Vai a Tecnologia
Vai a Videogiochi
Vai a Fotografia
Vai a Casa
Injustice 2 recensione: il picchiaduro di riferimento per i fan DC Comics

Injustice 2 recensione: il picchiaduro di riferimento per i fan DC Comics

Injustice 2, il nuovo picchiaduro dedicato agli eroi DC Comics, è finalmente arrivato ed è giunto anche per noi il momento della recensione completa / Ultima modifica il

Anche grazie ad Injustice 2, la rinascita dell’universo DC è un fatto più che positivo. Ne sono una prova gli sforzi compiuti anche e soprattutto dal punto di vista cinematografico, con un rilancio potente del franchise destinato a sfidare lo strapotere Marvel sul grande schermo. Anche dal punto di vista videoludico, tuttavia, gli storici supereroi stanno risorgendo come l’araba fenice dalle proprie ceneri. Questo concetto non deve comunque essere frainteso: pensando all’universo DC Comics ed ai suoi rappresentanti, alcuni titoli hanno saputo mostrare i muscoli accogliendo il grande favore di pubblico e critica come nel caso della serie Arkham dedicata a Batman. Tuttavia, è anche vero che come l’Uomo Pipistrello diretto da Nolan ha saputo catturare il pubblico sul grande schermo con una visione originale, anche la serie Arkham ha trovato un enorme successo, pur rimanendo limitata alla sola sfera delle avventure di Gotham City. Un vero titolo che sapesse rendere onore all’intero universo di supereroi firmati DC, dunque, non si è mai visto in tempi recenti, eccezion fatta per alcuni dimenticabili tentativi come il fallimentare Mortal Kombat VS DC Universe di Midway.

Eppure, proprio questi due brand hanno saputo trovare una soluzione comune per trovare nuova linfa vitale, dando vita al precedente Injustice, ma soprattutto al nuovo Injustice 2 di cui andremo a parlare proprio in questa occasione. Pur non trovandoci più davanti ad un confronto diretto tra Mortal Kombat e gli eroi DC, questi due universi hanno potuto fondersi in un picchiaduro che poco ha da invidiare con i capostipiti di questo genere, sfruttando nel migliore dei modi lo spettacolare gameplay del primo con il fascino e la storia del secondo. Il risultato, che analizzeremo ora nel dettaglio, si è rivelato una piacevole sorpresa.

Scrivere una bella storia basata su calci e pugni è davvero possibile

Per quanto un picchiaduro possa offrire spettacolo, divertimento ed un buon livello di sfida, di certo un giocatore non potrebbe aspettarsi le medesime cose dal punto di vista della varietà. Normalmente titoli appartenenti a questo genere si basano sì sulla quantità, ma riferita in particolar modo alla varietà del roster, la qualità dei personaggi a disposizione e, soprattutto, un gameplay solido con il quale potersi confrontare sia come novizi, ma soprattutto come appassionati del genere. Injustice 2, fortunatamente, riesce a sfatare nel migliore dei modi questo mito del passato, presentando un’offerta ludica tutt’altro che banale.

Ad aprire le danze una volta avviato il gioco, infatti, troviamo una modalità Storia che per quantità e qualità non ci saremmo mai aspettati. Da un certo punto di vista sarebbe stato piuttosto semplice mettersi a tavolino e riprodurre in salsa maggiormente cinematografica alcuni dei più celebri scontri tra questi supereroi, eppure Injustice 2 riesce ad andare ben oltre, proponendo una trama del tutto originale e soprattutto mai banale per tutto il suo svolgimento. Cinque anni sono passati dalla sconfitta di Superman, e nel tentativo di ricostruire le macerie lasciate dall’ultimo incredibile scontro Batman e i suoi alleati si vedono costretti a fronteggiare le nuove brame di conquista del malvagio Brainiac e dei suoi affiliati. Cercando nuove forze e combattendo con alcuni fantasmi del loro passato, il gruppo di eroi si vedrà costretto ancora una volta a sconfiggere la minaccia incombente per salvaguardare il destino dell’intero universo.

Trattandosi appunto di un picchiaduro, la sfida più grande per gli sviluppatori è stata sicuramente trovare il perfetto equilibrio tra narrazione e gameplay, inframezzando le ottime scene di intermezzo con epici combattimenti tra supereroi. L’intera avventura è composta da un totale di circa 80 combattimenti, in cui molti di essi ci consentono di selezionare tra un eroe ed un altro per portare ad un diverso prosieguo della storia; pur non in maniera così determinante, finali alternativi a parte.

Ciò che si apprezza particolarmente all’interno della modalità Storia e che riesce a catturare il giocatore è sicuramente l’impiego molto saggio del medesimo engine grafico sia per i combattimenti, sia per le scene di intermezzo, creando così una continuità perfetta tra le animazioni pre-renderizzate ed il gameplay vero e proprio. Con un’ottima longevità – 10 ore circa per portare a termine il tutto – ed un livello di intrattenimento quantomai inaspettato, questa modalità ha rappresentato sin da subito la più lieta sorpresa di Injustice 2. Un videogioco degno dello sconfinato universo DC, tuttavia, non sarebbe completo senza la possibilità di godere delle infinite interazioni con gli universi paralleli dedicati ai diversi supereroi. A questa esigenza viene proprio incontro la modalità Multiverso, che ci permetterà di intraprendere una miriade di sfide in diversi universi alternativi. Questa possibilità è strutturata in maniera abbastanza interessante: avremo a disposizione, infatti, un’enorme mappa in cui potremo trovare diverse sfide aperte, con relativi avversari, livello di difficoltà e ricompense.

I combattimenti, una volta selezionata la sfida preferita, si svolgono consecutivamente e ci metteranno di fronte – ovviamente – ai vari personaggi disponibili all’interno del roster, ma dotati di abilità differenti e di diversi look per rendere l’esperienza sempre fresca e coinvolgente. Non mancano, naturalmente, le classiche modalità base di ogni picchiaduro, con la possibilità di affrontare scontri singoli in modalità Arcade, in multiplayer locale oppure online, grazie agli incontri classificati o rapidi in base al proprio livello di abilità.

Quando un picchiaduro incontra un RPG

Ora, un amante di titoli di questo genere potrebbe già essere soddisfatto dalla proposta appena analizzata, eppure non giustificherebbe ancora le nostre lodi riservate alla varietà di Injustice 2. Prima di passare alla gestione del vero e proprio sistema di combattimento, dunque, è assolutamente necessario spendere qualche parola per la caratteristica peculiare che distingue Injustice 2 da altri titoli simili, vale a dire la personalizzazione. Da una parte, infatti, molti picchiaduro – tra cui l’ultimo Tekken 7 – offrono la possibilità di modificare le skin dei personaggi con nuovi elementi, tramite un editor dedicato o uno store virtuale, dall’altra Injustice 2 eleva questo aspetto ad un livello superiore; e decisamente rischioso, per molti versi.

Con il completamento dei diversi capitoli della modalità Storia o portando a termine le diverse sfide del Multiverso o degli incontri online verranno sbloccati dei veri e propri potenziamenti da sfruttare per i nostri personaggi. Questi comportano delle modifiche estetiche, ma soprattutto vanno ad aumentare alcune specifiche statistiche di un determinato eroe, come velocità, forza, resistenza e così via. Un sistema, dunque, che si avvicina molto alla struttura di un classico gioco di ruolo, a tal punto che ogni singolo potenziamento non solo viene abbinato al livello dello specifico personaggio, ma viene identificato anche per rarità con la classica suddivisione cromatica dal livello grigio (base) a quello giallo (leggendario). Questo aspetto riesce sicuramente a conferire l’estrema longevità di Injustice 2, se non altro per un’eterna caccia al loot migliore, data anche la presenza di veri e propri loot box di vario livello, tuttavia – come accennato – comporta anche un rischio non indifferente.

In tal senso, infatti, i vantaggi considerevoli provenienti da un equipaggiamento più raro e quindi più efficace in combattimento potrebbe togliere quel senso di meritocrazia nelle pure abilità di combattimento. Soprattutto andando a considerare che proprio il sistema di combattimento tende a premiare più i giocatori tecnici che i classici lamer da premo un po’ a caso e vedo di spuntarla. Resta dunque da capire, ragionando a lungo termine dopo le prime settimane di lancio, come verrà gestito il bilanciamento degli incontri una volta procuratosi l’equipaggiamento migliore per ogni singolo eroe.

Passando, invece, al sistema di combattimento vero e proprio, questo si è rivelato una mezza garanzia. Da una parte, infatti, viene ripresa l’immediatezza e la spettacolarità del combat system dell’ultimo Mortal Kombat X, ma anche i suoi lati leggermente più negativi. I comandi base sono dedicati non ad una parte fisica specifica, ma alla portata del colpo, con una divisione in colpo leggero, medio e pesante.

Il quarto comando base, riservato al tasto O, permette l’utilizzo di un’abilità speciale ed unica per ogni eroe. Ad esempio, nel caso di Batman potremo richiamare dei Batrang da lanciare contro il nostro avversario, mentre Flash rallenterà temporaneamente il tempo per infliggere più colpi in un lasso di tempo più dilatato. La concatenazione dei diversi attacchi, per cui sarà comunque necessario un buon apprendimento nel tutorial dedicato, porterà a combo letali e ben caratterizzate in base all’eroe selezionato, fino alla possibilità di lanciare uno spettacolare attacco finale che metterà in scena una vera e propria sequenza cinematografica. Di altissimo livello, inoltre, si è rivelata anche l’interazione con le arene: all’interno del campo di battaglia, infatti, è possibile utilizzare alcuni oggetti come arma contro il nostro avversario e, nel posto e nel momento giusto. potremo addirittura scagliare l’altro combattente in un’altra zona della stessa mappa, comportando un cambio di scena molto divertente.

Viceversa, le tante buone caratteristiche del gameplay di Injustice 2 vengono negativamente influenzate da animazioni non sempre puntuali. Lasciando perdere la difficoltà, specialmente nelle sfide più ostiche, nel mettere a segno gli attacchi finali per motivi spesso indecifrabili, diversi movimenti si sono rivelati particolarmente legnosi e, in qualche caso, addirittura afflitti da un leggero input lag che non ha garantito la puntualità necessaria per portare a termine una combo. Altri tipi di animazioni, invece, non ci hanno per nulla convinto anche semplicemente dal punto di vista estetico, come ad esempio il fatto che anche dopo un attacco finale letale per il nostro avversario, quest’ultimo tenta comunque di rialzarsi prima della conferma del KO. Una piccolezza, certamente, ma che toglie quel senso di epicità proveniente da un epico KO direttamente al termine della nostra combo; una sorta di Fatality o di Brutality, insomma.

L’intelligenza artificiale degli avversari, invece, viene ben gestita dal gioco, rendendo convincente e spettacolare ogni combattimento, anche in questo caso con qualche piccola eccezione. Una su tutte, la meccanica del confronto: una volta che entrambi i contendenti esauriscono la prima barra di energia riservata allo scudo avremo la possibilità di lanciare una sfida testa a testa basata sull’energia accumulata per lanciare gli attacchi speciali. In questo caso viene messa in scena una sorta di scommessa lampo, in cui dovremo giocarci un certo numero di barre energia e sperare che il nostro avversario non ci superi per evitare un pesante attacco. Come detto, purtroppo, questa meccanica non viene gestita nel migliore dei modi ed annulla il suo fine di rappresentare una scommessa, in quanto l’avversario gestito dall’IA si giocherà sempre il numero massimo di barre energia a sua disposizione, togliendo tutto il divertimento negli scontri alla pari.

Ottimi la grafica ed il doppiaggio, ma insieme…

Per quanto riguarda il comparto tecnico, Injustice 2 se la cava egregiamente sotto tutti i punti di vista. Il motore grafico riesce ad offrire un impatto visivo molto positivo, caratterizzando in maniera egregia ogni singolo personaggio e le arene di gioco, sia dal punto di vista del puro design, sia proprio come livello di dettaglio raggiunto. Nonostante le animazioni cinematografiche degli attacchi speciali e le diverse possibilità di interazione con l’ambiente di gioco, in nessun caso la fluidità garantita dai 60 fps è stata minimamente intaccata, portando ad una stabilità granitica in qualsiasi occasione ed in qualunque modalità, Storia compresa.

Da lodare, inoltre, è sicuramente il comparto sonoro di Injustice 2, con un grandissimo lavoro di doppiaggio per l’edizione italiana del titolo che riprende buona parte – almeno per quanto riguarda i personaggi della serie Batman – degli storici doppiatori delle serie animate dedicate (nonché appunto della serie Arkham per i personaggi appena citati). Qualche incertezza, tuttavia, si è rivelata per quanto riguarda il lip sync tra il video ed il parlato, con diverse occasioni in cui il doppiaggio non riesce a seguire i movimenti labiali dei personaggi. A parte questo, Injustice 2 si rivela un titolo assolutamente ottimo da vedere, da ascoltare e, naturalmente, da giocare.

Injustice 2 recensione: le nostre conclusioni

Con tantissimi alti, pochi bassi e qualche piccola incognita, Injustice 2 rappresenta senza ombra di dubbio il titolo di riferimento per tutti gli amanti dell'universo DC al completo, andando finalmente ad offrire un'esperienza di gioco solida, spettacolare, ma soprattutto non più limitata alle gesta dell'Uomo Pipistrello. Con una modalità Storia assolutamente non banale, un combat system per la maggior parte divertente, pur con qualche dubbio circa il sistema di potenziamento, e in attesa che questi storici supereroi tornino al completo sul grande schermo con il prossimo Justice League, Injustice 2 può veramente rendere più piacevole la vostra attesa a suon di calci, pugni e spettacolari combinazioni.

Pro
Modalità Storia coinvolgente e ben scritta
Combat System spettacolare…
Graficamente ottimo
Contro
Il potenziamento degli equipaggiamenti rimane un’incognita
…ma con qualche incertezza
Lip sync con il doppiaggio italiano
valutazione finale8