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Intel Skylake: conosciamo la nuova generazione di processori

di Giovanni Matteiaggiornato il 30 ottobre 2015

Quando si parla di microprocessori nove volte su dieci è sempre e solo un’azienda che si nomina: Intel. La società californiana ha saputo, nel corso di decenni, sbaragliare la concorrenza imponendosi come il punto di riferimento quando si ha a che fare con i chip presenti nei computer di tutto il mondo. Come abbiamo visto da vicino qui su Ridble, all’interno della lista di articoli creati per imparare ad assemblare un PC con le proprie mani, è sempre Intel a farla da padrone.

Non è questione di attaccamento verso il brand ma pura constatazione dei fatti. Come vedremo in questo articolo, Intel continua inesorabilmente a innovare e innovarsi andando a sviluppare soluzioni sempre più prestanti, sempre più ottimizzate e sempre più pensate per lavorare al meglio con i sistemi operativi attualmente in circolazione.

Ma non perdiamo altro tempo, andiamo a conoscere la nuova generazione di processori Intel: ecco gli Intel Skylake.

Intel Skylake: cosa sono e come si distiguono

Quando si nomina “Intel Skylake” capita spesso di pensare di avere a che fare con un unico e preciso tipo di processore, quasi come se l’azienda californiana avesse sviluppato e rilasciato sul mercato un chip talmente duttile ed eterogeneo da andar bene per tutte le tipologie di computer presenti in circolazione.

Ovviamente non è così; per prima cosa con Intel Skylake si va ad indicare la sesta generazione di processori che mandano nel dimenticatoio la precedente serie di chip, tali Broadwell. Questa nuova versione è basata sul processo produttivo a 14 nm e, come avevo accennato poco più su, porta con sé notevoli migliorie rispetto alla precedente versione di microprocessori.

Ovviamente la generazione di processori Skylake non è nata ieri; quando si tratta di produrre un concentrato di tecnologia del genere, le grandi aziende come Intel iniziano a strutturare le nuove versioni molti mesi prima – addirittura anni – del reale arrivo sul mercato del prodotto finito.

Per quanto riguarda i nuovi chip, l’azienda californiana aveva parlato degli Skylake già nel 2014 e, come vedremo nei prossimi capitolo, a distanza di un anno non tutte le versioni di questi chip arriveranno nei computer, tablet, mini PC, notebook e convertibili presenti attualmente in circolazione.

Proprio come per la vecchia generazione di processori, Intel suddivide la nuova versione di processori Skylake in quattro varianti diverse che, ovviamente, vanno ad identificare processori con caratteristiche ed usi diversi (banalmente, chi per desktop, chi per dispositivi mobile, chi per notebook, chi per workstation, chi per data center, e così via).

La sesta generazione di microprocessori offre i maggiori vantaggi sopratutto in campo mobile

Nello specifico, e come andremo a trattare nei capitoli successivi, l’offerta Intel viene strutturata con la seguente nomenclatura: S, H, U e Y, lettere che vengono assegnate come suffisso delle precedenti – è da considerare che alla S può aggiungersi la lettera K, che indica processori predisposti all’overclocking di fabbrica. A questa differenza di “etichetta” va aggiunta anche quella relativa ai socket (ovvero il supporto fisico sulla scheda madre tramite cui, attraverso i “piedini” del processore, è possibile attaccare fisicamente la CPU alla scheda madre) supportati.

Infatti la linea H, U, Y utilizzano un packate di tipo BGA, mentre l’S ne utilizza uno di tipo LGA, più nuovo, più economico e caratterizzato da una maggiore superificie di contatto tra processore e socket. Detto questo, andiamo a conoscere le peculiarità di questo nuovo processore.

Peculiarità dei processori Skylake

I processori Skylake sono molto più veloci rispetto ai processori Broadwell. Si stima infatti che in condizioni normali di utilizzo, quindi situazioni che possono essere racchiuse nella classica tipologia di “utilizzo da ufficio”, gli Skylake arrivano ad essere due volte e mezzo più rapidi nelle operazioni. Tale stima, come precisa Intel stessa, si riferisce a condizioni di utilizzo per dispositivi mobile; lato desktop, infatti, non è presente una differenza di potenza di calcolo così marcata.

I processori Skylake sono stati progettati a stretto contatto con gli ingegneri Microsoft per tirare fuori il meglio dal nuovo Windows 10Nonostante questa grande differenza di prestazioni fra mobile e desktop (questo non vuol dire che non ci sia differenza fra un i7 Broadwell con un i7 Skylake, semplicemente si nota di meno questo “stacco”), Intel è riuscita a cucire sopra i nuovi blocchi di silicio tante nuove tecnologie. Troviamo infatti il supporto alle nuove memorie RAM DDR4 oltre che al supporto delle RAM DDR3L – una versione particolare di RAM a basso voltaggio -, supporto alle PCI Express 3.0 ma anche, e sopratutto, la presenza di un nuovo tipo di memoria embedded etichettata come eDRAM.

Questa “embedded RAM” permette di avere un accesso più veloce alla informazioni salvate andando ad aumentare notevolmente le prestazioni generali del sistema operativo oltre che apportare notevoli vantaggi alla GPU integrata – la eDRAM dà il meglio di sé nei dispositivi mobile.

Importanti vantaggi della nuova architettura arrivano anche per quanto riguarda la gestione della grafica. Come si sa esistono due tipi diversi di processori grafici (GPU) che possono essere discrete quando vengono vendute a parte e che vanno inserite negli appositi alloggi sulla scheda madre, oppure integrate ovvero quando sono direttamente integrate nel processore e con cui ne condividono le risorse.

Gli Skylake (non tutti) vengono commercializzati con la Intel HD Graphics serie 500 che, anche se non vanno a sopperire la mancanza di una vera e propria scheda grafica, riescono a migliorare alcuni piccoli aspetti di tutto ciò che a livello del sistema operativo viene processato dalla GPU. Essendo però gli Skylake creati ed ottimizzati per il nuovo Windows 10, i risultati migliori rispetto alla generazione Broadwell si vedranno grazie al supporto delle nuove DirectX 12 oltre che il supporto per i codec H.265 e H.264.

La collaborazione con Microsoft è un fattore cruciale per entrambe le aziende: questo perché da un lato Intel si assicura la presenza dei suoi chip sui nuovi dispositivi Windows 10-ready (non dimentichiamoci i numeri di licenze attivate del nuovo OS che si aggirano attorno ai 75 milioni), dall’altro Redmond può contare su soluzioni hardware create ad-hoc per il suo sistema operativo e per alcune particolare caratteristiche dello stesso, tra cui: funzionalità Fast Resume, attivazione di Cortana tramite specifiche keyword supportate direttamente a livello hardware, maggiore controllo dei consumi tramite la funzionalità Modern Standby in cui il Wi-Fi effetta molti meno “ping” concendendo un’autonomia in standy di circa nove giorni – un po’ come la funzionalità di controllo dei consumi integrati in OS X El Capitan.

Nuovi processori e nuove GPU significano anche nuove possibilità nel fruire contenuti video. Gli Skylake sono infatti i primi processori Intel a supportare pienamente la nuova risoluzione 4K oltre che a permettere di collegare in sequenza ben tre monitor a tale – mostruosa – risoluzione. La serie Skylake porta poi importanti migliorie per quanto concerne il consumo (in Watt) dei processori; è infatti noto che, sopratutto per i dispositivi mobile, il valore TDP, ovvero la potenza media che il processore dissipa durante il suo funzionamento, discrimina condizioni di buona autonomia da condizioni di pessima autonomia.

Fanno parte di questa categoria tutti i processori Skylake della linea “T” come per esempio l’i7-6700T o l’i5-6600T e tanti altri, che hanno un valore TDP pari a 35 Watt. Questa particolare linea di processori sono stati costruiti da Intel per chi necessita di processori abbastanza potenti ma comunque attenti ai consumi. Ma per chi volesse spremere il massimo dai processori senza badare ai consumi del processore? La serie “K” è quella che l’azienda di Santa Clara ha munito con le giuste cartucce per i videogiocatori incalliti o i “pro” che necessitano di processori molto veloci.

La serie K nasce con il moltiplicatore sbloccato, per la felicità dei videogiocatori e degli smanettoniPer esempio l’i7-6700K è disponibile nelle forme da quattro o otto core con frequenze che partono da 4.0 GHz per arrivare ad un massimo di 4.2 GHz. Oltre alla grande velocità del processore, la serie K ha il moltiplicatore sbloccato di fabbrica, cosa che permette a produttori di PC e utenti smanettoni di andare ad aumentare la frequenza di lavoro della CPU per incrementarne le prestazioni.

Oltre alle succitate miglierie, i chip Skylake presentano la terza generazione della interfaccia Thunderbolt (qui il nostro focus su cos’è questo nuovo tipo di connessione I/O) che, a differenza delle precedente due generazioni, adesso utilizza il connettore della USB Type-C e supporta una banda fino a 40 Gbit/s che permette, tra le altre cose, l’utilizzo simultaneo di due schermi con risoluzione 4K.

I chip pensati per il mobile

Dopo aver inizialmente perso il passo sul lato mobile lasciando a ben altri nomi (ARM, per esempio) l’onere di offrire le soluzioni ideali per processori pensati per dispositivi compatti e mobile in generale, finalmente Intel pare aver imparato dai suoi errori – o dalle sue strategie commerciali poco lungimiranti – andando a presentare anche una serie tutta nuova di processori (sempre Skylake) per il mobile.

Nello specifico sono contraddistinte da tre nomenclature diverse: H, U e Y. La prima è pensata per i notebook lato gaming, quindi caratterizzati da soluzioni che partono da un i3 6100H in versione dual o quad-core, per arrivare al più “spinto” i7-6920HQ previsto nella duplice forma quad o octa-core con clock massimo settato a 3.8 GHz. Sebbene i valori TDP varino leggermente fra i due apici della classifica (l’i3 ha un valore di 35 Watt contro i 45 dell’i7), tutti i processori, compresi quelli intermedi, sono caratterizzati da GPU integrata Intel Graphics HD 530.

La serie “U” è invece pensata per gli ultrabook e i computer all-in-one. Come sappiamo i primi sono costruiti attorno al principio che un computer di questa categoria deve avere un peso molto contenuto ma al contempo rendere possibile un utilizzo il più duttile possibile. Per quanto concerne invece gli all-in-one, essi sono una categoria che molto spesso condividono hardware “preso in prestito” da soluzioni notebook e che permettono comunque di lavorare più che egregiamente senza spingere troppo.

Per questa serie Intel ha pensato di equipaggiare gli Skylake anche con soluzioni grafiche Iris (quella presente per esempio nei MacBook Pro Retina) oltre che alle varie Intel Graphics HD. Abbiamo infatti il top di gamma con l’i7-6567U in versione quad o octa-core con GPU Iris 500, e invece l’i3-6100U con la Intel Graphics HD 520.

Oltre a questi modelli, Intel, lato mobile spinge anche sulla serie M (m3, m5 e m7, sempre di sesta generazione) dei processori Skylake. Ricorderete infatti l’arrivo del processore serie M in un prodotto di consumo come il MacBook 2015 di Apple. Le peculiarità di questa particolare serie di processori è il loro valore TDP bassissimo; portare al minimo questo valore, pensiamo ad esempio al Core m7-6Y75 con i suoi 4,5 Watt, permette di aumentare in modo considerevole l’autonomia di dispositivi che naturalmente soffrono parecchio l’utilizzo di un processore poco ottimizzato e dall’altro valore di TDP.

TDP basso, funzioni di sicurezza avanzate, supporto al 4K: ecco la serie di processori serie M

Ricordiamo che, sebbene i suddetti processori sono caratterizzati da un consumo minimo delle risorse, riescono tranquillamente a offrire prestazioni più che soddisfacenti nei dispositivi mobile che li incorporano. È presente per esempio il supporto alla risoluzione 4K grazie alle GPU Intel Graphics HD 515 (presente in tutti i modelli di Core M), ma anche particolari soluzioni di sicurezza – fondamentali per questa categoria di prodotti – come il riconoscimento biometrico tramite impronte digitali, oppure lo sblocco tramite il riconoscimento facciale (Windows Hello).

Vantaggi rispetto alle precedenti versioni

I vantaggi della nuova generazione di processori Intel è, come avevo detto all’iinzio del nostro focus, molto più marcata in ambito mobile che in ambito desktop. Sebbene infatti gli Skylake per computer fissi o notebook incorporino le novità che abbiamo visto nel relativo capitolo (DDR4, Thunderbolt 3, supporto DirectX 12, e tanto altro), è appunto sui convertibili e tablet che si hanno i maggiori guadagni di prestazioni.

Il salto di qualità non è solo dal punto di vista puramente di “forza bruta”, ma è l’ottimizzazione dei processori – pensiamo ai Core M – che garantiranno una nuova spinta per il settore dei dispositivi portabili. Ricordo infatti che si tratta di processori comunque capaci di muovere schermi con risoluzioni 4K, ma sono sopratutto prodotti con TDP davvero molto contenuto.

Ma in quali prodotti possiamo trovare i nuovi processori Intel? Per i processori Skylake, Intel ha previsto l’inizio della loro commercializzazione proprio la fine di questo 2015. Ciò vuol dire che dovremo aspettare davvero poco per l’arrivo sul mercato di prodotti con la nuova generazione di CPU, anche se passerà qualche mese prima che avranno un distribuzione capillare sul mercato. Nonostante ciò diversi produttori di computer e non solo stanno iniziando a introdurre sul mercato soluzioni Skylake-ready; nel settore dei mini PC vediamo per esempio Shuttle con diverse soluzioni barebone come l’XH170V, o passando ai notebook troviamo i vari Acer o HP con, rispettivamente, gli aggiornati Aspire R14 e Envy 13 o, ancora, Toshiba con il suo convertibile Astrea.

Il primo quarto del 2016 sarà sicuramente la giusta finestra temporale in cui verranno annunciati tanti nuovi prodotti con CPU Skylake, con uno sviluppo progressivo già dal secondo trimestre successivo.