Horizon Zero Dawn: prendere il meglio di una generazione ponendo le basi per la prossima

Ricordo risate, ma anche lunghi ragionamenti quando la comunità di internet ha scatenato sul web alcuni simpatici meme che, in riferimento al videogioco dei propri sogni, recitavano così: se solo creassero il videogioco con la storia di X, la grafica di Y e il gameplay di Z…Pensieri in libertà che prendevano a modello alcuni capostipiti della corrente e precedente generazione videoludica per immaginare quello che sarebbe potuto diventare il nuovo vero capolavoro; quasi il videogioco definitivo, in un certo senso. Il presupposto di un’ironica utopia, dunque, eppure qualcuno ha deciso di mettersi al lavoro anima e corpo per dar vita ad un titolo dalle aspettative fino ad oggi impensabili, nemmeno troppo in sordina. Quello che è stato l’ultimo progetto di Guerrilla Games, Horizon Zero Dawn, ha voluto dare una risposta concreta alla folta schiera di giocatori che dopo tanti titoli di altissimo livello erano ancora alla ricerca di un vero e proprio punto di riferimento all’interno dell’ultima generazione di videogiochi. E, a dirla tutta, sembrerebbe esserci veramente riuscita.

La Terra – parte seconda

Ormai è un dato di fatto, l’universo distopico o post-apocalittico all’interno della sfera videoludica rappresenta un contesto sempre più apprezzato dai giocatori di tutto il mondo. L’abbiamo notato in serie di lunga data come Fallout, lo stiamo apprezzando nel più recente Nier: Automata…e la lista potrebbe continuare per un numero sempre più ricco di titoli di più e meno successo. Horizon Zero Dawn riprende questo contesto e riesce allo stesso tempo a dare nuovi ed interessanti spunti.

horizon zero dawnDopo una catastrofe che ha portato il genere umano sull’orlo dell’estinzione, la Terra ha saputo risorgere dalle sue stesse ceneri andando a creare un ecosistema vivo, ma del tutto diverso da quello a cui siamo stati abituati all’apice dell’era tecnologica. La Natura ha saputo prendere il sopravvento sulla mano dell’Uomo, ritornando in possesso del pianeta e condividendolo con una fauna estremamente particolare: tra prede e predatori, la Terra è ora popolata da macchine che emulano i comportamenti del regno animale. L’umanità, dal canto suo, ha saputo sopravvivere al cataclisma che ha sconvolto il pianeta, rinascendo e tornando alle origini della specie, con un’organizzazione in società tribali. Anche questi particolari contesti, tuttavia, sono profondamente influenzati dalla presenza delle macchine e della loro avanzata tecnologia, sviluppando una commistione tra il passato dell’Uomo e il presente tecnologico; un mix, quest’ultimo, che rivela sin dai primi istanti di gioco tutto il suo fascino.

In compagnia della giovane cacciatrice Aloy, protagonista femminile di grandissimo spessore come non se ne vedevano da lungo tempo all’interno di una produzione di questo calibro, andremo a confrontarci con questo nuovo mondo alla ricerca di risposte sul nostro passato e, soprattutto, sul nostro futuro.

horizon zero dawn

Senza ostacolare la nostra analisi con pericolose anticipazioni per chi non avesse già giocato il titolo, Horizon Zero Dawn rappresenta comunque una visione molto intrigante del collegamento tra Natura e Tecnologia, due aspetti da sempre simbolo di un profondo contrasto e che qui trovano un punto di collegamento altrettanto importante; tale quasi da far sorgere quesiti interessanti anche in riferimento ad una possibile applicazione al nostro reale ecosistema vivente. Viceversa, quelli che sono i temi decisamente profondi alla base della storia di Horizon Zero Dawn, non del tutto vengono vissuti con il giusto spessore portando avanti la vera avventura del gioco. Nonostante punti molto alti nel corso della storia, la classica sfida tra bene e male si concretizza nello sfruttamento sin troppo facile di alcuni comuni cliché, tra cui – parlando di universi distopici – il classico confronto con i risvolti negativi dell’Intelligenza Artificiale.

horizon zero dawnDall’altra parte, in ogni caso, è proprio il mix tra l’organizzazione tribale degli uomini e la struttura sociale delle macchine a rivelare il pregio di questa narrazione, in grado di portare il passato nel futuro in una struttura che non avevamo mai visto e che, in determinate circostanze, ci ha lasciato letteralmente a bocca aperta. L’organizzazione antropologica di questa nuova società, infatti, riesce a sposarsi alla perfezione con quelle che sono le vere e proprie origini alla base della nuova realtà, dalla lotta di potere al valore della caccia non solo come mezzo di sopravvivenza, fino all’importanza delle tribù matriarcali come nel caso dei Nora. Tutto è frutto di una meticolosa ricerca che riesce a trasmettere una ciclicità dell’Uomo quasi plausibile, anche prendendo ispirazione dalle parole di Albert Einstein: «Non ho idea di quali armi serviranno per combattere la Terza Guerra Mondiale, ma la Quarta sarà combattuta coi bastoni e con le pietre».

Riconoscere i valori altrui per creare un nuovo punto di riferimento

Quello offerto da Horizon Zero Dawn è un universo veramente immenso, non solo per estensione, ma proprio per quantità di attività a cui possiamo dedicarci. In questo senso, è necessario anticipare quello che è il tema della longevità. Dal punto di vista della sola avventura principale, il titolo non offre una longevità così estesa come ci si potrebbe aspettare dal genere a cui appartiene, con una durata variabile tra le 15 e le 20 ore per il suo completamento; fino ad un massimo di 40 ore per chi volesse puntare direttamente al trofeo di platino (non sono presenti trofei legati al livello di difficoltà con cui completeremo l’avventura principale). Nonostante questo, la perfetta interazione tra il giocatore e l’ambiente di gioco ci spinge quasi involontariamente a portare a termine una delle tante attività secondarie distaccandoci spesso dalla main quest. Questo aspetto non è influenzato unicamente dal fascino che il mondo di Horizon Zero Dawn riesce immediatamente a trasmettere, ma proprio per la spinta di conoscere più a fondo la situazione che ci troviamo ad affrontare, i suoi risvolti e retroscena in un mix di azione e riflessione. In tal senso risulta molto importante concedersi qualche minuto di pausa dal gioco vero e proprio per dedicarsi alla lettura dei documenti che troviamo nel corso del gioco per conoscere più da vicino le fasi salienti che hanno condotto all’attuale situazione, oltre ad una serie di dungeon che sveleranno parte dell’intrigante mistero.

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Passando a quello che caratterizza il vero e proprio gameplay, Horizon Zero Dawn non rappresenta la più originale delle produzioni, ma assolutamente non in senso negativo. All’universo di gioco – questo sì, decisamente originale e meraviglioso – si abbina una commistione di diversi generi videoludici, alcuni dei quali sfruttati a dovere, altri leggermente meno. La struttura open world richiama immediatamente, oltre ai più noti sandbox, anche diverse produzioni appartenenti ai giochi di ruolo: la nostra protagonista Aloy, infatti, è caratterizzata da una serie di statistiche ed abilità che sarà nostro compito far progredire per affrontare al meglio ogni singola situazione di gioco, dalle abilità in combattimento alle possibilità di modifica del nostro equipaggiamento, fino alla quantità di oggetti che possiamo recuperare sul campo.

horizon zero dawnProprio l’equipaggiamento merita una considerazione a parte: facendo riferimento diretto ai giochi di ruolo, come nel caso della rarità delle armi ed oggetti contraddistinta dai classici colori del genere, le meccaniche ruolistiche non riescono a trovare il giusto spessore in Horizon Zero Dawn. Se pensiamo all’utilizzo alternativo che viene fatto della tecnologia all’interno del gioco, in profondo collegamento con la manualità di questo tipo di società, le possibilità di modifica e ricerca delle armi è piuttosto risicato. Queste, infatti, si limitano ad alcuni potenziamenti variabili nel valore che potremo utilizzare per aumentare le statistiche di una singola arma, eliminando la possibilità di modificare effettivamente l’equipaggiamento, anche solamente dal punto di vista estetico. Allo stesso modo, la possibilità di trovare armi vere e proprie è confinata agli scambi con i mercanti all’interno degli insediamenti, ma anche in questo caso la scelta – anche nel corso dell’end game – è piuttosto limitata.

Viceversa, risulta estremamente più profondo lo sfruttamento di ogni singola arma in combattimento. Prendiamo come esempio principale l’arco, disponibile in tre varianti: l’arco da caccia, da guerra e di precisione. Ognuno di essi, almeno nelle fasi iniziali dell’avventura, ha uno scopo ben preciso e ulteriormente frazionato dal tipo di freccia che andremo ad utilizzare. L’arco da caccia, ad esempio, risulta utile per gli scontri più rapidi e ravvicinati, con frecce rapide, da lacerazione o incendiarie; l’arco da guerra viene arricchito dalle frecce elementali, con cui potremo stordire ed indebolire le macchine con scariche elettriche o ghiacciandole; infine, l’arco di precisione sfrutterà una minore cadenza di fuoco a favore di una maggiore potenza e precisione dalle lunghe distanze. In questo senso, dunque, è necessario studiare a fondo non solo il comportamento, ma proprio le diverse specie di macchine che affronteremo, ponderando ogni singolo colpo per prevalere nello scontro. Ben studiato è il comportamento delle armi di supporto, come nel caso delle trappole o dell’utilissimo lanciacorde, con cui potremo imprigionare le belve più grosse e pericolose per andare ad infliggere dei colpi più mirati e devastanti. Insomma, la profondità che riesce ad offrire Horizon Zero Dawn nella vera e propria caccia rappresenta uno degli elementi meglio sviluppati dell’intera produzione.

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Ognuna delle armi a disposizione, inoltre, necessita di materiali specifici per la sua costruzione; oggetti che potremo recuperare direttamente dalle macchine abbattute o acquistandole dai soliti mercanti. Questo specifico aspetto trova il giusto compimento solo nella prima parte dell’avventura, almeno alle difficoltà intermedie, risultando abbastanza ininfluente ai livelli più alti. Viceversa, alle difficoltà più alte, Horizon Zero Dawn riesce ad offrire un’ulteriore sfida di carattere decisamente più survival.

Tornando all’influenza dei GDR, Horizon Zero Dawn trova un aspetto leggermente forzato nella scelta intrapresa per quanto riguarda i dialoghi e le interazioni con gli altri personaggi. In questo senso, il titolo presenta dei dialoghi multiscelta che prendono molto spunto da serie di spessore, una su tutte Mass Effect (anche per quanto riguarda le animazioni), tuttavia con un aspetto sempre molto importante che qui viene fortemente limitato. Pur dandoci la possibilità di selezionare più risposte in base al tipo di reazione che vogliamo dal nostro interlocutore, nessuna scelta ha valore morale all’interno dell’avventura. Tutte le risposte, indipendentemente l’una dall’altra, non avranno conseguenze in termini narrativi e, di conseguenza, per quanto riguarda la fine del gioco, limitandosi ad una reazione leggermente diversa nelle risposte degli altri personaggi.

horizon zero dawnRisulta ottimamente realizzata, invece, anche l’interazione con i nemici, almeno per quanto riguarda le macchine. Dal punto di vista puramente di gameplay, i nostri movimenti – anche in questo caso con ispirazioni ben precise per quanto riguarda la gestione delle fasi stealth – ed ogni colpo inferto avrà una conseguenza ben precisa in base a dove andremo a mirare, risultando del tutto inefficaci contro le spesse corazze o letali nel momento in cui andremo a colpire serbatoi esplosivi o circuiti scoperti. Il colpo di genio, in questo caso, è la possibilità di andare a sfruttare a nostro favore la caratterizzazione tecnologica di questa particolare fauna, dotata in alcuni casi di armi da fuoco che potremo letteralmente staccare dalla loro corazza e brandire contro lo stesso nemico. Secondariamente, considerata la profondità con cui sono state sviluppate le macchine di Horizon Zero Dawn, lo stesso utilizzo del termine nemico potrebbe risultare errato. All’interno dell’universo in cui ci troviamo immersi, il confronto non è più tra buoni e cattivi, quanto tra predatori e prede. Dopo le prime ore di gioco, infatti, si impara gradualmente non solo a padroneggiare questa natura ostile, ma a rispettarla. Nelle vesti di cacciatore, questo aspetto risulta più che mai importante per apprezzare pienamente Horizon Zero Dawn, portandoci a cacciare non per svago, quanto per necessità, nonostante le creature che potremo affrontare siano effettivamente di natura artificiale.

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Meno stimolante – e convincente – è invece il confronto con l’IA umana. All’interno di Horizon Zero Dawn, infatti, non saranno solo le macchine a popolare questa nuova natura incontaminata, ma anche nemici quali i nostri diretti antagonisti nel corso dell’avventura principale o bande di predoni che potremo affrontare per salvare ostaggi o per impossessarci di un nuovo insediamento.

horizon zero dawnIn questo caso, scontrarsi con altri uomini risulta decisamente più inconsistente rispetto alla profondità del confronto con le macchine, tendendo un po’ verso un’eccessiva facilità, in cui le nostre basilari abilità stealth risulteranno più che sufficienti per liberare un accampamento nemico in pochissimi minuti. In tal senso, l’IA umana è sviluppata con azioni veramente basilari e piuttosto ripetitive, andando anche ad annoiare alla lunga. Nonostante questo tutti gli aspetti sopracitati, per quanto di chiara ispirazione ad altre produzioni blasonate, riescono comunque a costituire un sistema di gioco molto variegato e, in collegamento al contesto che caratterizza il gioco, a suo modo originale. Un gameplay, insomma, che riesce a soddisfare giocatori di ogni tipo grazie alla sua versatilità e profondità, anche per chi fosse alla ricerca di sfide stimolanti per quanto riguarda i livelli di difficoltà più alti.

I nuovi standard dell’eccellenza visiva

In riferimento precedenti titoli di Guerrilla Games, nonostante alcuni limiti riguardando la vera e propria esperienza di gioco, una cosa su cui non potremmo mai obiettare è la qualità grafica. E Horizon Zero Dawn, in questo senso, riesce in un colpo doppio, andando non solo a creare un’avventura sconfinata ed appassionante, ma addirittura riuscendo a ridefinire nuovamente gli standard più alti dal punto di vista tecnico.

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Non serve proseguire molto nell’avventura per capire che Horizon Zero Dawn rappresenta ad oggi il titolo graficamente più incredibile mai rilasciato su una console. Partiamo dalla caratterizzazione del mondo di gioco e di chi lo popola, che tra macchine ultratecnologiche e civiltà tribali riesce a creare un mix affascinante e allo stesso tempo convincente, con qualche piccolissimo alone di ripetitività nelle fasi finali dell’avventura. Passando, invece, alla vera e propria qualità delle texture di gioco, Horizon Zero Dawn ci fa pensare che se questa generazione di console è ancora in grado di offrire esperienze simili, la prossima potrà farsi attendere ancora per un bel po’. Ogni singolo aspetto, infatti, raggiunge livelli qualitativi mai visti prima, con il punto massimo rappresentato dal ciclo giorno/notte capace di offrire scorci sulla natura circostante da togliere letteralmente il fiato. Ne è una prova la modalità fotografica disponibile in ogni momento durante il gioco, in grado di creare delle cartoline incredibili, con il rischio di diventare una droga anche andando a spezzare di tanto in tanto la stessa narrazione.

Ottima anche la stabilità di gioco, che propone un framerate sufficientemente stabile di 30 fps su PS4 e si arricchisce di diverse possibilità su PS4 Pro. In questo caso specifico, Horizon Zero Dawn offre un’esperienza 4K convinvente anche se non fluidissima in certi frangenti, ma in ogni caso risolvibile attraverso una seconda opzione che abbassa il livello delle texture più esigente per aumentare le performance. Viceversa, nessun problema per quanto riguarda l’esperienza su PS4 Pro con un monitor Full HD, che permette di mantenere gli arricchimenti grafici senza perdere nulla in stabilità.

Non è da meno il comparto sonoro, anche se non allo stesso livello. Per quanto riguarda la colonna sonora, il risultato finale parla di musiche sognanti nelle fasi di esplorazione alternate a ritmi tribali più incalzanti e sposati alla perfezione con l’azione di gioco. Dall’altra parte, qualche piccola sbavatura riguarda i dialoghi di gioco, con particolare riferimento al doppiaggio italiano. Se da una parte il doppiaggio in lingua originale risulta piacevole e ben caratterizzato, dall’altra la traduzione italiana è minata da qualche sbavatura nella sincronizzazione di animazioni facciali e suoni, risultando in diverse occasioni del tutto slegata nei tempi.

Horizon Zero Dawn: le nostre conclusioni

Horizon Zero Dawn si è proposto all’esigente pubblico dei videogiocatori con una missione quantomai impegnativa: porsi come nuovo punto di riferimento per i titoli per console. E, a dirla tutta, ci riesce pienamente. Nonostante il titolo non sia esente da qualche difetto, questi vengono del tutto sotterrati dalla maestosità di un universo di gioco originale ed estremamente affascinante, accompagnato da un sistema di gioco molto convincente e capace di ispirarsi ad alcuni grandi titoli riuscendo comunque a trovare una dimensione propria. Il tutto è arricchito da un comparto tecnico che – questo sì, senza alcun rimpianto – offre un livello qualitativo che non si era mai visto prima. In definitiva, se siete possessori di PS4, Horizon Zero Dawn rappresenta un’esclusiva da non lasciarsi scappare per nessun motivo. Viceversa, se non siete possessori di PS4…beh, acquistatene una di corsa!

Pro

  • Universo di gioco immenso ed affascinante
  • Sistema di gioco che si ispira a grandi titoli, ma facendolo suo
  • Graficamente, definisce nuovi standard di eccellenza
Contro

  • Scontri con gli umani inconsistenti
  • Elementi GDR poco profondi
  • Doppiaggio italiano non sempre perfetto
9

Federico Parravicini


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