli Paoli | Luogo: Roma

Le regolazioni della vostra fotocamera dipendono, ovviamente, dal soggetto che volete fotografare: se decidete di catturare un panorama urbano vorrete sicuramente dar risalto alle molteplici luci presenti nello scenario notturno, ecco perché potete tenere un diaframma variabile tra ƒ/2.8 e ƒ/4 (in base all’ottica in vostro possesso), vi basterà “giocare” con il tempo d’esposizione (di solito è sufficiente tenersi tra 1 e 10 secondi) e regolare la sensibilità ISO al fine di non esagerare con il rumore elettronico (che disturberebbe la foto con fastidiosi puntini) mantenendovi tra valori compresi tra i 100 e i 600 a seconda del tempo d’esposizione utilizzato (maggiore sarà il tempo d’esposizione, minore potrà essere il valore ISO, sempre parlando di fotografia notturna in città).

Nel caso della foto qui sopra, ho voluto utilizzare un diaframma leggermente più chiuso rispetto al mio standard (che è di ƒ/2.8), portando quindi l’apertura a ƒ/4, tuttavia, ho utilizzato un trucco molto “homemade” per poter compensare la luminosità del cielo con quella della città: data la vasta presenza di luci, utilizzare un’esposizione lunga sarebbe stato un vero problema (il sensore avrebbe assorbito troppa luce e di conseguenza mostrato una foto quasi completamente bruciata o gialla/arancione), tuttavia, avevo intenzione comunque di utilizzare un tempo pari a 13 secondi in quanto mi sembrava una buona media per catturare più dettagli possibili del cielo (senza enfatizzare esclusivamente la città). Contando che vi ho detto che un’esposizione troppo lunga avrebbe bruciato la foto, come ho potuto scattare con un tempo di 13 secondi? Molto banalmente ho coperto con la mano la metà inferiore dell’obiettivo per la metà dei secondi, impedendo quasi totalmente l’ingresso della luce da quella fonte, in questo modo ho ottenuto una piena esposizione di 13 secondi sulla parte superiore (ottenendo più dettagli del cielo) e un tempo pari a 6.5 secondi per la parte inferiore, evitando così di “assorbire” troppa luce. Per quanto riguarda gli ISO, dato il tempo d’esposizione ho preferito mantenermi sui 100, anche se avrei comunque potuto alzare di uno stop senza troppi problemi.

Questo trucco è molto interessante in moltissimi esempi di lunga esposizione, ma ne parleremo meglio in un focus dedicato.

I segreti della fotografia notturna

Data la scarsa quantità di luce durante la notte, che si tratti di skyline illuminati o cieli stellati, è fondamentale seguire alcune regolette basilari sicuramente diverse rispetto quanto concerne la fotografia diurna:

  • Disattivate l’autofocus: che abbiate un motore di messa a fuoco basilare oppure più avanzato ad ultrasuoni, non riuscirà comunque a captare lo spazio in modo preciso, pertanto limitatevi a disattivarlo e a basarvi sulla messa a fuoco infinita (simbolo dell’infinito sulla ghiera di messa a fuoco della vostra ottica)
  • Non toccate la fotocamera: sempre per ridurre/evitare l’effetto mosso, dovete fare in modo di toccare la fotocamera il meno possibile, ecco perché sarebbe meglio utilizzare un telecomando per lo scatto remoto (sia senza filo che con). In mancanza di tale accessorio, potete affidarvi alla funzione che vi permette di tardare lo scatto, disponibile su ogni fotocamera (scorrete i vari menù per trovarla, va in base al modello di fotocamera; ciò che rimane uguale è il funzionamento: premerete il bottone di scatto
  • NR su Lunghe esposizioni: sta per “Noise Reduction” ed è una funzione presente su molte fotocamere che permette di ridurre il rumore elettronico generato dalla lunga esposizione; contando il fatto che io spesso seguo la filosofia secondo cui meno automazioni ci sono e meglio è, vi consiglio di disattivare questa impostazione (qualora fosse presente e attivata di default); non solo rischiate di aspettare 10 minuti (e anche più) per vedere il risultato della foto (data la lunga elaborazione da parte del processore per correggere il rumore) ma, in casi come gli scatti alle stelle, vedrete meno corpi celesti del previsto (il puntino della stella viene interpretato come rumore elettronico e quindi cancellato).
  • Bloccate l’ingresso di luce dal mirino: ebbene si, anche dal mirino può entrare luce fastidiosa (magari di un lampione alle vostre spalle) che vi rovinerà completamente la foto, ecco perché molte fotocamere sono già dotate di un oscuratore per mirino. Nel caso in cui il vostro modello ne dovesse essere sprovvisto, in vendita online ci sono molti “tappi” da adattare.

Crediti: Ricky Delli Paoli | Luogo: Salmon River (Idaho – USA)

Sfruttare la luce come effetto creativo

Quante volte vi è capitato di trovarvi alle 17:30 di una calda giornata estiva imbottigliati nel traffico in autostrada? So quanto abbiate odiato quel momento, ma grazie alla fotografia notturna spererete in una situazione simile (a condizione che vi troviate in un punto strategico).

Come già scritto, tutto di notte si trasforma, la gestione della luce cambia completamente e, grazie all’oscurità, possiamo scattare sfruttando il metodo “Light Painting“, ovvero dipingere con la luce. Questa tecnica potete sfruttarla in ogni modo con ogni luce, a partire dal traffico cittadino fino ad arrivare a una torcia puntata nell’obiettivo con cui disegnate soggetti a piacere.

Vi basterà utilizzare un cavalletto, chiudere il diaframma in un valore compreso tra ƒ/11 e ƒ/22, tenere gli ISO piuttosto bassi e sfruttare un tempo d’esposizione compreso tra i 15 e i 30 secondi al fine di permettere un tratto migliore alla luce (esattamente come se si trattasse della pressione di un pennello sul foglio).

Nell’esempio qui sotto, mi trovavo su un ponte sopra l’autostrada alle ore 20 circa di una domenica invernale in cui il traffico a Gallarate (VA) era leggermente intenso.

Crediti: Ricky Delli Paoli | Luogo: Gallarate (VA)

Come già detto, una volta trovati i parametri che si adattano alla vostra situazione, basandovi su ciò che vi ho scritto, potrete sperimentare il Light Painting con diversi soggetti. Provate anche banalmente a posizionarvi di fronte alla fotocamera (fissata sul cavalletto e controllata da un amico o un controllo remoto) e, utilizzando una torcia, fate dei disegni mentre il diaframma rimane aperto (sempre in un tempo d’esposizione compreso tra i 15 e i 30 secondi). Rimarrete sorpresi del risultato.

L’attrezzatura perfetta per ogni esigenza

Per ogni tipo di fotografia è necessaria un’attrezzatura che più si adatti al soggetto che dovremo immortalare e, quando si parla di natura, è importante calcolare ogni tipo di variabile che possa interferire con la nostra sessione, vediamo assieme l’attrezzatura perfetta per ogni tipo di esigenza notturna.

Crediti: Giovanni Antico | Luogo: Saint Barhtèlemy (AO)

  • Cavalletto di buona fattura: evitate “cinesate” da 20€, ci vuole stabilità per evitare ogni tipo di vibrazione che creerebbe un fastidioso effetto mosso. Abbiamo recentemente trattato la questione cavalletti e, nell’articolo dedicato, potrete trovare tutti i nostri consigli. N.B.: a seconda del soggetto da fotografare, potrebbe non essere necessario un cavalletto, cercate comunque di trovare un appoggio saldo per mantenere la fotocamera immobile.
  • Obiettivo grandangolare luminoso: è molto importante un’ottica che vi dia la possibilità di immortalare quanto più panorama possibile, ecco perché i grandangoli sono un requisito fondamentale, così com’è fondamentale assicurarsi un’ottica più luminosa possibile (di norma vengono utilizzati obiettivi ƒ/2.8, ma potete raggiungere buoni risultati anche con un ƒ/4). Assicuratevi inoltre di montare il paraluce di corredo: il fatto che ci sia meno luce rispetto al giorno non significa che non possano entrare fasci fastidiosi nella lente
  • Torcia: a meno che non vi troviate in punti piuttosto luminosi (in città ad esempio), una torcia può sicuramente far comodo in più di un’occasione. Se state fotografando stelle nei pressi di un osservatorio (luogo migliore di solito) ricordatevi di munirvi di una torcia rossa puntata verso il basso, così non darete fastidio alle loro ricerche.
  • Batterie aggiuntive: le sessioni di scatto notturne possono durare ore, ricordatevi di portare con voi batterie aggiuntive per non rischiare di non poter più scattare foto (nelle sessioni di lunghe esposizioni la fotocamera consuma molta più batteria)
  • Telecomando con o senza filo: fondamentale per poter evitare foto mosse, quando si tratta di lunghe esposizioni anche il singolo tocco per lo scatto può rovinare l’intera foto. Nel caso in cui foste sprovvisti di telecomando, potete anche utilizzare la funzione di autoscatto con ritardo presente sulla maggior parte delle reflex.
  • Copertura per l’obiettivo: un polsino o uno scalda muscoli (anche quelli “express” da aprire e scuotere che si trovano da Decathlon) per il semplice motivo che l’ottica si appannerà se non correttamente protetta nel caso in cui la temperatura dovesse scendere sotto il punto di rugiada. Una lente appannata significa uno scatto (o più) completamente buttato

potrebbe non essere necessario un cavalletto, cercate comunque di trovare un appoggio saldo per mantenere la fotocamera immobile.

 

I luoghi migliori per la fotografia notturna

Non è vero che non tutti i luoghi sono adatti per la fotografia notturna, tuttavia, è bene capire quale luogo è adatto a certi scatti, come ad esempio le stelle e quali sono adatti per altri tipi di fotografie, come ad esempio le luci della città.

Crediti: Ricky Delli Paoli | Luogo: San Francisco (California – USA)

Certo, potete sviluppare “un occhio” per capire autonomamente quale luogo è giusto per ciò che volete fare, tuttavia, anche in questo caso la tecnologia ci viene incontro e lo fa grazie a un’applicazione chiamata PhotoPills (acquistabile per iOS a questo link) che vi permette di pianificare nel dettaglio il luogo perfetto al momento perfetto con le condizioni di luce perfette (è davvero tutto perfetto!).

Ad esempio, se state pianificando di fotografare la Via Lattea in un particolare scorcio delle Alpi, l’applicazione è in grado di farvi capire quali sono condizioni, luogo preciso e orario migliore per scattare in base al periodo dell’anno, e pensate, è in grado addirittura di segnalarvi eventuali “ostacoli” (come ad esempio altre montagne) che potrebbero coprire la visuale.

Come diventare creativi con le stelle

La creatività non si può certo insegnare, tuttavia, potete lasciarvi ispirare da diversi lavori al fine di raggiungere un risultato a voi gradevole. Se state ancora leggendo questo articolo con gli occhi a cuoricino, è sicuramente difficile che vi stancherete di fotografare stelle in luoghi unici, tuttavia, può capitare la situazione in cui vorreste sentirvi più creativi e fare qualcosa di più.

In questo paragrafo parleremo di una tecnica che mi ha sempre affascinato tantissimo: lo Startrails.

La parola “startrails” significa “scia delle stelle” ed è la possibilità, ancora una volta parlando di fotografia notturna, di vedere qualcosa che a occhio nudo non sarebbe possibile vedere: sto parlando della traiettoria esatta delle stelle, che varia ovviamente in base alla posizione in cui ci troviamo/inquadriamo.

Crediti: Ricky Delli Paoli | Luogo: Salmon River (Idaho – USA)

Questo tipo di fotografia creativa è basata decisamente sulla post-produzione degli scatti, parte fondamentale che ci permetterà di creare un risultato come questo dopo ore di scatti (in media 3-4 ore per un risultato come questo).

Tuttavia, se volete approfondire questa tecnica, continuate a seguirci, ne parleremo presto in un focus dedicato.

Non vedo le stelle, come le fotografo?

Capisco la vostra eccitazione date le nuove informazioni che avrete appreso e che desiderate sperimentare quanto prima, tuttavia non siamo tutti fortunati in merito al luogo di residenza (io sono il primo, tranquilli); per fotografare le stelle, la Via Lattea e altre meraviglie del cielo non vi basterà l’attrezzatura perfetta e la conoscenza, dovrete anche recarvi nel luogo adatto.

La mia prima volta (parlo di stelle ragazzi) è stata nel 2013, a 23 anni (si, sto ancora parlando di stelle, davvero), in un posto magnifico chiamato Saint Barthèlemy, in Valle d’Aosta. Lì, grazie al mio guru Giovanni Antico, ho realizzato davvero cosa volesse dire trovarsi di fronte ad un cielo completamente limpido e privo di inquinamento luminoso.

Questa digressione è stata fondamentale per farvi capire che, purtroppo, in molte città, il cielo non è visibile come vorremmo a causa dell’inquinamento luminoso, migliaia di luci di palazzi, case e negozi che offuscano la visione delle stelle.

La soluzione? Allontanatevi da tutta quella luce: andate in montagna ad altezze ragionevoli (almeno 1600m) oppure al mare (anche se non ovunque), l’importante è che troviate un luogo isolato dalle luci notturne che genera una città.

Crediti: Ricky Delli Paoli | Luogo: Cardano al Campo (VA)

Attenzione: l’inquinamento luminoso non sarà l’unico vostro nemico nella fotografia notturna: c’è un piccolissimo, quasi invisibile oserei dire, satellite chiamato “Luna” (conoscete?) che di notte crea una grande fonte di luce, bella da vedere sicuramente, tuttavia può rovinare la vostra ricerca e “cattura” di stelle (più la luna è piena e meno le stelle sono visibili da parte vostra). Esistono diverse applicazioni disponibili per smartphone in grado di dirvi i periodi della nuova luna, perfetti per fotografare le stelle considerando il fatto che, trovando il momento giusto, la luna non è praticamente presente e di conseguenza non disturberà la vostra sessione.

La regola del 600

Bene, abbiamo capito come iniziare ad avventurarci nella fotografia delle stelle, tuttavia, sperimentando varie tecniche e tempi d’esposizione, potreste notare alcune sfocature ed imperfezioni proprio negli elementi del cielo, perché? Il motivo è molto semplice: voi siete immobili, tutto il resto no, ecco perché seppur pensiate che i tempi d’esposizione siano minimi rispetto al movimento dell’asse terrestre, non è così. Per ottenere quindi una foto con le stelle perfettamente a fuoco e senza fastidiosi tratti di movimento è necessario applicare quella che viene chiamata “regola del 600”.

Premessa: ho sempre odiato la matematica, la odio tuttora e cerco di applicarla il meno possibile, ma, se anch’io, dati i presupposti, riesco ad applicare facilmente questa regoletta (chiamarlo “algoritmo” mi sembra eccessivo e scoraggiante per chi la pensa come me), significa che si tratta di qualcosa di semplice e intuitivo.

La regola del 600 si applica così: 600 / lunghezza focale = tempo di scatto.

Si tratta quindi di un banale calcolo per ottenere il tempo perfetto d’esposizione in base alla focale da voi utilizzata che vi permetterà una foto delle stelle assolutamente perfetta.

Esempio: avete un’ottica 24-70mm e state scattando a 24mm per avere la massima area grandangolare possibile? Fate 600:24 e otterrete 25, che è il tempo d’esposizione per la vostra macchina.

ATTENZIONE: ci sono delle differenze nel caso in cui utilizziate un corpo macchina full frame oppure APS-C (nel secondo caso c’è da analizzare anche il fattore di crop, cioè quell’area che viene tagliata dal sensore diverso, che, nel caso di Nikon, Sony, Minolta e altre è di solito pari a 1.5x, mentre, per quanto riguarda Canon è pari a 1.6x.

Nella tabella qui sotto avete alcuni esempi di applicazione della regola del 600 con diverse ottiche/fotocamere:

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Crediti: Ricky Delli Paoli | Luogo: San Francisco (California – USA)

Fotografia notturna: conclusioni

Sono sicuro che ora sarete molto carichi dopo aver letto (quasi) tutti i segreti della fotografia notturna, che fate ancora qui? Uscite e andate a divertirvi, vi aspettano migliaia di avventure indimenticabili con risultati sempre migliorabili.

A proposito di risultati migliorabili, non fatevi scoraggiare nel caso in cui non escano risultati come quelli presenti in questo post durante le vostre prime esperienze; credetemi, anch’io ho fatto fatica a imparare e soprattutto procurarmi l’attrezzatura perfetta, tuttavia si può iniziare anche con poco sperimentando sempre di più al fine di capire se questa tecnica fa al caso vostro e avete davvero il desiderio di approfondirla.

Tuttora non mi considero assolutamente un esperto, anzi, ho ancora moltissimo da imparare e non vedo l’ora di farlo, tuttavia, avevo il desiderio di condividere con voi la maggior parte dell’esperienza “raccolta” finora al fine di trasmettervi ciò che per me è diventata una grande passione che non solo mi rilassa ed emoziona ogni volta, ma riesce anche a farmi imparare molto su tutto ciò che ci circonda.

Avete domande o dubbi? Discutiamone assieme nei commenti, non vedo l’ora di vedere i vostri risultati.