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Intel Optane: la risposta ai classici SSD, per performance mai viste

di Claudio Carelliaggiornato il 12 de enero de 2018

Il mondo dello storage negli ultimi anni sta subendo una vera e propria rivoluzione. Negli ultimi mesi è entrata nel gioco anche Intel che, dopo aver proposto i suoi vari SSD – sia a basse che ad alte prestazioni -, ha pensato di farsi strada nel settore tirando fuori dal cilindro qualcosa che oggi nessuno aveva mai pensato: Intel Optane. Questa serie si distingue dai più comuni SSD grazie alla tecnologia 3D XPoint che sta alla base dei chip di memoria utilizzati, vantando enormi benefici nella latenza. Per rispondere alle esigenze del mercato, l’azienda ha presentato i modelli da 58 GB e 118 GB e i più costosi modelli high-end da 280 GB e 480 GB, degli SSD veri e propri su cui installare il SO e le relative applicazioni. Andiamo ad esplorare i dettagli di Intel Optane e qual’è l’utilizzo finale per il consumatore.

Intel Optane: cos’è

Spiegare Intel Optane nel dettaglio senza incombere in numerini e schemi sembra essere impossibile. In realtà il tutto è dovuto al fatto che Optane, che non è altro che una vera e propria nuova tecnologia sviluppata da Intel, è una cosa totalmente nuova – e anche innovativa. Il segmento che ha individuato Intel è decisamente molto specifico e parte da un concetto alla base: gli SSD sono sempre più veloci, ma hanno sempre dei limiti in termini di storage, mentre gli hard disk tradizionali sono lentissimi, ma raggiungono tagli davvero smisurati.

Gli SSD SATA in realtà spingono sempre di più su tagli che vanno oltre al classico terabyte; sono svariati i prodotti che raggiungono i 2 TB, infatti. C’è però da considerare che hanno un costo spaventoso, e che comunque l’interfaccia SATA con gli SSD, benché sia decisamente meglio rispetto all’uso di HDD semplici, è comunque molto limitata. Sì, perché lo standard SATA III, quello utilizzato dai PC ormai da un po’ di anni, non consente di superare certi limiti in lettura e scrittura, limiti che invece è riuscita ad oltrepassare la PCI Express 3.0, grazie all’utilizzo della tecnologia NVMe. Quante sigle… da queste parte la confusione! Facciamo ordine.

I dischi SATA classici sono solitamente i normali da 2,5″ che si inseriscono nel case come i tradizionali hard disk, semplicemente con performance più elevate e sui quali è altamente consigliabile mettere il sistema operativo e i vari software da avviare in pochi secondi. I dischi M.2 invece sono delle “bacchettine” che possono in parte ricordare le RAM. Al suo interno troviamo dei piccoli moduli – piccole memorie flash – che vanno a costituire lo storage SSD. I dischi M.2, a loro volta, possono essere poi PCIe classici oppure NVMe: la differenza fra i due è che i PCIe viaggiano alla stessa identica velocità dei dischi SATA da 2,5″, mentre gli NVMe (sicuramente il miglior SSD per tipologia da scegliere) possono ad avere velocità anche di circa dieci volte superiori. Gli NVMe sono però anche molto costosi, e difficilmente si riesce a raggiungere a costi umani anche solo 512 GB.

Quindi che succede per chi ha bisogno di molta memoria sul proprio PC? Oggi, all’atto pratico, si sceglie di solito il montaggio di un SSD per ciò che riguarda il sistema operativo e i software, ma anche quello di un hard disk meccanico tradizionale, molto lento rispetto all’SSD, per archiviare tutti i propri dati come foto, video, giochi e simili. Ma cosa succederebbe, invece, se ci fosse un modo per avere la capienza di un hard disk classico e la velocità di un SSD NVMe, ad un prezzo ridottissimo? Ecco spiegato cos’è Intel Optane.

Intel Optane è una tecnologia che mira alla velocizzazione di un computer mediante l’utilizzo di un componente hardware che fa da caching ai tradizionali dischi SSD o HDD presenti sul sistema. Ciò significa che, assolutamente, Optane non rappresenta una alternativa ad hard disk o dischi a stato solido, bensì un vero e proprio supplemento a questi ultimi. Tramite una serie di algoritmi e l’utilizzo di una nuovissima memoria 3D Xpoint, Intel è riuscita a realizzare un modulo M.2 in grado di liberare il “collo di bottiglia” derivante dai limiti dello standard SATA, ottenendo nei risultati finali delle performance davvero da record.

Capita quindi la sostanza alla base, ovvero lo scopo di Intel Optane e il suo ruolo in tandem con i classici SSD e hard disk, vediamo adesso tutti i vari requisiti, come funziona il montaggio e il meccanismo di velocizzazione e quali sono i vari prodotti legati al brand Intel Optane.

Requisiti minimi per Intel Optane

Quali sono i requisiti per sfruttare la tecnologia Intel Optane? Innanzitutto, avere un PC, come è ovvio che sia, all’interno del quale potete accedere liberamente a tutti componenti hardware – quindi prettamente PC desktop.

All’interno di esso devono essere presenti anche delle specifiche tipologie di standard, e in primis una scheda madre che dispone della certificazione Intel Optane. Per verificare che questa sia presente basta fare riferimento alla scheda tecnica della suddetta, che comunque come pre-requisiti deve godere di uno slot M.2 come abbiamo già detto, nonché di un chipset di serie Intel 200.

Un altro requisito fondamentale per sfruttare un modulo Intel Optane è il processore: sul sistema deve infatti essere presente un processore Intel Kaby Lake di settima generazione o versioni successive, e a tal proposito è quindi fondamentale che la scheda madre lo supporti nativamente. Altra importante necessità primaria è quella di avere a bordo Windows 10: solo l’OS di Microsoft nella sua ultima declinazione riesce a supportare la potenza di Optane.

Tutto qui? Tutto qui.

Come funziona Optane

Capiamo quindi a questo punto come funziona all’atto pratico il modulo Intel Optane. Questo, come detto già più volte, deve essere inserito all’interno di uno slot M.2 sulla scheda madre, assicurato da una vite. Dal punto di vista fisico non c’è nient’altro da fare: potete chiudere il portello laterale del vostro PC desktop. All’avvio di Windows è poi necessario installare il software dedicato di Intel, grazie al quale il modulo Intel Optane andrà ad iniziare la propria vita in modo effettivo.

Capiamo cosa succede a questo punto. Come funziona questa velocizzazione che Intel Optane garantisce? Il meccanismo è molto semplice. Il modulo Optane non fa altro che da grande cache per lo storage connesso sul proprio sistema, consentendo ad esso di raggiungere in modo più rapido i dati che si usano più frequentemente. Ciò significa che, tramite degli appositi algoritmi intelligenti, Optane riesce a capire quali sono tutti i dati che vengono richiamati maggiormente dal sistema e, dopo un certo numero di riutilizzi in un tempo specifico, inizia ad immagazzinarli in modo permanente.

Intel Optane, così facendo, farà capire al PC di avere su di sé parte di quei dati quando ne ha bisogno, ed avendo la priorità sui classici hard disk o SSD, il sistema li acquisirà dallo speciale modulo. Facciamo un esempio pratico per capirci. Se avete installato un gioco al quale giocherete spesso, vedi il nuovo Destiny 2, Intel Optane andrà ad interpretare tale fenomeno come qualcosa da ottimizzare. Ecco quindi che parte dei dati di Destiny 2, magari i più pesanti – ipotizziamo 10 GB su 15 GB -, verranno salvati su memoria Intel Optane. Avviando il gioco, quindi, questo sfrutterà l’accesso alla velocissima memoria 3D Xpoint del modulo Optane, superiore in velocità a tutte le periferiche di storage basate su interfaccia SATA. Il risultato finale è un tempo di caricamento decisamente ridotto. Quando non utilizzeremo più Destiny 2, Optane sostituirà i suoi dati con altri più utili e usati con maggiore frequenza.

Essendo un meccanismo che funziona come memoria di caching e non come un vero e proprio nuovo disco, è impossibile stilare dei numeri indicativi massimi per rappresentare la velocità di Intel Optane, sebbene le nuove memorie 3D Xpoint siano in grado, sulla carta, di superare in performance talvolta anche i superiori SSD NVMe. Ciò significa quindi, come risultato finale, che Intel Optane può trasformare un hard disk interno o un disco SSD SATA classico in modulo in grado di raggiungere prestazioni pari ad un nuovo e fiammante SSD M.2, anche se non in toto ma ad un prezzo molto interessante.

Intel Optane è quindi una tecnologia da considerare come un vero e proprio boost per tutti gli hard disk meccanici e i dischi a stato solido non NMVe, presenti comunque in tutti i PC desktop. Proprio per i motivi illustrati ad inizio articolo, è impossibile contare solo sull’NVMe, visto che hanno tagli di memoria limitati.

A chi serve quindi Intel Optane? A tutti, poiché può velocizzare il trasferimento di dati da hard disk grandi usati da archivio per giochi o altri file pesanti, e da SSD SATA per avviare in modo estremamente rapido qualche software installato al suo interno e utilizzato quotidianamente (vedi browser, Photoshop e simili). I dischi NVMe rimangono invece neutri e inalterati poiché già estremamente veloce, sebbene con Optane sia possibile ipotizzare di tenere al loro interno solo il sistema operativo (Windows) e altri dati anche non utilizzati con frequenza su cui è necessario un accesso fulmineo.

Prodotti Intel Optane disponibili

Le possibilità di Intel Optane variano anche in base alla loro dimensione. Sul mercato sono infatti disponibili due modelli, rispettivamente da 16 o da 32 GB, estremamente piccoli se paragonati ad un classico dispositivo di storage ma immensamente grandi che consideriamo che servono solo per il caching e per la memorizzazione dei dati più utilizzati.

Acquistando il modello da 32 GB a discapito da quello più piccolo da 16 GB si potranno avere performance superiori in termini di utilizzo misto, ovvero di Giga utili da mettere nella cache provenienti da più software, nonché di archiviare tool estremamente pesanti da avviare in modo fulmineo anche da hard disk come i software di montaggio video, di produzione musicale o prettamente ludici.

La cosa curiosa è il prezzo con cui è possibile portare a casa una memoria Intel Optane: è davvero contenuto, perché sì, è accessorio, ma può rappresentare uno strumento fondamentale per chi ha dischi meccanici o SSD molto lenti e non può assolutamente farne a meno. Se volete, potete portarvene uno a casa tramite i link che trovate di seguito: