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GIF animate: il grande ritorno in auge in formato "social"

di Andrea Pettinariaggiornato il 29 gennaio 2016

Le immagini GIF animate rappresentano un elemento alquanto particolare nella storia della rete. Gli internauti che come me si affacciarono ad Internet verso gli inizi degli anni duemila grazie all’avvento dei primi modem ADSL ricorderanno con certezza quanto queste immagini in movimento fossero in voga ai tempi di quel Web che già allora iniziava a mettere gli uni sugli altri i primi mattoncini per andare a definire quello che oggi chiamiamo “Web 2.0“. La peculiarità di questo formato era appunto quella di poter offrire all’utente immagini animate, pur rimanendo “stretti” in quanto alle dimensioni dello stesso file, in modo tale da offrire immagini versatili a chiunque decidesse di scaricarle, anche con connessioni non proprio definibili “a banda larga”. Insomma, al tempo, vista la quasi impossibilità di visualizzare video in rete, le GIF animate rappresentavo uno degli elementi più dinamici e divertenti dell’intero Web.

La loro versatilità deriva però da tempi ancor più remoti, più precisamente dal 1987, quando il formato fu idealizzato e reso concreto su una base decisamente ristretta di colori, solo 256, con l’obiettivo di sostituire il precedente formato “standard” per le immagini – tale RLE – disponibile solo in bianco e nero. Come sappiamo, però, fu la possibilità di inserire più immagini all’interno dello stesso file a rendere celebre questo formato, tanto da elevare le animazioni così create come utilizzo principale di questa tipologia di file, mettendo in secondo piano la possibilità di andare a delineare immagini “statiche”.

Insomma, nei primi anni duemila eravamo letteralmente invasi dalle GIF animate: chi di voi non ricorda quelle “nostrane” propinate dal sito BastardiDentro? O ancora quelle inserite all’interno dei DVD venduti con le più svariate riviste di informatica del tempo? Presto, però, con l’avvento di un Web ancor più dinamico e ricco di opportunità, queste iniziarono a sbiadire dalla faccia della rete, trovando dapprima una seconda incarnazione sui primi telefoni cellulari dotati di infrarossi e Bluetooth, finendo poi per scomparire inesorabilmente, perlomeno fino ai giorni nostri. Da qualche anno a questa parte, infatti, mentre ci accingevamo a visualizzare un video su YouTube o a scorrere la nostra bacheca di Facebook, la GIF animata ha lentamente risalito la china, tornando ad esplodere come fenomeno di massa, proprio nel momento in cui scrivo.

Ve ne sarete di certo resi conto: ultimamente le immagini GIF animate sono tornate in auge, più in forze che mai. Ovviamente questo ritorno è strettamente collegato con uno dei fenomeni più popolari di questi anni duemiladieci: ci riferiamo a nientepopodimeno che ai social network, Facebook in primis per il panorama mainstream, ma non solo. Se ricordate, la creatura di Zuckerberg fece un tentativo di introdurre le GIF sulle proprie pagine già qualche anno fa: ai tempi, però, il tentativo non andò come previsto, in quanto non figurava la minima regolamentazione sulle dinamiche di “apertura” dell’animazione stessa e presto si generò un vero e proprio “spam” di GIF animate sul sito. Il grande pubblico della piattaforma iniziò a condividere GIF su GIF, intasando ed appesantendo il social network con immagini animate che spuntavano fuori letteralmente da ogni dove. Nel giro di qualche giorno Facebook si rese conto del misfatto, decidendo così di accantonare il progetto e rimanendo in silenzio sulla questione per qualche anno, perlomeno fino al mese di maggio dell’anno scorso, quando con un annuncio il social network decise di riproporre le GIF sulle proprie pagine, questa volta in maniera più intelligente.

Come tutti ormai sappiamo, infatti, Facebook permette oggi di caricare le proprie immagini GIF preferite sulle pagine del sito, permettendo agli utenti di “metterle in mostra” attraverso un sistema intelligente di “riproduzione” delle stesse, quasi come se stessimo trattando dei video veri e propri. Le GIF animate caricate su Facebook si presentano ora in maniera statica, con un grosso pulsante “Play” denominato appunto “GIF”, utile a differenziarlo dai video veri e propri. Premendo su di esso è possibile dare il via all’animazione, che continuerà la propria “riproduzione” fino ad un ulteriore click del mouse. Come anticipavamo, però, Facebook, oggi, ha solo messo in mostra davanti al pubblico mainstream qualcosa che aveva cominciato a ribollire su altri lidi molto meno popolari.

Già da qualche anno a questa parte, infatti, le immagini GIF avevano ricominciato a prendere forma grazie a servizi e social network meno famosi ma popolati da un’utenza che proprio delle GIF aveva fatto il principale elemento di comunicazione visiva. Stiamo parlando di Tumblr, social network ormai acquisito da Yahoo! e caratterizzato da pagine personali – alla stregua di diari – composti principalmente da immagini, e soprattutto da Giphy, piattaforma dedicata interamente alle GIF, responsabile senza dubbio del loro ritrovato successo. Giphy, a partire dal 2013, ha letteralmente rivoluzionato il modo di concepire le GIF animate rispetto a come eravamo soliti conoscerle. Lanciato dapprima come solo motore di ricerca per immagini GIF animate, questo ha presto annoverato la possibilità di andare a creare autonomamente nuove animazioni a partire da video già presenti in rete o caricati da locale, divenendo nel giro di un paio d’anni l’hub principale dedicato alle GIF animate in rete, grazie soprattutto ad una serie di partnership con alcuni big del Web, come ad esempio lo stesso Facebook e allo sviluppo di applicazioni per smartphone interamente dedicate al mondo delle GIF – ora più vivo che mai – che hanno permesso a questa tipologia di immagini di diventare uno degli strumenti più versatili e accattivanti per condividere qualcosa con il prossimo.

Gran parte del successo delle GIF è derivato da fenomeni di fandom, ovvero dalla dedizione estrema di un largo numero di utenti verso elementi multimediali di svariata natura, a partire dai libri, fino ad arrivare a film o serie TV. Le GIF si sono rivelate strumenti di facile utilizzo, utili ad”immortalare” un determinato passaggio di un libro, oppure una particolare scena ripresa dall’ultima puntata del nostro film preferito, con l’obiettivo di condividerla alla svelta con gli altri appassionati del genere, trasformandola talvolta in “meme”. Questa tipologia di fenomeno non è affatto rara su social network del calibro Tumblr, ma anche sui più classici forum tematici o altre piattaforme in grado di aggregare un vasto numero di utenti addetti ad una causa.

Giphy, grazie ad una serie di partnership, ha favorito il ritorno in scena delle GIF nel panorama mainstream della reteLa chiave di tutto, ad ogni modo, si è rivelata essere proprio Giphy: la maggior parte delle GIF diffuse su Facebook provengono da questo sito e la loro avanzata non si ferma di certo sul solo ed unico ambiente desktop. Le immagini GIF animate hanno presto deciso di fare capolino su mobile, grazie sì alla presenza due app dedicate per i principali sistemi operativi per smartphone, ma soprattutto per merito delle partnership strette dall’azienda con i principali servizi di instant messaging sulla piazza: Facebook Messenger prima e Telegram poi. In entrambi i casi troviamo la presenza di due intelligenti bot richiamabili tramite un apposito comando (su Telegram, ad esempio, basta digitare “@gif” – abbiamo dedicato un focus apposito sui bot di Telegram, dategli un’occhiata), che ci permetteranno di effettuare la ricerca della GIF adatta alla situazione direttamente dal campo di testo dove siamo soliti comporre il messaggio per il nostro interlocutore. Come non citare inoltre PopKey, tastiera per iOS, OS X e Windows decisamente molto particolare che, tramite una libreria dedicata, consente l’utilizzo di nuove immagini GIF anche di tendenza, catalogate oltretutto per parole chiavi.

Questo ha permesso ad un vasto numero di utenti di rendere più vivaci quelle conversazioni ormai diventate piatte, grazie ad un archivio pressoché infinito di contenuti a cui attingere per contestualizzare al meglio il proprio discorso, o semplicemente per rispondere in maniera rapida ai propri contatti, con un pizzico di simpatia in più. Basandomi sulle mie aspettative, mai e poi mai mi sarei aspettato di ritrovarmi ad utilizzare con una certa continuità le GIF animate all’interno delle mie conversazioni – soprattutto di gruppo – eppure così è stato, e devo ammetterlo: è stato divertente, e lo è tuttora.

La GIF si sta oggi affermando come medium in grado di veicolare emozioni, stati d’animo, o semplicemente contribuire a strappare una risata ai propri interlocutori grazie alla rappresentazione di situazioni divertenti. La GIF animata ha dunque subito una netta evoluzione rispetto agli anni passati, caduta dapprima nel dimenticatoio, a causa dei propri utilizzi poco significativi, è oggi rinata dalle proprie ceneri come vero e proprio mezzo di comunicazione a sé stante, subordinato solo a piattaforme più ampie in grado di ospitarlo.

Le immagini GIF animate permettono di appropriarsi degli aspetti più salienti della comunicazione visiva, già presente in misura minore sull’ormai totalità dei client di instant messaging attraverso smiley e talvolta sticker, elevando così le proprie conversazioni ad un nuovo livello qualitativo. Non è un caso, infatti, che i client di instant messaging che stanno attualmente adottando questa soluzione, innovando dunque sul piano comunicativo (grazie anche ad altre soluzioni), stiano via via guadagnando terreno verso i principali nomi del settore (qualcuno ha detto WhatsApp?). Utilizzare le immagini GIF piace (quasi) a tutti e la loro esagerata diffusione attesta questa sentenza come un vero e proprio dato di fatto. Possiamo dunque affermare con certezza che il Web 2.0 tipico degli anni duemiladieci ha un nuovo elemento caratteristico: le GIF animate, destinate a rimanere in voga per molto tempo.