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Honor View 10 recensione: il phablet cinese che sogna in grande

Honor View 10 recensione: il phablet cinese che sogna in grande

Scopri tutto ciò che devi sapere su Honor View 10 nella nostra recensione: ecco il nostro feedback dopo settimane di utilizzo / Ultima modifica il

La storia di Honor ci insegna che è possibile confezionare uno smartphone di qualità ad un prezzo accessibile a tutti. La controllata di Huawei è nata su Internet e per Internet, cercando di rincorrere un pubblico giovane che volesse spendere poco per avere in mano un buon telefono senza troppe pretese. Nel corso degli anni, però, l’enorme crescita della fascia media di mercato – soprattutto in termini di fotocamere, autonomia e potenza complessiva – e la conseguente evoluzione dei top di gamma in modelli ancora più premium (ma con prezzi a tre zeri) ha aperto l’opportunità per il brand di evolversi in qualcosa di più, provando a scrollarsi di dosso l’icona di “fratello minore” di Huawei.

Se ieri consideravamo Honor un brand satellite dei cinesi; oggi è diventato un marchio in grado di accarezzare il target di fascia alta ad un prezzo più contenuto. L’obiettivo non è insidiare Huawei, bensì affiancarla, sfruttandone ricerca e sviluppo per confezionare prodotti di livello da offrire ad un prezzo più basso della concorrenza. Un esempio è il nuovo Honor View 10, parente stretto dello Huawei Mate 10 Pro – da cui eredita il processore – che si presenta sul mercato con una scheda tecnica di tutto rispetto e un prezzo inferiore ai 500 euro. Ma ci avrà convinto all’atto pratico? Scopriamolo nella nostra recensione dopo due settimane di utilizzo.

Design: premium ma non troppo

Frontalmente ricorda il Mate Pro 10 grazie al display Full View da 5,99 pollici, e alle cornici sottilissime che lo circondano; ma, rispetto al phablet di Huawei, il sensore per le impronte digitali si sposta davanti, sotto lo schermo nella piccola porzione di spazio lasciata alla cornice inferiore. Il dispositivo è abbastanza ergonomico per le sue dimensioni anche se è difficile utilizzarlo con una mano sola: il lettore per le impronte è veloce e preciso, ma non è semplice da usare con scioltezza date le dimensioni del telefono.

Ad ogni modo, tenendolo in mano, la sensazione complessiva è buona: il device è bello, solido ed elegante, grazie ai bordi leggermente curvati e al corpo unibody in metallo. Qualcuno storcerà il naso chiedendo più vetro, come va di moda adesso, ma se pensiamo al risultato di Honor 9 – di cui il View 10 è diretto successore – e ai giochi di luce della cover posteriore (acchiappa impronte), pensiamo che Honor abbia fatto bene le sue scelte. E proprio la cover posteriore è l’elemento che ci fa sollevare più di un dubbio: le bande in policarbonato che nascondono le antenne ci fanno ricordare iPhone 6, per il resto, il look è minimalista, con i due sensori della camera posteriore in alto a sinistra, disposti orizzontalmente. Il problema è che sporgono davvero tanto dalla scocca: se metti lo smartphone su un tavolo e premi sull’angolo in alto a sinistra, la sporgenza lo farà barcollare.

Pregevole la scelta di conservare sul lato inferiore il jack audio da 3,5 mm – che però, probabilmente, ha inciso sulla mancanza dell’impermeabilità del dispositivo – accanto all’ingresso USB Type-C e allo speaker mono; rivedibile l’inversione dei pulsanti per alzare e abbassare il volume (che si trovano sul lato destro, sopra il pulsante di accensione) con lo slot che può contenere due nano SIM o una nano SIM e una micro SD per avere più memoria (sul lato destro). Non di rado, abbiamo pensato di spegnere il device e invece stavamo soltanto abbassando il volume.

Display: risoluto al punto giusto

Il passaggio al rapporto d’immagine in 18:9 è fondamentale per apprezzare meglio il display di Honor View 10. Sarà il senso di appagamento per i video e le app senza le orribili bande nere di un tempo, ma la risoluzione Full HD+ (2160 x 1080 pixel) ci sembra azzeccata, anche se ci troviamo di fronte a un pannello di quasi 6 pollici. Essendo un display LCD IPS, se vogliamo continuare il paragone col Mate 10 Pro, le differenze con l’OLED in termini di saturazione e di contrasto dei colori ci sono, ma nel complesso possiamo definirlo accettabile.

In termini di luminosità, Honor View 10 si comporta bene, nonostante la modalità adattiva sia spesso troppo “bassa” rispetto alle tue reali esigenze: un comportamento che risulta essere perfetto di sera, quando utilizzi lo smartphone prima di andare a letto – a proposito, c’è la modalità Protezione occhi che consente di filtrare la luce blu evitando di sforzare la vista e proponendo toni più caldi – ma che invece ti costringe ad intervenire in prima persona quando sei alla luce del sole e hai bisogno della luminosità massima. Basta un tap e i 16 milioni di colori con 403 PPI sprigionano tutta la loro potenza, con un’ottima resa cromatica.

Gli angoli di visuale del display sono sopra la media: anche impostando la luminosità adattiva e ruotando il dispositivo a destra e a sinistra, i colori si mantengono bene, compresi neri e bianchi. Lato software non ci sono molte impostazioni da settare per il display: puoi scegliere una temperatura colore più calda o più fredda di quella predefinita, regolare la visualizzazione delle app non ottimizzate per lo schermo intero, oppure scegliere una modalità colore più vivida o normale, con differenze che influiscono soprattutto sulla durata della batteria. Nel complesso, comunque, non possiamo non giudicarci pienamente soddisfatti dallo schermo di Honor View 10.

Prestazioni: veloce ed efficiente

Uno dei punti di forza in assoluto è il processore, un HiSilicon Kirin 970, octa-core, 2.4 Ghz sostenuto da 6 GB di RAM e 128 GB di spazio interno, espandibile via micro SD fino a 256 GB. Un piccolo mostro di potenza che dimostra gli sforzi di Huawei per recuperare terreno su Apple Qualcomm da questo punto di vista e che svolge egregiamente il suo lavoro, gestendo egregiamente display, fotocamere e batteria. Insieme alla GPU, un Mali-G72 MP12, gestisce bene lo smartphone in ogni suo aspetto, azzerando i tempi di caricamento e lasciando gestire le app in background ad Android Oreo 8.0, senza alcun problema. Puoi dimenticarti intoppi o rallentamenti, Honor View 10 è velocissimo e capace di reggere un buon numero di app aperte senza dare problemi all’utente. Sotto sforzo, riscalda leggermente, ma ci vogliono ore davanti a film e giochi per far sudare leggermente la belva sotto la scocca.

Come abbiamo detto, il lettore per le impronte digitali non è comodissimo da utilizzare: la scelta di spostarlo sul lato frontale ci piace, ma le ridotte dimensioni della cornice inferiore dove si trova il pulsante a feedback aptico ci costringe ad un movimento del pollice poco naturale. Il risultato è che se provi a usare l’Honor View 10 con una mano sola, rischia spesso di scivolarti di mano – purtroppo la scocca è liscia e poco maneggevole, in questo senso ti può aiutare la cover di silicone in dotazione con il telefono; altrimenti devi ricorrere ad entrambe le mani. Molto buono, invece, il riconoscimento facciale: rapido, veloce e praticamente senza intoppi (in due settimane avrà sbagliato, sì e no, cinque volte). Basta prendere in mano il telefono e alzarlo per mettere in moto il meccanismo, che può diventare di gran lunga il tuo metodo di sblocco preferito.

Per quanto riguarda l’utilizzo pratico dello smartphone, puoi scegliere tra tre modalità di navigazione del sistema: il tasto esterno, che attiva le gesture sul pulsante Home per andare e tornare alla schermata home, compresi i pulsanti per andare indietro, la consueta barra di navigazione virtuale e il menù veloce, che, riassumendo, attiva le gesture direttamente sullo schermo. Se la prima modalità ci è sembrata scomoda perché il pulsante è piccolo e non reagisce immediatamente, e la seconda è troppo classica, la terza è quella che ci ha convinto di più. Buona la gestione per il controllo del movimento e i comandi vocali per fare una chiamata veloce direttamente dallo schermo spento: basta premere il tasto di riduzione del volume e dire il contatto che vuoi chiamare per far partire la telefonata.

La ricezione è buona praticamente dappertutto, con un audio in capsula auricolare davvero da sottolineare. Per il resto, dovrai fare i conti con l’intelligenza artificiale nella NPU, la “neural processing unit” che dovrebbe metterti in mano un chip intelligente, in grado di adattarsi ai tuoi consumi, migliorare la fotocamera e ottimizzare in generale le prestazioni del telefono. La realtà è che l’apporto dell’intelligenza artificiale non si sente praticamente mai nell’utilizzo dello smartphone e i casi sono due: o svolge terribilmente bene il suo lavoro, oppure servono mesi di utilizzo per rendersi conto delle sue capacità di calcolo. In entrambi i casi, ci sentiamo di affermare che all’atto pratico la cosa importante è che lo smartphone sia rapido e in grado di gestire il giusto tasso di multitasking, necessario per ogni esigenza. E in questo, l’Honor View 10, ci ha soddisfatti in pieno.

Software: poco Android e molta EMUI

L’Honor View 10 è aggiornato ad Android Oreo 8.0 nella consueta personalizzazione Honor e più precisamente alla EMUI versione 8.0. Può piacere o non piacere: questo retrogusto di iOS che si prova utilizzando tutti i giorni il telefono, o si ama o si odia. A noi è piaciuta perché la grafica è abbastanza minimal e assicura una buona usabilità allo smartphone, ma mettendo a fianco un iPhone le somiglianze si rincorrevano. E a chi piace Android nudo e crudo, questo può essere spiazzante.

Diverso il discorso sul pacchetto di app pre-installate che sono tantissime: oltre al set Google obbligatorio e al classico bagaglio di applicazioni di servizio, Honor aggiunge Health, Quik (l’app di GoPro per realizzare video) e Traslator: un’app in grado di tradurre automaticamente immagini, testi o la tua voce in tempo reale in più di 50 lingue; un buon sostituto per chi non gradisce il Google Traduttore. Il richiamo al target giovanile è chiaro – lo shortcut per condividere foto e video su Snapchat direttamente dalla fotocamera ne è un altro esempio lampante – ma è consigliabile fare un po’ di pulizia all’inizio per non perderci la testa (e la batteria).

Batteria: ottima autonomia

E proprio l’autonomia dell’alimentatore è l’altro grande bonus di Honor View 10. La ricarica è velocissima: ci mette mezz’ora per passare da 0% a 50% e in un’ora carica da 20% al massimo. I consumi poi sono contenuti e il dispositivo non solo arriva fino a fine giornata, ma scavalla tranquillamente il pomeriggio del giorno successivo. Parliamo di un utilizzo medio (chiamate, mail, notifiche e social); se invece lo facciamo sforzare un po’ di più con giochi e video, la batteria da 3750 mAh regge il colpo e dura comunque più di un giorno.

In una giornata con connettività 4G, alternata con il Wi-Fi in ufficio, fatta di notifiche social, videogiochi “sostenuti” dal punto di vista dell’alimentazione come Asphalt Nitro, Spider-Man e The Sims (i primi due, sono pre-installati sul dispositivo) e qualche filmato su YouTube, il consumo di energia è stato stabile e duraturo, senza forti sbalzi dovuti al processore o senza lasciarmi a piedi a metà pomeriggio. Nella media, siamo sempre arrivati a fine giornata con più del 20% di batteria e più di 6 ore di display acceso.

Ad ogni modo, se proprio siete alle strette, nelle impostazioni c’è la possibilità di settare come risparmiare batteria Android e non parliamo soltanto del risparmio o dell’ultra- risparmio energetico, ma puoi anche regolare la risoluzione dello schermo: o nella modalità “intelligente” – sfruttando l’NPU del Kirin 970 – o, brutalmente, togliendo nitidezza al display. Nella nostra prova, la prima modalità ha evidenziato pochi cambiamenti; la seconda, invece, ha dato i suoi frutti. Altrimenti puoi affidarti ad Android e attivare l’ultra risparmio energetico, in grado di regalare ore e ore di autonomia in più, tagliando le connessioni (dati e Wi-Fi), chiudendo tutte le app in background e riducendo lo smartphone a poco più di un classico telefono cellulare. Può salvarti la vita in casi estremi, anche se confidiamo che Honor View 10 sia in grado di gestire l’alimentazione al punto da non farti mai trovare in una situazione del genere.

Multimedia: connettività al top

In questo ambito, l’Honor View 10 se la cava bene, senza grossi compromessi. Lo schermo è grande a sufficienza per guardarsi una serie tv su Netflix o un filmato da YouTube e il jack audio per le cuffie o il modulo Bluetooth 4.2 ti consentono di collegare qualsivoglia cuffia tu desideri. Perché di base, l’audio non è il massimo: lo speaker mono sotto il display prova a fare tutto il lavoro ma il risultato lascia soddisfatti a metà.

Se colleghi un accessorio, puoi attivare il sistema Huawei Histen, già visto a bordo di Honor 9: un filtro che ti consente di dire al telefono che supporto stai usando (auricolari, cuffie e così via) per ottimizzare la qualità e avere un equalizzatore audio integrato per regolare alti e bassi. Se poi vuoi spingerti oltre, puoi sfruttare il MirrorShare che ti consente di riprodurre il contenuto dello schermo su un televisore o set-top box compatibili con Miracast per visualizzare le tue foto e i tuoi video sul tv di casa o per rendere “smart” l’apparecchio e accedere ai principali servizi di tv in streaming e YouTube.

Buona la possibilità di sfruttare Huawei Beam, che, sostanzialmente, è la possibilità di trasferire file, immagini, video, contatti e URL dal tuo Honor View 10 a un altro dispositivo compatibile sfruttando il chip NFC in dotazione. Ottimo per velocizzare il processo e per inviare le foto ai tuoi amici in situazione di connettività LTE scarsa o di mancanza di Wi-Fi. Completano il fronte connettività l’ingresso USB-Type C (2.0, non 3.1), il modulo Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac, e A-GPS/GLONASS.

Fotocamera: nella media con la fascia di prezzo

La fotocamera posteriore è composta da un sensore da 16 megapixel RGB e uno da 20 MP monocromatico, entrambi dotati di apertura focale f/1.8 e messa a fuoco automatica 2-in-1 con PDAF (Phase Detection Auto Focus). Come per i miglior smartphone Huawei, è perfetta per scattare in bianco e nero e il Kirin 970 elabora perfettamente le immagini, riconoscendo a Honor il merito di aver fatto un buon passo avanti rispetto a Honor 9 portando maggiore qualità complessiva e una più ampia apertura del diaframma. Detto questo, manca la stabilizzazione ottica e questo incide terribilmente in condizioni di scarsa luminosità dove tempi di scatto più lunghi vengono vanificati anche da movimenti impercettibili della mano.

Dal punto di vista dell’usabilità, la scelta di Android di suddividere Impostazioni e Modalità (con uno swipe rispettivamente verso destra e verso sinistra) è ripresa anche su Honor View 10 e, con poco sforzo, si riesce a capire bene come utilizzare tutto: puoi sfruttare il comando vocale per scattare una foto, attivare l’ultra istantanea (poi basterà premere due volte il tasto riduzione volume, anche a schermo bloccato, per scattare una foto) oppure aggiungere automaticamente le filigrane Honor (una scelta discutibile, utile forse per social network come Instagram). D’altro canto, invece, sulla schermata principale puoi attivare “immagini in movimento”, una modalità che ti consente di avere un focus ancora più rapido, “modalità verticale” per i ritratti e “modalità ampia” per i panorami.

La resa è molto convincente soprattutto nella gestione del bilanciamento del bianco e della saturazione dei colori, anche in condizioni di scarsa luminosità, dove, tutto sommato, le fotocamere si fanno valere in tutto il loro potenziale. Difetti? Il flash, non all’altezza, anche se è un problema diffuso un po’ in tutto l’ambiente mobile, così lo zoom digitale a 2x, che consigliamo di utilizzare il meno possibile, a causa dell’enorme rumore digitale che provoca. Buoni invece gli scatti panoramici, dove riesce a catturare ogni particolare dello scenario senza fare troppa fatica.

Ottima invece, la fotocamera anteriore da 13 megapixel che scatta immagini luminose e nitide: si sente anche qui la volontà di acchiappare i millennials, stuzzicandoli sulle caratteristiche dove sono più sensibili. Non male la registrazione video in 4K (a 30 fps) con autofocus e stabilizzazione digitale), malino la registrazione in Full HD (anche questa a 30 fps) e in vista dell’arrivo del Super Slow Motion anche su dispositivi di fascia medio-alta, questa mancanza si può sentire. Nel complesso quindi, ci troviamo davanti ad un bel pacchetto che non svetta rispetto alla concorrenza, ma che può giocarsela con chiunque nella stessa fascia di prezzo.

Honor View 10: le nostre conclusioni

Tutto questo basta per eleggerlo tra i miglior smartphone Android? La risposta è dipende dal prezzo. Lo smartphone ci ha convinto per la potenza del processore e per un’autonomia davvero imbattibile, senza dimenticare che si tratta del salto di Honor nel mondo del display a tutto schermo. Peccato per la mancanza della impermeabilità e per alcune scelte discutibili dal punto di vista del design. Detto questo, ci aspettavamo tanto da Honor perché la sua strada è stata lastricata di device che hanno cannibalizzato il segmento di prezzo che andavano a colpire.

Pro
Ottima autonomia
Prestazioni super
C’è il jack audio
Contro
Non è resistente all’acqua
Design da rivedere
Prezzo eccessivo
valutazione finale8

Prezzo

Da Honor 5X a Honor 6X passando per Honor 9, l’azienda ha infilato una serie di best buy difficili da dimenticare; Honor View 10 invece, è uno dei primi device a non lasciarci a bocca aperta e a convincerci immediatamente che non si possa trovare di meglio allo stesso prezzo. Almeno è così al prezzo di listino (499€), se poi l’offerta dovesse abbassarsi – su Amazon, ad esempio, è già sceso sotto i 450€, puoi controllare cliccando qui – allora Honor View 10 potrebbe trasformarsi in una buona occasione da non farsi sfuggire.

Prezzo consigliato: € 469.9Prezzo: € 469.64