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GoPro Karma Grip: riprese stabilizzate come mai prima d'ora

di Ricky Delli Paoliaggiornato il 10 maggio 2017

Una giornata di sole, una GoPro Hero 5 Black, un GoPro Karma Grip, una corsa verso un paesaggio meraviglioso, grandi movimenti, salti e smottamenti, eppure niente rovinerà la stabilità della ripresa. Questo è solo uno dei tipici scenari di GoPro Karma Grip, lo stabilizzatore presentato in occasione del Photokina 2016 a Colonia insieme a GoPro Karma, drone un po’ meno fortunato rispetto al gimbal. Finalmente abbiamo potuto provare a lungo GoPro Karma Grip in un modo un po’ diverso rispetto a ciò che facciamo con i prodotti di solito: volevamo metterlo davvero a dura prova e farvi capire se può davvero stabilizzare le riprese in ogni situazione. Continuate la lettura di questa recensione se siete interessati a scoprire tutti i feedback sull’accessorio.

Scheda Tecnica

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Design e materiali: semplicità e resistenza

GoPro Karma Grip ha un design molto semplice ed ottimizzato per rendere salda la presa ed efficace l’utilizzo. Camminando per città e paesi vari ci siamo divertiti a chiedere alle persone cosa fosse, secondo loro, GoPro Karma Grip: la risposta più quotata, è stata ovviamente “un’asta per i selfie”. Effettivamente è questa la prima impressione che si ha quando si osserva GoPro Karma Grip per la prima volta, ovvero un’asta dei selfie con design curato.

Eppure GoPro Karma Grip è molto di più in quanto integra dei motori elettrici spinti da una batteria ricaricabile tramite USB Type-C che vi permetteranno di stabilizzare riprese (perlopiù video, ovviamente) effettuate con la vostra GoPro, sia essa una Hero 4 Black, GoPro Hero 5 Session o Hero 5 Black.

Il peso complessivo di GoPro Karma Grip, composto da Grip e gimbal, lo stabilizzatore, sfiora il mezzo chilo, motivo per cui, se non siete abituati, potrebbe pesare dopo un po’ di registrazione ed utilizzo. Effettivamente però, capiamo bene che un peso minore era senz’altro difficile ottenere finora, vista la tecnologia integrata, la grande batteria e, soprattutto, i tasti funzione.

I tasti funzione sono certamente l’anima di GoPro Karma Grip e sono posti nella parte frontale rispetto al vostro viso (cioè posteriore rispetto alla scena che inquadrate). Essi sono quattro in totale e permettono di accedere a diverse funzioni specifiche. Il primo è il famoso “One Button” di GoPro, già presente sulle nuove action cam e portato anche su GoPro Karma Grip: esso permette di accendere rapidamente il grip e la GoPro collegata tramite i connettori integrati nel gimbal al fine di partire subito con la registrazione di una scena. Nella nostra prova abbiamo notato che è effettivamente necessario qualche secondo di troppo tra accensione del Grip, accensione della GoPro ed effettivo inizio della registrazione. Oltre a questo, ci è capitato più di una volta che la registrazione non partisse, trovandoci quindi con Karma Grip e GoPro accesi senza però catturare nulla. Questo è senz’altro un bug risolvibile via software che però, in alcuni casi, potrebbe creare fastidi o mancate registrazioni importanti.

Si continua poi con il tasto doppio “On – Off / Mode” che vi permetterà di accendere Grip e GoPro senza però far partire alcuna registrazione, oppure, dopo averlo premuto una seconda volta, sarà possibile cambiare modalità di scatto tra quelle presenti nella action cam. Subito a destra troviamo il tasto “Highlight“, tra le nuove funzioni di GoPro aggiunte negli ultimi modelli (a partire da Hero 4) per salvare un momento importante accaduto durante il vostro video e poterlo recuperare facilmente in post-produzione grazie ai software messi a disposizione dal produttore (anche con le app disponibili per tablet / smartphone).

L’ultimo tasto in basso è anch’esso con duplice funzione e permette di bloccare la rotazione del gimbal sull’orizzonte oppure, premuto una seconda volta, controllare lo stato della batteria del Grip.

Insomma, l’utilizzo di GoPro Karma Grip, grazie soprattutto all’intuitività e comodità dei tasti, risulta semplice ed efficace, ciò che ci si aspetta da un prodotto del genere. Purtroppo GoPro Karma Grip non è tropicalizzato e in nessun modo weather proof, tuttavia resiste tranquillamente a pioggia leggera senza problemi. Sarebbe bello poter vedere un giorno un modello con tropicalizzazione.

Prestazioni: riprese stabili in ogni situazione

Nella storia di Ridble non ci era mai capitato, finora, di recensire un gimbal. Fino a qualche anno fa, pronunciando la parola “gimbal” si pensava subito ad un accessorio grande e costoso utilizzato nelle produzioni video “importanti” al fine di stabilizzare al massimo la ripresa. Un esempio di “gimbal importante” ve lo abbiamo mostrato a IFA 2015 con DJI Ronin-M, uno dei più famosi per i professionisti. Eppure, già all’epoca abbiamo notato una lenta inversione di tendenza che iniziava a rimpicciolire sempre di più gli stabilizzatori, arrivando poi a soluzioni come GoPro Karma Grip.

GoPro Karma Grip è infatti il risultato di migliaia di video girati con GoPro con fastidiosi effetti “mossi” e appunto movimenti repentini che causavano non pochi mal di testa agli utenti. Questo perché di base, trattandosi di un’action cam, GoPro non aveva di certo grandi stabilizzatori (seppur qualcosa si provava a fare), motivo per cui l’azienda americana, approfittando dell’uscita del drone Karma, ha presentato anche Karma Grip, accessorio che fin da subito ha interessato i possessori di action cam del marchio. GoPro Karma Grip ci è piaciuto fin da subito perché è facile da usare, compatto, non troppo delicato, con una buona autonomia e, soprattutto, in grado di regalare risultati straordinari con il minimo sforzo.

Abbiamo provato GoPro Karma Grip con una GoPro Hero 5 Black, nonostante esso sia compatibile anche con GoPro Hero 5 Session e GoPro Hero 4 Black (anche se in questo caso dovete prendere un adattatore opzionale). Nella parte superiore di GoPro Karma Grip sono presenti due connettori necessari al controllo e all’accensione tramite grip della Hero collegata. Questo significa che per usare l’action cam con il Grip sarà necessario togliere lo sportello laterale (operazione molto semplice) e ricordarsi di non perderlo (operazione meno semplice). A tal proposito, qualora sentiate il suono della GoPro Hero un po’ “ovattato”, si tratta di un difetto purtroppo normale causato proprio dallo sportello rimosso e dal tipo di costruzione, una caratteristica non così fastidiosa e facilmente correggibile in post-produzione (regolando l’equalizzazione) che però poteva essere pensata meglio dagli ingegneri.

Per raccontarvi al meglio la nostra esperienza con GoPro Karma Grip abbiamo deciso avventurarci al Lago di Braies, in Trentino, meravigliosa location del nord Italia tra le più belle in assoluto della nostra penisola. Ci siamo quindi immaginati lo scenario migliore per l’utilizzo di GoPro Karma Grip, cioè un Vlog di viaggio che potesse dimostrare la facilità d’uso del prodotto e le possibilità offerte da uno stabilizzatore ben fatto.

Effettivamente, fino alla nostra gita a Braies, non avevamo avuto modo di testare GoPro Karma Grip durante una corsa, un salto o durante la ripresa da una macchina, motivo per cui siamo rimasti sinceramente molto colpiti dalla stabilizzazione effettiva. Possono raccontartelo, possono mostrartelo, ma non sarà mai come quando lo provi tu stesso: GoPro Karma Grip ha una stabilizzazione efficace ed una funzionalità unica nel suo genere, esattamente come quella a cui GoPro ci ha da sempre abituati.

Nello specifico parliamo della composizione del kit che fa in modo che sia tutto perfettamente in ordine e facile da usare in ogni occasione: avrete a disposizione un laccio da polso per assicurare il GoPro Karma Grip al vostro braccio anche nelle situazioni più frenetiche, un anello particolare che vi permetterà di fissare il grip ad ogni accessorio GoPro già esistente e una custodia molto pratica in cui riporre gimbal + action cam montata ed assicurare la massima protezione.

Un’altra caratteristica molto affascinante che ci aveva già colpiti durante la presentazione è il fatto che sbloccando il meccanismo la parte superiore (quella dove effettivamente è presente lo stabilizzatore) si sgancia e mostra un attacco USB C con attorno una struttura circolare che entrerà perfettamente nel Karma, drone di GoPro che, dopo aver risolto vari problemi importanti, è finalmente in vendita.

L’autonomia di GoPro Karma Grip è di circa 1 ora e 45 minuti, eppure a noi ci è sembrato che durasse anche di più, soprattutto perché in alcuni casi il Grip riesce a dare una piccola “spinta” di carica alla action cam, nonostante la funzione della batteria sia quella di tenere operativi i motori elettrici che stabilizzano l’immagine. Ad utilizzo VLOG pensiamo si tratti di una soluzione ottima, soprattutto per il fatto che GoPro Hero 5 può essere staccata ed utilizzata in tantissime occasioni, al contrario della maggior parte delle compatte (anche professionali) che attualmente vengono utilizzate per tale scopo.

Chiaramente i risultati, sia video che audio, rispetto ad una fotocamera compatta professionale sono molto diversi, tuttavia, come avrete modo di vedere nel video in calce alla recensione, la qualità video di Hero 5 unita alla stabilità di GoPro Karma Grip crea un connubio più che positivo come risultato finale. Abbiamo fatto qualche piccola correzione audio e abbiamo evitato ogni tipo di color correction, proprio per mantenere la ripresa originale e mostrare le capacità di GoPro Hero 5 Black fino in fondo. Non siamo di certo rimasti delusi.

Le nostre conclusioni su GoPro Karma Grip

GoPro Karma Grip è un sistema molto intelligente, prestante e, soprattutto, funzionale. Può essere adattato e collegato a tantissimi accessori tra cui zaini, supporti di ogni tipo, caschi, cappelli, adesivi e così via. L’immaginazione è l’unico limite nell’utilizzo di GoPro Karma Grip per la stabilizzazione dell’immagine. Certo, abbinato ad una GoPro Hero 5 Black la resa è massima, ma bisogna comunque fare i conti con una spesa non proprio economica.

Esattamente come tanti altri gimbal di questo genere sul mercato, il prezzo non è proprio basso ma sicuramente in linea con gli avversari. Il vantaggio è che se avete già una GoPro Hero 5 (o 5 Session / Hero 4 Black) la spesa è senz’altro più giustificata, a maggior ragione se siete tra i primi fortunati possessori di un drone Karma. Il design modulare è sicuramente un tipo di scelta tecnologica di tendenza negli ultimi mesi, sebbene comunque, almeno nella telefonia, non sia mai particolarmente decollato. Per ciò che pensiamo noi, il progetto “Karma” è praticamente modulare, in quanto permette di volare, correre, saltare, guidare, nuotare e molto altro sempre e comunque con una GoPro. Sia Karma che Karma Grip sono “solo” mezzi in più per permettervi di realizzare riprese sempre più spettacolari, il cuore di tutto però resta in ogni caso GoPro Hero (in uno dei modelli supportati). Sicuramente, sotto questo punto di vista, ci aspettiamo che gli ingegneri creino in futuro una GoPro compatibile con tali accessori, diversamente dovrebbero rispondere a diverse lamentele.

GoPro Karma Grip è disponibile all’acquisto su Amazon in kit con borsa di protezione, anello compatibile con slitte GoPro, laccio da polso, gimbal e vari cavetti previsti.

Video recensione