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Hitman Episodio 1: l'arte di uccidere ad una sfilata di moda

di Giulio Tedescoaggiornato il 3 giugno 2016

Per quanto i videogiochi abbiano sempre reso la pratica più facile di quanto sembri, uccidere non è semplice. Uccidere in modo silenzioso senza lasciare tracce o destare sospetti lo è ancora di più. Compiti del genere non possono essere assegnati a persone comuni col rischio di vedere la loro moralità vacillare di fronte ad un piano freddo e calcolato proprio nel momento in cui terminare la vita dell’obiettivo della missione; per compiti del genere c’è bisogno di un sicario. Un assassino.

Mi spiace gentili lettori ma non è della diatriba millenaria che coinvolge Assassini e Templari di Ubisoft di cui andremo a parlare. Qui si parla di un assassino solitario, freddo come il ghiaccio, con una pelata iconica e col brutto risultato di essere un prodotto genetico costruito per l’unico obiettivo dell’omicidio. L’Agente 47 è tornato operativo insieme alla sua giacca nera e cravatta rossa: ad attenderlo, una sfilata a Parigi.

Vediamo il primo dei sei episodi che andrà a caratterizzare la serie del nuovo Hitman nella nostra recensione, titolo che ha fatto discutere di sé per i frequenti cambi di strategia da parte della software house, e poi proprio per la sua natura. Se volete invece dare un’occhiata alla recensione del capitolo successivo, vi rimandiamo ad Hitman Episodio 2 Sapienza.

Sandbox parigino

Quello che sicuramente ha contraddistinto l’ultima fatica di IO Interactive è la distribuzione del gioco. Hitman, privato di ogni numerazione e/o sottotitolo, prima di vedersi disponibile al pubblico ha passato diverse fasi in cui la sua struttura è stata ripensata e rivalutata per quello che al giorno d’oggi è un titolo a natura episodica. È con un pizzico di curiosità che quindi ci siamo avvicinati al nuovo capitolo dedicato all’Agente 47, che per questa volta si è abbandonata la consueta pubblicazione su disco per trovare invece un titolo più frammentato, ma non per questo meno interessante.

Il gioco si apre con una fase di reclutamento che fungerà da tutorial per andare immediatamente a prendere mano con le meccaniche del titolo. Vedremo l’allegro 47 stringere rapporti con una figura fondamentale all’interno della serie, Diana Burnwood, contatto del sicario all’interno dell’Agenzia in un setting temporale che si colloca 20 anni prima degli eventi di Hitman Absolution. In un paio di missioni che svolgeranno il ruolo di test per entrare a far parte dell’ICA avremo modo di familiarizzare con il gameplay tipico della serie che ci pone in un contesto più o meno libero con l’unico obiettivo dell’eliminazione di una o più figure. Superato con successo l’esame/tutorial, il titolo farà un balzo fino ai giorni nostri per lasciarci dunque al compito dell’assassinio di Viktor Novikov e consorte, due figure di successo inserite nel mondo della moda ma che in realtà sono a capo dell’organizzazione chiamata IAGO, specializzata nella vendita di informazioni riservate e ora in possesso della lista degli agenti MI6 sotto copertura pronta ad essere venduta al miglior offerente in un’asta allestita durante una sfilata di moda.

Hitman ha dovuto faticare parecchio prima di trovare la sua struttura: il titolo ora è ufficialmente distribuito in forma episodica. Prima tappa: ParigiLa narrazione di Hitman si ferma alla conclusione dell’episodio francese, lasciandoci nel dubbio che una struttura simile non trasformi il gioco in una serie di macro aree in cui eliminare diversi contratti senza una narrazione di fondo che possa legare gli eventi del titolo. Dal filmato conclusivo dell’episodio non pare di incappare in questo pericolo, ma rimane un dettaglio di cui non si potrà far luce se non ad opera completa. Hitman quindi al momento si pone come un grande sandbox in cui il gameplay predomina su tutto.

Un difetto del titolo a cui si è fatta luce solamente qualche giorno dopo la sua uscita, fattore poi spiegato ufficialmente anche dalla software house stessa, è la separazione netta tra gli stati salvati online e offline: come accade sempre più spesso, all’interno di un titolo saremo comunque collegati con i server dello stesso per condividere dati come classifiche o contratti. Il problema in Hitman arriva quando si inizia una partita connessi ai server di gioco per poi continuarla quando si è offline: il titolo vedrà i due salvataggi come diversi; come se fossero due profili incomunicabili, per cui una partita iniziata in un modo necessita il prosieguo in quella determinata maniera pena il dover ricominciare daccapo per incompatibilità. Questa netta separazione è stata giustificata dal fatto che Hitman è un titolo che vive anche grazie alla community e ai suoi contenuti condivisi che vedremo più in basso. L’omicidio nel 2016 passa necessariamente per la Rete.

Vediamo: oggi come ti uccido?

Data questa premessa strutturale che intrappola un attimo l’utente (occhio quindi a giocare mentre non vi funziona la linea), arriva il momento in cui lasciare spazio alla fredda operatività dell’Agente 47 e al suo contratto da portare a termine.

Il grande vanto della serie è sempre stata la varietà: il modo con cui eliminare il bersaglio si può concretizzare in diverse maniere totalmente diverse tra loro, garantendo anche un fattore di rigiocabilità non indifferente per l’utente creativo col pallino della sperimentazione. In questo primo episodio del sesto capitolo, l’ambientazione parigina pone nelle mani di 47 un intero “parco giochi” della morte. Sarà a nostra totale discrezione valutare le modalità e tempistiche dell’assassinio: potremo contare su un discreto numero di bocche da fuoco con cui eliminare dalla distanza il nostro bersaglio o lasciare che sia un incidente – ah si chiamano così adesso? – a far cessare l’esistenza di figure chiave della criminalità.

È quindi nostra totale libertà di scelta se imbracciare un fucile da cecchino e risolvere la situazione ad un centinaio di metri di distanza, oppure affogare nella tazza del water il nostro Viktor. Perché invece non lanciare sua moglie dalla balconata per farla crollare sullo stesso Novikov in modo da prendere due piccioni con una fava?

«Dimmi… Cosa si prova? Ad uccidere qualcuno, intendo.»  «Confusione, disorientamento…»

L’esperienza di gioco è talmente vasta da risultare quasi disorientante. Il giocatore navigato saprà subito ritrovarsi a casa pronto a valutare occasioni per l’omicidio perfetto laddove il novizio a stento saprebbe come muoversi senza far scattare il sospetto di qualche NPC. Per quanto si tratti di un titolo stealth, le diverse armi sono riprodotte donando un feeling soddisfacente al loro utilizzo, ritrovandosi ben differenziate nelle diverse categorie che scegliamo di utilizzare. Hitman riprende alcuni elementi del precedente Absolution come l’Istinto: anch’essa pratica sempre più comune nei videogiochi dove alla pressione di un tasto avremo tracciate le silhouette di tutti gli NPC e troveremo colorati gli obiettivi e gli oggetti d’interesse rispettivamente in rosso e in oro. Non troppo diverso dalla serie Ubisoft citata all’inizio. Troviamo assente anche la modalità in prima persona presente nei titoli fino appunto ad Absolution e un sistema di coperture attive. Ritorna la mappa dove poter scrutare l’ambientazione e la possibilità di personalizzare il nostro equipaggiamento prima di essere lanciati in una missione. In questo modo potremo scegliere i vari dispositivi da portarci dietro, così come quelli da inserire all’interno del livello grazie alle risorse dell’Agenzia e anche l’inizio stesso della missione può essere modellato a seconda di una serie di varianti disponibili.

A cercare di instradare i neofiti della serie, così come dare una sfida maggiore ai sicari veterani arrivano le Opportunità e le Sfide. Con tutta la varietà concessa nel titolo, le Opportunità sono percorsi da seguire per rendere l’obiettivo e la sua eliminazione più comprensibile grazie ad un sistema di tappe. Partendo da una conversazione origliata per caso, o selezionando un’Opportunità specifica all’interno del menu di gioco, seguiremo quella determinata via nell’eliminazione del bersaglio. Per la mappa parigina abbiamo a disposizione diverse Opportunità per guidare gli utenti: dal classico avvelenamento ad un incidente sulla passerella della sfilata, oppure un’esplosione grazie al click di una fotocamera o sfruttare uno spettacolo pirotecnico. In questo modo avremo nella schermata di gioco il classico puntino da seguire per completare i relativi compiti e riuscire a non lasciarsi sommergere dalla varietà del titolo.

Le Sfide invece si dividono per categorie – Esplorazione, Assassinio e Imprese – e presentano ognuna un mini obiettivo da completare per aumentare il rank e il punteggio a fine missione. Alcuni esempi possono essere il leggere un determinato documento o raccogliere un determinato oggetto posto in un luogo preciso. Tali compiti non potranno essere svolti in un’unica run (così come le diverse Opportunità), portando quindi i nuovi che i vecchi giocatori a rigiocare più volte l’unica missione disponibile per poter quindi tracciare tutte le strade percorribili. Al completamento delle Sfide inoltre vengono dati nuovi elementi con cui personalizzare maggiormente il nostro inizio della missione.

Se pensate che Hitman sia un titolo dai ritmi veloci però finirete per cadere in errore. Come abbiamo detto all’inizio essere un assassino è roba da pochi. L’Agente 47 dovrà fare sfoggio di tutta la sua impassibile calma per studiare le diverse ambientazioni, fare attenzione ai percorsi battuti da guardie e obiettivi, così come poter valutare dove poter andare indossando cosa. In Hitman infatti – come tutti gli altri capitoli – avremo la possibilità di mimetizzarci rubando l’uniforme del malcapitato che decideremo di uccidere o stordire (ricordandovi di nascondere poi il corpo per non mettere in allarme tutti quanti) e grazie al vestiario, accedere ad aree della mappa altrimenti precluse.

È inutile dirvi che una delle Sfide presenti sarà quella di non farsi scoprire, di non uccidere nessuno se non gli obiettivi e di mantenere sempre il completo classico dell’Agente 47, così da impegnarvi con una notevole difficoltà, incrementabile anche grazie alla totale disattivazione dell’hud di gioco, lasciandovi unicamente alle vostre capacità visive e uditive dell’ambiente di gioco. A coloro che piacciono le sfide estreme, Hitman saprà dunque ripagarli in modo assolutamente soddisfacente.

La varietà con cui portare a termine il contratto principale è veramente vasta. Una volta esaminate tutte le possibilità ci si può sempre lanciare nei contratti creati e condivisi dalla community di HitmanUna volta stancati di uccidere i due bersagli principali della missione, si può sempre optare per qualche altro Contratto. Dall’apposito menu è infatti disponibile la creazione, condivisione e accettazione dei contratti creati dalla community di gioco. Stufi quindi di uccidere un magnate della moda? Perché non soffermarsi sul contratto che vede l’eliminazione di quell’insospettabile addetto tecnico? E perché non farlo limitando l’Agente 47 ad indossare uno specifico abito ed uccidere con una specifica arma? Tali variazioni non fanno altro che continuare ad espandere a dismisura il divertimento e la sfida all’interno dell’unica ambientazione oggi presente.

Insomma: se la struttura episodica va sicuramente a frammentare il titolo sotto l’esperienza narrativa, grazie al gameplay vario e soddisfacente e ai contratti personalizzati e non solo – come i contratti “I sei di Sarajevo” – l’utente con la passione dell’omicidio si troverà molto a suo agio fino alla pubblicazione degli episodi successivi di Hitman.

Sparisco tra la folla

Le carte in mano dell’Agente 47 non prevedono solo un gameplay ragionato in una struttura sandbox che prevede grande varietà: anche sotto il profilo tecnico il Glacier mostra a schermo una resa visiva più che buona, anche se non eccelsa. Il counting poligonale non fa gridare al miracolo sul singolo elemento, ma nel complesso il risultato è più che lodevole. Le texture sono sempre ben definite e l’utilizzo delle fonti di illuminazione è ben applicato all’interno degli scenari di gioco.

L’aspetto più sorprendente del comparto visivo di Hitman viene dai suoi personaggi non giocanti. Come la Parigi rivoluzionaria di Assassin’s Creed Unity aveva mostrato a schermo centinaia di anime tumultuose, Hitman si muove in una maniera molto simile, caricando l’effetto grazie ad un’elevata differenziazione tra i modelli dei personaggi. Finalmente possiamo vedere un evento mondano come la sfilata di moda a sfondo del livello, e poterla vivere nel vero senso della parola grazie a centinaia di NPC diversi tra loro che rendono di fatto l’atmosfera viva e palpabile. Di contro è proprio l’Agente 47 a mostrarsi un po’ troppo composto e legnoso: lasciato inerme per diversi minuti al massimo il nostro pelatone si darà una rapida occhiata alle spalle di tanto in tanto, preferendo rimanere immobile nella sua posizione standard per la maggior parte del tempo. Anche la restante componente delle sue animazioni sono un po’ vittime di un’ingessatura troppo presente, rendendo un po’ difficile la credibilità di un personaggio così freddo, distaccato e un po’ ingessato all’interno dell’ambiente di gioco.

Nel corso dell’azione potrà anche capitare di trovare episodi di compenetrazione poligonale che possono risultare molto fastidiosi quando si tratta di dover nascondere un corpo che non possiamo spostare perché incastrato nella geometria di gioco. Fortunatamente sono episodi abbastanza rari e nell’unico che mi è capitato a forza di strattonare sono poi riuscito a sbrogliare la situazione.

Curiosando tra le impostazioni di gioco potremo notare che sarà possibile bloccare gli fps del gioco alle 30 unità: questo per far sì di evitare di notare in modo palese i diversi cali di frame che affliggono il gioco: nei due livelli tutorial in cui l’ambientazione sarà abbastanza limitata Hitman scorrerà fluido e senza intoppi; ma nell’ambientazione francese farà soffrire il motore di gioco, specialmente nelle aree più affollate da NPC. Sarà dunque possibile evitare che i frame oscillino in maniera molto più palese bloccando il problema alla radice. Questo non comporta la scomparsa dei cali in questione, ma, come suggerisce il gioco stesso, saranno molto meno evidenti.

Fastidiosi anche i diversi menu di gioco: puliti e facilmente comprensibili, soffrono di una lentezza smodata. Alla pressione di un input ne vedremo la conseguenza dopo qualche significativo attimo, se non proprio un secondo. Viene dunque abbastanza noioso muoversi attraverso le diverse voci, o aprire il menu di pausa durante l’azione. Elogiabile invece l’unico caricamento necessario per mostrare a schermo l’intera mappa posta in Francia. Il caricamento non sarà certamente immediato, e dovremo sorbire lo stesso tempo d’attesa per ogni partita ricaricata, ma sarà l’unica schermata di caricamento che vedremo in quanto una volta iniziati a muovere, tutto il livello sarà presente senza soluzione di continuità.

L’aspetto tecnico di Hitman è più che buono, anche se al netto di un buon colpo d’occhio e una grande varietà di NPC troviamo vistosi cali di frame e qualche episodio di compenetrazione poligonale che può creare qualche difficoltàAnche l’intelligenza artificiale del titolo si lascia ad alcuni difetti: per quanto le routine comportamentali dei personaggi siano ben diversificate, ogni tanto la risposta – o meglio, la non risposta – alle nostre azioni lascia un po’ a desiderare. Se sei la guardia del corpo di un noto personaggio e vedi una testa pelata con lo sguardo di ghiaccio entrare nello stesso bagno dov’è appena entrato il tuo capo a causa di un improvviso attacco di vomito forse dovresti farti due domande, specialmente quando vedi il suddetto pelato di ghiaccio uscire e il tuo capo no.

Spostandoci sul fronte audio invece troviamo un ottimo doppiaggio in inglese e un accompagnamento sonoro più che buono. Gli unici difetti si riscontrano in qualche occasionale ritardo dei sottotitoli rispetto la voce e nella mancanza degli stessi se non per le conversazioni “principali”. Se non capite un’acca d’inglese potrete avere difficoltà quando una guardia vi negherà l’accesso ad una determinata area: dovrete sperare che si esponga ad un gesto corporale o finirete per far scattare l’allerta. Conto sul fatto che nel 2016 il pubblico maggiorenne a cui è rivolto il gioco sappia facilmente comprendere un «Stop right there criminal scum!» della situazione, ma non è mai detto.

Hitman Episodio 1: le nostre conclusioni

È innegabile che Hitman abbia avuto diverse difficoltà nel suo modo di essere presentato e rilasciato al pubblico. Questo primo episodio disponibile dall’11 marzo non si può che valutare nella sua singolarità e non nei termini di un’opera completa, perché ricordiamolo: questo è solo il primo episodio di un quadro più grande e complesso che rappresenterà Hitman una volta rese disponibili tutte le sue parti.

Questo esordio dalle tinte mondane lascia ben presagire sul resto: il gameplay insieme al level design permettono una vastissima serie di soluzioni creative; le Opportunità servono ai nuovi arrivati per prendere subito familiarità con la varietà dei metodi adottabili dall’Agente 47, così come le Sfide vanno invece a galvanizzare il giocatore veterano delle avventure del sicario. Il tutto poi da espandere grazie ai contratti che gli utenti creano e condividono in rete.

Ci si aspetta un frame rate più stabile nel futuro e che qualche limitazione dell’IA venga risolta, ma il 2016 per l’Agente 47 è sicuramente iniziato bene. Io nel frattempo torno subito alla sfilata di Sanguine per trovare ancora nuovi metodi con cui concludere la missione.

Hitman per ora è disponibile unicamente in forma digitale su PC, PlayStation 4 e Xbox One. Negli store è presente un duplice pacchetto che va a concretizzarsi in primis nell’esperienza completa che offrirà Hitman: il costo di 59,99€ segna il pacchetto che andrà ad aggiornarsi automaticamente con il download degli episodi successivi quando verranno resi disponibili con il secondo episodio ambientato in Italia che uscirà nel mese di aprile, anche se non ancora con una data precisa. Il secondo pacchetto invece viene proposto al costo di 14,99€ e, intitolato Pacchetto Intro, va ad offrire i contenuti di questo primo episodio, ovvero il prologo e la missione parigina.

Ovviamente le due offerte vanno a raggiungere rispettivamente i giocatori che già conoscono l’esperienza apportata da Hitman, e i novizi della serie che magari vorrebbero prima sperimentare le meccaniche di gioco accompagnati da una spesa minima. Una volta che il gioco sarà completo dei suoi episodi verrà rilasciata anche la relativa versione fisica con l’intero contenuto a disposizione.

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