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Huawei MateBook X recensione: al primo colpo, un ultrabook davvero interessante

di Andrea Ricciaggiornato il 9 aprile 2018

Il mercato degli Ultrabook è sempre stato ricco di player interessanti, che sono riusciti nel tempo a portare innovazione e prezzi sempre più competitivi per questi prodotti sottili, leggeri e votati alla portabilità. Mancava soltanto un giocatore nella partita, e cioè Huawei, il colosso cinese della telefonia che da qualche tempo ha cominciato a sperimentare in altri campi, toccando stavolta il settore notebook e introducendo quindi Huawei MateBook X, un avversario diretto del Macbook da 12 pollici di Apple.

La cosa più incredibile è notare come questo primo tentativo sia riuscito al primo colpo. MateBook X è infatti un ultrabook davvero solido, con pochi reali difetti, che pone quindi un ottima base per le future generazioni di questo prodotto. È una delle migliori alternative ai nomi più blasonati, e mi ha sorpreso davvero notare come Huawei sia riuscita dal nulla a tirare fuori un device così competitivo. Scopriamo quindi come è andata, nella recensione di Huawei MateBook X.

Huawei MateBook X video recensione

Scheda tecnica

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Design: già visto, ma funzionale

Huawei MateBook X rappresenta il massimo della comodità per quanto riguarda la portabilità e le dimensioni. È infatti perfetto come misure, super ottimizzato in ogni suo millimetro, fantastico per viaggiare e spostarsi con un computer prestante dietro ma senza sentirne l’ingombro. Appoggiando un foglio A4 sulla scocca di MateBook X noterete che potrete nascondere il notebook: è infatti più piccolo di un foglio di carta pur avendo un display da 13 pollici. È poi sottile e leggero: siamo praticamente al kilogrammo spaccato, non lo si sente nello zaino e non ruba spazio.

Sui due lati troviamo le poche porte di questo notebook, che non sono il punto di forza del prodotto. A sinistra c’è una USB Type-C che può essere usata anche per la ricarica, più il jack delle cuffie; a destra un’altra Type-C che però non supporta l’alimentazione. Nessuna delle due porte è Thunderbolt 3 quindi non potrete collegare accessori che richiedono una grande banda passante, come schede video esterne. Si sente la mancanza di qualche opzione aggiuntiva di input\output (per fortuna c’è una dock in confezione per evitare subito di dover acquistare accessori), e avrei voluto trovare la possibilità di ricaricare il notebook da entrambi gli accessi laterali.

Aprendo Huawei MateBook X, si nota subito uno degli aspetti migliori del prodotto. Il display ha cornici ridottissime, cosa che permette di avere un’esperienza visiva davvero notevole. Lo schermo con rapporto di forma 3:2 rende il notebook più squadrato, ma la tastiera non ne soffre – anzi. I pulsanti sono grandi, ben spaziati e con una discreta corsa: ci si scrive che è un piacere, ed è ovviamente retroilluminata. Sopra di essa, si trova il pulsante di accensione che funge anche da lettore di impronte digitali, veloce e comodo per fare l’accesso a Windows.

Nella parte inferiore spicca invece il touchpad, che sfrutta bene lo spazio a disposizione. Non è enorme ma è scorrevole, anche se talvolta si perde qualche tap per strada: non è insomma dei più precisi, ma gli aggiornamenti driver hanno migliorato la situazione. Sebbene sia innegabile la somiglianza con il Macbook da 12″, devo dire che Huawei MateBook X risulta proprio un notebook notevole, ben costruito e curato in ogni dettaglio. E soprattutto è davvero un piacere portarselo dietro, perché le sue misure sono oggettivamente perfette per la mobilità.

Display e audio: tanti punti positivi

A bordo di Huawei MateBook X si trova uno schermo da 13 pollici, con un rapporto di forma 3:2 (più squadrato rispetto al classico 16:9) e risoluzione 2160 x 1440 pixel. È un display laminato di grande qualità, che però non supporta il touch né ovviamente pennini particolari. MateBook X sotto questo aspetto è un notebook tradizionale, che non punta a fare troppe cose contemporaneamente. Il pannello però è comunque coperto da un Gorilla Glass che assicura resistenza e protezione dai graffi, al costo però di qualche riflesso di troppo.

Questo schermo è luminoso, ben calibrato, definito: in poche parole, una gioia per gli occhi. Huawei ha lavorato davvero bene, bilanciando questa unità alle necessità dell’utente medio di questo prodotto e calibrando il tutto in base alle prestazioni della macchina. La risoluzione è elevata ma non ad un eccesso, quindi Windows scala correttamente e il PC non ne risente come prestazioni. Il rapporto di forma lo rende poi adatto per la navigazione web, dove avere più respiro sull’asse verticale è una manna dal cielo.

Da un punto di vista sonoro, è impressionante invece come lo speaker posto sopra la tastiera riesca a raggiungere un volume elevatissimo, merito anche della collaborazione con Dolby per l’uso della tecnologia Atmos. Il volume di picco è così alto però che talvolta tende a distorcere, cosa che si nota specialmente con i suoni di notifica di Windows, che potrebbero essere così forti da risultare sgradevoli e gracchianti. Tenendo però un volume medio ci potremo godere un film riuscendo a percepire alla perfezione le parole e la colonna sonora, cosa che spesso è impossibile da fare con tanti notebook.

Prestazioni: una scheda tecnica all’insegna dell’equilibrio

La scheda tecnica di Huawei MateBook X non è delle più recenti (non è stato infatti aggiornato a Kaby Lake-R, cosa che speriamo possa avvenire quest’anno) ma risulta essere ancora valida e interessante. Troviamo al suo interno un processore Intel Core i5-7200U, accompagnato da 8 GB di memoria RAM e un SSD da 256 GB. La GPU è ovviamente integrata nel chip principale. La particolarità non sta tanto nella dotazione – che abbiamo già visto svariate volte nel 2017 – ma nel suo metodo di raffreddamento. MateBook X infatti non è dotato di ventola ma il calore viene dissipato grazie a quattro heatpipe che spingono il calore verso la scocca e lontano dal processore.

Il risultato? Silenzio assoluto, nessuna vibrazione. Queste due cose regalano una sensazione premium fantastica, e viene voglia di usare MateBook X proprio perché non emette nemmeno un sibilo anche quando sotto carico. Per un uso blando, il raffreddamento passivo è più che sufficiente: se navigate sul web, fate operazioni leggere e non stressate il processore, avrete sempre il massimo delle prestazioni. Va detto però che, quando si sta chiedendo molto al notebook, le temperature rimarranno sotto controllo ma verrà introdotto del throttling – le prestazioni quindi caleranno sensibilmente, senza però bloccare il PC.

Con Huawei MateBook X si può fare di tutto, ma ovviamente dipende anche dal risultato che vogliamo ottenere. Non è una macchina da videoediting per dire, ma non è escluso a priori: semplicemente, non aspettatevi prestazioni perfette e render veloci. MateBook X sguazza bene nella navigazione web, nell’editing di foto, nel blogging e altre operazioni non troppo impegnative, dove si vogliono comunque avere prestazioni valide in un corpo leggero e silenzioso. Non si può pretendere la Luna da un i5-7200U raffreddato senza ventole.

Non mi fa impazzire il quantitativo di RAM e dell’SSD, ma soltanto per una questione di scelta. Infatti il modello 8/256 è l’unico presente in Italia, mentre una variante top con 16/512 l’avrei vista bene. L’SSD poi non è particolarmente veloce, mentre ci sarebbe stata bene una unità NVMe. Huawei però ha lavorato bene nel software: Windows 10 è praticamente pulito, e le poche implementazioni servono soltanto per gestire al meglio tutte le caratteristiche della macchina. Huawei MateBook X risulta quindi un prodotto davvero valido per lavorare in mobilità, complici le giuste misure e le prestazioni elevate in quasi qualsiasi contesto di utilizzo.

Batteria: ricarica veloce, ma autonomia non da record

Gli ultrabook sono spesso interessanti per la loro autonomia, perché l’uso di processori ottimizzati consente di spingersi un po’ oltre rispetto a prodotti con hardware più prestante ma allo stesso tempo energivoro. Huawei MateBook X è purtroppo imperfetto dal punto di vista dei consumi: mi sarei aspettato qualcosa di più, quando in realtà si riesce soltanto a tirare fuori una autonomia media soddisfacente ma non incredibile.

Parliamo infatti di circa 6-7 ore di utilizzo web, con tanta navigazione e luminosità media. Mi sarei aspettato qualcosa di più, invece basta alzare di poco la luminosità ed ecco che la batteria scende a vista d’occhio. Sia che si faccia un uso blando che uno più impegnativo, non si noterà tanta differenza: si rischia di non coprire una giornata lavorativa o un viaggio dove non si può usare il caricatore. Va anche detto però che gli ultimi aggiornamenti di sistema e del BIOS hanno limato la situazione, segno che è probabilmente questione di ottimizzazione.

Sulla ricarica ho pareri contrastanti: da una parte apprezzo tantissimo l’uso della porta USB Type-C, perché significa che il caricatore è praticamente quello di un telefono e anzi, lo potremo usare tranquillamente pure per il nostro smartphone se dotato dello stesso ingresso. È piccolo e compatto, ma soprattutto veloce: in due orette circa avremo completato il ciclo. Però può essere usato soltanto sulla porta di sinistra, una scelta che non mi fa impazzire. Già le porte a disposizione sono poche: per quelle che ci sono bisognerebbe offrire la massima flessibilità possibile.

Huawei MateBook X: le nostre conclusioni

Per essere il primo esperimento in campo notebook, secondo me Huawei ha fatto centro. Ha tirato fuori un prodotto competitivo, non perfetto ma assolutamente valido. Su alcune cose ha superato la concorrenza: il raffreddamento passivo è una manna dal cielo, il display è eccellente sotto tanti punti di vista, le dimensioni generali invitano a portarsi sempre dietro il notebook e autonomia e prestazioni, sebbene siano entrambi aspetti da rifinire, risultano essere più che valide per lavorare anche a lungo.

Ora Huawei ha una ottima base di partenza su cui lavorare per rifinire il prodotto. La gamma va espansa, offrendo qualche scelta in più specialmente lato memoria, e l’occasione dei nuovi processori è ghiotta per fare questa operazione. Inseguendo meno Apple e tentando di innovare ancora di più, il prossimo anno a quest’ora potremo ritrovarci a consigliare tanti notebook di Huawei a chi vuole Windows in un corpo ultracompatto. Parliamo infine di costi: 1399€ di listino è una cifra importante, ma qualche sconto si trova come si può vedere a questa pagina. Ha mantenuto piuttosto inalterato il suo prezzo di listino, che risulta essere in linea con il posizionamento voluto da Huawei ma forse un filo elevato per essere davvero invitante – siamo in territorio Macbook, che a prescindere dalle sue falle è un prodotto più rifinito essendo alla sua terza generazione.