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Google Play Music vs Apple iTunes: chi ne uscirà vincitore?

di Stefano Lovecchioaggiornato il 30 de mayo de 2015

Nato verso la fine del 2011, Google Music è stato sin da subito un servizio molto apprezzato da moltissimi utenti in tutto il mondo. Nel nostro paese il servizio era pressoché sconosciuto, fino a quando la società di Mountain View ha deciso di espandere gli orizzonti del servizio anche su questi lidi. Ma cos’è esattamente? E soprattutto chi è il vincitore del confronto Google Music vs iTunes Match?

Cos’è Google Music?

Google Music è qualcosa che gli Apple users potrebbero, anzi dovrebbero, già conoscere: principalmente, è un negozio di musica online, dai prezzi accattivanti e pieno di funzionalità extra: Si può comprare musica, gestire la propria libreria di brani, ascoltarla a casa e in mobilità, valutare i brani e gli album, aggiungere la propria musica acquistata su disco e molto altro. Suona simile ad iTunes? Ci avete preso.

Appurato questo, ha senso parlarne quando gli utenti Apple possono già usufruire di iTunes, servizio ben radicato ormai da anni? Assolutamente sì, a parer nostro, e di seguito vi spiegheremo il perché, illustrandone alcuni punti di forza principali.

Accessibilità

Diversamente dai servizi Apple, Google Music è accessibile dalla quasi totalità dei dispositivi moderni. A prescindere che il vostro computer sia equipaggiato con OS X, Windows (qui le novità di Windows 8.1), o la più sconosciuta delle distribuzioni Linux, la vostra musica vi accompagnerà sempre. La chiave per aprire la vostra libreria virtuale è semplicemente il browser. Basta puntare su Google Play e fare l’accesso col proprio account Google. E la libreria è lì, pronta per essere gestita o arricchita con nuovi acquisti ed importazioni.

Il discorso cambia poco quando passiamo al mondo degli smartphone. Tutti i sistemi operativi più importanti, infatti, dispongono di applicazioni per poter accedere a Google Play. Su Android, ovviamente, basta Google Play Music, mentre su iOS per ora è disponibile un client di terze parti a pagamento, GoMusic.

Non sarà il massimo a livello di interfaccia, ma è pur sempre qualcosa. In alternativa, sembra che sia possibile utilizzare anche una ottima web-app di Google, semplicemente accedendo col proprio smartphone alla pagina di Google Music.

Prezzo

Abbiamo fatto un giro tra i due store, prendendo album a caso. Ora, forse Google sarà stata fortunata durante la nostra prova, ma quello che ci è parso di capire è che i prezzi sullo store Google siano minori, il che ci può portare a preferirlo, e non poco.

Google Music vs iTunes Match

Apple può vantare di iTunes Match, comodissimo servizio che permette il download e lo streaming della propria musica a partire da qualunque dispositivo Apple o computer con iTunes. Cosa propone Google per combattere questa offerta? Qualcosa di ben più interessante.

Anche Google permette l’upload della propria libreria per il download e lo streaming da tutti i dispositivi, ma la principale differenza sta nel prezzo: mentre iTunes Match, per funzionare, richiede una quota annuale da pagare, pari a 24,99€, Google Music offre la stessa cosa gratuitamente.

Avete capito bene, è possibile caricare la propria musica e ascoltarla ovunque (fino a 20.000 tracce) in maniera completamente gratuita. E il caricamento può avvenire a partire da qualunque sistema operativo, tramite una utility dedicata di Google.

Dov’è l’inghippo? Forse uno l’abbiamo trovato. Mentre Match è in grado di riconoscere la vostra libreria musicale al volo, rendendola subito disponibile all’ascolto via streaming senza dover caricare nulla, Google necessita dell’upload degli album musicali desiderati. O almeno, durante la nostra prova, non ci è sembrato che i brani venissero automaticamente “riconosciuti” dai server Google.

La nostra reazione? Pazienza. Steve Jobs potrebbe rivoltarsi nella tomba, ma non cambierà di molto il nostro punto di vista. Durante un celebre keynote in cui venne presentato Match, Jobs spiegò come l’upload delle tracce sia una procedura lenta e frustrante, che può impiegare giorni, forse settimane. Ed è per queste ragioni che Match funziona in questa maniera più moderna.

Ma a conti fatti, chi se ne importa? Dopo un iniziale, trasparente sacrificio, che consiste nel lasciare che il computer carichi le tracce in rete, avremo la nostra musica sempre con noi, su qualunque dispositivo fisso o mobile che sia, gratuitamente. Cosa vogliamo di più?

Conclusioni

Per farla breve, Google Play Music ci ha rapito. Chi vi scrive non ha mai sopportato la quota da pagare per far funzionare iTunes Match, né la chiusura del sistema complessivo (non risulta possibile, per esempio, ascoltare la libreria di Match tramite un device Android o su un computer privo di iTunes), né i prezzi degli articoli. Con Play Music abbiamo scoperto un servizio quasi identico, a prezzo più basso e molto più aperto, che consigliamo a tutti di provare. Siamo sicuri che molti di voi troveranno in esso un nuovo grande amico.