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Illuminazione cucina moderna: i migliori prodotti smart e connessi

Illuminazione cucina moderna: i migliori prodotti smart e connessi

di Simone Sala
Specialist Smart Home
aggiornato il 16 maggio 2019
2 utenti hanno trovato utile questa guida

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N.B. La guida illuminazione cucina moderna è monitorata mensilmente e aggiornata con eventuali nuove proposte. Per maggiori dettagli su come realizziamo le nostre guide all’acquisto ti rimandiamo alla pagina Come lavoriamo. L’ultimo aggiornamento risale a Maggio 2019.

In questa guida “illuminazione cucina moderna” scopriamo quali sono i migliori punti luce smart e connessi per illuminare la cucina di una casa domotica.

Illuminazione cucina moderna: quale comprare e come scegliere un punto luce

Per l’illuminazione cucina moderna, in quella che vuole essere una smart home, è assolutamente necessario selezionare dei punti luce di nuova generazione, che sfruttino la tecnologia LED, ed in grado di connettersi alla rete internet. La tecnologia LED consente un notevole risparmio energetico, poiché una lampadina – o altro punto luce – di questo tipo ha un’efficienza luminosa di 80-100 lumen/Watt, contro i 10-20 lumen/Watt di una lampadina ad incandescenza, e i 50-60 lumen/Watt di una lampadina a basso consumo fluorescente (CFL). I vantaggi del LED non i fermano ai consumi, ma riguardano anche la longevità del prodotto, che non è mai inferiore alle 15.000-20.000 ore di funzionamento, e soprattutto alla flessibilità di implementazione. Infatti, un punto luce LED non si limita alle classiche lampadine e faretti, ma può essere anche sfruttato sotto forma di strisce e pannelli; inoltre, la luce emessa da ogni prodotto può essere altamente personalizzabile, sia per intensità che per colore. Alcuni punti luce hanno una temperatura colore fissa, altri permettono di regolarla tra toni caldi e freddi, ed altri ancora possono mostrare tutto lo spettro RGB, pari a circa 16 milioni di sfumature colore.

 

Per l’illuminazione di una cucina moderna, i colori RGB possono essere qualcosa di superfluo, a meno che non si desideri creare delle atmosfere davvero particolari anche in questo ambiente. Invece, la regolazione della temperatura colore è un’opzione interessate, e vediamo subito come può essere sfruttata con un esempio pratico. Una luce dai toni leggermente freddi (quindi temperatura colore elevata) può essere sfruttata la mattina, durante la colazione, poiché questo tipo di luce aiuta il risveglio e alza la soglia dell’attenzione; una luce neutra è molto adatta durante la preparazione del cibo, per non falsare i colori di quanto si sta maneggiando e avere un’ottima visibilità di tutti i dettagli; dei tono solo leggermente più caldi potrebbero essere utilizzati durante la cena per creare un ambiente più conviviale e poi, perché no, diminuire ancora di più la temperatura colore per le cene che si protraggono fino a tardi, eliminando completamente le componenti blu della luce, che in tarda serata non conciliano il sonno e infastidiscono la vista. Ecco come l’ambiente cucina, soprattutto se ampiamente vissuto, ed in vari momenti della giornata, beneficia delle luci a LED capaci di modificarsi nella temperatura colore.

L’altro aspetto che riguarda i punti luce di una cucina moderna, così come di tutti gli ambienti di una casa domotica, è quello della connettività. Avere delle un’illuminazione smart significa poterla controllare da remoto, con lo smartphone, con la propria voce (e quando si hanno le mani sporche, come in cucina, non c’è niente di meglio), ma anche attraverso sensori di movimento e altri automatismi. Per fare tutto questo è quindi necessario avere delle luci connesse, ed alcune lo fanno attraverso i classici protocolli Wi-Fi e Bluetooth, ma le migliori sfruttano altri standard, come ZigBee e Z-Wave. Questi standard specifici per l’Internet of Things offrono diversi vantaggi, come la possibilità di sfruttare telecomandi e interruttori wireless per controllare diverse luci, con un’ottima portata, bassissima latenza e consumi energetici minimi; il punto a sfavore, in questo caso, è la necessità di dotarsi di un piccolo HUB (o bridge, o ancora gateway) da collegare al router di casa, così da poter sfruttare questo tipo di connettività. In ultimo, nell’ottica della pianificazione della propria smart home, non bisogna scordarsi dell’esistenza di alcune piattaforme domotiche che costituiscono dei veri e propri ecosistemi, come Apple Homekit, Google Home e Amazon Alexa, ma anche l’applicazione IFTTT. Questi strumenti ci aiuteranno di certo a gestire al meglio l’illuminazione di una cucina moderna, per esempio abilitando i comandi vocali, ma anche facendo dialogare le luci con altri accessori smart, come prese intelligenti e sempre più elettrodomestici che già oggi, ma sicuramente in futuro con maggior frequenza, potrebbero essere dotati di funzionalità domotiche. Non sembra lontano il momento in cui potremo dire: “Ok Google (o Alexa, o Siri), voglio preparare la pasta frolla”, e l’assistente virtuale di turno si preoccuperà di accendere le luci del piano di lavoro, impostare il forno sulla giusta temperatura, e al contempo ci ricorderà quali ingredienti sono necessari. Insomma questo è, e sarà sempre di più possibile sì, ma a patto di avere gli accessori domotici adatti ad essere controllati in questo modo.

 

Iniziamo dunque a vedere quali sono i giusti punti luce, smart e connessi, per l’illuminazione cucina moderna. In generale, il brand che al momento offre una più ampia gamma di accessori per l’illuminazione è Philips, con la linea Hue, che avrà un certo rilievo nella nostra guida, ma avremo occasione di vedere anche svariate alternative più economiche e di sicuro valore. Iniziamo, dunque.

Illuminazione cucina moderna: strisce LED

Iniziamo la selezione dei prodotti per l’illuminazione di una cucina moderna con le strisce LED. Questa scelta deriva dal fatto che le strisce LED sono un ottimo sistema per illuminare la cucina, poiché in grado di generare una luce diretta e continua lungo tutta la lunghezza del piano di lavoro, nonché un’illuminazione riflessa e diffusa nell’ambiente. Nel primo caso la striscia andrà posizionata sotto i pensili, rivolta verso il lavello, i fornelli e le restanti parti della cucina – ovviamente considerate che le strisce sono rivestite in materiali plastici, e quindi se i vostri pensili sono molto bassi, dovreste evitare il posizionamento sopra la zona di cottura, preferendo un altro sistema di illuminazione in quel punto, come i faretti della cappa. Per avere un’illuminazione più diffusa, è invece necessario posizionare la striscia sopra i pensili, rivolta chiaramente verso l’alto ad illuminare il soffitto e la parete retrostante; la luce riflessa si diffonderà così gradevolmente in tutta la stanza, ed in modo omogeneo. Vediamo le migliori strisce LED smart e connesse sul mercato, iniziando dalla soluzione più premium, per passare poi ad alcune valide alternative.

Philips Hue Lightstrip

La striscia LED Philips Hue Lightstrip è l’opzione migliore per chi vuole basare l’illuminazione di una cucina moderna, ma anche degli altri ambienti domestici, sul vasto catalogo Philips, l’unico che al momento è in grado di coprire quasi qualunque esigenza con prodotti smart e connessi per l’illuminazione. La striscia LED Philips ha una lunghezza di 2 metri, ma si può estendere fino a 10 metri acquistando i moduli aggiuntivi da 1 metro di lunghezza ciascuno. Ogni metro di striscia emette fino a 800 lumen di flusso luminoso, e la luce può essere modificata in tutti i suoi parametri, coprendo anche lo spettro RGB. La striscia si incolla direttamente alla superficie (possibilmente liscia) desiderata, attraverso l’adesivo posto sul retro; tuttavia la striscia a LED di Philips per interni è certificata IP20, quindi senza particolari protezioni dall’acqua. A voi non resta che capire se il posizionamento sotto i pensili della vostra cucina può essere comunque adatto, oppure se generate talmente tanti schizzi da poter creare dei problemi, mentre per il posizionamento sopra i pensili non ci sono certamente problemi di sorta. Un altro punto che può rivelarsi interessante per il posizionamento della striscia è nella parte inferiore di un tavolo, di un’isola o una penisola, rivota verso il pavimento per creare una luce d’atmosfera, certamente interessante.

Su questo prodotto non è presente alcun pulsante fisico sull’alimentatore o sul cavo, e quindi il controllo andrà fatto esclusivamente da app, con i comandi vocali, oppure in modo più classico sfruttando uno dei sistemi di controllo wireless di Philips Hue, come l’Interruttore Dimmer o l’Interruttore Tap, che possono essere fissati al muro, ma anche trasportati per casa, grazie all’attacco magnetico. In particolare l’Interruttore Tap, grazie alla sua resistenza, è particolarmente adatto alla cucina, con l’ulteriore vantaggio di non necessitare di alcuna batteria per alimentarsi. Questo offre quattro pulsanti, che corrispondo al setting di quattro diverse scene, composte dalla Philips Hue Lightstrip, ma anche da tutte le altre luci della linea che desiderate. Potrete quindi usare un pulsante per impostare il setting di luce adatto alla preparazione dei cibi, un altro per il momento della cena, uno con le luci più soffuse o di una temperatura colore differente, e, infine, consigliamo di riservare un tasto allo spegnimento generale di tutte luci. Quello che sto dicendo può essere fatto anche senza l’Interruttore Tap, sfruttando le app degli ecosistemi domotoci, Apple Homekit e Google Home su tutti, oppure con i comandi vocali, compatibili anche con Amazon Alexa. Ricordiamo che il sistema di illuminazione Philips Hue si basa sul protocollo ZigBee, e per questo è necessario possedere anche il Bridge Hue, da collegare al proprio router, per abilitare tutte le funzioni smart via app ed ecosistemi domotici, tra cui la non ancora citata piattaforma IFTTT, che permette di far dialogare al meglio le luci Philips con tanti altri accessori smart.

Puoi acquistare Philips Hue Lightstrip 2 metri su Amazon o se preferisci su eBay In alternativa Philips Hue Lightstrip 2 metri è disponibile nelle varianti Lightstrip estensione 1 metro o nella variante Philips Hue Interruttore Tap.

Yeelight Aurora Lightstrip Plus

Yeelight ha lanciato la nuova versione della sua striscia a LED che ora, con il modello Aurora Lightstrip Plus, diventa estendibile fino a 10 metri, come la versione prodotta da Philips Hue. Questa può essere una valida alternativa per chi desidera una striscia LED smart, ma non vuole dotarsi del bridge Philips, e preferisce il collegamento diretto alla rete Wi-Fi di casa, che avviene sui 2.4 GHz. La striscia LED di Yeelight offre caratteristiche luminose analoghe a quella Philips, ma non si può controllare attraverso un interruttore o telecomando wireless, tuttavia sul cavo di alimentazione è presente un pulsante fisico che permette di accendere e spegnere i LED, ma anche di regolare i colori, poiché la striscia è sempre RGB. Non manca la possibilità di usare l’app di Yeelight per tutti i controlli e le impostazioni più avanzate, ma soprattutto rimane la compatibilità di con gli ecosistemi Google Assistant e Amazon Alexa, nonché con IFTTT; si va invece a perdere la possibilità di gestire il tutto tramite Apple HomeKit. Oltre al prezzo, certamente più contenuto della proposta Philips, troviamo anche il vantaggio della certificazione IP65, che permette di posizionarla anche in ambienti soggetti a tanti schizzi d’acqua senza particolari problemi. Anche qui la versione base ha una lunghezza di 2 metri, estendibile fino a 10 metri a blocchi di 1 metro per volta.

Puoi acquistare Yeelight Aurora Lightstrip Plus 2 metri su Amazon. In alternativa Yeelight Aurora Lightstrip Plus 2 metri è disponibile nella variante Aurora Lightstrip Plus - estensione 1 metro.

Koogeek (compatibile anche con Apple HomeKit)

Se siete interessati all’ecosistema Apple HomeKit, ma non volete acquistare la striscia LED di Philips Hue, una valida alternativa è offerta da Koogeek, che offre una striscia di 2 metri compatibile con tutti gli ecosistemi maggiori, compreso quello di casa Apple. Lo svantaggio maggiore è in questo caso l’impossibilità di estendere la lunghezza del prodotto, costringendo ad acquistarne più di una da affiancare, qualora voleste posizionare la striscia su una lunghezza maggiore. Tuttavia, grazie all’app Casa di Apple, oppure Google Home e Amazon Alexa, potrete associare due o più strisce e controllarle all’unisono. Il collegamento alla rete avviene tramite Wi-Fi a 2.4 GHz, senza necessità di avere alcun bridge, e Koogeek ha un’efficienza luminosa media. Ad una estremità della striscia si trova l’alimentatore e controller con un interruttore fisico, utile per il controllo manuale della striscia LED, così come non manca la certificazione IP65, cosa che le consente di stare in cucina, anche vicino al lavello, in tutta tranquillità.

Puoi acquistare Koogeek striscia LED su Amazon.

Koogeek striscia LED
Prezzo consigliato: € 35.99Prezzo: € 35.99

Illuminazione cucina moderna: faretti

Un altro tipo di punto luce molto diffuso in cucina è quello dei faretti. Oltre a quelli della cappa, che se sfruttano il comune attacco GU10 possono essere resi smart, grazie alle soluzioni presenti sul mercato, i faretti possono essere posizionato un po’ ovunque, compresi i portalampada con attacco GU10 che già avete. I faretti sono molto comodi per avere un fascio di luce diretto, focalizzando l’attenzione su un elemento, ma offrono anche una luce diffusa se proiettati verso superfici riflettenti chiare, come il soffitto o una parete. Vediamo quali faretti smart possiamo usare per illuminare una cucina moderna.

Philips Hue

Nel catalogo Philips troviamo i classici faretti con attacco GU10, offerti sia mi versione White Ambiance, quindi con temperatura colore del bianco regolabile (2200-6500 Kelvin), sia in versione White and Color Ambiance, che offrono la possibilità di mostrare 16 milioni di colori, grazie ai LED RGB. Il flusso luminoso dei faretti Philips è pari a 250 lumen, per un consumo di 5,5 Watt. I faretti Philips Hue necessitano del Bridge Hue per funzionare – o di un altro bridge ZigBee compatibile, come lo smart speaker Echo Plus, scelta perfetta se si vuole sfruttare Amazon Alexa come piattaforma demotica. Il Bridge Hue può essere invece acquistato in uno degli Starter Kit messi a disposizione da Philips, che possono includere anche un Interruttore Dimmer. Come al solito, scegliere i prodotti Philips e il suo bridge ZigBee, assicura la piena compatibilità con tutte le piattaforme domotiche, tra cui: Apple HomeKit, Google Home, Amazon Alexa e IFTTT.

Puoi acquistare Philips Hue Starter Kit 2 faretti GU10 White Ambiance + bridge su Amazon o se preferisci su eBay In alternativa Philips Hue Starter Kit 2 faretti GU10 White Ambiance + bridge è disponibile nelle varianti Philips Hue 2 faretti GU10 White Ambiance o nella variante Philips Hue 1 faretto GU10 RGB.

Lohas

Un’ottima alternativa ai faretti Philips, si può ottenere con quelli proposti da Lohas, compatibili sia con Amazon Alexa che con Google Assistant. In questo caso non è necessario acquistare nessun HUB, poiché i faretti – sempre con attacco GU10 – si collegano direttamente alla rete Wi-Fi di casa a 2.4 GHz. I faretti Lohas arrivano in due versioni, con temperatura colore regolabile tra i 2000 ed i 6500 Kelvin, oppure capaci di mostrare i colori RGB. L’azienda dichiara un flusso luminoso di 420 lumen, quindi addirittura superiore a quello della proposta Philips, anche se la differenza non è poi così marcata, almeno quanto i numeri sembrerebbero farla apparire. Il consumo energetico si attesta sui 5 Watt. Questi faretti Lohas sono un’ottima alternativa economica ai prodotti Philips Hue, soprattutto per chi non è interessato ad entrare nell’ecosistema dell’azienda olandese, e ovviamente se non vi interessa sfruttare la piattaforma Apple HomeKit. Per il controllo di questo prodotto è possibile sfruttare diverse app, che non sono state sviluppate specificatamente per i faretti Lohas, ma sono usate per una serie di accessori smart home economici, e permettono anche l’integrazione negli ecosistemi di Google e Amazon, nonché l’utilizzo di IFTTT. L’app più nota è certamente Smart Life, disponibile per iOS e Android, ma potete anche usare l’app specifica per le luci dell’azienda, ovvero Lohas Smart.

Puoi acquistare Lohas 2 faretti White GU10 su Amazon o se preferisci su eBay In alternativa Lohas 2 faretti White GU10 è disponibile nella variante Lohas 2 faretti RGB GU10.

Illuminazione cucina moderna: lampade a sospensione

Abbiamo visto le strisce LED ed i faretti per la cucina, ma non possiamo chiudere la guida senza parlare di uno dei classici punti luce per questo ambiente, ovvero le lampade a sospensione (o pendenti) che vengono poste sopra un’isola, una penisola o un tavolo, e che sono la soluzione ideale per illuminare il piano, sia durante le preparazioni, che mentre si consumano i pasti. Se già avete dei lampadari pendenti, la possibilità di renderli smart dipende in sostanza dal tipo di lampadine che sono presenti: le piccole lampadine alogene, spesso usate in questi prodotti (con attacco G9 o simili), non hanno delle controparti smart, mentre una classica lampadina a vite E27 può essere tranquillamente sostituita con una intelligente e connessa.

Lampadine E27 Philips Hue

Se la sostituzione di una lampadina è un’operazione fattibile, potete puntare sulle classiche lampadine a vite E27 smart e connesse, che trovate nel catalogo Philips Hue, in versione bianca a 2700 K – che sconsigliamo – oppure bianca con temperatura colore variabile, o ancora RGB. Le lampadine Philips emettono circa 800 lumen di flusso luminoso, con un consumo di poco inferiore ai 10 Watt. Vale quanto detto fino ad ora per i prodotti dell’azienda: il Bridge Hue – o uno alternativo come lo smart speaker Echo Plus – sono elementi essenziali per usufruire delle funzionalità smart e dell’integrazione nelle piattaforme domotiche, a cui si possono aggiungere i controlli anche tramite i telecomandi e interruttori wireless di Philips. Insomma, questo è certamente il prodotto da acquistare se volete sfruttare i prodotti Philips per l’illuminazione di una cucina moderna, ma anche di una casa domotica in generale. Le lampadine si trovano anche in kit con il bridge, qualora non ne aveste già uno.

Philips Hue lampadine E27: la nostra prova

Abbiamo messo alla prova lo Starter Kit Philips Hue, con tre lampadine E27 di tipo White and Color Ambiance, quindi capaci di riprodurre tutto lo spettro cromatico – nella confezione dello Starter Kit è presente anche il Bridge Hue, da collegare al router. Le lampadine Philips Hue offrono un flusso luminoso di poco superiore agli 800 lumen, ed in effetti una sola non è sufficiente per una buona illuminazione, ma è da considerarsi come una lampadina da 60 W – in realtà consuma meno di 10 W, grazie alla tecnologia LED. Nelle ore serali però, la luce emessa da due o tre lampadine è già più che sufficiente per una camera da letto o una stanza fino a 15 mq. Le lampadine sono dimmerabili, e la gestione del flusso luminoso è veramente ben calibrata, così come le transizioni: fluidissime e senza sfarfallio alcuno. Le lampadine hanno non solo la possibilità di regolare la temperatura colore ma, essendo RGB, anche di mostrare una vasta gamma cromatica. Sotto questo aspetto  i prodotti Philips Hue si comportano in modo eccezionale, con una qualità dei colori davvero elevata: anche il giallo brillante, solitamente non riprodotto benissimo, qui appare con pochissima dominante verde. In definitiva possiamo dire che sei tratta di una luce di qualità, sia nelle tinte di bianco, sia in quelle colorate.

La connettività di Philips Hue si basa su ZigBee, e per questo è necessario usare il Bridge Hue, oppure un bridge compatibile presente in altri prodotti, come lo smart speaker Echo Plus. La reattività del sistema è elevata, sia da app, sia usando gli accessori che si possono trovare in dotazione nei kit o acquistare a parte – il catalogo di Philips è sterminato e questo è certamente un plus importante. La fama del prodotto gli consente di avere un vasto supporto da parte degli sviluppatori e delle aziende terze, che cercano di integrare sempre i loro prodotti con Philips Hue. Da parte sua, la gamma Hue è compatibile con tutte le principali piattaforme domotiche – e con i relativi comandi vocali – quindi via libera ad Apple HomeKit, Amazon Alexa e Google Home; oltre al fatto che si trovano centinaia di applet per IFTTT, consentendo di trovare un escamotage per ottenere funzionalità non presenti di base nelle altre piattaforme domotiche.

Anche l’app proprietaria Hue è ben fatta, e include diverse scene che permettono di abbinare i colori di più lampadine, creando gradevoli sfumature di luce. Qualche miglioria potrebbe comunque essere fatta aumentando il numero di automatismi e dei parametri che li gestiscono, permettendo di personalizzare al meglio la propria esperienza – un risultato migliore si ottiene sfruttando le piattaforme domotiche. Hue Sync è un altro plus di Philips Hue, un sistema che permettete di abbinare le luci in modo dinamico, rispetto a quanto mostrato dallo schermo del PC, oppure in base alla musica riprodotta – tuttavia non è possibile usare il microfono dello smartphone per fargli “ascoltare” la musica e generare effetti luminosi, ma bisognerà sempre partire dal PC, usando l’app Hue Sync, e poi un qualsiasi player, come Spotify; in ogni caso, l’esperienza luminosa con Hue Sync è veramente ottima, un po’ come quella che si ottiene con i televisori Philips Ambilight. I prodotti Philips Hue sono certamente destinati a chi cerca il meglio, ma soprattutto a chi non vuole semplicemente una lampadina smart, ma piuttosto ha intenzione, fin da subito o nel corso del tempo, di rendere smart tutta l’illuminazione domestica.

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Lampadine E27 Yeelight

L’alternativa a Philips è certamente offerta da Yeelight, che produce due lampadine a bulbo con attacco E27 (in realtà ne esistono anche due della generazione precedente, che non consigliamo). Potete scegliere tra la lampadina bianca con temperatura colore regolabile e quella RGB, in ogni caso dotate di un flusso luminoso al pari di quelle Philips (800 lm circa), anche se ovviamente non vi è la stessa qualità complessiva della luce, come è normale che sia. Tuttavia i prodotti Yeelight si difendono bene, e sono certamente un’opzione più che valida: dotati di connettività Wi-Fi a 2.4 GHz, non necessitano di alcun HUB aggiuntivo, mentre possono integrarsi con gli ecosistemi di Google e Amazon, oltre che sfruttare la piattaforma IFTTT. In questo caso, come spesso accade, è Apple HomeKit a rimanere fuori dalla lista delle compatibilità, ma questo non è un problema se non si tratta di una funzionalità desiderata per l’illuminazione cucina moderna.

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Lampade a sospensione Philips Hue

Se non potete sostituire la lampadine della vostra lampada a sospensione, o in ogni caso volete acquistarne una nuova, Philips offre una serie di prodotti già fatti e finiti, ovvero delle lampade a sospensione da utilizzare per illuminare i piani della vostra cucina.

Qui le opzioni si differenziano più che altro per le forme e il design, con poche eccezioni. Una prima lampada da valutare è la Philips Hue Fair (esiste sia la versione a plafoniera che quella pendente, di cui parliamo ora). Si tratta di una lampada dal design moderno con una forma cilindrica, sviluppata più in larghezza (diametro di 45 cm) che in altezza (10 cm). La struttura è in alluminio, mentre all’interno troviamo una striscia a LED in grado di offrire circa 3000 lumen di luce, che filtrano attraverso il vetro opacizzato. La luce emessa è regolabile in intensità e temperatura colore, e in confezione si trova anche un telecomando Interruttore Dimmer, che consente di usarla subito. Ovviamente, per l’integrazione in un sistema domotico è necessaria l’aggiunta di un bridge compatibile con lo standard ZigBee.

Molto simile per sistema d’illuminazione, ma con un design leggermente diverso, è la lampada a sospensione Amaze, che ha una forma toroidale flessa. Il foro centrale consente di non bloccare la luce naturale che arriva dall’alto, quando la lampada rimane spenta. Le altre caratteristiche tecniche sono del tutto analoghe. Una terza opzione è invece offerta dalla lampada Cher, questa volta realizzata completamente in materiale plastico, con uno stile moderno e sinuoso. Le caratteristiche tecniche del punto luce non sono affatto dissimili a quanto già visto. Come per le altre proposte, in confezione è presente un Interruttore Dimmer.

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La nostra analisi

Perché fidarti di noi

Ridble è il primo sito in Italia dedicato alle guide all’acquisto per tre motivi: è, innanzitutto, il sito dedicato alle guide all’acquisto più longevo, avendo compiuto 6 anni il 18 febbraio 2019. Inoltre è il primo sito di guide all’acquisto per numero di guide a disposizione: ne offriamo oltre 2000, sempre accessibili per gli utenti. Ridble è, infine, il primo sito in Italia di guide all’acquisto per numero di ordini online generati: sono stati oltre 100.000 quelli effettuati nel 2018.

Sono infatti migliaia i lettori che si sono già fidati di noi per trovare il miglior prodotto adatto alle loro esigenze, ed il perché è semplice: il nostro compito è quello di monitorare e seguire costantemente i prodotti da anni, al fine di testarli, analizzarli e confrontarli fra loro per suggerire solo i più degni di nota, in base alle più disparate necessità. La fiducia nei nostri riguardi è ripagata con un tasso di soddisfazione elevatissimo, pari al 98% complessivo. Per consolidare il nostro modus operandi abbiamo risolto i più disparati dubbi sugli acquisti non solo per l’Italia, ma affrontando anche mercati più complessi e sensibilmente diversi, come quello spagnolo.

Il perché questo è possibile è legato alle competenze e alle conoscenze che i nostri Specialist devono necessariamente arrivare ad avere anche solo per realizzare una guida all’acquisto. Difatti, per diventare Specialist di Ridble è necessario studiare e testare oltre 100 prodotti, al fine di dimostrare di essere realmente degni di aiutarvi nelle scelte più difficili. Inoltre ogni Specialist si dedica interamente ad una specifica categoria merceologica, perché non crediamo nei “tuttologhi”: ognuno ha delle aree di competenza, e non scrive di tutto solo per generare traffico.

Io sono Simone, e come Specialist Smart Home mi occupo di testare e selezionare tutti i prodotti connessi che sono destinati ad entrare tra le mura domestiche, rendendo così le nostre case più “intelligenti”. Ho provato tantissimi dispositivi connessi, smart speaker e prodotti domotici, dalle luci ai termostati, passando per le telecamere, prese di corrente e sensori; i prodotti sono così tanti che ormai non esiste angolo della mia casa che non sia controllabile in modo smart, con lo smartphone o con la voce.

Inoltre ogni mese aggiorno personalmente tutte le guide all’acquisto di mia competenza.

A conferma del nostro impegno, vi basti pensare che la nostra competenza in materia di guide all’acquisto è riconosciuta dai brand più importanti al mondo. Siamo, ad esempio, tra i pochi siti al mondo ad aver realizzato una guida all’acquisto direttamente su Amazon Italia.

Come selezioniamo i prodotti

Tutti i prodotti che vedete inseriti nelle nostre guide all’acquisto sono stati selezionati con il metodo Ridble. Si tratta di un modus operandi che abbiamo sviluppato e affinato nel corso del tempo, ed è composto da 4 fasi.

Un prodotto entra nel mio radar una volta che è stato ufficializzato: rumors, indiscrezioni e chiacchiere varie non sono di mio interesse. Attraverso svariate fonti (comunicati stampa, inviti ad eventi ecc…) raccolgo l’ufficialità sull’esistenza dei prodotti appartenenti alla mia categoria di competenza, la smart home.

Tuttavia un prodotto per poter essere preso in considerazione, e quindi per avere la possibilità di entrare nelle guide di Ridble, deve avere un altro requisito: l’eleggibilità. Ciò significa che soltanto i prodotti davvero acquistabili in Italia (online o offline) sono eleggibili di poter essere inseriti nelle guide all’acquisto.

La terza fase è quella relativa alla prova. I prodotti in vendita vengono testati per conoscerne nel dettaglio i punti di forza e quelli più critici, al fine di esprime un giudizio a tutto tondo. Inoltre, in questa fase, mi faccio un’idea di quali esigenze di acquisto il prodotto sia in grado di soddisfare, e per quali utenti risulti più adatto.

Infine, i prodotti che ottengono un giudizio più che positivo sono selezionati per essere inseriti nelle guide all’acquisto. Questa fase è ripetuta almeno una volta al mese, visto l’aggiornamento mensile delle nostre guide all’acquisto. Quindi, almeno una volta al mese, vado a mettere in discussione i prodotti che ho precedentemente inserito, e decido se aggiungere o meno i prodotti che nel frattempo ho messo sotto la mia lente d’ingrandimento.

Se vuoi saperne di più del metodo Ridble visita la nostra pagina Come Lavoriamo.

Test tecnici

Il mondo della demotica che ruota attorno alla guida illuminazione cucina moderna richiede diversi test tecnici, in parte assimilabili a quelli che si farebbero per un comune punto luce, in parte più innovativi. Una volta che lampadine, strisce LED, lampadari e qualsiasi altro prodotto assimilabile arriva tra le mie mani, provvedo ad installarlo e metterlo in funzione. Trattandosi di un prodotto smart, scarico la relativa applicazione, e i punti luce vengono connessi alla rete. Inizio così a fare i primi test, mettendo alla prova l’interfaccia grafica e le funzioni che l’app offre, inoltre il punto luce viene acceso e spento via app, controllandone la reattività. Se vi è compatibilità con le varie piattaforme domotiche, ogni punto luce viene configurato con queste, e controllato via voce e con le relative interfacce dei centri di controllo di Google Home, Amazon Alexa ed Apple HomeKit, oltre a verificare la presenza di applet per IFTTT.

A questo punto provvedo ad effettuare tutti i test che si farebbero anche su dei punti luce non connessi. Partendo dai dati di targa del prodotto, verifico che il flusso luminoso e la temperatura colore siano corrispondenti a quanto dichiarato, non tanto in modo assoluto – non utilizzo strumenti di misurazione – ma piuttosto in base alla mia esperienza e alla percezione visiva. Spesso il valore CRI (indice di resa cromatica) non viene dichiarato in modo trasparente e dalla casa madre, e per tale motivo provvedo ad illuminare vari oggetti bianchi e colorati, controllando che la luce emessa (quando di tonalità bianca) non distorca i colori naturali degli oggetti. Se il punto luce è dimmerabile, verifico che la variazione di luminosità sia graduale, senza sfarfallii e cambi improvvisi d’intensità.

Un altro controllo lo eseguo su tutti i punti luce RGB, controllando quante siano effettivamente le sfumature colore riproducibili, il tutto effettuando piccolissime variazioni di colore e vedendo quanto sia possibile controllarle finemente. Da ultimo, se si stratta di una striscia LED RGB con l’adesivo sul retro, oppure di una plafoniera da montare al soffitto, o un altro prodotto del genere, controllo il sistema di montaggio, la solidità dei materiali e il modo in cui la luce viene diffusa attraverso le parti traslucide, dove mi aspetto una buona uniformità e l’assenza di ombre sgradevoli.

Ti segnaliamo che per i prodotti in vendita su Amazon puoi usufruire delle spedizioni rapide e di tanti altri servizi privilegiati attraverso un account Amazon Prime: per attivarlo clicca qui.

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