Intel Skylake-X e Kaby Lake-X: tutto sulla piattaforma X299

Curiosi di conoscere tutte le caratteristiche dei nuovi processori Intel Skylake-X e Kaby Lake-X? Sei finito nel posto giusto. In questo focus approfondiamo nel dettaglio cosa offrono i nuovi processori serie X, che caratteristiche anno e a chi sono fondamentalmente rivolti.

Intel Skylake-X e Kaby Lake-X: cosa sono?

Il segmento HEDT (High-End Desktop) si distingue dalle piattaforme mainstream per molteplici caratteristiche. Principalmente le differenze che portano più vantaggi sono il numero notevolmente maggiore di core disponibili nelle CPU, più linee PCIe per configurazioni multi-GPU e supporto a memorie quad-channel. Si affiancano TDP più alti e motherboard in grado di reggere gli overclock più estremi. Parliamo in particolare della nuova piattaforma Basin Falls con chipset X299 e dei relativi processori Intel Skylake-X e Kaby Lake-XIl nuovo socket LGA2066 rimpiazza la vecchia generazione LGA2011-v3 con chipset X99. Ciò vuol dire che saranno necessarie nuove schede madri e nuove CPU esclusivamente compatibili fra di loro. Prima di entrare nei particolari, è bene sapere cos’è cambiato dalle precedenti generazioni e perché questo rilascio è ritenuto così confusionario.

La nomenclatura di questo segmento è cambiata, da anni è ormai rappresentata dalla tipica “E” davanti all’architettura: Ivy Bridge-E, Haswell-E, Broadwell-E. Stavolta invece si è optato per Skylake-X e Kaby Lake-X. Niente da ridire su questo, si tratta di una leggera modifica che non comporta alcun disguido. Al contrario, introdurre due architetture in una stessa serie crea non poca confusione. Possiamo riferirci ad Haswell-E, per esempio, poiché sono un gruppo di CPU identificate dalla serie 5xxx rilasciate nel 2014. Allo stesso modo Broadwell-E (ricordiamo, stesso socket) è facilmente riconoscibile tramite la serie 6xxx ed il rilascio delle CPU in uno stesso periodo del 2016. Da Intel Skylake-X e Kaby Lake-X ci aspettavamo la stessa linearità, invece sono impacchettati entrambi nella serie 7xxx, con Kaby Lake-X presente solo nei due modelli quad-core in fondo alla lista. Questo schema rende perplessi sulla futura serie 8xxx, ma speriamo almeno che non subisca altre variazioni.

Intel Skylake-X

Parlando invece dei modelli delle CPU in sé, le generazioni passate condividono una serie di dettagli. Prendiamo per esempio Broadwell-E, la lineup di processori è composta da i7-6800K, i7-6850K, i7-6900K e infine l’i7-6950X. La stessa logica è applicata ad Haswell-E, ovvero una serie di CPU “K” e l’apice identificato dalla “X” rappresentante “Extreme Edition”. La nuova piattaforma presenta invece tutte le CPU con la “X”: 7640X, 7740X, 7800X etc. ed il modello di punta con la sigla “XE” (i9-7980XE). Rinominando di fatto tutta la famiglia di processori HEDT di Intel in “Serie-X”.

Skylake-X ha infine visto l’introduzione dell’i9, che fondamentalmente non significa nulla, ma ci aiuta a distinguere i processori con un maggior numero di linee PCIe perlomeno.

Kaby Lake-X

Come premesso, la piattaforma HEDT si distingue per varie importanti caratteristiche. Caratteristiche che Kaby Lake-X non ci offre. Le CPU i7-7740X e i5-7640X di questa serie presentano entrambe 4-core, 16 linee PCIe e supporto per le sole memorie dual-channel, ben lontani dalle aspettative di questo chipset. Si trattano infatti in tutto e per tutto dell’i7-7700K e i5-7600K riadattati per il socket LGA2066. In compenso abbiamo TDP più alto e conseguentemente più spazio per overclock, una soluzione termica migliore, rinunciando però alla scheda video integrata. Ma è abbastanza? Si tratta comunque di processori quad-core che otterranno risultati simili alle loro controparti LGA1151 ad un costo complessivo molto superiore, visto che i prezzi delle schede madri X299 partono da 200 euro circa. Schede madri che non riusciremo a sfruttare al massimo visto i limiti di linee PCIe e memorie delle due CPU.

Nel complesso Kaby Lake-X lascia un po’ perplessi: l’ultima volta che abbiamo visto quattro core su piattaforma HEDT è stato nel 2013 con l’i7-4820K, ma almeno avevamo 40 linee PCIe e memorie quad-channel. Quello che ci viene proposto stavolta è una configurazione con i limiti della normale architettura Intel Kaby Lake ed un costo decisamente maggiore. La situazione non è delle migliori ed il fatto che 4 su 7 processori Intel Skylake-X non siano stati ancora disponibili durante l’iniziale lancio della piattaforma dimostra un cambio di rotta improvviso. La causa di tutto ciò è semplice: AMD è tornata in gara.

Intel Skylake-X vs AMD Ryzen Threadripper

Nonostante i prezzi delle CPU X299 siano molto competitivi rispetto a Broadwell-E del 2016, Intel non ce la lascia così facile.

Il processore più economico a offrirci più di 28 linee PCIe (40 per la precisione) l’anno scorso era l’hexa-core i7-6850K al prezzo di 600€ circa. Quest’anno possiamo permetterci l’hexa-core i7-7800X e l’octa-core i7-7820X, ottimi prezzi se messi in prospettiva, ma in entrambi in casi avremo solamente 28 linee PCIe. Per ottenerne di più dovremmo optare per il deca-core i9-7900X dal prezzo di 1000€ circa, passando a 44 linee PCIe. Difficile giustificare questa strategia, specialmente visto la presenza di 64 linee PCIe in tutti i processori Ryzen Threadripper

Sono infatti questi la minaccia maggiore per Skylake-X. Il 12-core 1920X ed il 16-core 1950X, al prezzo di 799$ (700€ circa) e 999$ (900€ circa) rispettivamente non lasciano spazio per competere al rivale Intel. È vero, l’IPC di Intel è ancora leggermente superiore, ma non regge assolutamente il confronto se in ballo ci sono un 10-core Intel contro un 16-core AMD sulla stessa fascia di prezzo. Per quanto riguarda il resto della line-up, il 28 agosto vedremo disponibile il modello i9-7920X da 12-core ed il 25 Settembre saranno disponibili i rimanenti i9-7940X, i9-7960X ed il mostruoso 18-core i9-7980XE. Tutte queste CPU hanno le medesime 44 linee PCIe e 1 MB di cache L2 per core. I base clock speed sono particolarmente bassi se comparati ai rivali AMD, ma le frequenze turbo sembrano compensare questa piccola mancanza. Non ci resta che aspettare il loro rilascio e valutare sui dati dei benchmark effettivi.

L’iniziale annuncio di CPU a 16-core AMD ha fatto mobilitare Intel. Minacciati dall’arrivo di Ryzen Threadripper, l’azienda blu avrebbe frettolosamente annunciato CPU fino a 18-core per reggere il confronto. La mancanza quasi totale di info riguardo ai processori da 12-core in su al Computex 2017 è sicuramente un indizio, ma i vari problemi delle schede madri causati dalla fretta del rilascio ci danno quasi una conferma.

Non vogliamo dire che Threadripper sarà perfetto, anzi come nuova piattaforma avrà sicuramente bisogno di qualche ritocco post-lancio e più manutenzione da parte dell’utente, ma conoscendo la vicinanza in performance fra le due architetture e l’aggressività dei prezzi di AMD, al momento ci lasciano pochi dubbi. Bisogna anche tenere in considerazione che le CPU Ryzen 7 e Ryzen 5 1600 sono valide rivali delle due CPU Intel a 6 e 8 core, i7-7800X e i7-7820X. Non offrono le specifiche di una piattaforma HEDT, ma allo stesso tempo non pesano nemmeno così tanto sul nostro portafogli, riuscendo a garantire della solida performance prossima alle CPU Skylake-X ad un costo complessivo inferiore non trascurabile.

Piattaforma X299: problemi e conclusioni

Rispetto alla precedente generazione, le CPU del chipset LGA2066 sono senza alcun dubbio un passo avanti sia in termini di performance che di prezzo. Al contrario, temperature e consumo non convincono affatto. Intel ha stranamente deciso di fare un passo indietro rispetto alla piattaforma X99 per quanto riguarda la soluzione termica tra CPU e heatspreader. Broadwell-E vantava una saldatura fra questi ultimi, mentre con Skylake-X e Kaby Lake-X si è tornati alla solita disprezzata pasta termica. Questo si traduce in una dissipazione nettamente svantaggiata sulle nuove CPU X299 affiancata dai relativi consumi notevolmente incrementati

In particolare sembra che i produttori delle schede madri non abbiano dato abbastanza attenzione al raffreddamento dei VRM (Voltage Regulator Module), il quale surriscaldamento provocherebbe un particolare tipo di throttling. ASUS per prima ha risposto al problema con un prototipo dell’ASUS Rampage VI Apex; secondo i test condotti la scheda madre ha soddisfacentemente tenuto i VRM nelle temperature ideali. Rimangono però dubbi su quanto e quanti prenderanno atto del problema e vi raccomandiamo di fare ancora più attenzione del solito se intendete acquistare una scheda madre X299. Specialmente perché le CPU con numero di core più alto previste per il rilascio più tardi nel 2017 saranno ancora più difficili da tenere al fresco.

Intel Skylake-X

Ora, sappiamo che Intel è in una situazione paradossale. Le CPU del segmento HEDT sono tipicamente realizzate prendendo le CPU low-core count del segmento server. Ovviamente​ essendo rivolte al mercato consumer hanno un costo decisamente inferiore e l’azienda ha la fondata paura che i partner del mercato business optino per le CPU su piattaforma X299 piuttosto che quelle server. Non sono però gli stessi identici modelli, Intel ha prontamente disabilitato certe funzioni per evitare il più possibile di incappare in questa situazione, ma a livello di performance possiamo definirli molto molto vicini. AMD qui non ha nulla da perdere, dopo anni di dominio da parte del rivale possiamo presumere che il team rosso abbia davvero poca fetta di mercato. Proprio per questo può permettersi i prezzi così aggressivi di Threadripper, tentando di colpire Intel dove fa più male prima dell’arrivo di Epyc.

La situazione per il colosso di Santa Clara è difficile: nel corso degli ultimi anni ha presentato prodotti stabili ed efficienti, ma mai un salto generazionale. I prezzi rimangono invariati, l’IPC migliora leggermente e si viene lentamente trascinati nella situazione di stallo creatasi dopo la sconfitta di AMD ai tempi di Sandy Bridge. Il ritorno di AMD nel 2017 ci ha dimostrato che tutto questo può cambiare, offrendo prodotti altrettanto validi a prezzi molto più competitivi, costringendo Intel a rispondere. Quest’anno è quindi contrassegnato dal ritorno della competizione nel mercato delle CPU e non ci rimane che star a vedere cosa avranno da offrire le due aziende nei prossimi tempi.

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