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Honor 8 Pro: il top di gamma alternativo ai grandi nomi blasonati

di Andrea Ricciaggiornato il 9 maggio 2017

Honor, fratello minore di Huawei e brand pensato per i cosiddetti millennials, tenta a metà 2017 una strada per ora nuova all’azienda: rilasciare un top di gamma vero e proprio che possa competere non solo con la concorrenza esterna, ma con i device di casa propria, come i nuovi Huawei P10 con cui questo Honor 8 Pro condivide una buona parte della scheda tecnica. Un esperimento azzardato ma dal risultato sicuramente interessante.

Honor 8 Pro infatti arriva e si posiziona a metà: prezzo di listino 549€, specifiche esagerate e un nome forte da mandare avanti, un richiamo a quell’Honor 8 che ha posizionato il brand nell’olimpo dei produttori nel giro di qualche mese. Honor 8 Pro punta sul dare tutto all’utente, cercando di anticipare anche le sue esigenze future con specifiche di punta capaci di supportare le prossime versioni di Android senza fatica. Sarà riuscita Honor nell’impresa? Scopritelo in questa recensione.

Honor 8 Pro video recensione

Scheda tecnica

Design: semplicemente enorme

Honor 8 Pro non è un telefono per tutti. Con i suoi 5,7 pollici le dimensioni generali sono importanti e quasi esagerate, rendendolo un phablet a tutti gli effetti. Misure così non si vedono spesso ma hanno un senso: i P10 non superano i 5,5 pollici, lasciando a bocca asciutta gli amanti dei device grossi, e soprattutto questo polliciaggio contribuisce all’idea di smartphone completo, capace di fare tutto e dalle specifiche spinte. Si capisce subito che è un dispositivo che punta a non avere compromessi.

Da un punto di vista estetico però, il richiamo a Honor 8 è solo parziale. Davanti i due telefoni sono uno la copia dell’altro, dietro però sparisce lo splendido uso del vetro che aveva reso iconico il piccolino di casa Honor, a favore di una scocca in metallo più semplice. Dietro troviamo il lettore di impronte digitali che però non è più un pulsante cliccabile (ma rimane veloce e preciso), e una piccola finestrella con le due fotocamere, una implementazione visiva che non mi fa personalmente impazzire. Le porte sono tutte sotto, mentre bilanciere del volume e tasto di accensione\spegnimento li si raggiungono con il pollice sul fianco destro.

È quindi un Honor 8 per metà. A livello ergonomico le dimensioni si fanno sentire: l’uso con una mano sola è quasi impossibile nel quotidiano, costringendoci a tenere lo smartphone con due mani anche solo per scrivere un messaggio. Il peso importante però viene ben spalmato su tutta la superficie, e il fatto che lo spessore sia così contenuto (meno di 7 millimetri) permette di non sentire le dimensioni come un problema come accade su altri prodotti. Unica vera mancanza? L’impermeabilità, ormai un must sempre più richiesto dall’utenza.

Display: davvero un ottimo pannello

Nella parte frontale di Honor 8 Pro spicca un display da ben 5,7 pollici con tecnologia LCD IPS e risoluzione QHD (2560 x 1440 pixel). La qualità del pannello è ottima, senza girarci intorno. La laminatura elimina ogni scalino fra vetro e schermo, la densità di pixel è ottima ed elevata e la luminosità alta permette di vedere lo schermo anche in condizioni di molta luce ambientale. Validi anche gli angoli di visuale, che rimangono ampi come ci si aspetterebbe da un IPS. Come sempre il software permette di calibrare i colori a piacimento, una funzione piacevole, e possiamo attivare la sera un comodo filtro luce blu per proteggere gli occhi.

Lo schermo si presta bene per qualsiasi contenuto ma anche per il VR. Infatti, va sottolineato che la confezione di Honor 8 Pro si trasforma in un comodo cardboard per godere di contenuti in realtà virtuale, una cosa simpatica anche per sfruttare il cartone della scatola. L’alto numero di pixel aiuta molto nella percezione della realtà virtuale e in generale lo smartphone si presta a questo tipo di esperienza. A livello di cornici è stato fatto un buon lavoro, anche se rimangono importanti quelle sopra e sotto lo schermo. In generale, il pannello è meritevole di attenzione e sarà capace di soddisfare tutti, pur non avendo nessuna caratteristica di punta come HDR, tecnologia AMOLED o altro.

Prestazioni: potenza da vendere

Honor 8 Pro è uno Huawei P10 Plus sotto mentite spoglie. Ritroviamo un processore Kirin 960, il top di gamma della casa cinese, accompagnato da ben 6 GB di memoria LPDDR4 e 64 GB di storage con tecnologia UFS 2.1 e possibilità di espansione tramite micro SD. Sacrificando quest’ultima possibilità potremo optare per l’inserimento di due schede telefoniche, una scelta che rimane sempre piacevole da trovare. Non c’è nulla che, sulla carta, possa farci pensare a problemi prestazionali ed effettivamente è così: le app reagiscono sempre in fretta, il multitasking è valido (anche se la tendenza di Android a ricaricare le app da zero rimane sempre) e qualsiasi programma o gioco pesante gira senza fatica.

Il software è ovviamente basato sulla EMUI 5.1 costruita a partire da Android Nougat 7.0, una delle ultime versioni del sistema operativo di Google. La EMUI ha fatto un percorso di crescita importante negli ultimi anni e raccoglie ora i frutti del suo lavoro: sebbene a livello estetico rimanga una somiglianza con iOS che sarebbe evitabile, l’esperienza totale rimane valida e ricca, con molte opzioni di personalizzazione e una buona attenzione alle esigenze dell’utente. Rispetto alle vecchie versioni il salto è stato enorme e adesso risulta una delle personalizzazioni più valide in circolazione.

Qualcosa però è da sistemare: a livello di prestazioni crude e pure, tutto funziona bene, ma non mi ha sempre convinto la stabilità del software, con dei crash improvvisi e qualche malfunzionamento che non avrei voluto vedere. Sembra che, come su Huawei P10, manchi una ottimizzazione più mirata di questa skin con il loro Kirin 960, cosa che porta talvolta a qualche problematica – anche in altri comparti. Non è nulla di esageratamente grave, ma questi bug casuali sono talvolta fastidiosi quando magari si cerca di essere produttivi con un dispositivo del genere che è anche pensato per lavorare senza compromessi.

L’esperienza generale però funziona: lo storico problema delle notifiche è stato risolto, sull’estetica si risolve con un buon tema e un altro launcher e l’utente trova tutto quello che gli serve. Forse avrei evitato l’alto numero di app preinstallate – compresi giochi Gameloft di cui non sentivo la mancanza – ma si possono disinstallare in pochi passaggi tramite le impostazioni. Anche a livello di connettività tutto funziona bene, dalla parte telefonica al Wi-Fi, passando per il Bluetooth e addirittura trovando la porta infrarossi che ultimamente sta sparendo. C’è davvero di tutto all’interno di questo Honor 8 Pro!

Batteria: mi aspettavo di più

L’autonomia è sempre l’aspetto più controverso di uno smartphone, il vero e proprio spartiacque che può portare un utente a decidere se comprare o meno un certo prodotto. Sulla carta, Honor 8 Pro vince: c’è un modulo da ben 4000 mAh all’interno, un numero molto raro da vedere. Nella realtà dei fatti, però, bisogna fare i conti con diversi aspetti che portano i consumi a crescere e la durata ipotizzata a diminuire. E se quindi riuscirete solitamente a coprire la giornata media, non è detto che questi 4000 mAh vi facciano raggiungere durate da capogiro come uno si aspetterebbe, ma non è difficile capire perché.

Sebbene il modulo sia grande e capiente, stiamo parlando pur sempre di un telefono dotato di uno schermo enorme e risoluto, con un processore abbastanza energivoro – come si è potuto vedere sulla gamma P10 -, molta RAM e tante caratteristiche di punta. Mettiamoci anche un software che avrebbe bisogno di una limata e che ha cambiato radicalmente l’approccio al risparmio energetico, ed ecco che nell’uso reale si toccano magari le 4-5 ore di display attivo ma non si va oltre. Utilizzando le varie modalità di risparmio energetico ci si spinge facilmente oltre, ma non è un telefono con cui coprirete due giorni di utilizzo.

La ricarica avviene tramite porta USB Type-C e richiede quasi due ore per essere completata, non essendo stata inserita una tecnologia di ricarica ultra-rapida come su P10 – e soprattutto ce ne vuole a riempire un modulo così grande. Mi sarei aspettato qualcosa in più lato autonomia, devo essere sincero, perché qui è richiesto l’intervento dell’utente per far sì che si arrivi oltre la mezzanotte. Spero ancora in un aggiornamento del software che possa ottimizzare i consumi, che anche su altri device con la combinazione Kirin 960 + EMUI 5.1 non sono stati particolarmente limitati.

Fotocamera: un’esperienza convincente

Come per Honor 8, anche qui ritroviamo una combinazione di doppio modulo sulla falsa riga di Huawei P9 e P10, pensta per regalare un’esperienza fotografica di alto livello. I due sensori da 12 MP con apertura f/2.2 lavorano all’unisono unendo le loro informazioni raccolte: uno si occupa dei colori, l’altro lavora in bianco e nero, permettendo di capire la composizione della scena con più precisione rispetto a quello che potrebbe fare un singolo modulo. Completa tutto un doppio flash LED per le condizioni di luminosità più difficili.

La qualità fotografica è valida. Sommando il lavoro dei due sensori all’app fotocamera imperfetta, i risultati appaiono comunque sempre validi e anzi, talvolta, si tireranno fuori davvero delle bellissime foto. Come per altri device della casa cinese, anche questo Honor 8 Pro va stranamente un po’ in crisi in condizioni di mezza luce – tipo le giornate nuvolose – dove il risultato potrebbe solitamente essere uno scatto sottoesposto o con colori spenti. In condizioni di sole o comunque di illuminazione ottimale, però, i risultati saranno davvero validi.

Il software della fotocamera permette di fare tanto: la doppia configurazione si può usare per aggiungere una sfocatura fittizia alle foto e per ottenere ritratti perfetti, mettendo in evidenza il volto rispetto al resto della scena. Ci sono tante modalità con cui divertirsi, compresi i comandi manuali pure per i video e possibilità di scattare in RAW, ma rimangono alcune lacune di fondo, come l’assenza dell’HDR automatico che lamento ormai da diverso tempo e che altri produttori hanno implementato tempo fa. La galleria qui sotto può aiutarvi a capire la qualità fotografica.

La registrazione dei filmati arriva al 4K oppure al 1080p60, ma si sente un po’ la mancanza dello stabilizzatore ottico. Si può ovviare attivandone uno elettronico che fa il suo lavoro, a patto però di croppare parte dell’immagine per permettere agli algoritmi di fare il loro lavoro. La qualità delle clip è discreta ma la registrazione video non rimane uno dei punti di forza dei device Huawei e Honor, che rimangono in questo aspetto un gradino sotto alla concorrenza. Buone però le prestazioni del sensore frontale per i selfie da 8 MP: i risultati sono più che soddisfacenti, merito anche dell’apertura da f/2.0.

Multimedia: dove vince il phablet

Molti utenti amano i phablet proprio perché sono dispositivi che ben si prestano alla multimedialità. È inutile negarlo: uno schermo grande ha sempre il suo fascino perché guardarsi un video o delle foto risulta un’esperienza molto più godibile. Qui il display vince sia per misure che per qualità: l’aspect ratio puramente 16:9 non comporta quei problemi di bande nere visti ultimamente su tutti quei device – come Galaxy S8 e LG G6 – che si stanno spostando verso formati diversi. La qualità del pannello è valida e anche guardarsi una puntata su Netflix risulta comodo proprio perché lo schermo ce lo permette.

Il comparto sonoro è fatto da un solo speaker nella parte inferiore del telefono, dalla qualità discreta e dal volume abbastanza elevato, ma che soffre soltanto di “solitudine”: una sola cassa appare un po’ sbilanciata e limitata, e sarebbe potuta essere sfruttata la capsula auricolare in combinazione per un suono più corposo e avvolgente. In cuffia, tramite il jack audio, non ci sono problematiche da segnalare, mentre tramite Bluetooth ho talvolta notato qualche piccolo microscatto improvviso pur tenendo cuffie e telefono molto vicine. In generale l’esperienza multimediale funziona, proprio per merito di uno schermo enorme e godibile.

Honor 8 Pro: le nostre conclusioni

Honor 8 Pro è il top di gamma alternativo: venduto ad un prezzo che è una via di mezzo fra un device di fascia media e uno dal prezzo esagerato, è andato subito a scontrarsi con la concorrenza interna di P10 e P10 Plus, dispositivi che soffrono di concretezza rispetto a questo Honor 8 Pro. Certo è che va fatto anche un ragionamento di prezzo: di listino, la proposta Honor vince a mani basse, ma nella realtà di fatti i prezzi stanno così fluttuando che ormai altri top gamma sono posizionati nella stessa fascia. Un P10, per dire, costa già meno, mentre la variante Plus è a portata di una differenza di meno di 80€. Potete vedere un ottimo prezzo di Honor 8 Pro a questa pagina.

Honor 8 Pro vince per vari motivi: è il phablet per eccellenza in questo mercato che sembra stia cercando una alternativa ai dispositivi grossi, mascherandoli con aspect ratio diversi e ottimizzazioni stellari delle cornici. C’è una scheda tecnica che lo rende valido oggi, domani e dopodomani, e in generale l’esperienza d’uso non fa mai storcere il naso. Si poteva fare qualcosa di più? Forse, ma per adesso basterebbe un aggiornamento del software a sistemare qualche magagna. Difficilmente però si rimarrà insoddisfatti comprando Honor 8 Pro, proprio perché offre un pacchetto completo ad un prezzo interessante.

Prezzo consigliato: € 549.9Prezzo: € 539