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Huawei Matebook D Ryzen recensione: best buy nella fascia media?

Huawei Matebook D Ryzen recensione: best buy nella fascia media?

Ha destato l'attenzione degli appassionati per il suo design accattivante, le performance degne di nota e il prezzo aggressivo. Ma Huawei Matebook D Ryzen è davvero il miglior notebook di fascia media? / Ultima modifica il

Huawei Matebook D esiste in due varianti, una basata su piattaforma Intel, l’altra su AMD. Quest’ultima ha acceso l’interesse degli appassionati, fin dal suo lancio sul mercato. Come mai? Si tratta di un notebook elegante, dal design che strizza un po’ l’occhio a modelli ben più noti e costosi. Inoltre, la APU Ryzen promette performance più interessanti dell’i5 Intel, se si parla di GPU. A completare il quadro, una strategia di pricing aggressiva che, a fronte di un listino di circa 800€, ha visto il prezzo scendere fino a 600€ (o addirittura 499€, in occasione del Black Friday). Ma al di là di tutta l’attenzione suscitata, Huawei Matebook D Ryzen è davvero un best buy nella sua categoria? Scopriamolo in questa recensione.

Design: curato ed elegante

Costruzione e design, alluminio e uno schema colori ultracollaudato

Nonostante non sia il top di gamma della serie di laptop Huawei, Matebook D arriva all’interno di una confezione molto curata. La scatola bianca, dal design che forse ricorda un po’ troppo quella dei prodotti Apple, contiene un caricabatterie da 65W di potenza massima, da utilizzare insieme al cavo USB-C, manuale e garanzia. Oltre al notebook, ovviamente.

Le somiglianze con i MacBook Apple non si limitano alla confezione: il case del laptop è realizzato interamente in alluminio di colore chiaro (Mystic Silver), mentre la tastiera e le cornici dello schermo sono nere. Sul coperchio del portatile è presente il logo Huawei. Gli angoli della scocca sono stondati. La qualità dell’assemblaggio è decisamente convincente: non si percepiscono scricchiolii e le uniche minime flessioni si registrano sul coperchio e nella zona tra touchpad e tastiera. Il portatile è molto stabile: alla base sono presenti ben cinque piedini di appoggio, che scongiurano qualsiasi rischio di traballamento. La lunga cerniera che collega la parte inferiore allo schermo rappresenta un’ulteriore garanzia di stabilità. In qualsiasi inclinazione scegliate di tenerlo (si apre fino ad un massimo di 180 gradi), il display risulterà ben fermo. Buona anche la capacità di non trattenere impronte: raramente si renderà necessario dover pulire la superficie opaca dello chassis.

Le dimensioni di Huawei Matebook D lo rendono perfetto sia per l’utilizzo alla scrivania, sia per quello in mobilità. Questo 14 pollici infatti pesa meno di un chilo e mezzo ed è spesso circa 1,5 cm.

Periferiche: una tastiera con cui è difficile sbagliare

Matebook D è dotato di una tastiera retroilluminata (2 livelli), con ampi tasti neri. Piccolo neo per quanto riguarda la retroilluminazione: dopo qualche secondo di inutilizzo si disattiva automaticamente, e per far riaccendere la luce non sarà sufficiente sfiorare il touchpad, ma proprio premere sulla tastiera. La corsa dei tasti è leggermente inferiore alla media e il feedback un po’ morbido non sarà apprezzato da chi cerca una keyboard dai “click” più netti. Nonostante questo, una volta fatta l’abitudine, si tratta di una tastiera con cui è difficile sbagliare e che permette di scrivere anche abbastanza velocemente. Ho apprezzato che non siano state sacrificate le dimensioni dei tasti funzione. Valutazione positiva anche per il touchpad: dimensioni nella media, ottima scorrevolezza e solidità. Anche in questo caso il click non è profondissimo, ma deciso e nettamente percepibile. Presente il supporto alle gesture, che vengono rilevate in modo preciso.

Molto buono anche il comparto audio: Huawei Matebook D è dotato di ben 4 speaker, due dei quali si trovano ai lati della tastiera, mentre gli altri sono nella parte inferiore del telaio. Grazie ai piedini che tengono ben sollevato il notebook dal piano di appoggio, il suono che ne fuoriesce non risulta ovattato. Nel complesso la resa sonora è soddisfacente, con alti brillanti e bassi ben presenti, in modo quasi sorprendente per un computer portatile. L’unica pecca? Il volume massimo non è altissimo. Perfettamente sufficiente per guardare un film o ascoltare qualche brano mentre si lavora, chi però vuole animare una festa in casa però, dovrà probabilmente collegare uno speaker esterno.

Porte: manca un lettore di schede SD

Spesso quando si parla di portatili di ultima generazione caratterizzati da un bel design e linee sottili, si finisce per scendere a compromessi con le porte disponibili. Una selezione limitata implica il doversi procurare e portar dietro adattatori o hub. Fortunatamente Huawei Matebook D non ci pone di fronte a questo tipo di problemi: la dotazione di porte, seppure non ampissima, è abbastanza completa. Ci sono infatti una USB Type-C, due USB di dimensioni standard (una 3.0 e una 2.0), porta HDMI e jack audio. Un po’ un peccato l’assenza di un lettore di SD, mancanza che questo notebook condivide con il fratello maggiore Matebook X Pro. La presenza di questo slot in una futura generazione di notebook Huawei rappresenterebbe senza dubbio un valore aggiunto per tutti coloro che lavorano con immagini o video e devono importarli da una sorgente esterna.

Disassemblaggio e upgrade: scarse possibilità

Per aprire il notebook è sufficiente rimuovere le 9 viti alla base, servendosi di un cacciavite Torx. Una volta scoperchiato, ci si accorge che in effetti non sono molte le possibilità di upgrade: i due moduli RAM sono saldati e l’unico upgrade possibile riguarda l’SSD, di tipo SATA su interfaccia M.2.

Display: un pannello poco luminoso

Lo schermo del Huawei Matebook D non è una delle sue caratteristiche di spicco. Si tratta di un pannello IPS da 14 pollici, con finitura leggermente opaca e risoluzione Full HD (1920 x 1080 pixel). A circondarlo ci sono delle cornici abbastanza sottili, in particolar modo quelle laterali e quella superiore. I colori sono nella media, i neri un po’ sbiaditi. Buoni i tempi di risposta. Sull’unità testata non abbiamo notato fenomeni di backlight bleeding.

La pecca maggiore di questo display è il livello di luminosità troppo basso. Al chiuso o in generale in ambienti non molto illuminati, non ci sono grossi problemi. Io, che sono abituata a lavorare a basse luminosità, ho dovuto regolare quella di questo notebook ad un livello pari almeno al 60%. All’aperto però ottenere una buona esperienza diventerà abbastanza difficile, se non impossibile in una giornata di sole. La superficie opaca del display riduce un po’ il problema dei riflessi, ma questa caratteristica resta comunque più utile per l’utilizzo al chiuso, in spazi con illuminazione artificiale.

Componenti e prestazioni: Ryzen non delude

Huawei Matebook D è disponibile nel nostro paese in due configurazioni, una su piattaforma Intel, l’altra su AMD. La prima equipaggia un processore i5-8250U, ma quella che abbiamo testato per questa recensione è la variante Ryzen. A bordo troviamo dunque una APU Ryzen di seconda generazione Raven Ridge, il Ryzen 5 2500U. Si tratta di un quad-core (otto thread virtuali) che lavora ad una frequenza di clock compresa tra i 2,00 GHz e i 3,60 GHz massimi in burst. La scheda grafica inclusa all’interno di questa soluzione è la Radeon RX Vega 8 di AMD, con 1 GB di memoria dedicata. Proprio per questo, degli 8 GB di RAM DDR4, ne rimarranno a disposizione  solo 7. Completa il quadro un SSD SATA 3 Sandisk da 256 GB.

Una delle caratteristiche che più sto apprezzando dei notebook Huawei è la totale assenza di bloatware e utility dalla dubbia utilità. Il sistema operativo ne risulta decisamente alleggerito. Al di là dei soliti software preinstallati di Windows, Huawei ha inserito soltanto il suo PC Manager. Non è un programma indispensabile, ma si rivela comodo per gestire i driver del computer e, se avete uno smartphone Huawei, anche per collegare facilmente i due device.

Come già abbiamo avuto modo di notare con il Matebook X Pro, la scelta di partizionamento effettuata da Huawei per i suoi portatili non è tra le più felici. Il computer infatti arriva con i 256 GB di SSD suddivisi in due partizioni: la prima, su cui c’è anche il sistema operativo, è di circa 80 GB. La seconda, pensata per l’archiviazione dei dati, offre 142 GB di spazio disponibile. In breve tempo (sarà sufficiente installare 2 o 3 programmi) la memoria principale C finirà per saturarsi. Se l’utente, poco esperto o distratto, non avrà avuto l’accortezza di modificare il path di installazione dei nuovi software, sarà costretto ad agire per liberare spazio su disco. Il nostro consiglio è quello di eliminare del tutto il partizionamento, ma se preferite comunque mantenere l’unità D con i dati separata, sarebbe meglio ripensare il partizionamento con un po’ di spazio in più per sistema operativo e programmi.

Il Matebook D è un portatile abbastanza silenzioso. Nel corso di sessioni poco impegnative il rumore del sistema di raffreddamento si è sempre mantenuto quasi o del tutto impercettibile. Occasionalmente la ventola parte per qualche minuto, anche quando non si stanno facendo operazioni particolari: in quel caso il suo rumore è nettamente percepibile. L’aria calda viene espulsa dalle bocchette poste sul retro del telaio. Per scrivere o guardare un film si può dunque comodamente tenere il portatile sulle ginocchia, senza che questo si scaldi troppo. Quando è alle prese con task più impegnativi (ad esempio nel corso degli stress test) la rumorosità ovviamente tende a salire. La zona al di sopra della tastiera diventa quasi bollente ma, fortunatamente, in corrispondenza dei tasti e dei poggiapolsi le temperature rimangono sempre sotto controllo e le superfici si mantengono fresche.

Usi consigliati: un notebook versatile

Huawei Matebook D è un notebook versatile e potente quanto basta per tutte le applicazioni più comuni. Non sarà un problema tenere un browser aperto, anche con una decina di schede e qualche video in riproduzione. Anche con programmi di editing immagine il computer si comporta bene; ovviamente chi ha in mente di farne un uso professionale, farà probabilmente meglio ad orientarsi su un modello dal display in grado di coprire uno spazio colore più ampio (il pannello di questo portatile copre circa il 70% del gamut sRGB). Senza pretendere elaborazioni fulminee, il quad-core Ryzen se la cava anche con l’editing video.

La scheda grafica inclusa nella APU AMD permette anche qualche partita ai videogiochi. Non siamo certo parlando di titoli da tripla A, ma per godersi qualche partita a FIFA o The Sims, oppure online a Overwatch o League of Legends, il Matebook D andrà più che bene. Nel corso dei test ho provato con una partita a Fortnite e, settando le impostazioni grafiche a livello medio, si riesce a raggiungere una discreta fluidità, con circa 40/50 fps.

Possiamo dire che Huawei ha fatto un buon lavoro su questo Matebook D sviluppato su piattaforma AMD: nel corso delle settimane di utilizzo non ho avuto problemi, come freezing o rallentamenti. Le temperature sono sempre rimaste entro un range accettabile e non ho rilevato segni di thermal throttling nemmeno nel corso delle sessioni più intense. Il sistema di raffreddamento lavora bene; in qualche caso finisce per farsi sentire un po’ troppo, anche in situazioni non stressanti. Un upgrade del firmware ha comunque in gran parte risolto le incertezze legate a rumorosità ed emissioni.

Batteria: un’autonomia soprendente

L’autonomia di questo portatile è forse la caratteristica che mi ha lasciata più piacevolmente sorpresa. Ero partita senza particolari aspettative da questo punto di vista sul Matebook D Ryzen, proprio a causa della configurazione meno collaudata della diffusissima Intel con i5 Kaby Lake R. Pur mantenendo la luminosità dello schermo abbastanza alta (tra il 60 e l’80%), il notebook è riuscito a raggiungere degli ottimi risultati:

  • Profilo Home: ho utilizzato il portatile per scrivere, navigare sul web, fare qualche videochiamata e ascoltare la musica. Selezionando un profilo energetico volto al risparmio dei consumi e tenendo accesa la retroilluminazione della tastiera, il PC ha impiegato 6 ore e 50 minuti prima di spegnersi.
  • Multimedia: è stato riprodotto un film in Full HD in loop sul notebook. Profilo energetico ottimizzato: la riproduzione si è arrestata dopo 8 ore.
  • Stress test: il Matebook D è stato messo alla prova con alcuni benchmark per stressare la APU Ryzen. Con un profilo energetico orientato alla massimizzazione delle performance e luminosità al massimo, il computer si è ibernato dopo 2 ore e 20 minuti.

Huawei Matebook D Ryzen recensione: le nostre conclusioni

Huawei Matebook D non è solo uno dei notebook con processore Ryzen più convincenti attualmente sul mercato; è anche uno degli attuali best buy all’interno della fascia media dei computer portatili. Sono molte le caratteristiche che convincono: i materiali utilizzati e la qualità costruttiva, le ottime periferiche e le performance in grado di soddisfare le necessità di una grossa fetta di utenti. Una menzione d’onore la merita la batteria, in grado di regalare degli ottimi livelli di autonomia. Le note dolenti sono rappresentate dal display poco luminoso, dall’assenza di un lettore di schede SD e dallo scomodo partizionamento dell’SSD di fabbrica. Sono però solo alcune note stonate in un notebook che, dal packaging fino al rilascio degli aggiornamenti per migliorare il comportamento del sistema di raffreddamento, appare estremamente curato dalla casa produttrice. In conclusione? Huawei Matebook D nella sua versione Ryzen ha un prezzo di listino di 800 euro, ma più frequentemente lo si trova in offerta tra i 600 e i 700 euro. A 600 è il vero e proprio best buy all'interno della sua categoria.

Pro
Materiali pregiati e buona qualità costruttiva
Tastiera e touchpad all’altezza
Autonomia sorprendente
Ottime performance
Contro
Schemo poco luminoso
Partizionamento infelice dell’SSD
Assenza dello slot SD
valutazione finale9