iBeacon: la sfida del Bluetooth 4.0 all’NFC passata in secondo piano

Tecnologie wireless: spazio alle comunicazioni senza fili

Quella che era fino a qualche anno fa la concezione d’utilizzo dei dispositivi digitali, soprattutto mobili, negli ultimi anni sta cambiando. Da strumenti costosi da possedere per essere più al passo coi tempi, e da dispositivi da utilizzare nel tempo libero, smartphone e tablet sono diventati sempre più dei veri e propri compagni di vita. Sebbene l’abuso della tecnologia sia una cosa decisamente negativa, e chi vi scrive condivide questo pensiero, l’impiego adatto dei dispositivi mobili nelle proprie azioni quotidiane può essere un vero proprio modo per facilitarne lo svolgimento, oltre che per migliorarlo.

Il vasto mondo degli sviluppatori ha accolto da tanti anni ormai questo pensiero, e infatti ci propone numerosi applicativi che hanno costituito un vero e proprio macromercato a sé stante in grado di generare numeri davvero impressionanti (vi basti pensare che proprio qualche giorno fa l’App Store americano è arrivato ad accogliere circa un milione di applicazioni). I vari sistemi operativi per smartphone e tablet si sono rinnovati nel tempo per accogliere meglio le nostre quotidiane esigenze, ma benché l’avanzamento delle funzioni integrate al loro interno sia davvero notevole, il software risulta sempre essere limitato dall’hardware.

Non fraintendetemi: ciò che abbiamo in tasca, o sulla nostra scrivania, non è sicuramente qualcosa che non consente lo svolgimento di molte mansioni; soprattutto perché il settore dell’hardware continua il proprio sviluppo ottenendo risultati davvero interessanti. Proprio per consentire lo svolgimento di numerose operazioni sui dispositivi l’industria propone nuove tecnologie, nuovi strumenti da poter utilizzare mediante il software per compiere azioni davvero molto vaste.

Un esempio davvero lampante dell’hardware che si sviluppa per migliorare lo svolgimento delle azioni quotidiane è sicuramente l’NFC (ne abbiamo parlato dettagliatamente qui). Essa, integrata nella maggior parte dei dispositivi Android e Windows Phone, è una tecnologia wireless che consente l’utilizzo di svariate azioni attivabili semplicemente avvicinando i propri dispositivi a dei “ricevitori” integrati in altri prodotti o associati a determinati sistemi gestionali. Sebbene l’America continui ad essere il campo preferito per l’introduzione di nuove generazioni di tecnologia, anche l’Italia sta arrivando a accogliere lentamente l’NFC all’interno di azioni quotidianamente in uso.

I campi dove NFC ha trovato più adozione sono sicuramente i dispositivi audio, più nello specifico nell’associazione con periferiche Bluetooth quali speaker o cuffie, e nei pagamenti in mobilità. Nonostante ciò, non si tratta ancora di una realtà consolidata: il 2014 sarà probabilmente l’anno in cui vedremo questa sigla (Near Field Communication) più presente in svariati negozi, potendo così utilizzare il proprio smartphone piuttosto che il proprio tablet per pagare qualcosa mediante un’app.


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L’NFC è sicuramente una tecnologia rivoluzionaria da questo punto di vista, ma non è l’unica. Qualche giorno fa infatti abbiamo assistito all’annuncio di nuove funzionalità per il Bluetooth, tecnologia wireless che arriverà nel prossimo anno col nuovo standard 4.1. Come ben sapete Apple ha deciso di non implementare l’NFC all’interno dei suoi smartphone (neanche nel recente iPhone 5S), e la prima motivazione che ci è stata data all’uscita di iPhone 5 dall’azienda è stata concentrata nell’esistenza di Passbook, un’applicazione che consente di portare all’interno dei propri dispositivi iOS più tipologie di biglietti regolarmente acquistati. “Chi di noi non dispone ormai di una connessione a Internet?”: furono queste le parole di Apple, pronte a giustificare la non adozione di questo nuovo chip delle “connessioni del futuro”.

All’inizio la cosa ha saputo convincere abbastanza l’utenza, sebbene svariati fan hanno storto il naso soprattutto perché quando arrivano nuove sigle nelle specifiche tecniche dei dispositivi, non vederle applicate nel proprio smartphone preferito è una cosa che delude. Col passare del tempo però, e con l’arrivo delle nuove SIM NFC sul mercato per pagare completamente senza utilizzare monete, banconote o carte presso moltissime tipologie di negozio, la delusione è arrivata. Speaker, camere esterne come la Sony Cyber-shot QX10, e simili, hanno solo aggravato le cose: gli smartphone Android sono più collegati con il resto.

La responsabilità in questo caso è esclusivamente di Apple, ma non perché l’azienda non voglia puntare sulle nuove generazioni di tecnologie wireless; solo perché non ha saputo e voluto proporre a dovere una grande novità introdotta con iOS 7. Il suo nome è iBeacon, diretto concorrente dello standard NFC in grado di consentire lo svolgimento di determinate operazioni, in modo diverso, ma senza fili. Addentriamoci nell’argomento e capiamo di cosa si tratta.

Cos’è e come funziona iBeacon

Stiamo parlando di uno sconosciuto, anche ad utenti molto avvezzi ad avere a che fare con la tecnologia quotidianamente. Come già detto, Apple non ha voluto annunciare a gran voce la disponibilità di tale supporto, e il motivo dovrebbe essere associato ai tempi di propagazione del supporto non troppo ristretti che avrebbero potuto deludere gli utenti. Dopo tre mesi circa dal keynote di settembre, presso il quale abbiamo potuto assistere all’annuncio di iOS 7 appunto, iniziano ad arrivare i primi cenni di iBeacon. Capiamo che cos’è.

Come funziona? A cosa serve? Dipende da come lo si utilizza nelle appiBeacon, nome che deriva dalla parola beacon, faro, è un sistema di proposta contestuale di contenuti basati su microgeolocalizzazione su cui Apple ha deciso di puntare a discapito di NFC. Tranquilli, spiegheremo con calma la precedente affermazione con parole più semplici da comprendere. Mentre un numero indefinito di aziende ha scelto di apprezzare i vantaggi della nuova generazione di chip wireless, c’è chi ancora punta sul Bluetooth. Questo, attualmente commercializzato con un core 4.0 Low Energy, consente la comunicazione tra periferiche e dispositivi senza un impiego energetico eccessivo, e iBeacon è una delle sue estensioni.

Come funziona e a cosa serve? Vediamolo subito. iBeacon sfrutta la tecnologia Bluetooth Smart introdotta proprio con lo standard 4.0. Questo consente il trasferimento di dati elaborati tramite un posizionamento GPS, ottimizzando ovviamente i consumi energetici su smartphone e tablet. Tramite una connessione avvenuta, e un’applicazione iBeacon-ready predisposta dalle attività commerciali (perché è prevalentemente a queste che la tecnologia è indirizzata), è possibile ricevere determinati contenuti in base al contesto in cui ci si trova. Facciamo un esempio per capire facilmente cosa intendiamo.

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Immaginiamo di essere col nostro smartphone in un negozio di vestiti dotato di antenne iBeacon, e che predispone su App Store un’applicazione dedicata ai propri clienti. Entrati nell’ambiente, con Bluetooth e servizi di localizzazione attivi, il negozio potrà inviare sull’applicazione un messaggio di benvenuto al cliente, una guida per utilizzare iBeacon nel determinato locale, un coupon di sconto speciale per acquistare alcuni capi, o simili. Spostiamoci in uno scaffale. Arriviamo di fronte ad un paio di pantaloni. Bluetooth Smart farà da tramite tra l’antenna beacon e il posizionamento del nostro smartphone, mostrando sull’applicazione tutte le informazioni utili sul prodotto, esempio foto su modelli, recensioni, video, descrizioni particolari, e così via.

I pantaloni non ci interessano, ci spostiamo fisicamente poco più in là, dove è presente ad esempio una particolare felpa. L’applicazione predisposta dall’attività commerciale, tramite iBeacon, offrirà in automatico sull’applicazione tutte le informazioni relative al modello, compresi eventuali sconti o promozioni. Spostiamoci ancora verso un determinato scaffale, dedicato ad esempio ad esclusiva merce in sconto. Qui, mediante lo stesso meccanismo, l’applicazione potrebbe inviarci un particolare coupon d’accesso a quei determinati sconti, oppure una percentuale di sconto superiore. Interessante, vero?

 

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Ovviamente non finisce qui, poiché Apple mira anche alle transizioni di denaro tramite iBeacon. In cassa infatti potremmo trovare una antenna dedicata che, nel momento del pagamento, potrebbe consentire la transizione sicura sempre mediante l’applicazione sviluppata dall’esercizio commerciale, senza utilizzare monete o banconote; proprio come NFC. Tali antenne particolari possono essere piazzate ad una distanza consigliata di dieci metri l’una dall’altra, e sono in grado, proprio grazie al Bluetooth 4.0, di rilevare anche i più piccoli spostamenti, cosa che il GPS da solo non è in grado di fare.

Non ci addentriamo in dettagli più tecnici e se vogliamo ancora poco chiari, ma è il meccanismo dovrebbe essere chiaro: iBeacon è secondo Apple un sistema con cui è possibile utilizzare i propri dispositivi come assistenti personali per l’acquisto di prodotti di qualsiasi tipologia in grado di offrire all’utente funzioni decisamente uniche nel suo genere. Lo stesso vale per eventuali attività d’esposizione che non prevedono acquisto, vedi eventuali fiere o eventi simili.

NFC VS Bluetooth LE: una sfida inaspettata

Sicuramente tutto ci potevamo aspettare, ma non che Bluetooth fosse in grado di competere con una tecnologia basata sui gesti come NFC. Eppure, Bluetooth Smart è stato in grado di sorprendere, e Bluetooth 4.1 potrà fare lo stesso. Si apre a questo punto uno scenario che spacca in due (o quasi) i dispositivi: quelli che puntano sull’NFC, e quelli che puntano sui beacon. Sì, perché è giusto specificare che potenzialmente anche i dispositivi Android e Windows Phone, dotati di Bluetooth 4.0, possono essere compatibili con tale standard.

iBeacon vince sul campo, ma l’NFC è già una realtàLa compatibilità non ristretta è uno dei suoi vantaggi, da ricercare anche all’interno dei dispositivi Apple stessi: tutti quelli dotati di Bluetooth 4.0 e di iOS 7 sono compatibili ad iBeacon, e non solo i più nuovi (vedi iPad di terza o quarta generazione, piuttosto che iPad Mini, iPad Air e tutti gli iPhone da 4S in poi). L’altro pro, uscito allo scoperto proprio recentemente, è che ogni dispositivo iOS dotato di supporto iBeacon può diventare una sorta di “antenna” in-store in grado di trasmettere sui dispositivi degli utenti i dati contestuali.

Mediante l’integrazione della tecnologia secondo le direttive che Apple sta attualmente suggerendo ai negozi americani, gli esercizi commerciali possono sfruttare gli eventuali dispositivi iOS presenti già nello store a scopo espositivo per migliorare l’esperienza d’acquisto dei propri clienti. Ci teniamo a precisare che questo è solo un esempio d’utilizzo, poiché tale tecnologia è accolta ancora troppo poco per poterne definire tutti i potenziali impieghi.

ibeaconUltimo vantaggio, almeno in base a quanto è fino ad ora noto, è una caratteristica fisica davvero importante: l’NFC si limita a connessioni ad una distanza molto ristretta, massimo 20 centimetri, mentre iBeacon può garantire un corretto funzionamento con una distanza massima di 50 metri tra dispositivo ricevente e antenna dedicata.

Cosa che però va nettamente a svantaggio della nuova tecnologia è sicuramente l’attuale margine di adozione. I chip NFC sono ormai diventati un punto di riferimento e stanno per essere accolti all’interno di moltissime attività commerciali, oltre ad essere presente già in svariati accessori che consentono un pairing rapido fra periferiche e dispositivi. I vantaggi di iBeacon potrebbero velocizzare i tempi con cui la nuova tecnologia potrà essere accolta, ma NFC ha un vantaggio, ed è quello di essere stato proposto prima di tutti all’interno del meccanismo relativo de “l’Internet delle Cose”.

Impiego: presente, ma soprattutto futuro

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L’unica applicazione solida di iBeacon al momento è presente all’interno di tutti gli Apple Store presenti negli USA. Qui infatti Apple, qualche giorno fa, ha predisposto la possibilità di utilizzare l’applicazione Apple Store per consultare tutti i dettagli sui prodotti che gli utenti dotati di un iPhone o di un iPad visitano pressi i banchi presenti nei locali. Nulla di straordinario, visto che negli Apple Store siamo già abituati ad avere a che fare con una miriade di iPad che espongono le caratteristiche dei prodotti, ma sicuramente interessante.

Al momento inoltre le aziende che distribuiscono le antenne di nuova generazione. Estimote è una di queste, e ha reso ufficiale la disponibilità imminente di antenne “beacon” (come al solito il prefisso “i” è associato ai prodotti riconosciuti da Apple), ma è certo che se la cosa dovesse raccogliere interesse in questo periodo, non sarà l’unica. Il brand ha ampliato la sua gamma rilasciando anche i kit di sviluppo per gli Estimote Stickers, piccoli beacon adesivi pronti per le attività commerciali e quant’altro. I futuri utilizzi di iBeacon possono essere davvero tanti, anche se è difficile allontanarsi al momento dal pensiero che questi saranno strettamente correlati all’utilizzo nelle attività commerciali. Possiamo comunque davvero aspettarci tanto, e ammettere che tale utilizzo dei dispositivi mobili personale può fare davvero bene alle nostre quotidiane abitudini.

Il successo, l’utilità e la semplicità di utilizzo saranno poi legate a come gli store saranno in grado di integrarlo all’interno della proprio applicazione personale. Chi ha potuto partecipare ai primi test avviati all’interno di alcuni aeroporti europei con la compagnia EasyJet ne è rimasto davvero entusiasta. La tecnologia iBeacon, in questo caso, è stata sfruttata per accompagnare i passeggeri verso gli appositi sportelli fino all’imbarco, suggerendo oltretutto lo svolgimento di azioni come “Munirsi di documenti”; il tutto, tramite notifiche microgeolocalizzate all’interno dell’aeroporto.

Quel che è certo però, ovviamente, è che nel nostro Paese l’arrivo di tale tecnologia richiederà sicuramente del tempo, e ottima vista nel poterne scorgere tutti i benefici. I primi accenni di proximity marketing arrivano dai brand Marco Polo e Coin. Questi hanno iniziato, tramite iBeacon, a distribuire coupon tramite azioni di “walk-in” – e non “check-in”, che per definizione richiede una procedura di accesso. I risultati sono ancora poco soddisfacenti, ma l’esperienza di utilizzo per i consumatori, secondo i report, è stata più che interessante. Intanto gli investimenti iniziano a diventare cospicui: Kontakt.io, start-up polacca che mette a disposizione il suo set iBeacon, ha recentemente ricevuto un investimento di ben 2 miliardi di dollari: le acque iniziano ad agitarsi. La stessa Aruba, uno dei leader in Italia per l’hosting, si è lanciata nel settore lanciando Aruba Beacons.

Anche Samsung ha ben pensato di lanciare un concorrente simile, ovvero Samsung Proximity. Il servizio di notifiche microgeolocalizzate funziona su per giù allo stesso modo, ma non ha bisogno di supporto dalle singole app perché gira all’interno del nucleo di Android. Non solo: è arrivata nei giochi anche Google, che con Eddystone ha proposto un vero e proprio competitor diretto di iBeacon concretizzato in un vero e proprio device (beacon) disponibile per gli sviluppatori.

Il futuro è ormai vicino.

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