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Intel Apollo Lake: i nuovi SoC low-cost nel dettaglio

di Andrea Pettinariaggiornato il 23 maggio 2018

Recentemente Intel, il colosso dell’hardware per computer e altri dispositivi, ha presentato e messo successivamente in commercio i nuovi SoC (System-on-a-chip) che portano il nome di Intel Apollo Lake e si configurano come processori ideali per quelle macchine di fascia medio-bassa, economiche e poco dispendiose in termini energetici. Si tratta di modelli Intel Celeron e Intel Pentium, da sempre facenti parte di quella fascia di mercato destinata a prodotti modesti ed indirizzati ad un pubblico casual oppure a coloro che che necessitano una macchina per lo studio, per scrivere, navigare in rete ed effettuare processi molto poco complicati. Insomma, troviamo questa tipologia di processori solitamente installati su notebook economici oppure su mini PC o computer aziendali molto blandi in termini di specifiche hardware.

Questo articolo nasce dalla necessità di offrire una panoramica sulla nuova gamma di processori, che succede ai “vecchi” modelli Intel Braswell portando con sé alcune migliorie, soprattutto in termini grafici, grazie a soluzioni integrate (piccole schede video integrate direttamente sul chip) in grado di garantire comunque un’esperienza decente durante le attività di tutti i giorni. Proprio in questo articolo andremo dunque a spiegarvi i cambiamenti che Intel ha apportato a questa nuova serie di processori, mentre procederemo in seguito a presentarvi i vari modelli della scuderia, che ricordiamo essere appartenere alla ormai vasta schiera di dispositivi che si configura sull’architettura x86. Procediamo.

Notevoli migliorie sono state apportate lato grafico, grazie alle nuove GPU Intel Gen9, già viste su Intel SkylakeInnanzitutto i nuovi Intel Apollo Lake si configurano come delle evoluzioni dei precedenti Braswell, non apportando grosse modifiche strutturali ma anzi configurandosi nuovamente su un processo costruttivo da 14 nm. La novità più eclatante sta nell’adozione di core nuovi di zecca: dei nuovi modelli Goldmont che vanno a sostituire gli attuali Airmont, introdotti sulle soluzioni Intel nel 2015. Grandi passi in avanti sono stati poi fatti per quanto riguarda il comparto grafico integrato a questi SoC: qui denotiamo l’adozione di GPU Intel Gen9, dei modelli simili già visti sulle soluzioni Intel Skylake, in grado di garantire prestazioni superiori e nuove funzionalità, come la compatibilità con Direct 3D 12_1, la decodifica video VP9 e il supporto all’accelerazione hardware su standard HEVC Main Profile a 8-bit. I modelli finora annunciati sono 9, ma solo 6 di questi sono stati già rilasciati e possiamo già vederli all’opera su diversi tipi di macchine: rispettivamente 3 per le configurazioni desktop e altre 3 per quelle mobile. È possibile fare questa distinzione su due piedi osservando il TDP (Thermal Design Power) di ogni singolo chip, ovvero, per i neofiti, la massima quantità di calore generata dalla piastrina.

Si denota un aumento di consumi rispetto ai vecchi Intel Braswell,
con un incremento del TDP del 56%
Mentre i vari modelli Pentium e Celeron pensati per essere utilizzati su notebook o macchine di piccolo calibro hanno un TDP di 6 W, quelle per PC desktop arrivano a 10 W. Rispetto alle vecchie soluzioni Braswell troviamo un innalzamento generale del TDP di ognuno dei modelli: a tutti gli effetti possiamo confermare come le attuali soluzioni mobile Intel Apollo Lake abbiano pressoché lo stesso TDP dei vecchi modelli previsti per PC desktop, che in entrambi i casi producevano un massimo di 6 W durante le fasi di lavoro più pesanti. Si tratta di un incremento importante, esattamente del 56%, che vede i nuovi nuclei di Intel passare dai precedenti 6,5 W agli attuali 10 W. Tutto ciò è dovuto perlopiù ai nuovi chip grafici inclusi nei nuovi SKU, decisamente più efficienti rispetto alla precedente generazione e per questo più esosi di risorse. Quest’ultime, infatti, oltre alle novità sopracitate sono in grado di supportare tecnologie quali DirectX 12, OpenGL 4.4, Open GL ES 3.2 e Open CL 2.0. Le velocità dei core rimangono pressoché le medesime su tutti i modelli attualmente in circolazione; ad ogni modo Intel ha comunicato che i nuovi nuclei Goldmont sono in grado di garantire prestazioni maggiori del 30% rispetto ai propri predecessori. Le migliorie, in questo senso, derivano perlopiù da passi in avanti effettuati sul lato GPU e su quello strutturale.

Una delle aggiunte più interessanti in termini di funzionalità delle nuove CPU Intel Apollo Lake è l’introduzione del supporto agli stati di sleep S0ix: si tratta di uno stato di funzionamento aggiuntivo che i chip possono assumere durante le fasi idle più lunghe, ovvero quando il computer o il dispositivo in questione viene lasciato “a riposo” per molto tempo. Questa tecnologia è stata già utilizzata da Intel in passato e di fatti è stata ripresa dall’architettura Intel Atom basata su core Clovertrail, dei SoC installati su dispositivi mobili come smartphone e tablet, dove mantenere alta l’autonomia è più importante che mai. Ebbene, tutte le CPU Intel Apollo Lake si avvalgono di questo status, che permette alla macchina di mettersi “a riposo” abbassando ulteriormente i consumi quando il device si trova in stato idle, migliorando così la propria autonomia. Tutto ciò apre le porte ad una funzionalità prevista da Windows che porta il nome di Modern Standby e aiuta a preservare ulteriormente la batteria.

Spostando il nostro sguardo sui singoli modelli di CPU già in commercio, potete trovarne una panoramica qui sotto. In entrambi i casi ci troviamo davanti a modelli di SoC con CPU a 64 bit, in grado di supportare fino a 8 GB di RAM di memoria su formati LPDDR3, LPDDR4 e DDR3L e fino a 3 display connessi contemporaneamente. Per quanto riguarda lo storage, invece, sono contemplati gli utilizzi di memorie flash eMMC e soluzioni SSD M.2. Troviamo poi il pieno supporto all’interfaccia USB Type-C.
Di seguito potete conoscere i modelli destinati ad un utilizzo desktop:

  • Intel Celeron J3355, da 2 GHz (fino a 2.5 GHz in burst) dual-core (con 2 thread virtuali), con TDP di 10 watt e grafica Intel HD 500 (250/700MHz);
  • Intel Celeron J3455, da 1.5 GHz (fino a 2.3 GHz in burst) quad-core, con TDP di 10 watt e grafica Intel HD 500 (250/750MHz);
  • Intel Pentium J4205, da 1.5 GHz (fino a 2.6 GHz in burst) quad-core, con TDP di 10 watt e grafica Intel HD 505 (250/800MHz).

Seguono poi le soluzioni pensate per dispositivi mobili:

  • Intel Celeron N3350, da 1.1 GHz (fino a 2.4 GHz in burst) dual-core (con 2 thread virtuali), con TDP di 6 watt e grafica Intel HD 500 grafica (200/650MHz);
  • Intel Celeron N3450, da 1.1 GHz (fino a 2.2 GHz in burst) quad-core, con TDP di 6 watt e grafica Intel HD 500 (200/700MHz);
  • Intel Pentium N4200, da 1.1 GHz (fino a 2.5 GHz in burst) quad-core, con TDP di 6 watt e grafica Intel HD 505 (200/750MHz).

Pressoché tutti i modelli sopracitati si trovano già in commercio, installati su più o meno popolari macchine che è già possibile acquistare sugli e-commerce, oppure tramite rivenditori retail. In generale, come abbiamo detto, i modelli Celeron e Pentium nominati più in alto sono stati ideati per funzionare al meglio su una macchina desktop, come un comune computer, PC AiO (All-in-One) oppure mini PC, mentre i secondi, meno dispendiosi in termini energetici, girano molto bene su piattaforme che necessitano di salvaguardare l’autonomia della batteria: una su tutte, i notebook. Anzi, visto e considerato il loro TDP relativamente più alto rispetto alle soluzioni Braswell o Cherry Trail, è molto improbabile vederne l’adozione su tablet e device ancor più portatili.

I modelli Intel Celeron, com’è il caso di Intel Celeron N3350, è già molto popolare tra i notebook: ad esempio è possibile trovarlo installato su Acer Aspire ES1-732-C4DL, mentre il Pentium N4200 ha già fatto capolino su macchine già più prestanti com’è il caso di HP ProBook x360. Gli altri modelli desktop hanno avuto una diffusione meno mainstream: è infatti possibile trovare chip del calibro di Intel J3355 su mini PC Sedatech, o cabinati compatti dello stesso marchio. In fin dei conti, dunque ci troviamo davanti ad una gamma di nuovi SoC che vanno ad affiancarsi con gli attuali Intel Atom Cherry Trail, che rimangono saldi nel proprio settore – ovvero nel mondo dei dispositivi portatili più compatti – ovviando a quell’unica mancanza che affligge gli attuali Apollo Lake.