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Google Foto: ecco a voi la galleria fotografica con la "Big G"

di Andrea Pettinariaggiornato il 26 giugno 2015

Da poco si è tenuto l’annuale appuntamento con il Google I/O, nell’edizione 2015. Tra la tante novità annunciate (che potete trovare all’interno del nostro articolo riassuntivo), oggi vi proponiamo l’analisi approfondita di una di esse: stiamo parlando di Google Foto. La galleria fotografica di Google non era di certo una novità per coloro che erano soliti utilizzare l’applicazione di Google+ sul proprio smartphone: proprio all’interno di quest’ultima, infatti, quella che attualmente è un’app stand-alone era una volta integrata nelle dinamiche del social network di Big G, seppure in una versione decisamente meno innovativa e piena di funzionalità come quella che andiamo a presentarvi oggi.

Dopo un rapido susseguirsi di rumour, culminati proprio durante il vivo della conferenza, ecco il colosso di Mountain View annunciare la separazione della tanto vociferata app da quella dedicata al proprio social network. Che Big G stia programmando di abbandonare l’esperimento non proprio riuscito di Google+, smantellandolo pezzo per pezzo? Bé, è sicuramente un interessante spunto di riflessione, su cui tuttavia, almeno per oggi, non ci soffermeremo, concentrandoci invece sulla nuova applicazione Foto di Google – già disponibile al download – che abbiamo deciso di provare per elencarvi tutte le potenzialità di cui essa dispone, ed esprimere la nostra opinione a riguardo.

Design e UI: gesture per tutti gusti, e non solo

[img_sinistra][/img_sinistra]Una volta installato ed aperto, Google Foto si presenta con un’interfaccia decisamente intuitiva, grazie anche all’aiuto del sempre presente assistente che ci accompagnerà d’ora in avanti nella nostra avventura. Subito ci viene chiesto con quale account desideriamo “collegarci” al servizio: Foto è basato quasi-interamente sulle proprie funzionalità cloud, ed indicarne uno, in questo caso, è una mossa più che saggia. Insieme all’account che andremo ad utilizzare, all’interno della stessa schermata Google ci chiederà di scegliere quale tipologia cloud desideriamo, a scelta tra uno storage illimitato, per immagini ad “Alta qualità“, che corrisponde ad una risoluzione massima di 16 MP per le foto, e 1080p per i video, oppure a qualità “Originale“, per tutti i file multimediali che dovessero eccedere dai sopracitati limiti, che a scelta dell’utente andranno a posizionarsi su un altro tipo di storage virtuale, questa volta delimitato a 15 GB di spazio gratuito, espandibili, previa pagamento, tramite una pagina dedicata. Inutile dire che se siamo dei fotografi amatoriali, che equivale a dire che i nostri scatti provengono interamente dalla fotocamera del nostro smartphone, la soluzione ottimale si rivela essere quella ad alta qualità, con storage illimitato. Nel caso possedessimo alcuni scatti con risoluzione superiore alla soglia limite e decidessimo comunque di scegliere la prima opzione, ognuno di essi verrà convertito alla risoluzione massima disponibile, e lo stesso discorso vale per i video.

 

Dopo aver impostato i primi parametri, ecco che una breve presentazione fa la propria comparsa sullo schermo del nostro terminale, indicandoci i vari metodi di visualizzazione della galleria fotografica, concentrandosi in particolar modo sulle gesture, vere e proprie protagoniste di quel feeling che presto si verrà ad instaurare tra l’utente e l’applicazione. Le gesture – su cui arriveremo – non sarebbero così pratiche ed intuitive se non fosse per un altro punto caratteristico di Foto: il design. Google Foto si presenta infatti con un look pulito e minimale, ma completamente efficiente nel presentare all’utente tutte le funzionalità di cui esso dispone.

Non poteva di certo mancare un’interfaccia in stile Material Design: Google Foto, nella disposizione del proprio menù, si affida completamente alla sidebar di sinistra, all’interno della quale sono elencate le varie schede funzionali dell’applicazione, che una volta selezionate faranno la propria comparsa a schermo intero, lasciando solamente un piccolo accenno di menù nell’intestazione della pagina, rappresentato da una manciata di tasti quali quello per riaprire la side-bar, il pulsante “+”, per creare determinati elementi visivi, ed infine quello delle impostazioni. Ogni scheda è inoltre assistita da un floating button, posizionato in basso a destra e figurante il tasto “Cerca”. Ognuna della varie pagine è dominata da uno sfondo bianco e niente più, lasciando pieno spazio ai contenuti, senza andare ad “inquinare” l’interfaccia con elementi frivoli. Il risultato, per quanto a parole possa sembrare “povero”, è comunque più che efficace, sposandosi perfettamente con il minimalismo delle linee tipiche del Material Design.

Le varie schede su cui ci è possibile bazzicare sono divise in due macro-aree: la prima, composta da “Assistente”, “Foto” e “Raccolte” concerne il comparto prettamente multimediale; scorrendo verso la seconda, invece, troviamo funzionalità più “gestionali”, quali una scheda dove poter visualizzare tutti i link condivisi con gli amici, le “Cartelle Dispositivo”, per visualizzare le varie foto all’interno delle stesse cartelle utilizzate dal dispositivo per il salvataggio dei vari scatti, un cestino, una pagina delle impostazione ed infine una scheda “Guida”, dalla quale è inoltre possibile inviare i propri feedback al team di sviluppo. Soffermandoci sul comparto “multimediale” possiamo notare come le tre sezioni nominate qui sopra siano in stretto contatto tra loro: facendo uno swipe verso destra, o sinistra, potremo infatti passare rapidamente da “Foto” alle “Raccolte”, oppure al nostro assistente virtuale. Il comparto “Foto”, sotto il punto di vista del feeling con l’utente, è quello che merita sicuramente più attenzione.

Questo, inizialmente, si presenta con uno stile di visualizzazione “molto iOS”: le varie foto sono disposte su righe da tre elementi, ordinate da quelle più recenti, che compariranno in alto alla pagina, a quelle meno recenti, che troveremo lungo la via, scorrendo verso il basso. Queste saranno inoltre catalogate in vari “blocchi”, indicanti i mesi dell’anno in cui foto e video sono stati catturati. Se questo stile di visualizzazione non fosse gradito non c’è di certo da disperare, in quanto esso non è di certo l’unico a nostra disposizione. Tramite un semplice gesto delle dita, più precisamente un pinch-in o un pinch-out, potrete passare direttamente ad uno stile grafico diverso: tramite un pinch-in passere direttamente alla visualizzazione foto per foto – a mo’ di Instagram per intenderci -per visualizzare scatto dopo scatto ognuno dei soggetti da voi immortalati. Effettuando invece una prima volta un pinch-out, passerete ad una visualizzazione leggermente più ampia, molto simile a quella di partenza, differente da quest’ultima in quanto le foto saranno disposte su righe di quattro elementi, invece che su tre. Ripetendo lo stesso gesto con le dita passerete ad una visione “macro” della vostra galleria, visualizzando dei grossi blocchi di fotografie catalogati per mesi, sui quali sarà possibile fare tap per dare un’occhiata più approfondita ai singoli scatti.

  

La navigazione e la gestione dei vari scatti all’interno del comparto “Foto” è resa pratica e rapida grazie ad una serie di accorgimenti. Uno di questi è la selezione rapida di più elementi tramite semplice trascinamento delle dita: in poche parole si sceglie la foto da cui si decide iniziare una selezione multipla, si fa tap su di essa e si mantiene premuto il dito, trascinandolo in basso, o in alto, fino all’ultima foto dell’intervallo che desideriamo selezionare. Fatto ciò, possiamo ulteriormente modificare la nostra selezione tramite i classici segni di spunta, ed infine decidere come operare sulla selezione effettuata. Un secondo accorgimento molto interessante è stata la possibilità di “uscire” dalla visualizzazione a schermo intero di una foto, dopo averla semplicemente trascinata “via”, muovendola dal basso verso l’alto. In questo modo, in men che non si dica, saremo catapultati di nuovo all’interno della nostra galleria, senza dover perdere tempo a spostare le dita dallo schermo per andare a selezionare il pulsante “Indietro”.

A questo punto alcuni di voi potrebbero già manifestare un senso di nostalgia nei confronti del classico stile di visualizzazione per cartelle, tipico di Android, a cui la maggior parte degli utenti del robottino è abituata. Nessun problema, perché anche in questo caso, accedendo alla side-bar e facendo tap su “Cartelle Dispositivo” sarete accontentati in men che non si dica. Per un utente come il sottoscritto, abituato da sempre alla Galleria stock di Android, a quella modificata da Samsung oppure a Quickpic, l’integrazione dei due sistemi sopracitati ha portato non pochi vantaggi al mio utilizzo quotidiano: la visualizzazione in ordine cronologico è perfetta se si vuole giusto dare un’occhiata al proprio rullino, oppure se si desidera visualizzare uno scatto di recente fattura. Quella sottoforma di cartelle, invece, aiuta nel caso si volesse fare un salto nel passato, oppure visualizzare un determinato screenshot, sicuramente più accessibile accedendo direttamente alla cartella dedicata, piuttosto che all’intero rullino fotografico. Uno non esclude l’altro, anzi, essi si miscelano alla perfezione per garantire un’esperienza d’utilizzo impeccabile.

Funzionalità e prestazioni: molto più che una semplice galleria

Catalogare Google Foto come una semplice app “Galleria” significa sminuire l’eccellente lavoro svolto da Mountain View nel migliorare e ri-confezionare un’applicazione destinata oggi al successo planetario. Foto include infatti una serie di dinamiche fin ora mai viste all’interno di un’applicazione di questo tipo, dinamiche esclusive rese possibili grazie al efficientissimo comparto cloud, che oltre a svolgere le solite funzioni di backup offre un vero e proprio assistente in grado di riconoscere i nostri scatti, i contesti in essi contenuti, e catalogarli di conseguenza.

Ognuna delle funzionalità appena elencate, come già accennato, è disponibile solo una volta caricate le foto sulla nuvola: questo permette infatti ai sistemi di Google di analizzare le nostre foto per garantirci poi una serie funzionalità come la ricerca intelligente, uno dei punti salienti che più mi hanno colpito durante l’utilizzo dell’applicazione. Dopo il lento, lentissimo upload di circa 1200 scatti dal mio dispositivo verso la nuvola di Google (qui forse possiamo trovare l’unico tallone d’Achille di quest’applicazione, in quanto l’upload non era esente da impuntamenti vari), ho avuto modo di provare con mano tale funzionalità, rimanendone completamente meravigliato. Molti di voi penseranno: “ma che ci fa un sistema di ricerca all’interno di una Galleria?“. Bella domanda, che se non avessi seguito dal vivo il Google I/O 2015 mi sarei posto anch’io. Una delle risposte più plausibili potrebbe essere quella di un sistema integrato di ricerca su base temporale, bé, certo, anche quello è compreso, ma Google Foto offre molto di più. Catalogando le nostre fotografie attraverso il loro backup, l’applicazione, come già specificato, riconosce i vari contesti, o soggetti contenuti in esse, permettendoci poi per cercare per quest’ultimi.

Facendo un breve esempio, avviando una ricerca con la parola “Cielo”, riceveremo come risultato tutte le foto in cui Google ha riconosciuto vi fosse immortalato uno scorcio di quest’ultimo, oppure cercando invece la keyword “Uomo”, troveremo tutte le foto figuranti uno o più uomini, e così via. Google Foto non si limiterà a fare ciò: una volta analizzato il nostro catalogo fotografico, questo ci suggerirà, inserendoli nella pagina di ricerca, una serie di gruppi di foto preimpostati, etichettandoli con determinate keyword. In futuro avremo inoltre modo di “taggare” i vari volti nelle foto, per poi fare semplicemente tap su di essi, per visualizzare tutti gli scatti in cui tali figurano tali soggetti. Magia? No, semplicemente Google. E le novità non finiscono di certo qui.

È presente un editor di sistema per le nostre fotografie, completo dei vari filtri in stile Instagram e i soliti strumenti per la regolazione della luce, del colore, del riquadro e così via. Una presenza interessante, sotto questo punto di vista, è la regolazione automatica della foto, selezionabile tramite il tasto “Auto”, che darà una sistemata al nostro scatto per renderlo ottimale, perlomeno secondo il sistema. Rispetto al vecchio editor presente nell’applicazione integrata in Google+, però, abbiamo notato la mancanza di alcuni parametri, tutti recuperabili tramite l’utilizzo di un’altra applicazione Google dedicata a questo tipo di task, Snapseed (Android, iOS), che tra le altre cose risulta essere perfettamente integrata in Foto: una volta installata sul dispositivo, cliccando su “Modifica”, all’interno di una foto, apparirà l’opzione “Modifica in Snapseed”.

I singoli scatti sono però solo la punta dell’iceberg di ciò che possiamo realmente andare a compiere con quest’applicazione. Rimanendo sempre sulla scheda “Foto”, e facendo click sul pulsante “+”, posizionato in alto a destra, nell’intestazione della pagina, ci è possibile creare una serie di elementi visivi quali un “Album“, un “Filmato“, una “Storia“, un'”Animazione“, oppure un “Collage“. Andando a creare un album, questo verrà poi visualizzato all’interno della scheda “Raccolte“, che figurerà anche le “Storie” da noi create, una sorta di album “romanzato”, sottoforma di breve presentazione, e “Filmati”, una brevi clip contenente sia scatti che video, dalla durata di pochi secondi. Selezionando invece “Animazione” saremo in grado di generare una vera e propria gif, mettendo insieme una serie di scatti simili tra di essi, che andranno a simulare un’immagine dinamica, donando maggior senso agli scatti multipli della nostra fotocamera. Tramite lo strumento “Collage”, infine, ci sarà possibile mettere insieme dalle due alle nove immagine all’interno di una sola schermata, disponendole una vicino all’altra in modo da formare una sorta di mosaico. Il punto saliente di tutto ciò? La maggior parte delle volte potremmo non essere noi a creare un collage, oppure un’animazione, ma ci penserà il nostro fido assistente. Ricordate l’assistente che abbiamo nominato più di una volta, durante il corso di questa recensione? Bene, non è stato affatto raro che durante l’upload della mia galleria fotografica comparissero una serie di avvisi recitanti il fatto che l’assistente aveva creato per me una manciata di animazioni, un collage, ed una volta decise perfino di ridisegnare a matita uno scatto da me immortalato! Insomma, cosa da non crederci, anche perché i risultati dei vari lavori effettuati dal sistema erano più che soddisfacenti, soprattutto per quanto riguarda le animazioni ed il disegno a matita, che potete ammirare qui sotto.

Da qui ci colleghiamo all’assistente di sistema, ubicato nella prima scheda del comparto multimediale, il quale ci permette di gestire l’upload – o meglio, il backup – dei nostri file, inoltrandoci inoltre notifiche su consigli vari in merito all’utilizzo dell’applicazione, oppure creando liberamente lavori artistici quali collage, animazioni, o quant’altro, chiedendoci poi l’autorizzazione a salvarli, nel caso questi fossero di nostro gradimento. Oltre a ciò, esso ci aiuterà nella gestione della memoria del nostro dispositivo, invitandoci a cancellare qualche immagine dalla memoria del nostro smartphone nel caso quest’ultima si ritrovasse con poco spazio a disposizione. Ovviamente, l’applicazione ci indicherà di eliminare i vari file solo ed esclusivamente dalla memoria locale del dispositivo, mantenendo dunque i backup salvati sulla nuvola. Per eseguire questa operazione ci basterà spostarci sulla visualizzazione delle cartelle del dispositivo, eliminando il file direttamente da lì, oppure, visualizzando una foto, facendo tap sull’icona delle impostazioni e selezionando “Elimina copia dispositivo“. Bisogna fare attenzione, in quanto selezionando l’icona raffigurante il cestino non elimineremo solamente la copia locale di una determinata immagine o video, bensì anche quella depositata sul cloud. Ad ogni modo l’operazione è reversibile, in quanto le varie immagini da noi cestinate rimarranno salvate per 60 giorni prima di essere eliminate definitivamente.

Condivisione: niente di più semplice, con Google Foto

Se c’è qualcosa che una galleria di sistema a stento, nel tempo, è riuscita ad effettuare con facilità, questa è la condivisione dei vari album, o delle varie immagini, senza la necessità di dover ricorrere ad un servizio esterno. Ad ogni galleria riesce facilmente il compito di inviare una o più foto tramite WhatsApp, Messenger o quant’altro, ma quasi nessuna è in grado di effettuare lo stesso compito, con la medesima facilità, utilizzando una piattaforma interna. Google Foto fa anche questo: accedendo al classico tasto di condivisione, durante la visualizzazione di una foto, un’album, od ogni elemento multimediale creato attraverso l’app, potremo notare un tasto figurante la dicitura “Ottieni Link“. Facendo tap su di esso l’applicazione genererà un link pubblico da condividere con chiunque noi desideriamo.

Per mantenere poi l’ordine, ma soprattutto il controllo su ciò che abbiamo deciso di condividere, ogni elemento da noi condiviso in questo modo andrà a posizionarsi nella scheda “Link Condivisi“, all’interno della quale ci sarà possibile sfogliare tutte le nostre foto catalogate come “Pubbliche”, alle quali potremo revocare i permessi di pubblicazione, rendendole nuovamente private.

Un aspetto assolutamente da non sottovalutare, sempre rimanendo sul frangente della “condivisione” è quello relativo alla condivisione dell’intera galleria tra più dispositivi, anche di OS diversi. Da desktop a smartphone, da smartphone a tablet (e così via), tramite Google Foto avrete sempre e comunque la possibilità di visualizzare la vostra galleria – o meglio, il backup di quest’ultima – grazie alla condivisione della stessa tramite cloud. Niente più distinzione tra terminale e terminale, per quanto riguarda la multimedialità: questa, d’ora in avanti, sarà sempre con voi.

Impostazioni: il cloud al centro di tutto

Un ultimo accenno nei confronti dell’applicazione per dispositivi mobili (ebbene sì, perché come noterete tra poco, questa non sarà l’unico client supportato), va di definizione al menù delle impostazioni. Accedendo a quest’ultimo attraverso la solita side-bar di sinistra saremo in grado di andare a definire il comportamento generale dell’app, iniziando, com’è giusto che sia, dal comparto più importante, ovvero quello del cloud, e quindi, del backup. Facendo tap sulla prima voce, “Backup e Sincronizzazione“, ci addentreremo nel menù dedicato a queste dinamiche, attraverso il quale ci sarà possibile, tramite un toggle, attivare e disattivare il backup automatico, definendo poi le varie meccaniche con cui quest’ultimo lavorerà per noi. Innanzitutto c’è la possibilità di selezionare la tipologia di cloud, tra “Originale”, che come abbiamo detto è limitata inizialmente a 15 GB gratuiti, oppure “Alta qualità”, con storage illimitato. Subito sotto di essa avremo modo di acquistare ulteriore spazio d’archiviazione, tramite un pulsante che fungerà da link ad una pagina dedicata.

Scorrendo la schermata troveremo la possibilità di definire se effettuare il backup solo sotto rete Wi-Fi, oppure anche in mobilità, e se includere in quest’ultima modalità anche la navigazione tramite roaming. È inoltre possibile decidere di lasciare Google Foto in modalità di upload solo durante la ricarica (il dispositivo scalda leggermente – e consuma batteria – durante il caricamento delle foto).

Tornando al menù generale, troviamo poi altri toggle dedicati all’abilitazione dei suggerimenti delle creazioni da parte dell’assistente, alla visualizzazione dei file contenuti in Google Drive all’interno della galleria e all’attivazione della geolocalizzazione durante la condivisione di foto e video. Seguono infine alcuni settaggi relativi alle notifiche dell’app.

Non solo mobile: anche su web e desktop

Chiudendo, non possiamo che constatare che ad oggi, un’applicazione efficiente deve essere multi-piattaforma. Sotto questo punto di vista, Google Foto parte avvantaggiata, disponendo già di un client web più che completo, accessibile a questo indirizzo, dal quale è possibile effettuare praticamente ogni singola operazione che già ci è possibile svolgere su mobile, il tutto all’interno di un’interfaccia che ricalca in tutto e per tutto quella già vista sul nostro smartphone.

Il client web non vi soddisfa? Nessun problema, in quanto Google Foto ha deciso di fare le cose in grande, fornendo ogni singolo utente (o quasi) dell’applicazione nativa di cui egli ha bisogno. Oltre a quelle per mobile, infatti, sono già disponibili due applicazioni desktop (denominate Uploader), per i sistemi operativi Windows e Mac. Insomma, ci troviamo davanti ad un’applicazione completa a 360°. Potete scaricare i tool alla seguente pagina.

Le nostre conclusioni su Google Foto

Google Foto rappresenta di certo qualcosa di rivoluzionario all’interno del panorama delle gallerie per smartphone: quest’applicazione esula dai soliti canoni che vedono la galleria come un hub passivo, all’interno della quale andare a ricercare, tra i lunghi caricamenti e la poca praticità, le varie foto da noi scattate in passato, rendendo questa pratica un’operazione che mai è stata più semplice, aggiungendoci quel pizzico di magia rappresentata dalla ricerca intelligente, che diciamocelo, da sola vale la candela. Certo, dal grande annuncio effettuato in quel di San Francisco, presso il Google I/O 2015 manca ancora qualcosa, come la possibilità di ricercare tramite un semplice tap sul volto di uno dei soggetti delle nostre foto, o il supporto a Chromecast, presente nella precedente versione dell’app, ma non ancora implementato in quest’ultima, che con tutta certezza arriverà durante le prossime settimane.

Insomma, parlando per esperienza personale, Google Foto è riuscito a rivoluzionare il mio metodo di fruizione di contenuti multimediali attraverso la Galleria, non limitandosi solo a fare ciò, ma bensì offrendo un ottimo sistema di backup automatico completo di assistente tuttofare, che più di una volta ha saputo stupirmi. Il tocco di Google si sente: il colosso di Mountain View è riuscito a donare un valore aggiunto anche a quell’applicazione snobbata – o meglio, sottovalutata – dalla maggior parte di noi, che finalmente riprende vita, introducendo dinamiche rivoluzionarie ed esclusive, che è impossibile, a mio parere, rifiutare di adottare. Ricordiamo che Google Foto è già disponibile sia su Android che iOS (per non parlare dei client web, e desktop, nominati qui sopra), ed è scaricabile rispettivamente da Play Store e App Store.

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