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Intel Atom Cherry Trail: i nuovi SoC di Santa Clara nel dettaglio

di Andrea Pettinariaggiornato il 26 gennaio 2016

I SoC (System-on-a-Chip) Intel Atom spuntano sempre più come funghi su ogni tipo di dispositivo portatile che necessita di equilibrare bassi consumi a buone performance. Ad oggi tutto ciò rappresenta la normalità, eppure c’era chi al lancio di Intel Atom, circa sei anni fa, non avrebbe mai pensato che il mercato, da lì in avanti, avrebbe potuto prendere questo andazzo.

Introdotti sul mercato nel 2009, i SoC Intel Atom furono presto etichettati come “troppo poco prestanti” e di conseguenza bocciati dalla critica. Ad Intel ci vollero solo un altro paio di anni per lavorare sui propri chip e sfornare delle nuove versioni di Intel Atom basate sulla piattaforma Bay Trail, presto adottata da una gran moltitudine di dispositivi grazie ai propri consumi energetici minimi e alle ampie potenzialità che essa offriva.

Forte dal successo dell’architettura Bay Trail, introdotta sul mercato a partire dalla seconda metà del 2013, Intel volette spingersi ancora oltre, andando così a confezionare l’ultima fatica della compagnia dedicata al vasto mondo di tablet e ibridi: Intel Atom Cherry Trail, che andiamo ad analizzare nel dettaglio in questo focus. Cosa sono? quali sono le principali caratteristiche? dove li troviamo?

Innanzitutto partiamo con lo specificare che al contrario delle architetture precedenti Cherry Trail si propone come una soluzione dedicata principalmente a prodotti di fascia medio-alta: non a caso, infatti, il primo device ad ospitare un SoC Cherry Trail sotto la propria scocca è stato proprio Microsoft Surface 3, tablet convertibile dedicato perlopiù ad un’utenza business. Presentati durante lo scorso Mobile World Congress 2015, i nuovi SoC Cherry Trail si configurano in due macro-categorie: Intel Atom x5 e Intel Atom x7, rispettivamente dedicate a dispositivi mainstream e a quelli improntati sull’offrire il massimo delle performance agli utenti. Le due novità sono state seguite da un fratello minore, Intel x3 con architettura SoFIA, dedicato a device entry-level.

Rispetto ai precedenti SoC Bay Trail i nuovi Cherry Trail portano con sé una lunga serie di novità, a partire dall’architettura degli stessi chip: si passa infatti ad un processo costruttivo ulteriormente ridotto, da 22 nm a 14 nm. Le novità includono ovviamente un salto di qualità, soprattutto per quanto riguarda le prestazioni dal punto di vista della grafica: i nuovi SoC supportano le librerie OpenGL 4.2 e quelle proprietarie di Microsoft, DirectX 12. In questo senso Intel garantisce prestazioni doppiamente superiori rispetto i precedenti modelli Bay Trail, grazie al core grafico 16EU di ottava generazione, in sostituzione del precedente 4EU di 7Gen. Sempre rimanendo in tema multimedialità è stato introdotto il supporto nativo alla decodifica dei formati H.265 e H.264: mentre il primo offrirà una riproduzione a risoluzione 4K a 30fps, oppure in Full HD a 120 fps, il secondo, decisamente meno esoso in quanto a sfruttamento dell’hardware di sistema – ma anche meno efficiente del precedente – annovererà una riproduzione di filmati a risoluzione 4K a 60fps, oppure in Full HD fino a 240 frame al secondo. Prestazioni ineccepibili.

Cherry Trail è un’architettura multi-piattaforma: essa supporta sia Android che WindowsCherry Trail si rivela inoltre essere un’architettura multi-piattaforma: essa è compatibile sia con Windows (anche nella sua ultima incarnazione Windows 10) che con Android. Seppure infatti il mercato di smartphone e tablet Android sia più tendente ad adottare CPU Cortex, piuttosto che chip Intel Atom, quest’ultime trovano più facilmente spazio sui dispositivi Windows, come tablet di fascia alta o device convertibili. Negli ultimi mesi stiamo assistendo ad una lenta adozione dei chip Intel Atom anche all’interno del panorama Android, seppure la fascia entry-level e quella media, per ragione di costi, siano rimaste ancorate a soluzioni low-budget per cui difficilmente saremo in grado di notare un’ascesa della piattaforma targata Intel nel breve periodo.

Ad oggi Intel dispone di ben tre modelli di SoC che possono vantare l’architettura Cherry Trail: due Intel Atom x5 ed un top di gamma, Intel x7. I primi due sono contraddistinti dalle sigle Intel Atom x5-Z8300 e x5-Z8500, mentre la seconda variante porta il nome di Intel Atom x7-8700. Proprio recentemente Intel ha deciso di effettuare un “rebrand” dei propri prodotti in ambito mobile, ragion per cui i nuovi modelli hanno finalmente dei nomi che li contraddistinguono con semplicità, rendendoli riconoscibili senza dover necessariamente ricorrere a sigle confusionarie e poco memorabili.

I primi due prodotti “Atom x5”, seppure basati entrambi su CPU quad-core, differiscono di molto l’uno dall’altro: mentre il primo dispone infatti di un clock di frequenza di 1,84 GHz e supporta fino a 2 GB di RAM DRR3L, il secondo è in grado di raggiungere i 2,24 GHz – grazie al burst della CPU – disponendo inoltre di uno slot di memoria in grado di contenere fino a 8 GB di RAM DDR3L. Ciò testimonia che il primo modello si rivela essere più adatto a tablet di fascia media, mentre il secondo entra di diritto nel settore top-di-gamma, offrendo prestazioni pressoché ottime per un qualsiasi tablet high-end, o convertibile che si voglia. Entrambi indicano inoltre un TDP (thermal design power) inferiore ai 4 W, il che garantisce bassi consumi energetici, vero e proprio stendardo della serie Intel Atom. Doveroso specificare che li vediamo già montati anche su svariati mini PC dal prezzo non eccessivamente contenuto.

L’ultimo modello di SoC con architettura Cherry Trail è Intel Atom x7-8700, prodotto con una marcia in più adatto maggiormente al settore business. Intel Atom x7-8700 si presenta infatti con una CPU quad-core con frequenza base di 1,6 GHz, in grado di raggiungere i 2,4 GHz grazie al burst prestazionale. Anch’essa annovera fino ad un massimo di 8 GB di RAM DDR3L e permette di usufruire di migliori prestazioni grafiche grazie alla soluzione integrata Intel HD Graphics dotata di una frequenza di clock di 600 MHz con 16 unità operanti (contro le 12 dei modelli precedenti). Ad ogni modo Intel Atom x7-8700 – come ogni soluzione dedicata al business – da il meglio in coppia con una GPU dedicata, in grado di donare quella marcia in più all’ipotetico device in questione.

Come abbiamo già anticipato più in alto, in primo device ad adottare una soluzione Cherry Trail (precisamente Intel Atom x7-Z8700) è stato Surface 3 di Microsoft, tablet ibrido che è stato in grado di sfruttare appieno le potenzialità offerte dall’architettura Cherry Trail per offrire prestazioni pari al doppio di Intel Bay Trail. Nel giro di qualche mese, poi, sono stati in molti a decidere di adottare tale soluzione sui propri dispositivi e tanti ancora stanno lavorando su prototipi che presto arriveranno sugli scaffali in occasione dei prossimi giorni di feste natalizie. Tra questi possiamo nominare la serie di convertibili Satellite Click 10 di Toshiba, i nuovi tablet Dell Venue Pro 8 e Pro 10, ma anche Acer Predator 8, tablet di recente fattura improntato sul gaming che monta un SoC Intel Atom x7.

I nuovi Intel Cherry Trail stanno sicuramente facendo la differenza: sono sempre di più i produttori di device che decidono di optare per una di queste soluzioni, che lentamente stanno salendo la china grazie alla loro buona fattura, affidabilità e soprattutto all’offerta concreta che essi offrono in termini di prestazioni. Il periodo di saldi natalizi che ci accompagnerà alla fine di quest’anno offrirà ampio spazio di manovra per le grandi compagnie nel proporre prodotti equipaggiati con l’ultima fatica di Intel in campo mobile: ne vedremo sicuramente delle belle.