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Cos'è e come si usa un intervallometro

di Ricky Delli Paoliaggiornato il 6 de agosto de 2015

Tra i vari approfondimenti di Ridble Fotografia non poteva di certo mancare un accessorio diventato per me ormai fondamentale: l’intervallometro.

In questo articolo scopriremo di cosa si tratta, a cosa serve, come utilizzarlo e soprattutto in che occasione; oltre a questo, vedremo anche come scegliere un modello giusto senza spendere troppo. Buona lettura.

Di cosa si tratta e perchè utilizzarlo

Un intervallometro è un dispositivo che si collega alla fotocamera e controlla per quanto e ogni quanto tempo viene scattata una foto, così come quanti scatti vengono eseguiti. I modelli possono variare da produttore e produttore, ma tutti servono allo stesso scopo: creare diversi tipi di sequenze di scatto.

In parole povere, è un dispositivo esterno con cui si possono scattare grandi quantità di foto oppure semplicemente gestire la modalità “Bulb”, cioè una lunga esposizione libera che inizierà nel momento in cui premerete il pulsante dedicato e terminerà quando lo deciderete voi (adatto per scatti notturni, cascate, light painting e molto altro). Bulb è una modalità presente praticamente su ogni Reflex con cui potrete avventurarvi oltre i trenta secondi d’esposizione presenti di default su ogni corpo.

È un dispositivo esterno con cui si possono scattare grandi quantità di foto oppure semplicemente gestire la modalità “Bulb”

Un intervallometro è anche quel dispositivo fondamentale per creare dei time lapse, insieme di frame (foto) che, trasformate in video, permettono di vedere eventi che durano tanto tempo in pochi secondi (ad esempio il tramonto, evento che richiede 3-4 ore per passare da golden a blue hour, può essere visto in pochi secondi grazie a questa tecnica). Approfondiremo la tecnica del time lapse; per ora vi basti sapere che sicuramente ne avrete visto almeno uno nella vostra vita (ad esempio in CSI o nei film americani) e che l’intervallometro è un accessorio che non può mancare per tenere sotto controllo gli scatti e creare sequenze.

Allo stesso modo, l’intervallometro può essere utilizzato anche per scattare Star Trails, foto che ritraggono le scie delle stelle, anche questo è un evento molto lungo che può essere mostrato in un singolo scatto grazie a questo dispositivo, molta pazienza e un po’ di post-produzione (parleremo meglio anche degli Star Trails).

Come funziona

Questo dispositivo è decisamente semplice da utilizzare, anche per chi è alle prime armi; la caratteristica decisamente a nostro vantaggio è che ogni tipo di intervallometro ha di base le stesse funzioni di ogni altro modello: sarà quindi semplice utilizzarlo seppur diverso da quello in nostro possesso.

Ecco le funzioni di ogni intervallometro:

    • Delay: questo termine deriva ovviamente dall’inglese e significa “ritardo”; vi permette di impostare un ritardo per l’inizio della sequenza, utile per fare in modo che voi possiate far partire la fotocamera in automatico senza la vostra presenza (si, capita, magari in montagna, per i time lapse più impegnativi ed estremi che voi non siate sempre fisicamente vicini alla vostra macchina fotografica).
    • Long: questo parametro vi consente di impostare la lunghezza d’esposizione desiderata senza toccare la fotocamera. Magari non sempre dovrete fare sequenze di Time Lapse o simili pertanto, se foste semplicemente interessati a lunghissime esposizioni (Bulb per l’appunto), è sicuramente fondamentale non toccare la fotocamera è, grazie a questa funzione, vi basterà impostare il tempo d’esposizione, far partire il timer, et voilà, la macchina farà il resto. Certo, avrebbero potuto chiamare il comando semplicemente “Bulb” per evitare ulteriore confusione, tuttavia questa imprecisione vale per ogni singolo modello d’intervallometro, non soltanto per il mio.
    • INTVL: ecco il parametro chiave di questo dispositivo; tramite questa funzione sarà possibile definire l’intervallo dello scatto, fondamentale per Time Lapse e non solo (anche per gli Star Trails funziona bene). Potete utilizzare anche solo questa funzione calcolando voi stessi il tempo d’esposizione. Ad esempio, se avete intenzione di fare una foto ogni trenta secondi con un’esposizione di venti secondi, imposterete “30” su INTVL e “20” sulla fotocamera (oppure nella funzione “Long” descritta poco sopra), in automatico, la fotocamera esporrà per venti secondi, si riposerà per dieci (cosa che non fa mai male contando il fatto che in queste situazioni mettete a dura prova il sensore, soprattutto se vi trovate in un posto in cui fa particolarmente caldo) e poi partirà nuovamente, quindi saranno altri venti secondi d’esposizione, dieci di pausa e così via. Questa funzione è fondamentale per le sessioni di scatto molto lunghe. È molto importante in questa fase tener conto del Buffer della fotocamera, cioè quella parte di memoria che elabora la foto poco dopo lo scatto mentre voi ne state già scattando un’altra: il limite del Buffer varia da fotocamera a fotocamera, così come il tempo d’elaborazione di una singola foto, per questo vi consiglio di tenere un tot di tempo di riposo per la fotocamera.
    • N: molto banalmente, si tratta del numero di scatti che volete ottenere; impostate un numero, terminati gli scatti (tenendo conto anche dei valori come “Delay”, “Long” e “INTVL”) la fotocamera si fermerà. Di solito gli intervallometri hanno un limite impostato a duecento, non è un problema dal punto di vista organizzativo nel caso in cui vogliate farne di più, vi basterà re-impostarlo una volta terminato il lavoro.
    • Hold: deriva dall’inglese “tenere” o “mantenere” e, in questo caso, vi sarà d’aiuto negli scatti “Bulb” in cui non volete utilizzare la funzione “Long”. Una pressione prolungata blocca il tasto di scatto e vi permette di decidere personalmente di quanti secondi esporre, utile anche per esporre in tempi irregolari non previsti dalla vostra fotocamera (quindi, oltre i classici trenta secondi della modalità Bulb, potrete anche fermarvi a quattordici  o ventuno per dirne qualcuna, tempi di solito non previsti di default nella macchina).
    • Light/Lock: si tratta del tasto che vi permette di illuminare lo schermo per una migliore visione notturna oppure bloccare tutti i tasti al fine di evitare pressioni involontarie durante la sessione di scatto.
    • Timer Start/Stop: ci siamo, siete pronti per iniziare la vostra sessione (o terminarla), premete questo tasto e immergetevi in una nuova ed entusiasmante avventura fotografia, ora sapete tutto!

 

Quale intervallometro acquistare

Come già detto, molti intervallometri si somigliano davvero tanto (a volte sono esattamente gli stessi con marchi differenti). Ciò che vi consiglio di verificare per ogni modello è che ci siano tutte le funzioni sopra elencate (mi raccomando, attenzione anche al comando “N” per il numero di scatti, alcuni modelli costosi non ce l’hanno), per il resto non serve spendere cifre folli per questi dispositivi: vedrete che con pochi euro otterrete le stesse e identiche funzioni di un modello di qualche marchio importante venduto anche a più di 100€. Per non sbagliare, posso darvi un esempio qui o qui

Assicuratevi sempre che la vostra fotocamera sia presente nei modelli compatibili, se avete dubbi, contattate il venditore. Molti attacchi variano anche nello stesso produttore di fotocamere e, pertanto, se avete una Nikon D90 e acquistate una Nikon D800 (come il sottoscritto) non è detto che l’attacco sia lo stesso.

Oltre a questo, per i fotografi più tecnologici che vogliono semplificare ancora di più il loro lavoro (senza spendere una follia), esiste un dispositivo chiamato Triggertrap che si interfaccia con lo smartphone e permette il controllo della fotocamera tramite un’app dedicata (compatibile con iOS e Android), il nostro Jacopo Famularo l’ha recensito qui.

Conclusioni

Per chi come me è appassionato delle tecniche fotografiche sopra elencate è sicuramente fondamentale avere un intervallometro che, con un po’ di pratica, diventerà il vostro partner nelle uscite notturne in montagna (e non solo). Con il modello fotografato ho scattato migliaia e migliaia di foto, girato due cortometraggi di Time Lapse, ottenuto diversi Star Trails e catturato diverse lunghe esposizioni di vario genere, e pensate: l’ho pagato meno di venti euro e non ho mai cambiato la batteria in due anni esatti (lo schermo rimane sempre acceso).

Avete già scattato sequenze utilizzando un intervallometro? Fateci vedere i vostri lavori, lí commenteremo assieme!