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Huawei Matebook X Pro recensione: un Ultrabook a cui è difficile dire no

Huawei Matebook X Pro recensione: un Ultrabook a cui è difficile dire no

Huawei torna sul mercato dei portatili con un Ultrabook di fascia alta. Ottimi materiali, design bezel-less, una scheda tecnica di buon livello che include anche una GPU dedicata: Matebook X Pro è all'altezza di quanto promette? / Ultima modifica il

Siamo arrivati alla seconda generazione di Huawei Matebook X, che per l’occasione diventa “Pro” e cresce fino a diventare – quasi – un 14 pollici. Sulla carta, le specifiche sono promettenti: chassis in alluminio e design attraente, con cornici sottili che circondano un display touchscreen (dall’insolito fattore di forma 3:2); sotto la scocca, processori Kaby Lake Refresh, SSD NVMe e anche un chip grafico dedicato Nvidia MX150. Il prezzo a cui Huawei propone questo nuovo Matebook colloca il notebook all’interno di una fascia di prodotti premium come Dell XPS 13 o Lenovo X1 Carbon. Riuscirà Huawei Matebook X Pro a dimostrarsi all’altezza della concorrenza?

Design: difficile trovare dei difetti

Costruzione e design: alluminio, cornici sottili e un insolito form factor

La confezione di Huawei Matebook X Pro è una scatola bianca che riporta il nome del prodotto, il logo dell’azienda e poco altro. Al suo interno, oltre al notebook, troviamo manuale e garanzia (assenti nel nostro sample), un caricabatterie in grado di erogare 65 W massimi di potenza, da utilizzare con il cavo USB type-C incluso nella confezione.

Il primo impatto con il portatile è decisamente positivo: Huawei Matebook X Pro è dotato di uno chassis completamente in alluminio color grigio scuro, molto sottile (1,3 cm). Il form factor del notebook è la prima cosa che lo distingue dai suoi principali competitor e in generale da tutti i portatili più comuni. Il Matebook infatti ha uno schermo da 13,9’’ in formato 3:2, più “quadrato” rispetto a quello dei modelli a cui siamo abituati. Buone notizie dunque per chi scrive o programma, che avrà uno spazio in verticale maggiore e riuscirà a visualizzare più righe di testo senza dover scrollare. Il display è circondato da cornici molto sottili (circa 5 mm): ne risulta un portatile dalle dimensioni (30 x 21,6 cm) che si avvicinano molto a quelle di un Ultrabook da 13 pollici. Anche il peso è contenuto, e supera di poco gli 1,3 chili. Indubbiamente Huawei Matebook X Pro è un laptop che si può portare senza problemi in una borsa o in uno zaino, senza che pesi particolarmente sulle spalle.

A convincere è anche la qualità costruttiva: l’assemblaggio è eccellente, il portatile restituisce un’ottima sensazione di solidità. L’unico punto in cui si rileva una -seppur minima- flessione, è la parte centrale della tastiera. Le cerniere mantengono lo schermo stabile, riducendo le oscillazioni quando si interagisce con il touchscreen. Il Matebook X Pro non è un convertibile ed è possibile aprire il coperchio fino ad un massimo di 130-140 gradi.

Spessore e peso contenuti, corpo in alluminio (che, grazie alla finitura opaca non attira neanche le impronte), design bezel less: a livello di design Huawei Matebook X Pro si colloca senza dubbio tra gli Ultrabook di fascia alta. Il notebook è bello da vedere e piacevole da tenere in mano. Una certa somiglianza con i device di Apple senza dubbio c’è, ma grazie ad alcuni elementi, primo tra tutti il form factor, riesce a mantenere una certa personalità e a farsi notare.

Periferiche: tastiera comoda, touchpad enorme, ma la webcam a scomparsa non convince

Huawei Matebook X Pro è dotato di una tastiera ad isola retroilluminata a due livelli e resistente agli schizzi. L’esperienza di digitazione è piacevole, i tasti hanno una buona corsa, restituiscono un feedback convinto, anche a livello sonoro. Le loro dimensioni permettono di scrivere senza premerne due per errore, anche a chi non ha le dita sottili. Bene anche il touchpad, che si fa notare innanzitutto per le dimensioni più che generose, di circa 12 per 8 cm. Le dita scorrono bene e gli input vengono recepiti prontamente. Non ha pulsanti visibili, ma i tasti fisici per il left e il right click sono presenti in basso; funzionano bene, anche se, vista l’ottima reattività, io ho finito per utilizzare soltanto il tasto per il click col destro, preferendo tappare sul pad stesso per il left-click. Il touchpad è davvero molto comodo e, anche durante le sessioni di lavoro più lunghe, non si sente la necessità di collegare al PC un mouse esterno. Segnaliamo inoltre la presenza del lettore di impronte digitali, che è integrato nel pulsante di accensione del notebook.

Arriviamo ora ad una delle feature più caratteristiche del Matebook X Pro: la webcam. Per mantenere contenute le dimensioni delle cornici, Huawei ha scelto di non inserire la webcam nella sua posizione più tradizionale, ovvero sopra il display. Il produttore cinese non ha nemmeno adottato una soluzione alla Dell XPS, con la periferica inserita nella cornice inferiore dello schermo: la webcam del Matebook è nascosta tra i tasti F6 e F7 della tastiera, al di sotto di un pulsante dedicato da premere per rivelare la sua presenza. Questa scelta presenta vantaggi e svantaggi: la apprezzeranno i più attenti alla privacy, perché di fatto c’è un ostacolo fisico ad impedire che la cam si attivi e ci riprenda quando non lo vogliamo. Inoltre, come abbiamo detto, questo inusuale posizionamento ha permesso a Huawei di ridurre ulteriormente le dimensioni del notebook.

La webcam a scomparsa è una feature simpatica, ma ha qualche debolezza: innanzitutto, l’inquadratura. Durante le videochiamate si viene inquadrati sempre dal basso e, come dovremmo ben sapere, visto che siamo nell’epoca dei selfie, difficilmente questo tipo di prospettiva restituirà la nostra immagine migliore. Non solo, se durante la chiamata si utilizza la tastiera, saranno le vostre -giganti- dita ad apparire in primo piano, togliendo visibilità al resto. L’inquadratura della webcam poi, è fissa: con i notebook tradizionali possiamo cambiare l’inclinazione dello schermo qualora dovessimo essere ripresi solo parzialmente, ma con il Matebook questo non è possibile. Sarà necessario tenere il notebook alla giusta altezza, quella di una scrivania, per poter essere inquadrati integralmente. Se qualcuno se lo stesse chiedendo: no, il microfono non si trova -fortunatamente- nel tasto della webcam. Ce ne sono ben quattro, e si trovano nella parte inferiore del portatile.

Chiude questa panoramica sulle periferiche del Huawei Matebook X Pro un ottimo comparto audio. Il notebook infatti è dotato di quattro speaker: due si trovano ai lati della tastiera, due ai lati del case. Il PC è dotato di tecnologia Dolby Atmos. Il suono è pulito, ha una buona profondità e si riesce a raggiungere un livello di volume elevato senza che si verifichino distorsioni o che si senta gracchiare. Per guardare un film, ma anche per ascoltare la musica, non sarà dunque indispensabile usare delle cuffie o collegare uno speaker esterno.

Porte: c’è una USB full size

Quali porte trovano spazio ai lati del sottile telaio del Matebook X Pro? Gli Ultrabook moderni ci stanno abituando ad una dotazione costituita essenzialmente da USB-C, ed è quindi una piacevole sorpresa constatare che Huawei sia riuscita ad inserire una USB 3.0 di dimensioni standard sul lato destro del portatile. Anche senza un adattatore si potrà collegare una chiavetta, un hard disk esterno, o il dongle di una tastiera o mouse wireless. Le USB type-C comunque non mancano: sono 2, una delle quali Thunderbolt 3, ed entrambe possono essere utilizzate per ricaricare il PC. Il Matebook infatti non ha un connettore proprietario. Completa la dotazione un jack audio combo da 3,5 pollici. Non c’è un lettore di schede SD, né in versione standard né micro, e su un PC fortemente orientato alla produzione di contenuti questo è un po’ un peccato: per poter leggere questo tipo di memorie sarà necessario procurarsi un adattatore.

Disassemblaggio e upgrade: le possibilità sono limitate

Aprire il Matebook X Pro è relativamente facile, se si ha a disposizione un cacciavite Torx. Le otto viti da rimuovere sono tutte a vista e differenziate per altezza. Rimuovere la base del laptop mostrerà la batteria e l’impianto di raffreddamento, costituito da una ventola e 3 heatpipe. Le possibilità di upgrade sono però limitate: l’SSD M.2 è quasi completamente nascosto da una delle heatpipes, mentre la RAM è saldata. Il sample che abbiamo ricevuto è una versione che non sembra essere arrivata sul mercato europeo, dotata 16 GB di memoria in Dual Channel. Dalle informazioni in nostro possesso, sembra che anche la configurazione acquistabile in Italia, con 8 GB di RAM, abbia entrambi gli slot occupati. Bene per la memoria Dual Channel, ma questo comporta che avere una versione con keyboard italiana e 16 GB di RAM non sia di fatto possibile in nessun modo.

Display: ottimo pannello, peccato per il sensore di luminosità non molto efficiente

Come già detto, la particolarità del display del Huawei Matebook X Pro sta nel suo fattore di forma 3:2. Ad apprezzarlo sarà soprattutto chi usa il computer per scrivere o programmare: la maggiore altezza del display permette di visualizzare più righe di codice o di testo. A trarne meno vantaggi è il settore multimedia: riprodurre video, anche da Youtube o Netflix, pensati per essere visualizzati su schermi 16:9, comporterà il dover accettare due bande nere sopra e sotto alle immagini. Niente di drammatico, ma dispiace, visto che il display di cui è dotato questo portatile è qualitativamente all’altezza di quanto abbiamo visto finora. Si tratta di un pannello LTPS che, innanzitutto, è molto luminoso. Si parla di 450 nit, in un panorama in cui praticamente solo Apple fa di meglio.

Nonostante questo, all’esterno e in condizioni di luce diretta la visibilità risente negativamente dei riflessi della copertura in Gorilla Glass. Il sensore di luminosità inoltre non migliora le cose: un po’ a causa della sua posizione (si trova sotto al display, a sinistra), un po’ a causa delle sue impostazioni, nella maggior parte dei casi sottostima l’effettiva luminosità dell’ambiente, rendendo necessario un intervento manuale per ottenere un’esperienza soddisfacente. La risoluzione dello schermo è di 3000 x 2000 pixel, con una densità di 260 ppi. Le immagini sono nitide e i colori vividi (la copertura è pari al 100% della gamma sRGB). Buona l’esperienza con il touchscreen: il pannello recepisce gli input prontamente e in modo preciso. La superficie glossy del display rende inevitabili le impronte e periodicamente sarà necessario ripulire il tutto con un panno.

Componenti e prestazioni

Abbiamo testato Huawei Matebook X Pro nella sua configurazione con processore i7, 16 GB di RAM e SSD da 512 GB. In realtà questa variante attualmente non è disponibile in Europa (avrete probabilmente notato il layout USA della tastiera nelle immagini di questa review). Le versioni disponibili da noi prevedono tutti 8 GB di memoria RAM. Il notebook è equipaggiato con CPU Intel di ottava generazione Kaby Lake R: i5-8250U o, come nel nostro sample, i7-8550U, un processore quad-core con otto thread, che lavorano ad una frequenza base di 1,80 GHz, per salire fino a 4,00 GHz in burst. La RAM LPDDR3 da 16 GB consiste in due blocchi da 8 GB in Dual Channel, con una frequenza di 2133 Mhz. È presente una scheda grafica dedicata di fascia media, la Nvidia MX150, con 2 GB di memoria dedicata, che dà il cambio all’integrata Intel UHD 620 quando il PC si trova a confrontarsi con task più impegnativi lato GPU. È Nvidia Optimus a stabilire, a seconda dell’applicativo utilizzato, quando è preferire utilizzare l’una o l’altra soluzione.

L’SSD NVMe raggiunge i 3151 MB/s di velocità in lettura, 2008 MB/s in scrittura. Non appaiono chiare le ragioni che stanno dietro al partizionamento con cui il Matebook arriva di default: il sistema operativo è installato in una partizione C da soli 80 GB, che ho fatto presto a riempire soltanto con alcuni programmi necessari ai test per questa recensione. Non solo occorrerà salvare i dati nell’altra partizione, quella più capiente, ma dopo poco tempo sarà necessario iniziare a installare lì anche i software. O, meglio, rivedere il partizionamento pensato da Huawei utilizzando un programma come GParted. Apprezzabile invece come invece il produttore non abbia voluto appesantire il sistema con troppi applicativi preinstallati: ad eccezione del PC Manager di Huawei (di cui potrete tranquillamente fare a meno, a meno che non abbiate uno smartphone Huawei), ci troviamo di fronte ad un’installazione di Windows 10 Home -quasi- pulita.

Il Matebook X Pro è abbastanza silenzioso: con un uso leggero abbiamo delle emissioni quasi da sistema fanless. Sforzando l’hardware ovviamente la ventola inizierà a farsi sentire, senza però diventare irritante. L’aria viene espulsa da una serie di bocchette poste sul retro del telaio, parzialmente coperte dal coperchio. In generale il notebook non diventa mai troppo caldo; anzi, con un utilizzo blando abbiamo verificato che le superfici rimangono decisamente fresche. Con task più impegnativi il calore inizierà a farsi sentire prima nella parte al di sopra della tastiera, in secondo luogo sulla tastiera stessa, mentre i poggiapolsi manterranno comunque temperature contenute. Anche la base con un uso prolungato tenderà ad intiepidirsi, senza che questo renda il laptop scomodo da tenere sulle gambe. La temperatura media rilevata nel corso dello stress test è stata di 73 gradi, superati raramente, segno che probabilmente Huawei è intervenuta per limitare l’eccessivo riscaldamento dei componenti interni, anche quando per farlo è necessario sacrificare qualcosa in termini di performance.

Usi consigliati: un Ultrabook per produrre contenuti in mobilità

Grazie in particolar modo al veloce SSD, ma anche agli altri componenti, Matebook X Pro si accende rapidamente e risulta fluido nell’utilizzo quotidiano. L’utente ideale del notebook Huawei, in particolar modo se pensiamo alla configurazione che stiamo esaminando, si occupa di creazione di contenuti. Il processore se la cava bene anche con programmi più pesanti, come MatLab o Eclipse, ma il vero e proprio elemento che differenzia il Matebook dagli altri notebook della stessa categoria e nella stessa fascia di prezzo, è la presenza della scheda grafica dedicata. Certo, la Nvidia MX150 non è un chip di fascia alta e se dovete lavorare ad un certo livello e non avete un altro PC, magari un desktop, su cui fare affidamento per i compiti più impegnativi, difficilmente si rivelerà una soluzione definitiva. Ma su un Ultrabook di queste dimensioni la presenza di una GPU dedicata rende possibili molti dei task in ambito image e video editing che difficilmente risulterebbero fattibili con l’integrata Intel che troviamo a bordo della maggior parte dei modelli di XPS, ZenBook o Yoga con cui questo Huawei si trova a competere.

Ci si può anche giocare? Sì, ma con delle inevitabili limitazioni. Non avrete problemi a godervi le vostre partite a titoli meno impegnativi (o con qualche anno alle spalle), ma le performance con i videogame di ultima generazione sono ben lontane dall’esperienza che cerca il gamer, con la necessità di ridurre al minimo i dettagli, la risoluzione, accontentandosi di un numero di fps che qualcuno potrebbe ritenere al di sotto della soglia della giocabilità. Ma d’altra parte, difficilmente qualcuno potrebbe scambiare Huawei Matebook X Pro per un notebook da gaming, e, per rilassarsi con qualche partita senza grosse pretese la sera, la MX150 è probabilmente sufficiente.

Batteria: un compagno per l’intera giornata

L’autonomia è certamente uno dei punti di forza di Huawei Matebook X Pro. Il notebook è dotato di una batteria al litio da 57,4 Wh. Abbiamo testato la sua durata con tre diversi profili d’uso:

  • Profilo “Home”: è stato eseguito un benchmark (PC Mark 8) che simula un utilizzo tipico casalingo: web browsing, videochiamate, foto editing e suite Office, in una ininterrotta successione. È stato selezionato un profilo energetico a risparmio di consumi, luminosità media, retroilluminazione della tastiera attivata. L’autonomia raggiunge quasi le 6 ore (5 ore e 34 minuti). In realtà, con un utilizzo più “umano”, nelle settimane in cui ho provato questo computer, la durata tocca senza problemi le 8-9 ore. La durata per l’intera giornata lavorativa è così garantita.
  • Multimedia: il notebook è stato utilizzato per guardare un film in Full HD. Profilo energetico ottimizzato, luminosità media con sensore ambientale attivato (in una stanza non eccessivamente luminosa), volume degli speaker al 50%: il Matebook ha superato le 12 ore di riproduzione.
  • Stress test: sono stati eseguiti una serie di benchmark che richiedono un utilizzo intensivo sia di CPU che di GPU. In questo caso il PC si è ibernato dopo quasi 3 ore (2 ore e 50 minuti).

Huawei Matebook X Pro recensione: le nostre conclusioni

I pregi superano di gran lunga i difetti, che in fin dei conti non faticano a farsi perdonare. Huawei Matebook X Pro è un notebook che appaga innanzitutto il nostro desiderio di possedere oggetti belli: è sottile, elegante, ma soprattutto appare davvero solido e ben costruito. Lo schermo occupa il 91% della superficie disponibile, include un pannello ottimo e in particolare chi si occupa di produzione di contenuti apprezzerà il form factor da 3:2, che lascia più spazio visibile in verticale. A livello di performance nessuna sorpresa (anzi, forse Huawei ha scelto di sacrificare qualcosa per mantenere le temperature sempre sotto controllo), ma il notebook è reattivo, fluido e in questi giorni di test ho mai riscontrato problemi. Rispetto a tanti competitor della stessa categoria la differenza la fa la scheda grafica Nvidia MX150; certo, non è un chip di alta gamma, ma se rapportata alle più frequenti integrate Intel apre ad una panoramica di usi senz’altro più vasta. Ma questo Matebook ha anche dei difetti? Gli elementi che ho trovato più fastidiosi sono stati il sensore di luminosità, che nella stragrande maggioranza dei casi sottostima la luce ambientale e costringe l’utente ad intervenire manualmente per ottenere una visibilità ottimale; la webcam a scomparsa è un’idea originale, ma l’inquadratura dal basso e l’impossibilità di regolare l’angolo di visione sono un po’ limitanti, se si fanno di frequente videochiamate. Poco condivisibile la scelta di Huawei per il partizionamento dell’SSD: dopo poco sarà inevitabile dover intervenire per risolvere il problema di un disco C già pieno. La configurazione testata per questa recensione non è disponibile in Italia, dove le due versioni in vendita (con processore i5 o i7) hanno entrambe una memoria RAM da 8 GB. Attualmente tra l’una e l’altra ci sono 200 euro di differenza: a meno che per voi non sia molto importante avere un SSD di serie più capiente (256 vs 512 GB), le scarse differenze di performance tra i processori, nell’uso di tutti i giorni, ci spinge a consigliare la più economica SKU con Core i5.

Pro
Design, materiali e assemblaggio
Scheda grafica dedicata MX150
Temperature sempre sotto controllo
Ottima autonomia
Contro
Webcam che ci inquadra in modo insoddisfacente
Sensore di luminosità che sottostima la luce ambientale
Partizionamento di fabbrica dell’SSD discutibile
valutazione finale9