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Huawei Mate 10 Pro recensione: il phablet perfetto per chi ama Huawei

Huawei Mate 10 Pro recensione: il phablet perfetto per chi ama Huawei

Il nuovo Huawei Mate 10 Pro è il phablet per eccellenza per chi apprezza la casa cinese, che ha lavorato bene ma deve migliorare il suo software / Ultima modifica il

La fine dell’anno è sempre un periodo interessante per gli smartphone. Arrivano gli ultimi modelli in attesa del successivo Mobile World Congress, mentre le proposte più vecchie di qualche mese iniziano a scontarsi di prezzo, risultando quindi più interessanti da comprare. Come un orologio svizzero, gli ultimi mesi dell’anno sono sfruttati da Huawei per lanciare uno smartphone top di gamma: stavolta arriva Huawei Mate 10 Pro, nuovo membro di una fortunata serie di phablet davvero apprezzata dagli utenti degli smartphone di grossa dimensione.

Huawei Mate 10 Pro va a prendere di petto la gamma Mate, essendo lui l’unico membro di questa serie ad arrivare in Italia quest’anno (niente Mate 10 “normale” per il nostro mercato). Esso si propone come una revisione importante rispetto al precedente Mate, rimanendo però estremamente familiare ed evitando di introdurre confusione inutile agli utenti. Scopriamo quindi questo nuovo phablet di fascia alta, nella recensione di Huawei Mate 10 Pro.

Design: rinnovato dove serviva

Huawei insegue il trend del borderless su Mate 10 Pro, riuscendo a snellire le dimensioni generali ma mantenendo uno schermo enorme nella parte frontale. I sei pollici, misura importante, si sentono meno che in passato, grazie alle cornici sottili sui quattro lati e al formato allungato 2:1. Il sensore di impronte frontale è stato riposizionato sul retro per ovviare a questa cosa, mentre è proprio la parte posteriore a spiccare in particolare sul resto.

La scocca lucida, color cappuccino per il mio sample, è davvero bella. Attira ditate come se non ci fosse un domani, certo, ma è notevole. L’interruzione per la fotocamera è come una finestra di materiale diverso, ma in realtà cambia soltanto la finitura. Dietro troviamo tre elementi allineati in verticale, per una perfetta simmetria: le due fotocamere e l’eccellente sensore di impronte, il più veloce in circolazione e sempre precisissimo.
In confezione troviamo una cover morbida, presenza apprezzabile ma vi avviso che rovina il bel design del telefono.

Tutto il resto è al solito posto, dalla porta USB Type-C sul fondo ai tasti laterali per accensione e volume, e il corpo è impermeabile. C’è una mancanza? Sì, il jack delle cuffie, vittima eccellente per questo 2017. Nella scatola troverete un adattatore e delle cuffiette compatibili con la USB, ma l’eliminazione del jack fa sempre male, perché è uno standard semplicemente comodissimo. Una pecca a cui purtroppo bisognerà abituarsi.

Display: bilanciato ed equilibrato

Huawei ha scelto uno schermo non troppo spinto per il suo Mate 10 Pro, ma inseguendo il trend del 18:9 (o 2:1 che dir si voglia). Il display è da ben 6 pollici, con risoluzione Full HD+(un Full HD esteso sulla diagonale lunga, quindi 2160 x 1080 pixel) e tecnologia OLED. È un bel display, non ci piove: forse non vincerà per precisione in dati spazi colore, ma è equilibrato nell’uso di tutti i giorni e supporta anche l’HDR10 (anche se ancora non su YouTube).

La densità di pixel, sebbene non sia la migliore in circolazione, è più che sufficiente per rendere il display nitido e bello da vedere in ogni contesto di utilizzo. Buona la luminosità anche in esterna, dove rimane piuttosto visibile sotto il sole, e valide anche le opzioni software, dove possiamo calibrare il punto di bianco e attivare un profilo colore vivido per sparare un po’ la saturazione, e anche abilitare il filtro luce blu per la sera. È un display ottimo, forse non memorabile, ma più che valido.

Prestazioni: forza bruta e intelligenza artificiale

Parlare di prestazioni e, in generale, delle funzioni del telefono, richiede una separazione in quattro dell’argomento. Iniziamo dalla scheda tecnica, che è completa all’inverosimile: CPU Kirin 970 con NPU per l’intelligenza artificiale, 6 GB di memoria RAM, 128 GB di storagenon espandibile, supporto a due SIM con 4G attivato su entrambe, più i soliti modem per una connettività eccellente e un GPS precisissimo. Già questi motivi spingono tanti a scegliere Huawei, che ha lavorato bene: il device funziona bene e soprattutto è veloce e reattivo in ogni contesto d’uso.

Il secondo aspetto da discutere è il software: troviamo finalmente Android Oreo 8.0 e tutte le sue apprezzate novità, che rendono questo OS sempre più rifinito e completo. Sopra di esso, Huawei ci applica la sua EMUI, una skin che a tanti piace perché è ricca e offre molteplici opzioni: io apprezzo quest’ultima cosa ma apprezzo meno l’aspetto estetico e la lontananza da Android stock, che se preso nel verso giusto regala davvero un’ottima esperienza d’uso. Il grande difetto di questa versione di EMUI 8.0 è la eccessiva somiglianza con le versioni precedenti, pregi e difetti inclusi.

Tutto funziona bene e di questo ne sono contento (anche se l’ultimo corposo update ha introdotto dei piccoli bug sparsi), ma mi sarei aspettato una revisione più radicale rispetto al passato. Le novità che ci sono si fanno apprezzare, ma tra estetica e organizzazione dell’OS avrei voluto vedere uno sforzo in più. L’altro aspetto è la famosa AI: essa migliora l’esperienza d’uso? Questo lo si capirà forse nel tempo: per adesso l’unico apporto che dà è nell’esperienza fotografica, di cui parlo a breve. Nell’uso quotidiano Huawei non ha fatto nulla per far “notare la differenza”, non riuscendo secondo me a vendere bene questa funzione che potenzialmente è interessante.

Ultimo aspetto, le funzioni extra. Una su tutte, la possibilità di trasformare Huawei Mate 10 Pro in un PC, collegandolo con un adattatore a mouse, tastiera e monitor. Questa funzione è realmente utile a tanti, e dal punto di vista prestazionale fa il suo dovere: si riesce a navigare sul web, guardare foto e video, gestire qualche file. Ma anche qui si nota qualche problema software: non tutte le app compaiono come disponibili da usare, specialmente quelle di Google che, invece, funzionerebbero alla perfezione. Anche qui serve una patch a correggere i problemi.

Hardware potente, veloce, che risolve ogni cosa con la forza bruta, e un software che però, secondo me, non sta al passo. Rispetto alla gamma P10 però la differenza è importante e si vede: l’esperienza è più curata, più completa, più ricca, ma avrei voluto vedere una evoluzione più importante per questa EMUI, che passa dalla versione 5.1 alla 8.0, anticipando un salto maggiore di quello che poi effettivamente troviamo.

Batteria: valida, ma mi aspettavo qualcosa in più

Ci sono ben 4000 mAh all’interno di Huawei Mate 10 Pro, un numero importante che, dico francamente, pensavo mi avrebbero concesso di spingermi oltre a quello che sono riuscito a fare. Chiarisco subito che l’autonomia è generalmente valida: si riesce a coprire una giornata anche mediamente stressante con circa 5 ore di display attivo, ma appunto data la dimensione del modulo avrei creduto di poter sfondare anche nel secondo giorno d’uso con più tranquillità. I consumi in stand-by sono bassi, ma ancora potrebbero essere ottimizzati.

Ottima la ricarica: non c’è quella wireless ma tramite il cavo è rapida, super rapida, e Huawei ha certificato la batteria con nuovi test di sicurezza per garantirne il funzionamento. Con l’alimentatore in dotazione completiamo la ricarica in poco più di un’ora, e se vi dovesse di dare una “botta di ricarica” prima di uscire di casa, notereste subito che in poco tempo il device riprende vita e autonomia. Bastano pochi minuti per ottenere ore di durata in stand-by, una funzione sempre molto apprezzata.

Fotocamera: la forza bruta di Huawei

Noterete che anche stavolta ho usato il termine “forza bruta” riferendomi a questo dispositivo, perché è il modo migliore per capire Huawei al meglio, specialmente quando si parla di top di gamma. L’azienda cinese infatti tende a compensare alcuni suoi limiti puntando, appunto, sulla forza bruta dell’hardware. Il comparto multimediale non fa eccezione: qui troviamo un array di due fotocamere (20 + 12 MP) realizzate con la solita collaborazione con Leica e dotate di stabilizzazione ottica, apertura f/1.6 e autofocus laser.

Anche qui, la differenza rispetto a P10 si nota: Huawei Mate 10 Pro è un ottimo cameraphone, ma imperfetto. L’azienda ha puntato su specifiche elevate, lasciando però un po’ indietro il software. La concorrenza infatti compensa i limiti delle ottiche implementando tecnologie di HDR (fusione di più scatti con esposizione differente) per superare ciò che una o due fotocamere possono fare, cosa che qui invece è (ancora una volta, putroppo) assente. L’apertura f/1.6 si sente, perché in tanti contesti le foto sono eccellenti anche senza necessità di attivare manualmente l’HDR, ma in altri casi viene perso del dettaglio.

Il software infatti, oltre a non avere l’HDR automatico, introduce altre limitazioni: se si usa la risoluzione piena a 20 MP o si attiva lo zoom ibrido 2X (ottenuto dalla fusione delle immagini dalle due fotocamere, e il risultato è eccellente) si perdono i comandi manuali e le foto RAW, e la stessa cosa succede con la modalità HDR che possiamo attivare noi. L’esperienza software è anche molto ricca, tra modalità ritratto, sfocature, foto in movimento, filtri ed effetti, ma è forse troppo completa. Se Huawei ripartisse dal software, invece che dall’hardware, per l’esperienza fotografica del suo prossimo top di gamma, probabilmente potrebbe distruggere la concorrenza senza fatica.

I risultati sono comunque piuttosto validi in quasi ogni contesto di utilizzo: le foto sono belle, con colori ricchi e tanto dettaglio, e ci si può sbizzarrire con le varie modalità d’uso. Buoni anche i selfie con il modulo frontale, mentre troviamo risultati meno eccellenti per i video, tallone d’Achille per Huawei da sempre, che non risultano all’altezza della concorrenza – anche qui c’è bisogno di un software robusto che possa gestire al meglio l’elaborazione delle immagini in tempo reale.

Multimedia: l’omissione più grande

Il comparto multimediale di Huawei Mate 10 Pro è quasi completo, perché come già detto prima c’è una grossa omissione: non troviamo il jack delle cuffie, sostituito con un adattatore e un paio di cuffiette compatibili con lo standard USB Type-C. È un vero peccato, perché per un telefono così business-oriented, il supporto a qualsiasi tipo di auricolare per me è un must. Compensa un comparto sonoro discreto, che ci permette tramite le casse integrate di ascoltare l’audio di un video o di un gioco senza problemi.

Il display è eccellente anche se il suo rapporto di forma allungato tenderà a introdurre del pillarbox nel caso in cui si guardi un filmato in 16:9 – oppure, potremo metterlo a schermo intero andando però a croppare parte dell’immagine. Ottime le prestazioni nel gaming infine, dove il Kirin 970 riesce a tirare fuori le unghie e a far girare titoli pesanti alla massima risoluzione e a framerate stabile. Tutto quasi perfetto quindi, peccato soltanto per il jack.

Huawei Mate 10 Pro recensione: le nostre conclusioni

Tra i top di gamma di fine 2017, forse Huawei Mate 10 Pro è quello che fa meno clamore. Se la batte dignitosamente contro giganti molto attesi, come iPhone X e Samsung Galaxy Note 8, pur avendo delle mancanze rispetto a loro due. Huawei però ha un pubblico da non sottovalutare, che ama il brand e continua a preferirlo rispetto ad altri, e questo Mate 10 Pro è per loro. Rappresenta l'apoteosi di quello che l'azienda può raggiungere, tentando di farlo senza guardare in faccia a nessuno. Ma ci sono delle cose da sistemare. Huawei deve iniziare a lavorare sul software con solerzia, considerandolo qualcosa di più di un accessorio al suo eccellente hardware, ma la base di partenza per costruire un dispositivo ancora migliore. Il processore c'è, la fotocamera pure, il design è centrato e la batteria è enorme: quello che a volte manca è un'esperienza d'uso che renda perfetto ognuna di queste ottime implementazioni.

Pro
Ottimo design e display
Fotocamere valide
Prestazioni eccellenti
Buona autonomia
Contro
Software troppo ricco e da perfezionare
Qualche bug sparso
Niente jack delle cuffie
valutazione finale8

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