Honor 9: uno smartphone che convince, pur essendo un deja vù

L’estate 2016 non è stata sconvolta soltanto dall’arrivo di un caldo atroce, ma anche dal lancio di Honor 8, dispositivo della casa cinese vicina a Huawei che colpì particolarmente per un prezzo aggressivo, un design davvero piacevole e un’esperienza d’uso completa. Quest’anno l’azienda ci riprova con Honor 9, che deve raccogliere una eredità importante tentando di surclassare il successo del suo predecessore, ancora nei cuori di tante persone.

Honor ci riprova quindi puntando su design, doppia fotocamera e prestazioni, tentando di equilibrare il tutto e offrendo all’utente un prodotto completo, versatile ma facile da usare. Non è una impresa semplice, perché la base di partenza – il P10 di Huawei – non ha fatto faville come il suo fratello maggiore Huawei P9 che aveva conquistato tutti. Ci sarà riuscita Honor anche stavolta? Scopritelo in questa recensione di Honor 9.

Honor 9 video recensione

Scheda tecnica

Sistema operativo
Versione Android 7.0 Nougat
Display
Diagonale 5.1 pollici
Tecnologia LCD IPS LTPS
Risoluzione 1920 x 1080 pixel
Densità 428 PPI
Processore
Nome HiSilicon Kirin 960
Frequenza di clock 2.4 GHz
Numero core 8 core
Architettura ARM a 64 bit
GPU Mali-G71 MP8
RAM
Quantità 4 GB
Fotocamere
Posteriore da 20 megapixel, video a 2160p - flash LED
Anteriore da 8 megapixel, video a 1080p
Memoria di archiviazione
Memoria interna 64 GB - memoria espandibile
Connettività
Modem 4G+
Wi-Fi Wi-Fi 802.11 a/b/c/n/ac dual-band
SIM nanoSIM
SIM secondaria nanoSIM
Geolocalizzazione A-GPS
Bluetooth Bluetooth 4.2
NFC
Porte
Connettività USB microUSB 2.0
Batteria
Capienza 3200 mAh - non removibile
Stylus
Stylus attivo No
Dimensioni
Millimetri 147.3 x 70.9 x 7.5
Peso
Grammi 155

Design: un tuffo nella galassia

Tutti ricordiamo Honor 8 per il suo vetro blu che costruiva la parte posteriore del device, vetro che era protagonista di giochi di luce e rifrazione grazie al particolare metodo produttivo atto a mettere in evidenza la scocca del prodotto. L’approccio su Honor 9 è molto simile, con l’introduzione però di una doppia curvatura sui bordi e di un nuovo colore argento che ruba la scena – anche se ancora troviamo il modello blu, solo che stavolta non più al centro dell’attenzione come in passato.

Honor 9

Honor 9 assomiglia parecchio a Samsung Galaxy S7: sarà per la curvatura posteriore, o per il tasto Home\sensore di impronte posto anteriormente – e non più dietro e cliccabile come su Honor 8. Esteticamente però funziona e anche parecchio, e dispiace soltanto che tutto questo vetro sia troppo facile da sciupare, dato che saremo quasi obbligati a mettergli pellicole o una custodia (come quella in dotazione, che per altro si è rovinata con troppa fretta). Le dimensioni sono quasi perfette, grazie al display da 5,15 pollici che occupa la parte frontale del device.

Dietro, oltre al vetro, troviamo i due moduli fotografici, protagonisti indiscussi dell’esperienza d’uso di questo Honor 9. I pulsanti sono tutti sul lato destro, a portata di pollice, mentre le porte – USB Type-C e jack cuffie – le ritroviamo sotto, mentre sopra c’è ancora il comodo sensore ad infrarossi per comandare TV e altri dispositivi. Il carellino per le due SIM (o per SIM e micro SD) è invece sul fianco sinistro. Honor 9 colpisce per il suo design, rappresentando una evoluzione in positivo rispetto ad Honor 8, una evoluzione capace di mettere in ombra l’estetica di Huawei P10, decisamente più banale.

Display: un ottimo, semplice pannello

Honor ha scelto uno schermo da 5,15 pollici con risoluzione Full HD (1920 x 1080 pixel) e tecnologia LCD IPS LTPS. Suona familiare? Ma certo, è praticamente lo stesso display di Honor 8. In questi mesi la casa si è concentrata su altri aspetti, piuttosto che spingere sullo schermo, che risulta essere ben bilanciato e calibrato per l’esperienza d’uso. Honor 9 rappresenta infatti uno dei pochi telefoni non padelloni in circolazione, e questa risoluzione è ancora abbondantemente sufficiente per non sentire la mancanza di qualcosa in più.

Honor 9

Lo schermo è generalmente ottimo per qualsiasi contesto di utilizzo: i testi sono nitidi, i colori spiccano, i bianchi sono freddi e ben calibrati. Non è un AMOLED ma neri e contrasti sono comunque più che validi, e i valori di luminosità si adattano bene a qualsiasi contesto di utilizzo, sia dentro casa che fuori. Ottimi anche gli angoli di visuale, grazie alla tecnologia IPS. Forse si poteva fare qualcosa in più a livello di cornici, ma quella è più una scelta progettuale che una caratteristica dello schermo.

Il software come sempre offre anche opzioni di calibrazione dei colori – verso toni caldi o più freddi – e a regola lo schermo copre lo spazio colore DCI-P3, anche se di questa cosa non viene fatta menzione tra le opzioni del display. C’è anche il filtro luce blu ma, inspiegabilmente, manca il settaggio per poter rendere più denso il display, con testi e icone più piccoli e meno spaziature. In generale, però, Honor 9 non delude come esperienza d’uso.

Prestazioni: sempre velocissimo, ma il software…

Honor 9La scheda tecnica di Honor 9 si fa ovviamente ad inserire in quella scia di dispositivi rilasciati da novembre a questa parte, a cominciare dallo Huawei Mate 9. Ritroviamo quindi un Kirin 960, accompagnato da 4 o 6 GB di memoria RAM, e 64 GB di storage eMMC 5.1 espandibile tramite micro SD (a costo di sacrificare la seconda SIM). In Italia purtroppo, al momento, non sono previste le configurazioni con 128 GB di storage. Il modello con 6 GB di RAM si chiama Honor 9 Premium ed è quello recensito. Rispetto a Honor 8 il prezzo di listino sale, ma va anche detto che raddoppia lo spazio a disposizione dell’utente già nel modello base.

Questa scheda tecnica (specialmente la CPU) è stata oggetta di tante discussioni negli ultimi mesi, perché si è avuto la percezione che il precedente Kirin fosse più ottimizzato, specialmente lato consumi. A livello puramente prestazionale, però, non si può dire nulla. Honor 9 vola in qualsiasi contesto di utilizzo, dalla navigazione web al gaming, passando per app leggere o pesanti. La tendenza a scaldare un po’ rimane (ed è accentuata dalle temperature estive molto elevate), ma con meno effetti collaterali che su Huawei P10.

Il software è lo stesso di sempre: EMUI 5.1 basata su Android Nougat 7.0. Sarà che ormai l’ho vista in tutte le salse, ma inizio a tollerarla sempre meno: è tempo di un radicale redesign, sperando in un allontanamento estetico da quel mix di Android e iOS che Huawei ha sempre spinto. L’esperienza d’uso è valida e gli utenti meno esperti apprezzeranno la semplicità e il trovare tutto già pronto, però chi è più avvezzo al mondo della telefonia cercherà in tutti i modi di personalizzare al meglio l’interfaccia, eliminando le distrazioni e gli eccessi.

Honor 9

Come sempre, ritroviamo tanto bloatware (applicazioni preinstallate) che fortunatamente possiamo far sparire, e dei temi di sistema dal gusto francamente discutibile. Android Nougat è quasi un miraggio sotto tutto questo ben di Dio, cosa che ha un impatto anche sulla batteria. C’è anche l’ennesimo pulitore di memoria, che vi consiglio di disabilitare immediatamente, più svariate app. Un hardware come questo con un Android stock o lievemente personalizzato sarebbe un sogno, il device perfetto probabilmente.

Honor 9 però strizza l’occhio ai millennials, ai giovani, a chi (forse) non sente il peso di questi fronzoli. Sporcare però in questo modo l’esperienza utente non lo trovo comunque giustificabile. Il bello di Android però è che possiamo trasformare il telefono come si vuole, e quindi potremo non solo eliminare questi eccessi, ma anche cambiare l’estetica secondo i nostrigusti. Per il resto, la EMUI rimane un software molto completo, anche se talvolta è facile perdersi fra le mille opzioni offerte.

Batteria: autonomia nella media

L’autonomia è stato il tallone d’Achille della gamma P10 di Huawei, complice un mix di temperature importanti, software meno ottimizzato e processore molto potente. La mia preoccupazione era ritrovare la stessa esperienza su Honor 9, ma sono felice di essere stato smentito. Qui i 3200 mAh di batteria si comportano bene: ancora non siamo ai livelli dei veri medio gamma che durano due giorni, ma si riesce a coprire la giornata d’uso a patto di toccare un po’ le impostazioni.

Honor 9

Il mio uso medio, fatto di tantissime notifiche, connessione Wi-Fi, luminosità media e circa 4 ore di display attivo, mi fanno coprire la giornata senza troppe difficoltà, ma in contesti stress (come ad esempio un viaggio) ho notato che è decisamente più facile vedere il device spegnersi prima di cena, raggiungendo magari un buon numero di ore di display ma subendo dei cali anomali in stand-by. Altri device non hanno praticamente consumi con lo schermo spento, qui invece la situazione è diversa.

Serve quindi intervenire dalle impostazioni, e ottimizzare la batteria attraverso i settaggi di risparmio energetico offerti dal software. Mentre la EMUI 4.0 chiudeva tutto (provocando problemi alle notifiche, va sottolineato), qui saremo noi a dover indicare di far bloccare certe app a schermo spento, una operazione che su altri telefoni viene gestita in maniera automatica e autonoma, senza farci intervenire manualmente. Con un po’ di consapevolezza potremo coprire al meglio la giornata, ma se siete soliti mettere sotto stress il telefono forse dovreste puntare ad altro.

Fotocamera: un P10 in tasca

Honor 9Anche il comparto fotografico profuma di deja-vu – forse perché, dal Mate 9 in poi, è praticamente rimasto sempre lo stesso. Doppia fotocamera da 20 + 12 megapixel, con opportunità di fare uno zoom simulato 2x e scattare foto in bianco e nero grazie al sensore monocromatico. L’apertura è una f/2.2, e c’è anche il doppio flash LED, ma manca la stabilizzazione ottica. Volendo riassumere in poche parole, l’esperienza è quasi identica a P10 ed è un gradino superiore a Honor 8, ma ci sono delle ombre.

Ancora una volta, mi ritrovo a sottolineare una grave mancanza, cioè l’assenza di HDR automatico, letteralmente fondamentale di questi tempi. L’HDR salva le foto scattate in controluce o con condizioni di luminosità difficili, e potremo attivarlo manualmente sacrificando però la tecnologia di zoom ibrido, che funziona davvero bene ed è estremamente convincente e utile. Avremo accesso a comandi manuali e scatti RAW, ma l’HDR rimarrà una modalità extra da abilitare, e mi sono ritrovato in tante occasioni a tenerlo sempre in quel modo.

Le fotocamere soffrono un po’ anche l’apertura limitata a f/2.2, dato che in condizioni di luminosità scarsa (giornate nuvolose, sera e notte) vedremo scatti di minore qualità, con l’introduzione di rumore digitale e imperfezioni. Di giorno però i due moduli danno il meglio di sé, tirando fuori una ottima quantità di dettaglio dalle immagini e permettendoci di giocare con le tante modalità di scatto, dal quelle per la profondità di campo nei ritratti alle live photos in stile iPhone, introdotte ora anche nella EMUI.

I video risultano anch’essi essere un gradino indietro rispetto alla concorrenza più blasonata: c’è la stabilizzazione software e il 4K, che viene per altro compresso tramite codec h.265, capace di offrire buona qualità senza occupare eccessivo spazio. L’audio è discreto ma al calare della luce noteremo tanto rumore digitale, in maniera accentuata rispetto alle foto. Buone infine le prestazioni del modulo frontale da 8 MP, a patto di disabilitare gli effetti bellezza. C’è stato sicuramente un passo in avanti rispetto ad Honor 8, ma la concorrenza adesso è agguerrita e secondo me la casa non ha risposto adeguatamente.

Multimedia: il jack è una certezza

A livello multimediale, Honor 9 è un device che se la cava più che bene in tutti i contesti d’uso. Il display non è enorme e quindi non avremo la stessa godibilità che offre un phablet nel vedersi un video su YouTube o una puntata su Netflix, ma la qualità dello schermo è valida e quindi si può chiudere un occhio sulle dimensioni. Essendo uno schermo puramente 16:9 possiamo anche salutare le bande nere per quasi tutti i contenuti, evitando lo stesso fastidioso problema introdotto sui top di gamma con aspect ratio bizzarri.

Honor 9

Ottimo anche il gaming grazie alle prestazioni di CPU e GPU, che lavorano bene all’unisono macinando fotogrammi, e se la cava anche il comparto sonoro. C’è uno speaker sul fondo del telefono che si smazza tutto l’output (niente doppia cassa), e il risultato è discreto. Il volume è abbastanza elevato e il suono pulito, completamente privo di bassi ma passabile per un uso vivavoce o per ascoltare un video senza ricorrere a delle cuffie. Per fortuna c’è anche il jack da 3,5 millimetri, che fa fatica a sparire dalla circolazione.

Honor 9: le nostre conclusioni

Honor 9 forse non avrà lo stesso impatto del suo predecessore, per un motivo molto semplice: allo stesso prezzo si porta a casa Huawei P10  che dovrebbe rappresentare l’alternativa top di gamma più costosa, ma che nella realtà dei fatti ha subìto un calo di prezzo così aggressivo che la scelta fra i due rimane difficile. Sicuramente Honor 9 vince per una rifinitura nella combinazione hardware\software, in autonomia e anche in estetica, ma sulla fotocamera siamo lì, la EMUI è la stessa e le prestazioni sono praticamente identiche.

Pro

  • Bello da vedere ed ergonomico
  • Prestazioni da vendere
  • Buon comparto fotografico
Contro

  • Mancanza di HDR automatico
  • Soffre sotto stress (temperature e batteria)
  • EMUI da rivedere
8

Andrea Ricci


A 449€ – come si vede a questa pagina, Honor 9 è un’ottima scelta per tanti, che potrebbe diventare ancora più interessante se dovesse tornare al prezzo originale del suo predecessore Honor 8. Chi possiede ancora quel device se lo tenga stretto: l’upgrade è assolutamente superfluo. Ora c’è quindi un altro competitor nella fascia media, che sono sicuro sarà capace di smuovere parecchio le vendite. In attesa di Android O e di una nuova EMUI, che potrebbe dare una seconda vita a questo prodotto fra qualche mese, nella speranza di una evoluzione concreta che possa sfruttare al meglio le prestazioni del device.

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