Vai a Tecnologia
Vai a Videogiochi
Vai a Fotografia
Vai a Casa

Huawei MateBook: dalla Cina verso gli ibridi per il business 3.0

di Claudio Carelliaggiornato il 31 marzo 2016

Il suo arrivo era stato ormai previsto da settimane e stato accertato da tutta la stampa internazionale. Oggi finalmente è tempo di ufficialità, e infatti Huawei, brand cinese che ha voluto aprire il suo MWC 2016 con un evento pre-fiera, annuncia finalmente il nuovo Huawei MateBook, dispositivo appartenente alla categoria degli ibridi che vuole andare incontro a tutti quei consumatori che, stanchi di portare con sé il proprio portatile, vogliono orientarsi su qualcosa di più snello e versatile – un po’ come il nuovo Alcatel Plus 10 del resto, visto nella nostra anteprima a Barcellona.

Il device prende il meglio del design della serie P e Mate, portando su 12″ (pannello IPS TFT LP con 2160 x 1440 pixel di risoluzione, 400 nits) l’esperienza maturata da Huawei per i consumatori professionisti. Il device viene fornito singolarmente ma dispone di una tastiera qwerty full size opzionale, dotata esteriormente anche di uno strato protettivo disponibile in quattro colorazioni (nera, marrone, arancio o beige) con aggancio magnetico, tipico delle varie cover “folio” che vediamo già quotidianamente per iPad e simili. Sulla tastiera integrata la casa cinese ha voluto porre particolarmente la propria attenzione, con tasti abbondantemente distanti (più distanti di iPad Pro, che è diventato un nuovo elemento di paragone) e particolarmente comodi.

Spesso soli 10 millimetri complessivi (278,8 x 194,1 x 6,9 mm e 640 grammi solo tablet, senza tastiera), è alimentato da un modulo batteria da 33,7 Wh che dovrebbero attribuirgli una autonomia media di dieci ore. Al suo interno sono presenti una porta micro USB e una USB Type-C che, oltre alla ricarica del prodotto, consentono di ricaricare qualsiasi smartphone Android tramite il riconoscimento automatico del voltaggio idoneo – sì, praticamente il tablet diventa una batteria esterna. Al suo interno Huawei MateBook vanta la presenza dei nuovi Intel Skylake in versione Core m di seconda generazione; vedremo sei configurazioni distinte in base all’utilizzo dei dual-core m3, m5 ed m7, fino ai 3.1 GHz in burst per l’ultimo citato. Il sistema gestito – udite udite – non è Android, ma il nuovo e scintillante Windows 10 (Home o Pro), decisamente più adatto alla produttività.

Completano le specifiche tecniche la presenza di un sensore fingerprint sul bordo, utile per accedere a Windows senza l’utilizzo di password, Bluetooth 4.1, Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac MIMO, camera anteriore da 5 megapixel per le videochiamate, altoparlanti stereo, doppio microfono e jack da 3,5 mm.

Oops, quasi dimenticavamo: all’interno del MateBook troviamo inoltre anche un digitalizzatore con stylus non fornito in dotazione, tramite il quale potremo sfruttare ben 2048 livelli di pressione nella realizzazione di qualsiasi progetto/disegno/qualsiasi altra cosa che vi venga in mente. Sul palco di Barcellona a confermarne l’ottima qualità è salita addirittura AutoDesk, azienda chiave per il noto software AutoCAD.

Lo stylus, denominato MatePen, dispone anche di un puntatore laser integrato e di due tasti fisici per utilizzare l’accessorio come controller remoto per le presentazioni, utile ovviamente se si passa via mirroring mobile ad un display più ampio. Presente inoltre anche un altro accessorio addizionale, MateDock, che tramite la porta USB Type-C estende le porte in modo decisamente misto: troviamo infatti all’interno del corpo di alluminio un connettore Ethernet, uno VGA, uno HDMI, un nuovo USB Type-C e 2 due USB 3.0, tutto tramite cavetto incluso all’acquisto della singola dock.

Parliamo di prezzi: le configurazioni sono ben sei, come potete notare dalla tabella sovrastante. Le cifre partono dai 799€ per la versione con m3, 4 GB di RAM e storage da 128 GB via SSD, che lievitano a 949€ per il raddoppio dello storage su stessa base hardware. Si arriva fino ai 1149€ per l’edizione con m5, 8 GB di RAM e 256 GB di storage, fino a 1349€ per il raddoppio dello storage. Numeri da capogiro per la versione con m7, poiché si raggiungono i 1599€ per avere l’assetto da 8 GB e 256 GB, mentre si esagera con i 1799€ per quella con storage da 512 GB. Tutti i prezzi sono inclusivi di tassazione, sebbene potranno subire rimodulazioni per l’Italia, mentre le colorazioni sono grigia metallica o oro.

Il dispositivo ha sicuramente degli aspetti positivi: è sottile e leggerissimo, ha un pennino piuttosto capace e soprattutto Windows 10 a bordo, che permette di installare tantissime applicazioni di ogni tipo. Essendo un prodotto pensato per lavorare, l’opportunità di avere Office non è da sottovalutare. Tra gli aspetti negativi segnalo la presenza, come sul Macbook dello scorso anno, di una sola porta – per giunta USB Type-C, un nuovo standard ancora poco diffuso – con cui gestire periferiche esterne di ogni tipo. La MateDock si rende un acquisto necessario, facendo lievitare il prezzo del dispositivo in maniera significativa. Inoltre, è da vedere se il processore Core m saprà essere alle altezze delle aspettative, dato che la precedente generazione era stata accolta in modo tiepido dal pubblico.

È decisamente evidente quanto Huawei abbia voluto accantonare l’idea di prodotto economico con MateBook. Data di arrivo? Prossimi mesi, non sappiamo di più. Da notare la scelta singolare di non obbligare il consumatore ad avere un dispositivo ibrido: per avere la tastiera infatti è necessario aggiungere altri 149€, per avere la MatePen (lo stylus) altri 69€ e per avere il MateDock altri 99€. Non sarà un po’ eccessivo, vista anche l’elevata competizione sul settore degli ibridi affatto nuovo ad esempio a Microsoft coi suoi Surface?