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Installare Windows su Mac? Si può: ecco una guida dettagliata

di Stefano Lovecchioaggiornato il 26 gennaio 2016

In questi anni ho discusso con molte persone a riguardo di tecnologia, aiutandole spesso a decidere quale prodotto si addice di più alle esigenze di ognuno (a tal proposito vi ricordo il mio approfondimento su quale Mac scegliere). Spesso mi è capitato di consigliare Mac: è una spesa abbastanza importante (leggi la nostra guida per acquistare un Mac usato), ma il risultato è un prodotto affidabile, bello, scattante, che raramente ti crea problemi. E tutti coloro che hanno poi iniziato a valutare l’acquisto si sono fermati un istante per porsi il solito dubbio: “Ma il Mac non ha i programmi di Windows!”.

Sfatiamo i miti

È vero, il Mac non può eseguire i programmi che girano su Windows, perché si tratta di due ambienti completamente differenti tra di loro. Un po’ come inserire un disco della Xbox 360 su una Playstation 3: semplicemente non si può. Si possono però creare le condizioni per cui questi programmi possano funzionare anche qui.

Prima di andare avanti, però, mi preme fare una domanda: siete davvero sicuri che OS X non ha tutto ciò che vi serve? Sembrerà strano per alcuni, ma c’è più di qualcuno che, dopo aver acquistato un Mac, sente la mancanza di Windows per qualcosa di cui OS X può disporre. Ma questo magari non si sa. È il caso della suite Office, rimpiazzabile con Office per Mac, la suite iWork o, perché no, le alternative gratuite, come OpenOffice. È il caso degli editor di immagini, video, musica, dei giochi, di una marea di contenuti insomma. Per farla breve, assicuratevi con qualche accurata ricerca che le vostre esigenze non vengano già pienamente soddisfatte dal solo OS X (per un supporto può essere utile il nostro focus sulla scelta tra mac o pc).

Se siamo sicuri che OS X ha qualche lacuna che ci fa rimpiangere di non aver comprato un PC Windows, allora procediamo. D’altronde ci può stare: i videogiocatori non possono convivere a lungo con OS X, così come i fruitori di applicazioni di nicchia che magari sono state sviluppate soltanto per gli OS di Microsoft. Passiamo dunque alla fatidica domanda: possiamo fruire di questi contenuti anche su Mac? La risposta è: certo!

Ma dai, davvero? Assolutamente sì: con il passaggio – avvenuto diversi anni fa – dalle CPU PowerPC a quelle Intel, i Mac sono divenuti dei PC in tutto e per tutto, aprendo nuove strade a livello di versatilità. Una di queste è l’installazione di Windows. Un bel vantaggio, se consideriamo che i PC Windows, a loro volta, non possono installare OS X, per via di alcune limitazioni (non è esattamente impossibile ma è sicuramente molto complicato, nonché illegale).

Installare Windows su Mac, ovviamente, non compromette in alcun modo di poter usufruire di OS X in qualunque momento. In pochi passaggi, si possono eseguire le applicazioni di un sistema o dell’altro, permettendo di avere il doppio dei vantaggi. Mica male. Ma come si fa? Ve lo diciamo noi!

Il requisito essenziale, oltre al proprio Mac aggiornato a Mountain Lion o Mavericks (non è essenziale, ma la seguente guida si basa sul fatto che abbiate un sistema aggiornato) consiste nel possedere una propria copia del sistema operativo Windows assieme ad una licenza valida. Proseguendo nella lettura, scoprirete che sarà necessaria anche una memoria USB per alcuni passaggi. Infine, è necessaria un po’ di pazienza: la guida non è difficile da seguire ed è spiegata in modo da essere quanto più “alla mano” possibile anche per un neofita, e proprio per questo potrebbe risultare una lettura impegnativa. Ovviamente, per qualunque perplessità, non esitate a lasciare un commento scorrendo la pagina fino in fondo. Iniziamo!

Installare Windows con Bootcamp

Abbassate le armi: sotto un nome spaventoso per i neofiti, si nasconde una facile procedura guidata che permette, in pochi passi, di affiancare una copia di Windows Vista, 7 e 8, al proprio sistema OS X. Si divide in due l’hard disk, si sceglie quanto spazio assegnare a Windows e… basta. Il sistema provvederà a mettere le basi per l’installazione e, dopo un riavvio, avremo i benefici di entrambi i sistemi operativi all’interno della stessa macchina. Ma vediamo esattamente come funziona questo procedimento, dividendo le procedure in base alla presenza, sul vostro Mac, del lettore DVD.

Installare Windows su Mac senza lettore DVD

Questa parte della guida è destinata ai possessori di Macbook Pro Retina, Macbook Air, iMac di nuova generazione e Mac Mini.

NB: se disponete di un Mac dotato di lettore DVD, ma avete rimosso quest’ultimo dal prodotto (es: Macbook Pro con doppio hard disk tramite Optibay) non potrete seguire questa guida, a causa di limitazioni di Bootcamp (aggirabili) e del sistema EFI della scheda logica (purtroppo, non aggirabili). La procedura, in tal caso, è estremamente difficile, e purtroppo non sono riuscito a riproporla in una guida dedicata.

Anche se disponiamo di un Mac che nasce senza lettore DVD, non disperiamoci e soprattutto non buttiamo all’aria il disco di Windows. Piuttosto, procuriamoci una memoria USB di buona capienza, possibilmente 8 GB, perché andremo ad installare il nostro sistema operativo proprio tramite questo piccolo accessorio.

L’altro requisito è, ovviamente, il materiale per installare Windows. Ma come buttarlo all’interno della chiavetta? La soluzione più facile sarebbe quella di disporre di un lettore esterno: basterebbe inserire il disco, avviare Utility Disco e da qui dare il comando per creare un nuovo file immagine in formato .iso, che racchiuderebbe l’intero contenuto del disco.

L’alternativa è quella di scaricare questo file in formato .iso direttamente “già pronto”. Tutto legale, ovviamente: anche se il file non l’avete creato voi, durante l’installazione di Windows vi verrà sempre richiesto il codice della licenza, che dimostrerà il possesso della vostra copia del sistema. Non vi lasciamo link al download in questa sede: vi basterà una semplice ricerca con Google per individuare in rete il file corrispondente alla vostra versione.

A questo punto le cose sono molto facili. Inseriamo la penna USB nel nostro Mac e lanciamo Assistente Bootcamp. Lo troviamo tramite Spotlight oppure navigando in Applicazioni > Utility. Mettiamo la spunta a tutte e tre le opzioni che ci ritroveremo davanti. In questo modo il sistema capirà di dover lavorare con una penna USB, di dover scaricare alcuni files di supporto (di cui parleremo più avanti) e che dovrà preparare il disco per l’installazione del nuovo sistema.

Una volta che il sistema avrà preparato tutto, ci chiederà come vogliamo gestire il disco. Ovviamente dovremo selezionare “Crea una seconda partizione per Windows”, in modo che il nuovo sistema vada ad affiancarsi a quello attuale senza sovrascriverlo. Dopodiché potremo decidere come distribuire lo spazio tra i due sistemi.

 

Una volta che il sistema avrà finito di fare il suo lavoro, il Mac si riavvierà e dovrebbe partire l’installazione di Windows al suo posto. Qui inseriremo il codice della licenza e, dopo qualche minuto di attesa, potremo finalmente usufruire di Windows. Quando il sistema sarà pronto all’uso, però, dovremo provvedere allo step finale: entrare nella penna USB da Windows e far partire il file di installazione all’interno della cartella “Windows Support”, contenente i files di supporto che il sistema ha scaricato prima. Senza di essi, Windows avrà qualche difficoltà nel dialogare con l’hardware del Mac. Ora è tutto a posto, potete godervi il vostro sistema Windows, sapendo che potrete sempre decidere quale sistema far partire all’avvio: basterà tenere premuto il tasto ALT appena dopo il suono di accensione.

Installare Windows su Mac con lettore DVD

Qui le cose sono molto più facili. Chi dispone di un Mac con lettore DVD integrato dovrà semplicemente inserire il disco di Windows all’interno del proprio lettore e lanciare l’assistente guidato Bootcamp. Rispetto all’installazione senza DVD, non sarà necessario dover creare un file .iso (anzi, Bootcamp qui non permetterà di installare Windows se non da DVD). Tuttavia, una penna USB risulterà ugualmente necessaria per installare i files di supporto. Va bene anche una piccolina, stavolta.

I passaggi da seguire identici a quelli della procedura senza DVD. Una volta arrivati al primo avvio di Windows, inseriamo la penna USB con i files di supporto, avviamo il setup e il gioco è fatto. Anche qui, buon divertimento!

Problemi vari

Un problema che potrebbe porsi in alcuni casi è che il Mac inizi ad avviarsi con Windows invece che con OS X, oppure che si “confonda” e non avvii proprio un bel niente. In questo ultimo caso, non agitatevi: basta tenere premuto il tasto ALT appena dopo il suono di avvio del Mac per poter scegliere il sistema da avviare manualmente.

Nel caso invece in cui il Mac avvii Windows invece di OS X mentre noi continuiamo a preferire che OS X si avvii di default come al solito, basterà recarsi in Preferenze di Sistema > Disco di avvio. Qui possiamo selezionare il sistema da avviare in maniera predefinita.

Rimuovere la partizione di Windows

Siete stanchi di usare Windows? Plausibile: potreste aver notato che OS X svolge già tutte le vostre mansioni quotidiane, ma avete inizialmente tenuto Windows pronto per ogni evenienza. A questo punto potreste pensare di rimuoverlo dopo un certo periodo di tempo: come fare?

La procedura è davvero semplicissima: basterà avviare Utility Disco da OS X. Guardiamo la tendina a destra e selezioniamo il nostro hard disk (dovrebbe essere il primo nell’elenco, seguito dalle partizioni). Poi rechiamoci nel menu “Partiziona”. Qui noterete come l’hard disk sia diviso in due. Selezioniamo il riquadro chiamato “Bootcamp” e premiamo sul tasto a forma di “-” appena sotto. Confermate il tutto e poi trascinate la partizione di OS X in modo da “coprire” lo spazio vuoto lasciato dalla partizione eliminata. Applicate il tutto con il relativo tasto e… Fatto!

Installare Windows in una macchina virtuale

Se vogliamo essere precisi, la procedura che coinvolge Bootcamp non è l’unica che permette di avere i benefici di Windows all’interno del proprio Mac. L’alternativa, di difficoltà variabile in base al software utilizzato, è quella di installarlo in una macchina virtuale che gira all’interno di OS X.

Cos’è una macchina virtuale? Si tratta di una sorta di “computer nel computer”: attraverso l’utilizzo di appositi software, possiamo creare un ambiente che sfrutta parte delle risorse hardware per dare vita ad un sistema che vive all’interno di un altro sistema già avviato.

I vantaggi: la macchina virtuale accetta qualunque sistema operativo gli diamo in pasto. Possiamo installare Windows a qualunque versione, così come OS X o qualunque distribuzione Linux. In più, vive all’interno di un sistema già avviato, il che permette di poter usufruire di programmi di entrambi i sistemi operativi nello stesso momento, senza dover riavviare per passare all’altro sistema. Ultimo vantaggio ma non meno importante, la facilità di installazione (usando i giusti programmi) e di gestione: il sistema operativo non richiede partizioni del disco, ma risiede in una manciata di grandi files che possiamo eliminare in un clic nel caso non ci serva più quel sistema.

Gli svantaggi: lo svantaggio maggiore è sicuramente dato dalle minori performance del sistema, sia quello all’interno della macchina virtuale, sia quello alla base di tutto. Questo perché la macchina virtuale deve disporre di ingenti risorse di sistema per funzionare. Non vi aspettavate che gestire due sistemi operativi contemporaneamente fosse cosa da poco, no? Insomma, evitate questa strada se disponete di un Mac con poca RAM (4 GB sono lo stretto indispensabile) o comunque con un hardware non molto prestante. Inoltre, bisogna sottolineare il fatto che la macchina virtuale non è un computer vero e proprio, ma una sorta di emulazione di un computer. Questo può portare a qualche incompatibilità nelle applicazioni che fanno uso massiccio di risorse hardware. Scordatevi di videogiocare in questo modo.

Ridble consiglia..

I software per la virtualizzazione sono numerosi e tutti differenti, per cui risulta abbastanza utopica la prospettiva di una guida passo passo per ognuno di essi. Non preoccupatevi, non vi lasciamo da soli.

Se avete poca dimestichezza con i computer (o non avete voglia di sbattervi troppo) e volete seguire la strada del sistema operativo virtualizzato, vi consigliamo senza ombra di dubbio di buttarvi sull’acquisto di Parallels Desktop, una macchina virtuale per OS X appositamente pensata per risultare facile e alla portata di tutti che abbiamo provato per voi. Avviatela assieme al disco di Windows (o al relativo file immagine.iso) e provvederà ad installarsi in maniera molto semplice. Tra l’altro, Parallels è uno dei pochi software che si integra perfettamente con OS X, mostrando finestre e applicazioni direttamente sulla scrivania del sistema principale: sembrerà quasi di aver fuso i due sistemi, il che può risultare una cosa molto comoda.

E se non si hanno soldi da spendere? La macchina virtuale a costo zero c’è, e si chiama VirtualBox. Funziona perfettamente, a patto che si rinunci ai fronzoli di Parallels appena citati. Inoltre, l’installazione e la configurazione del sistema operativo risultano meno alla portata di tutti, il che ci porta a consigliare questa strada soltanto agli utenti più navigati.

E con questo è tutto! Faccio i miei complimenti ai lettori che sono arrivati fino alla fine di questa lettura di oltre duemila parole, che spero abbia toccato tutte le possibilità e i metodi per avere Windows sul proprio fidato Mac. Nonostante ciò, se doveste incontrare difficoltà o vorreste discutere in maniera più dettagliata a riguardo di un punto in particolare, sentitevi liberi di abusare del box per i commenti posizionato qui sotto. Alla prossima guida!