Vai a Tecnologia
Vai a Videogiochi
Vai a Fotografia
Vai a Casa

iCloud Drive: il nuovo concetto di cloud secondo Apple

di Giovanni Matteiaggiornato il 23 maggio 2018

La storia ci insegna che iCloud nacqua dalle ceneri di MobileMe. Quest’ultimo fu introdotto nel 2008 per prendere il posto dello sfortunato .Mac. MobileMe era una suite di servizi sul web che avrebbero dovuto svolgere lo stesso ruolo che oggi ricopre iCloud: collegare efficacemente iPod, iPhone, Mac e computer Windows, in modo tale da non costringere più gli utenti ad utilizzare Mail e iCal – rispettivamente client e-mail e calendario – per accedere a queste informazioni.

Con MobileMe si aveva la possibilità di accedere ai propri dati, ovunque, purché si fosse iscritti a questo servizio web. La sua fine però arrivò abbastanza presto, sopratutto a causa di pesanti disservizi che il servizio, e per estensione Apple, avevano causato ai propri clienti. E-mail che arrivavano con giorni di ritardo, interfaccia web inaccessibile, client desktop non proprio maturo; insomma, nulla a che vedere con il classico motto “it just works” con cui Apple è diventata famosa.

iCloud, finalmente, sembra aver preso il posto dello sfortunato MobileMe riuscendo effettivamente a fare quello che a Cupertino si erano prefissati che facesse. Il risultato effettivamente è stato più che positivo e gli utenti Apple e non, hanno potuto godere dei servizi in maniera ottimale e con pochi problemi. Decisamente molto pochi rispetto a quelli degli anni passati. Com’è ovvio che sia, l’avanzare del tempo e delle tecnologie ha fatto si che iCloud subisse un aggiornamento; questo aggiornamento prende il nome di iCloud Drive. Scopriamo assieme di cosa si tratta e come utilizzarlo.

Primi passi: cos’è iCloud Drive

Prima di iniziare a inoltrarci all’interno dei menù, devo assolutamente spendere due parole su iCloud Drive. Partiamo dal presupposto che iCloud e iCloud Drive non sono la stessa cosa, anche se condividono lo stesso nome; una volta attivato iCloud Drive, tutto ciò che è presente sul “vecchio” iCloud viene travasato nel nuovo sistema cloud pensato da Apple. Questo significa che se si dispone di un qualsiasi dispositivo Apple (valgono anche i Mac), che non può essere aggiornato ad iOS 8 e a Yosemite, esso non potrà più accedere ai file immagazzinati su iCloud Drive. Quindi, ancora una volta, vi esorto a pensarci bene prima di fare il salto.

Se siete alla ricerca di una app sui vostri dispositivi, rinunciate: come per iCloud, anche il nuovo servizio si muove in silenzio all’interno del pannello delle Impostazioni dove si trovano alcuni parametri modificabili dall’utente, e all’interno delle applicazioni che supportano iCloud Drive che inviano nella nuvola i backup dei dati contenuti nelle suddette applicazioni. Non esiste alcun tipo di applicazione.

Attivazione di iCloud Drive

Attivare iCloud Drive ed iniziare ad utilizzarlo è veramente un gioco da ragazzi. Ve ne sarete di certo accorti la primissima volta che avete aggiornato i vostri device all’ultimo aggiornamento disponibile per iOS, iOS 8. Subito dopo aver aggiornato il nostro dispositivo, iOS ci chiede se vogliamo passare alla nuova piattafora; questo è il modo più semplice di iniziare ad utilizzarla.

Se invece come me, a causa dell’irreversibilità della procedura, avete scelto di non attivarlo fin da subito attivare iCloud Drive, risulta altrettanto semplice; basta tappare l’icona delle Impostazioni > iCloudiCloud Drive > ed infine attivare il servizio attraverso la pressione del classico bottone presente in iOS.

Una volta attivato iniziamo a comprendere meglio come funziona il tutto. Per prima cosa, come vi ho detto poco più su, il tutto avviene all’oscuro dei nostri occhi; questo perché grazie all’SDK rilasciato da Apple studiato appositamente per il nuovo iCloud Drive, CloudKit, il servizio di ascolto in backgroud – o demone per i più nerd – si occupa di controllare i processi che girano in ogni momento e di coordinare l’utilizzo dello stesso file da più dispositivi. CloudKit è di cruciale importanza in quanto riesce a coordinare perfettamente l’interazione fra iOS 8 e Yosemite con Handoff, senza perdita di file e senza rallentamenti.

Come usarlo: It just works

[img_sinistra][/img_sinistra]Per fortuna nostra e di Apple, il nuovo iCloud pare funzionare piuttosto bene. Anche se tuttora le applicazioni aggiornate e capaci di usarlo sono davvero poche (quelle di Apple sono ovviamente pronte), il modus operandi è per tutte lo stesso. Prendiamo in considerazione di creare un file PDF sul nostro iPad Air 2 con la nostra applicazione preferita e di volerla esportare su iCloud Drive per continuare a lavorarci dal nostro PC di casa; per fare tutto ciò basta semplicemente tappare la classica icona per la condivisione, scegliere “Esporta su iCloud Drive” ed il gioco è fatto. Niente di più semplice, vero?

A questo punto è necessario esplicitare forse la più grande differenza fra iCloud e iCloud Drive. Chiunque abbia utilizzato iCloud per studio, lavoro o qualsiasi altro motivo, era consapevole che il file che veniva inviato sulla nuvola “viveva” all’interno di una specifica area che non era accessibile da nessun’altra applicazione; il file creato con PDF Expert poteva essere aperto e modificato unicamente con lo stesso programma causando così frutastione e perdita di tempo. Con iCloud Drive la musica cambia radicalmente: finalmente le applicazioni comunicano fra di loro e sono capaci di scambiarsi file fra di loro. Questo vuol dire che sempre il mio famosissimo file PDF creato con PDF Expert sul mio iPad può essere tranquillamente aperto e modificato sul mio iPhone utilizzando qualsiasi altra applicazione capace di leggere file PDF.

Altra cosa completamente diversa è la gestione del file system; con iCloud era tutto blindato e non si aveva assolutamente la possibilità di gestire, ordinare, modificare, duplicare, eliminare, trasferire in altre cartella un file. iCloud Drive invece è strutturato come un qualsiasi Dropbox e quindi possiamo fare qualsiasi cosa, anche spostare file all’interno di altre cartelle. Insomma quello che facciamo quotidianamente con il Finder o con Esplora Risorse. Alleluja!

Naturalmente qualsiasi file inviato sulla nuvola viene automaticamente e istantaneamente visualizzato su qualsiasi altro dispositivo Mac, iOS o Windows che sia.

Ma come funziona nello specifico?

[img_destra][/img_destra]Se anche voi come il sottoscritto non vi accontentate del classico slogan commerciale “it just works” e volete capire realmente come funziona, bisogna spendere qualche parola sul Document Picker introdotto con iOS 8, su come funziona e su cos’è.

Prima dell’arrivo di iCloud Drive ogni singola applicazione – non fanno eccezioni i giochi i cui salvataggi e achievement sono comunque file – creava un determinato tipo di file che in qualche modo era “privato” e che poteva “vedere” solo l’applicazione che l’aveva creato. Questa soluzione basata principalmente sulla volontà di mantenere al sicuro questi tipi di file, è stata anche la causa del perché per così tanti anni è stato maledettamente difficile condividere un’immagine o un file ad altre applicazioni tramite il comando “Apri in…”.

A dire il vero per le foto esisteva una soluzione un pò meno stringente denominata Image Picker, che permetteva ad alcune applicazioni di inviare e ricevere foto e video e niente più. Un po’ poco effettivamente. Document Picker entra in azione proprio a questo livello; esso permette a questo file privato di diventare pubblico, se così si può dire, e quindi di venire visto e riconosciuto anche dalle altre applicazioni. A questo punto quando scegliamo di utilizzare iCloud Drive come destinazione per un determinato file, quello che vediamo è una disposizione a griglia in cui sono presenti tante cartelle (ognuna raffigurante l’icona dell’applicazione che l’ha creata), al cui interno sono presenti tutti i file creati dalla stessa.

Ovviamente tramite il kit di sviluppo per iCloud Drive, CloudKit, Apple permette agli sviluppatori di indicare quali tipi di file sono pubblici per poter essere riconosciuti facilmente da Document Picker.

Editare, condividere, lavorare… ovunque

Abbiamo visto quanto Apple abbia rivoluzionato l’iCloud che conoscevamo, rilasciando a noi e agli sviluppatori una nuova versione capace di fare quello che da tempo facevano tante altre app concorrenziali. Sappiamo da sempre che iOS è stato concepito rimuovendo dalla vista dei propri utenti la gestione del file system che, da un lato ci ha dato un sistema più user-friendly e, dall’altro, una serie infinita di blocchi e catene che rendevano la vita difficile agli sviluppatori e a noi utenti.

Con iOS 8 e il nuovo iCloud Drive incominciamo a vedere una timida apertura di Apple verso soluzioni simili a quelle presenti su altri sistemi operativi mobile – Android – pur mantenendo alta la barra di usabilità e cura che da sempre caratterizzano i servizi offerti da Cupertino.

Il bello di questo tipo di tecnologie è che se fatte bene, come iCloud Drive, permettono ai propri utilizzatori di non rendersi conto di quanti meccanismi girano in background. Scattiamo una foto? boom, è su tutti i nostri dispositivi. Iniziamo a modificare un file PDF per un resoconto aziendale e vogliamo continuare a modificarlo in metro? basta caricarlo su iCloud Drive per continuare a lavorarci con il nostro editor PDF preferito sul nostro iPad o iPhone. Iniziamo a scrivere una e-mail al supermercato e vogliamo completarla una volta giunti a casa? basta avvicinare il nostro device al Mac e tramite Continuity il gioco è fatto. Tutto si muove nel cloud, magicamente.

Di strada ne è stata fatta e chissà ancora quanta altra ancora ne faremo. Ad maiora, iCloud. Non vediamo l’ora che tutte le app più note aggiungano il supporto ad iCloud Drive nel corso dei mesi a venire.