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HP OMEN Mindframe recensione: una congelante delusione

HP OMEN Mindframe recensione: una congelante delusione

La premessa dietro alla nascita di HP Omen Mindframe è a dir poco intrigante e dai risvolti potenzialmente fantastici: offrire ai giocatori un headset che rinfresca attivamente le orecchie mentre si gioca. Purtroppo, però, queste cuffie sono minate da più di un problema, alcuni dei quali davvero gravi. / Ultima modifica il

L’ambiente videoludico è davvero cambiato rispetto agli albori dell’era PC gaming. Grazie alla radicale diffusione di internet negli ultimi dieci/quindi anni, il mondo dei videogiochi ha raggiunto vette un tempo impensabili, divenendo uno degli hobby più diffusi al mondo. Con questo aumento considerevole della popolazione giocante, è divenuta più diffusa l’opinione che munirsi di periferiche in grado di migliorare la qualità dell’esperienza sia un investimento giustificato e non uno spreco di soldi. HP OMEN Mindframe fa proprio parte di questo gruppo di periferiche mirate ad un pubblico che cerca “qualcosa in più” dal proprio acquisto.

Fra le più diffuse periferiche spiccano sicuramente gli headset, essendo infatti essenziali sia per ascoltare bene i suoni nei giochi che per comunicare con amici e sconosciuti online. Essendo il gaming un hobby che solitamente porta via numerose ore consecutive per sessione, è davvero preferibile cercare di acquistare un headset più costoso, così da munirsi di qualcosa di comodo e di qualità. Come credo abbia infatti notato chiunque giochi online da numerosi anni, sempre più comunemente è facile imbattersi in persone dotate di migliori cuffie da gaming rispetto a quanto avveniva in passato. Il mercato per prodotti più “di nicchia”, quindi, esiste ed è più vivo che mai.

Le compagnie attive nel settore hanno preso atto di questo trend, ed infatti molte offrono soluzioni di fascia alta piuttosto interessanti. Nonostante tutto, però, è da numerosi anni che non si vedono innovazioni radicali nel settore. I nuovi modelli migliorano regolarmente comfort, design o qualità delle componenti ma non introducono mai aspetti veramente rivoluzionari. Ecco però che inaspettatamente entra in scena HP, annunciando al mondo che a breve avrebbe reso disponibile un paio di cuffie dotate di qualcosa di davvero innovativo.

La compagnia non è completamente nuova nell’ambiente degli accessori PC gaming, avendo già fatto in passato alcuni prodotti più o meno apprezzabili. Nessuno di questi però a mio avviso ha saputo attirare l’attenzione come HP OMEN Mindframe. Il proposito dietro questo paio di cuffie da gaming è a dir poco strepitoso: offrire al giocatore un headset dotato di un sistema attivo di cooling delle orecchie. Questo punto è davvero intrigante, offrendo infatti qualcosa di davvero inaudito per contrastare uno dei fenomeni in cui facilmente incombe quasi ogni giocatore, ovvero il surriscaldamento dato dall’indossare cuffie troppo a lungo. Non sempre, però, le buone idee si traducono in risultati positivi.

Vi posso già dire infatti che Mindframe si è rivelato un progetto riuscito solamente in piccola parte, un fatto che personalmente mi ha lasciato molto deluso viste le enormi potenzialità di questo concept. Come andremo ad espletare nel corso di questa recensione di HP OMEN Mindframe, le cuffie hanno purtroppo numerosi aspetti negativi, e nel retro della mia testa ho il sospetto che il motivo sia che il progetto sia stato reso commercialmente disponibile prima che fosse completamente finalizzato. Detto questo, però, passiamo a guardare ciò che concretamente possiamo misurare e discutere del prodotto, partendo dal primissimo punto per importanza: il comfort.

HP OMEN Mindframe recensione: design e comfort

Come vi abbiamo già detto, affinché un paio di cuffie sia considerabile “da gaming” deve assolutamente possedere caratteristiche che donano un certo livello di comfort. Chiaramente in ogni fascia di prezzo è lecito aspettarsi un certo livello di comodità, ma una volta raggiunta la soglia dei 70/80€ diventa imperativo che il comfort debba essere quantomeno molto buono per giustificare il prezzo. Ebbene, nonostante ad una prima occhiata paia meritevole, HP OMEN Mindframe si è dimostrato un headset tutt’altro che sufficiente in questo campo.

La qualità dei materiali è buona…

Premessa: nella nostra valutazione tralasceremo il discorso del peso, che risulta lievemente superiore al normale (480 grammi) ma che ritengo sicuramente tollerabile ed un sacrificio accettabile data l’implementazione della tecnologia di cooling. Detto questo, però, non mancano spunti per poter discutere del perché – a mio avviso – HP OMEN Mindframe non ha saputo convincere sul lato comfort.

Anzitutto è importante dire che HP OMEN Mindframe adotta materiali di costruzione di buona qualità. Questo significa che si tratta se non altro di un headset robusto. Sia l’estetica molto bella, sia la bontà percepibile dei materiali lasciano intendere che Mindframe non è affatto un dispositivo di bassa qualità di produzione. Questo, però, non impedisce a due grossi problemi di manifestarsi e rovinare interamente la comodità del prodotto.

…ma l’archetto è davvero stretto…

Il primo, ed anche il più grave a mio avviso dato che incide su tutto il resto, è l’archetto della scocca. Questo, infatti, non è affatto regolabile manualmente. Il motivo di questa scelta è interamente legato al passaggio del piccolo cavetto che collega i due speaker e consente anche il funzionamento del sistema di cooling (di cui vi parleremo fra poco) in entrambi i padiglioni.

Il tubicino rosso in mezzo all’archetto connette i dissipatori del sistema di cooling FrostCap

Il pro di non poter regolare il taglio dell’headset è chiaro: il cavetto non è soggetto a rischi di torsione o stress che porterebbero al deterioramento della guaina. L’altra faccia della medaglia è che più si ha la testa grossa, più è scomodo l’headset. La difficoltà nel progettare qualcosa in grado di rispondere ad entrambe le esigenze è comprensibile, ma la soluzione adottata porta ad un risultato non affatto accettabile a mio avviso. Creare una scocca robusta e non regolabile, infatti, salva sì il sistema di cooling ma rende impossibile avere dimensioni perfette per sedere comodamente sul capo di ogni individuo. L’opzione migliore sarebbe stata di progettare un sistema regolabile ben congegnato, ma non è stato questo il caso purtroppo.

Chi come me ha un testone importante, indossando HP OMEN Mindframe percepisce inevitabilmente la scocca troppo stretta, generando una pressione che in tutta franchezza è inaccettabile. La fascetta interna che sta a diretto contatto col capo pare molto buona, essendo rivestita in morbida pelle e discretamente imbottita, ma non riesce ad attutire affatto la pressione dell’archetto.

…ed il comfort dei padiglioni ne risente

Ultimo ma non ultimo punto da discutere sono i padiglioni. Questi, che vi ricordiamo non essere rimovibili, sono interamente rivestiti in stoffa traspirante davvero molto piacevole al tatto. Testando la consistenza e lo spessore dell’imbottitura prima di indossare HP OMEN Mindframe in testa pare anche che questa sia generosamente spessa e morbida. Una volta indossato l’headset, però, si manifesta istantaneamente (e con effetto crescente a lungo andare) la vera natura di questi padiglioni.

Sebbene la qualità dei materiali sia buona, le forme di questi padiglioni lavorano contro di noi. Dovete sapere infatti che si tratta di padiglioni circolari, non ovali, e dato che il lobo delle orecchie tutto è tranne che un cerchio se questo è troppo grande è impossibile evitare di percepire un leggero senso di fastidio. Di per sé questo aspetto preso singolarmente non sarebbe neanche troppo drammatico, ma bisogna tenere sempre in considerazione che se si hanno orecchie grandi con tutta probabilità si ha anche una testa grande, e dunque la fascetta sarà molto stretta, spingendo con forza i padiglioni intorno alle orecchie.

La fascetta non regolabile rende dunque i padiglioni semplicemente inaccettabili. L’imbottitura dei padiglioni circolari diventa di una durezza sorprendente, generando una pressione relativamente forte e facilmente percepibile. Questo punto, ancor più manifesto e fonte di fastidio per chi indossa occhiali, mi ha davvero impressionato in senso negativo, condizionando drasticamente il mio parere del prodotto. Un paio di cuffie da 169,99€ devono assolutamente essere non solo comode ma comodissime, indipendentemente dalle dimensioni della propria testa e delle proprie orecchie, e non è questo il caso. Non si tratta solo di una piccola svista, bensì un problema imperdonabile.

HP OMEN Mindframe recensione: il comparto audio

Sul lato tecnico/audio ritengo non sia necessario investire troppo tempo dato che – purtroppo – non vi è quasi nulla di nota da dire, in particolar modo per quanto riguarda il microfono. Ho provato a far sentire la mia voce in voice-chat con alcuni miei amici e mi sono anche registrato con il programma di registrazione di Windows per poi riascoltare e paragonare il risultato ottenuto con altri headset a mia disposizione.

Dopo un po’ di test, il risultato è stato assolutamente chiaro ed evidente. La qualità di registrazione è semplicemente inadeguata per la fascia di prezzo, offrendo una resa che in tutta confidenza posso paragonare a quella di microfoni inclusi in cuffie da gaming che costano anche 100€ in meno. Il microfono pieghevole di HP OMEN Mindframe è dunque tollerabile, nel senso che non è scadente, ma non offre nulla che già non faccia un paio di cuffie da 50 – 70€.

Gli speaker sono davvero carenti e – incredibilmente – privi di opzioni di customizzazione

Anche per gli speaker il discorso è simile, purtroppo. I driver sono in neodimio ed hanno un diametro di 40 mm, quindi non sono molto grandi. La frequenza di risposta è dignitosa, ammontando a 15 Hz – 22 KHz, e l’impedenza è classica (32 Ohm). Sicuramente vi sono modelli di cuffie da gaming peggiori, però ne esistono di ben migliori anche rimanendo sotto i 100€. In aggiunta, HP OMEN Mindframe propone un’esperienza audio esclusivamente surround 7.1, che non tutti preferiscono al più “puro” stereo.

Solitamente è possibile regolare numerose aspetti dei driver, come l’attivazione o meno del surround sound, ma anche i livelli di equalizzazione degli speaker. Ebbene, anche qui HP OMEN Mindframe risulta insufficiente, dato che il software proprietario non presenta neppure l’opzione di regolare, attivare o disattivare nessun aspetto legato all’audio, né per il microfono, né per i driver. Per giunta, Mindframe a mio avviso beneficerebbe enormemente da un diverso setup dell’equalizzazione, dato che il treble mi sembra un po’ pesante e le voci paiono leggermente soffocate in mezzo al resto dei suoni.

HP OMEN Mindframe recensione: la tecnologia di cooling FrostCap

Prima di passare alle conclusioni, ho sentito necessario dedicare un intero capitolo di questa recensione alla tecnologia di cooling adottata in HP OMEN Mindframe. Il peso che ha dato l’azienda a questo frangente delle cuffie è infatti totale, risultando palesemente l’aspetto più caratterizzante e l’unico che a conti fatti potrebbe spingere ad acquistare il prodotto.

Questo approccio è un errore concettuale davvero grave, a mio avviso. La premessa di offrire un dispositivo di cooling è intrigante e dai risvolti potenzialmente molto positivi, sia chiaro. Detto questo, però, è altrettanto chiaro che un paio di cuffie da gaming deve anzitutto essere un buon headset, e solo in seguito offrire “qualcosa in più”. Comfort, microfono e driver: questi sono i tre must da azzeccare, per poi passare al resto.

HP OMEN Mindframe però, come vi abbiamo già spiegato, pur appartenendo ad una fascia di prezzo di taglio premium non risulta per niente nella media in alcuno di questi tre questi aspetti. Tutto il valore del prodotto risiede sulle spalle della tecnologia FrostCap, ed anche se fosse un sistema perfetto – e non lo è, come andrò a delineare ora – questo approccio porta quasi inevitabilmente al manifestarsi di grosse lacune.

Il livello di raffreddamento è semplicemente impressionante…

Sin dall’annuncio di questa tecnologia proprietaria, denominata FrostCap, avevo seri dubbi che il cooling si sarebbe rivelato sufficiente. Con mia immensa sorpresa, però, già dall’istante in cui ho indossato HP OMEN Mindframe per la prima volta nella mia sessione di testing ho notato che il freddo che è in grado di emanare HP OMEN Mindframe è davvero sorprendente.

 

Il sistema funziona con dei dissipatori che risiedono poco di fronte ai driver, posti dunque all’interno dei padiglioni. Sono stati disegnati in maniera intelligente così da ostacolare/assorbire il meno possibile il propagarsi del suono. L’altro aspetto che ho apprezzato davvero tanto, anche se francamente non lo vedo come un fattore strettamente fondamentale, è che il cavo USB è uno solo e non serve supporto d’alimentazione ulteriore per far funzionare le cuffie ed il FrostCap assieme.

…ma il freddo è talmente penetrante da renderlo deleterio a lungo andare

La tecnologia FrostCap è dunque davvero notevole e certi potenziali problemi sono stati bypassati intelligentemente. Il problema però è che in HP OMEN Mindframe è presente un difetto che rende il FrostCap di fatto una feature poco sfruttabile, se non addirittura impossibile da usare: genera un freddo talmente potente e penetrante da causare potenzialmente forti emicranie.

Personalmente ho testato queste cuffie per circa un paio di settimane, e posso garantirvi che ogni volta che ho deciso di testare il FrostCap per più di una o due ore consecutive mi è venuto un mal di testa sgradevolissimo. Non posso affermare con assoluta certezza che l’effetto si possa manifestarsi con tale regolarità ed intensità per ogni singola persona su questa bella roccia blu che fluttua nello spazio., ma ritengo davvero improbabile di essere l’unico essere umano suscettibile ad una fonte di cooling così forte e focalizzata in un luogo delicato come la testa.

Devo dire in tutta sincerità che non so come sia aggirabile il problema se non spegnendo il FrostCap tramite il software proprietario di HP. Impiegando OMEN Command Center – scaricabile esclusivamente dal Microsoft Store – è possibile regolare il livello d’intensità della tecnologia FrostCap (oltre al sistema RGB), ma l’unico pro che offre per mitigare il problema delle emicranie è quanto in fretta queste andrano a manifestarsi. All’atto pratico, quindi, una tecnologia che prometteva così bene e con buoni propositi come il FrostCap si è rivelata (nel mio caso se non altro) solamente deleteria.

HP OMEN Mindframe recensione: le nostre conclusioni

A mio avviso HP ha fatto un considerevole errore di valutazione con queste cuffie. L'azienda ha deciso di creare una soluzione il cui punto forte sarebbe stata la tecnologia FrostCap, e sebbene la sua potenza di cooling sia indiscutibile risulta anche fin troppo efficace per il proprio bene. Un utilizzo prolungato causa facilmente mal di testa ed obbliga a spegnere il cooling per permettere di continuare ad usare il prodotto senza prendere emicranie leggendarie. L'asso nella manica di HP OMEN Mindframe, dunque, si è dimostrato essere un extra discutibile. Questo non sarebbe un grave problema, se non fosse che anche gli aspetti più essenziali del prodotto lasciano un po' a desiderare. Per parlare in maniera chiara e concisa, HP OMEN Mindframe è offerto ad una cifra davvero spropositata (169,99€) a causa del FrostCap ma ha microfono e driver con resa comparabile a quella di prodotti che costano anche 100€ in meno, Persino il comfort è insufficiente, a causa di padiglioni piccoli e scomodi affiancati da un archetto molto stretto senza alcuna possibilità di regolazione. Infine, anche il software non permette regolazione alcuna al di fuori dell'illuminazione RGB e dell'intensità del cooling. Aspettiamo impazientemente che questo interessantissimo concept venga implementato in un pacchetto vincente, con un rapporto qualità/prezzo più accettabile e possibilità di customizzazione hardware/software più consone agli standard del mercato attuale, ma per quanto riguarda HP OMEN Mindframe proprio non ci siamo.

Pro
Il sistema di cooling FrostCap funziona ed è regolabile a diversi livelli di potenza…
I materiali impiegati sono di qualità molto buona
Contro
…ma raffredda sin troppo, causando potenzialmente emicranie a qualsiasi livello d’intensità se non si tiene spento
Il prezzo è incredibilmente elevato in relazione alla resa degli speaker e del microfono
Comfort assolutamente inaccettabile per la categoria, specie se si indossano occhiali
Possibilità di personalizzazione tramite software praticamente nulle
valutazione finale4.5

HP OMEN Mindframe recensione: prezzo e dove comprarlo

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