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Honor 8: ecco il vero medio gamma senza compromessi

di Andrea Ricciaggiornato il 19 settembre 2016

399€ è il nuovo 699€. Non ci sono più dubbi: continuano ad uscire smartphone top di gamma dalle caratteristiche incredibili, ma l’attenzione degli utenti si è spostata in parte verso prodotti che costano decisamente meno – spesso, anche meno della metà. Perché? Non è solo una questione economica. Semplicemente, prodotti che prima erano considerati più scarsi proprio per il loro costo ormai non hanno più veri compromessi che ne rendono l’uso più difficoltoso rispetto ad offerte di fascia superiore. Un telefono da 100€, ormai, fa le stesse cose (non con la stessa qualità, ovviamente) degli ultimi modelli da urlo.

Questo discorso si applica alla perfezione a Honor 8: è un top di gamma venduto ad un prezzo da dispositivo di fascia media, che tenta di offrire all’utente un’esperienza completa ma ad un costo interessante. Ha ancora senso comprare uno smartphone da 800€? Forse, ma giorno dopo giorno diventa una scelta sempre più complessa e difficile da fare, in un mondo di telefoni sempre più prestanti ed economici.

Honor 8 è quindi il must-buy che tutti dicono? Lo abbiamo provato a lungo, ed è nelle nostre tasche dal giorno del lancio a Parigi fino ad oggi che ve ne parliamo. Scopriamo come se la cava nella nostra recensione.

Honor 8 in 60 secondi

Scheda tecnica

Design: il vetro che conquista

Prima di cominciare, vanno subito chiariti due punti. Honor, lo ricordiamo, è un sotto brand del colosso Huawei, e questo 8 è un Huawei P9 sotto mentite spoglie. I due dispositivi sono praticamente identici, ed è per questo che per molti dei pregi e difetti vi basta andare a rileggere la recensione dell’ultimo top di gamma della casa cinese. Il design però è uno degli aspetti dove si nota subito una differenza: sparisce la costruzione in alluminio e viene introdotto il vetro, un bellissimo vetro capace di creare giochi di luce e colore difficili da non notare.

Honor 8 è uno smartphone da 5,2 pollici: si fa tenere bene in mano e ha una colorazione in questo caso blu, davvero originale e bella, che rende unico il device rispetto alla marea di telefoni bianchi o neri. La back-cover, non removibile, è stata ottenuta fondendo 15 strati diversi di vetro, ed è interrotta soltanto dal lettore di impronte digitali, molto rapido e con una particolarità: si può cliccare e personalizzare il suo comportamento.

Dietro ritroviamo anche i due moduli fotografici già visti su P9, che come leggerete dopo si comportano piuttosto bene in ogni situazione. Davanti, invece, gran parte della superficie è occupata dal display, di cui parliamo nel paragrafo successivo. Honor 8 è semplicemente bello: colore e costruzione funzionano, nulla da dire. Un difetto? Tende a scivolare, a causa del vetro, ed è un magnete per le ditate. Mettetegli una cover, magari trasparente, per continuare a godere del suo design senza rischiare di danneggiarlo.

In basso troviamo invece i fori per lo speaker, il jack audio e un connettore per la ricarica col nuovo standard USB Type-C, mentre sul lato destro presenziano, sottili, bilanciere del volume e tasto di accensione.

Display: un buon pannello Full HD

Uno dei punti migliori di Huawei P9 era il suo display. Ben bilanciato in dimensione e risoluzione, aveva dalla sua una tecnologia particolare capace di regalare neri molto profondi e contrasto elevato, sebbene fosse un “semplice” LCD e non un AMOLED. Honor 8 purtroppo non è dotato della stessa tecnologia: da qualche parte doveva esserci un compromesso, ma non è assolutamente grave. In qualsiasi situazione d’uso, il display risulta essere più che valido, grazie ad una buona densità di pixel e ad una calibrazione comunque efficiente. Anche la risoluzione non cambia: ritroviamo un bilanciato Full HD, ancora più che valida in un’epoca di QHD e 4K.

Buoni quindi i livelli di nero e la riproduzione dei colori, mentre gli angoli di visuale rimangono assolutamente ampi e non creano distorsioni all’immagine. Ho apprezzato molto il lavoro fatto sulla luminosità: sebbene il sensore automatico talvolta sia un po’ pigro, il livello di luce può sia scendere che salire molto. Questo significa non rimanere accecati la sera ma riuscire ad usare il telefono sotto il sole. Si può inoltre cambiare la temperatura colore dalle impostazioni ed è presente un filtro luce blu integrato nel software, utile per la lettura serale – il principio è identico a quello dell’app f.lux o della funzione Night Shift introdotto in iOS 9.3.

Hardware e software: un P9 in tasca

Huawei P9 e Honor 8 condividono anche una scheda tecnica praticamente identica – ci sono giusto delle piccole differenze che però sono difficili da notare nell’uso quotidiano. P9 ad esempio monta un processore Kirin 955, un octa-core con la frequenza massima di 2,5 GHz, mentre Honor 8 si “ferma” ad un Kirin 950 con 200 MHz in meno nel clock. Dalla sua, però, troviamo 4 GB di RAM anche nella configurazione da 32 GB di storage, mentre su P9 era necessario l’upgrade a 64 GB per la stessa quantità di memoria volatile. Sono differenze che ci sono ma che difficilmente smuovono qualcosa nell’esperienza d’uso quotidiana, ma ho apprezzato il gigabyte di RAM in più.

Il sistema operativo è Android 6.0 Marshmallow – con la promessa di almeno 24 mesi di aggiornamenti e quindi con Nougat teoricamente in arrivo a breve – personalizzato pesantemente con la Emotion UI 4.1 di Huawei. Mi piace? No, ma ci si può convivere, anche se alcuni dei difetti non sono da poco. Il gusto estetico di questa interfaccia è francamente discutibile – questi brand cinesi fanno fatica a dimenticarsi di iOS – e alcune funzioni sono estremamente ridondanti. Ho trovato tantissime app preinstallate che fortunatamente si possono rimuovere (c’è proprio una funzione offerta da Honor per questa operazione) e talvolta è necessario passare dall’onnipresente app Gestione Telefono per far sì che certi servizi riescano a mostrare le notifiche.

Honor cerca di semplificare la vita dell’utente meno esperto, mettendogli in mano un telefono già pronto all’uso medio: troviamo quindi Facebook preinstallato, una app per i backup, il cleaner di sistema, i filtri molestie e tante altre scorciatoie che evitano di dover scaricare cento app dal Play Store per fare le stesse cose. All’utente più esperto però tutto ciò appare come un impedimento, ma come già detto Honor è stata abbastanza furba da permettere di rimuovere gran parte di queste aggiunte. C’è anche il supporto ai temi, che consente almeno di personalizzare l’aspetto nel tentativo di rendere meno “giocattoloso” il software.

A livello di prestazioni, però, non ci si può lamentare. Riesce davvero difficile mettere in crisi questo telefono: è veloce e scattante in qualsiasi operazione, e il multitasking permette di tenere in memoria davvero tantissime app senza fatica. Le operazioni più banali, dalla navigazione web alla consultazione di un social, voleranno senza problemi, mentre anche cose più complesse come il gaming non riusciranno a mettere in crisi il device. Merito di un mix bilanciato di CPU, GPU, quantità di RAM e risoluzione dello schermo, tenuta intelligentemente a Full HD senza andare oltre.

Honor, poi, punta sull’evitare compromessi: il device è dual SIM, ma si può sacrificare uno slot per andare ad espandere la memoria. C’è il sensore ad infrarossi per comandare i dispositivi della casa, e la connettività è ai massimi livelli fra LTE e Wi-Fi di ultima generazione. Inoltre, il lettore di impronte digitali è uno dei migliori sulla piazza: è incredibilmente veloce e riconosce il mio dito anche se umido, e soprattutto si può cliccare. Infatti è un pulsante fisico il cui comportamento è personalizzabile via software: io con una pressione prolungata avvio Google Now, mentre due clic mi fanno scattare uno screenshot.

Batteria: ottime prestazioni dai 3000 mAh

Altro paragrafo, altro aspetto in comune con Huawei P9: i due device condividono anche il modulo batteria da 3000 mAh, e soprattutto hanno prestazioni davvero simili. Risulta davvero difficile arrivare a sera con il telefono spento, almeno con il mio uso. Con due account mail in push, social, tante app installate, geolocalizzazione attiva e nessuna ottimizzazione specifica, ho tirato fuori sempre almeno 3-4 ore di schermo, arrivando a sera inoltrata (oltre mezzanotte) con il telefono ancora acceso e un 20% abbondante di batteria residua. Facendo più attenzione ai consumi si supera tranquillamente questo dato; nelle giornate passate in casa connesso al Wi-Fi, inoltre, ho superato senza problemi anche le 5 ore di display.

Honor ha inserito una serie di ottimizzazioni per i consumi che l’utente può attivare: ritroviamo i classici profili prestazionali (compreso quello di ultra risparmio, la famosa modalità Nokia 3310 in pratica) più l’opportunità di bloccare l’accesso alla rete a certe app. Potremo usare un comando automatico di ottimizzazione per farci consigliare sui passi giusti per tirare fuori ancora più batteria (tipo spegnere il Bluetooth se inutilizzato o ridurre il time-out del display), e addirittura potremo abbassare la risoluzione dello schermo per ridurre ulteriormente i consumi.

A tutto questo si unisce la ricarica rapida tramite connessione USB Type-C: in circa un’ora e mezzo riempirete la batteria. Non è veloce come gli ultimi device Qualcomm, ma non ci possiamo proprio lamentare. Unendo questo fattore alla autonomia già longeva, ecco che Honor 8 si profila come uno smartphone indicato per chi non vuole arrivare a sera con il telefono spento. In questo caso, va riconosciuto l’ottimo lavoro del duo Honor\Huawei.

Fotocamera: una (piccola) nota dolente

La configurazione con doppia fotocamera, adesso vista anche su iPhone 7 Plus, è stata introdotta proprio da Honor l’anno scorso con 6 Plus, e rivista successivamente (ancora una volta) su Huawei P9 quest’anno, nella famosa collaborazione con Leica che ha fatto tanto discutere. I due moduli qui montati sono gli stessi di P9: ritroviamo due sensori da 12 MP, uno RGB mentre l’altro monocromatico, che lavorano all’unisono per ottenere scatti ricchi di dettagli e luce. Completa il tutto un sensore laser per l’autofocus e un flash LED a doppio tono di colore, per evitare di “bruciare” gli scatti con una luce troppo bianca.

Ho notato però delle differenze: nel 90% dei casi, Honor 8 si comporta esattamente come Huawei P9, quindi se volete sapere tutto sul comparto fotografico vi invito a leggere il nostro focus dedicato all’argomento realizzato dal team di Ridble Fotografia. Ci sono però delle situazioni dove, complice probabilmente una ottimizzazione software diversa o per la mancanza della famosa “mano” di Leica, Honor 8 non tira fuori risultati al pari di quelli di P9. Va anche sottolineato che l’app fotocamera è diversa: innanzitutto, non potremo più fare gli scatti con la sola fotocamera monocromatica, ma al suo posto viene introdotto l’effetto bokeh (profondità di campo) che consente di scattare una foto e modificare anche in un secondo momento l’apertura dell’obiettivo. Ovviamente si tratta di un effetto posticcio, dai risultati talvolta discutibili. Nella modalità Pro, con controlli manuali, manca poi anche l’opportunità di fare scatti RAW: davvero una grande assenza che pesa molto sul comparto fotografico.

Gli scatti però sono quasi sempre di ottima qualità: anche in notturna viene catturata una quantità di luce sufficiente per poter apprezzare i dettagli. Ancora una volta ritroviamo un paio di compromessi anche lato video: non c’è l’opportunità di riprendere in 4K (Honor 8 si ferma al 1080p60) e si sente la mancanza di un vero stabilizzatore ottico. Si può attivare quello software (che fa un buon lavoro) ma non sempre basta nelle situazioni più movimentate. L’aspetto fotografico è quindi, per certi versi, lontano e vicino da Huawei P9. Chissà se futuri aggiornamenti (o qualche mod) potrebbero renderci le funzionalità mancanti.

Multimedia: spicca sempre il display

L’aspetto multimediale nei recenti smartphone è solitamente ottimo. Grazie alle specifiche da urlo, risulta difficile trovare un telefono dove godere di un film o di una canzone diventa una esperienza negativa. Honor 8 non fa eccezione: lo schermo ad esempio ha la giusta qualità e dimensione per godere di qualsiasi contenuto. Certo, non è un phablet dove magari si riesce ad avere ancora più superficie da guardare, ma i 5,2 pollici sono più che sufficienti per un video su YouTube o una puntata su Netflix; le prestazioni non mancano poi al telefono per riuscire a riprodurre qualsiasi tipo di contenuto senza fatica.

Anche il gaming (2D e 3D) si comporta benissimo su Honor 8, ed è difficile notare la differenza con il più potente P9. Hanno però un aspetto in comune che ai tempi fu una nota dolente: l’audio. Il comparto sonoro non spicca per entrambi i device: in questo caso, l’unico speaker posto sul fondo del device ha una qualità accettabile, ma il suono è completamente privo di bassi. La posizione è poi infelice, dato che è facile coprirlo con la mano. In cuffia, invece, il volume è basso: manca quell’esplosione per apprezzare a pieno la musica, al netto del fatto che c’è un equalizzatore DTS. Peccato davvero, e anche qui spero in qualche update software.

Honor 8: le nostre conclusioni

Honor 8 è quindi un must buy? Dipende da tanti fattori. Spendendo la stessa cifra troviamo ad esempio OnePlus 3, che consente di avere una esperienza software più vicina a quella stock, ma una cura generale diversa e soprattutto un comparto fotografico inferiore e meno interessante. Quello che è ovvio è che potrebbe non servire davvero più comprare un top di gamma: giorno dopo giorno i telefoni che costano sempre meno diventano ancora più potenti, e Honor 8 è un perfetto rappresentante di questo ragionamento.

Posso dire però che mi sono trovato molto bene con questo dispositivo: i piccoli difetti si dimenticano subito quando si ricorda quanto abbiamo speso, e un utente più esperto potrebbe anche saper mettere mano e correggere alcune delle cose che meno funzionano. Honor 8 è quindi, per me, il telefono da battere quando si decide di spendere 399€: una fascia di prezzo spesso rilegata ai top di gamma dell’anno prima, ma che invece adesso viene occupata con merito da un telefono nuovo e davvero capace di sorprendere. Attenzione soltanto ad una cosa: Huawei P9 ormai si porta a casa per la stessa cifra. Saprete scegliere fra i due?

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