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Garmin smartwatch: le migliori soluzioni del colosso statunitense

Garmin smartwatch: le migliori soluzioni del colosso statunitense

di Giovanni Mattei
Specialist Smartwatch
aggiornato il 17 luglio 2019
2 utenti hanno trovato utile questa guida
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N.B. La guida Garmin smartwatch è monitorata mensilmente e aggiornata con eventuali nuove proposte. Per maggiori dettagli su come realizziamo le nostre guide all’acquisto ti rimandiamo alla pagina Come lavoriamo. L’ultimo aggiornamento risale a Luglio 2019.

In questo articolo parliamo di Garmin smartwatch. L’obiettivo è offrivi una panoramica completa dei migliori smartwatch prodotti dal colosso statunitense in modo da aiutarvi nella scelta del prodotto che meglio soddisfi le vostre esigenze.

Garmin smartwatch: quale comprare

Garmin è un’azienda statunitense da anni impegnata nello sviluppo di un gran numero di dispositivi, a partire dalle action cam fino ad arrivare a tutta una serie di dispositivi pensati per il fitness o il wearable in generale. Rispetto ad altri colossi del settore (mi vengono in mente Apple, Samsung, Fitbit), l’azienda statunitense ha dalla sua un portfolio estremamente variegato, in grado di permetterle di competere in numerose fasce di prezzo.

Anche se ci troviamo di fronte alla presenza di un gran numero di dispositivi wearable, abbiamo selezionato i Garmin smartwatch che per noi incarnano la migliore soluzione di acquisto. Per farlo abbiamo seguito alcuni criteri di selezione piuttosto stringenti. Di solito puntiamo molto sulla qualità dei sensori, un criterio di selezione per noi estremamente importante, ma per Garmin abbiamo fatto un’eccezione.

Infatti, tutti i Garmin smartwatch attualmente presenti in catalogo montano sensori di altissima qualità. Anche i modelli più economici, quelli che normalmente vengono sviluppati per intercettare una fetta di mercato non interessata a funzioni di tracciamento, presentano la tecnologia Move IQ. Questa, in soldoni, permette al dispositivo wearable di iniziare a tracciare l’allenamento in corso senza richiedere alcun input da parte dell’utente. Infatti, se si inizia un allenamento presente all’interno di quelli supportati da Move IQ, lo smartwatch lo riconosce e lo inizia a tracciare immediatamente.

Ulteriore criterio di selezione è legato al display e alla qualità del pannello presente. Anche qui dobbiamo riprendere in parte quanto detto per i sensori. I pannelli touch dei Garmin smartwatch sono tutti di ottima qualità, a partire dal piccolo display del Vivomove HR – uno smartwatch ibrido in tutto e per tutto – fino ad arrivare al costosissimo fenix 5S Plus che monta un display ad alta risoluzione. L’azienda statunitense sa bene quanto sia importante offrire ai propri utenti un display di qualità, in quanto costituisce il mezzo tramite cui ognuno di noi controlla le funzioni dello smartwatch. Un display di scarsa qualità e a bassa risoluzione non solo risulta una scelta molto discutibile per un’azienda di alto livello come Garmin, ma rovina l’esperienza utente.

Infine l’autonomia. In questo caso abbiamo operato una scelta che puntasse molto sul proporvi soluzioni con una batteria in grado di consentirvi un utilizzo spensierato. Anche il modello più costoso, più ricco di feature, come il fenix 5S Plus, monta una batteria capace di garantire fino a 10 giorni di utilizzo con singola carica. Abbiamo però messo da parte soluzioni che invece abbiamo reputato troppo stringenti, con un’autonomia un po’ sotto tono.

Garmin Vivomove HR

Apriamo la nostra guida sui Garmin smartwatch partendo dal Garmin Vivomove HR, un prodotto alquanto particolare ma bello da vedere e da indossare. Come abbiamo scritto all’interno del capitolo introduttivo, il colosso statunitense è impegnato nella produzione di smartwatch veri e propri – come tutti quelli che vedrete dopo questo – così come nello sviluppo di soluzioni che si manifestano come un mix, una intersezione, fra gli orologi classici e gli smartwatch.

I cosiddetti smartwatch ibridi sono proprio questo e il Garmin Vivomove HR racchiude al suo interno elementi di questo e quell’altro universo. Strizza l’occhio agli orologi classici per via della presenza di lancette meccaniche, e agli orologi smart per via di qualche piccola feature e di un piccolo display OLED con risoluzione 64 x 128 pixel. Il Garmin Vivomove HR, rispetto alla generazione passata, guadagna anche l’arrivo del sensore HR per il battito cardiaco.

Da sole queste due nuove feature ci permettono di consigliare questo smartwatch per gli utenti che si affacciano per la prima volta al mercato dei dispositivi wearable. Oltre al sensore HR troviamo anche la possibilità di tracciare i valori di VO2 max – il dato che esprime il massimo consumo di ossigeno al minuto – così come la tecnologia Move IQ per il tracking automatico dell’attività fisica.

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Garmin Vivoactive 3

Andando avanti e lasciando da parte il design e le specifiche del Vivomove HR di poco fa – magari un po’ troppo basic per gli utenti che solo alla ricerca di un vero e proprio smartwatch -, il Garmin Vivoactive 3 è quello che potremmo definire il primo Garmin smartwatch della nostra guida. Se le specifiche e le feature salgono di livello, quello che non cambia è certamente il design dello smartwatch. Infatti, come vedremo nel corso della guida, tutti i Garmin smartwatch sono caratterizzati da una cassa circolare (il materiale dipende dalla fascia di prezzo ma è quasi sempre alluminio o un materiale più resistente) ed un buon rapporto display/ghiera.

Il Garmin Vivoactive 3 non è da meno. Lo smartwatch è stato presentato nel 2017 all’IFA di Berlino, la famosa kermesse tedesca dove il colosso statunitense è sempre presente con la sua nuova gamma di prodotti pensati anche per il settore wearable. Il display circolare con risoluzione da 240 x 240 pixel permette di leggere senza problemi le notifiche ricevute così come le info relative all’attività fisica svolta. La cassa è adatta anche a chi è alla ricerca di uno smartwatch da portare sempre al polso e non teme il contatto con i liquidi.

Ovviamente il tutto è animato dall’ormai famoso Move IQ, ovvero la tecnologia di Garmin pensata per riconoscere in modo automatico il tipo di attività fisica anche grazie alla presenza del GPS, sensore HR per il battito cardiaco, accelerometro, altimetro barometrico e termometro.

Garmin Vivoactive 3: la nostra prova

Il Garmin Vivoactive 3 è l’evoluzione del Vivoactive HR, uno smartwatch estremamente importante per Garmin, tale da permettere al colosso statunitense di posizionarsi come una delle più prestigiose realtà nel panorama dei dispositivi wearable. Per il Vivoactive 3, Garmin ha deciso di puntare su un design più moderno, rinnovato, con cassa circolare in acciaio inossidabile interrotta da un singolo tasto fisico sul lato destro.

Il cambio di passo è di una certa valenza, tale da permettere al Vivoactive 3 di essere visto come uno smartwatch da indossare tutti i giorni, e non solo quando si allacciano gli scarpini per andare a fare una corsa al parco. Si tratta di una cosa che ho apprezzato tantissimo durante le mie giornate di test. Come da tradizione, lo smartwatch presenta sensori di altissimo livello, in grado di tracciare un numero davvero importante di attività fisiche, sia all’aperto che al chiuso.

Il sensore HR mi ha positivamente colpito durante le mie giornate di test. La tecnologia Garmin Elevate non mi delude mai e permette allo smartwatch di tracciare sessioni di allenamento piuttosto intense. Infatti, ho apprezzato la capacità del dispositivo di monitorare i battiti del mio cuore anche sopra i 150 bpm, senza mai perdere un colpo. Posso dire la stessa cosa del modulo GPS che non mi ha mai deluso, nemmeno durante test di ricezione in aperta campagna o nelle stradine di montagna.

L’applicazione mobile resta una delle migliori e complete sul mercato, ma secondo me continua ad essere un po’ ostica per i neofiti. I menu sono chiari e dettagliati, ma un po’ troppo complessi da navigare. Infine, l’autonomia dichiarata di 7 giorni si è rivelata veritiera; durante i miei test ho facilmente raggiunto una settimana di utilizzo, anche se bisogna fare attenzione a non abusare della connessione GPS.

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Garmin Forerunner 235

Con il Forerunner 235 entriamo di diritto all’interno di quella sezione dei Garmin smartwatch pensati per gli sportivi e più in generale per chi ama fare attività fisica all’aperto. Infatti, come abbiamo descritto ad inizio guida, l’azienda ha un portfolio di prodotti estremamente vasto e che copre tantissime aree, fra queste, appunto, anche quella relativa agli sportivi appassionati di corsa e tanto altro. Essendo un Forerunner, troviamo un design decisamente sportivo e meno adatto ad essere utilizzato in contesti formali, cosa che invece era possibile fare con i modelli visti poco più su.

Frontalmente troviamo un pannello LCD a colori da 1,23″ con risoluzione da 215 x 180 pixel. Nonostante la tecnologia integrata, Garmin ha deciso di donare al Forerunner 235 la funzione di display always on, permettendo così agli utenti di avere sempre a portata di mano la data e l’ora così come il battito cardiaco e alcune informazioni circa i passi e la distanza percorsa. Le funzioni pensate per gli sportivi sono tutte a portata di mano, e più specificatamente a livello del piccolo tasto posto in alto a sinistra. Qui è possibile scegliere fra quattro funzioni di tracking: corsa, corsa al chiuso (ovviamente senza l’ausilio del modulo GPS), bici e tracking libero.

Assieme al modulo GPS, il Forerunner 235 integra anche il sensore HR per il battito cardiaco che permette di tracciare l’andamento medio del battito cardiaco così come il valore massimo raggiunto durante le fasi di allenamento.

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Garmin fenix 5S Plus

A chiudere la nostra guida su Garmin smartwatch troviamo il fenix 5S Plus, ovvero uno smartwatch che fa riferimento alla serie di fascia alta, caratterizzata da materiali di alto livello e un parco sensori/moduli di tutto rispetto. Come abbiamo sottolineato all’interno del capitolo iniziale, è con questa serie che Garmin spinge i suoi utenti a preferire i propri smartwatch a quelli delle altre compagnie.

Rispetto alla serie fenix 5 “normale”, il 5S Plus presenta un design leggermente rivisitato, dall’aspetto un po’ meno ingombrante e quindi più ergonomico e facile da indossare. Cambia anche il famoso rapporto display/telaio, incrementalo addirittura del 20% rispetto agli altri modelli. Il motivo di tale cambiamento deriva anche dal fatto che il fenix 5S Plus offre la visione di mappe a colori sul proprio display. Inevitabilmente questa funzione necessita di spazio per garantire una buona usabilità da parte dell’utente, e l’aumento del rapporto display/telaio si muove proprio in questa direzione.

Trattandosi quindi di uno smartwatch di fascia alta, il fenix 5S Plus può essere acquistato in due varianti: una con schermo in vetro e una in vetro zaffiro. Gli utenti che hanno l’opportunità di acquistare la variante in zaffiro avranno a disposizione un prodotto evidentemente più resistente a urti e graffi. Trattandosi di un prodotto Garmin troviamo la classica lunga lista di attività tracciate in modalità fitness: si passa dalla classica camminata, alla bicicletta, alla corsa, golf, nuoto e molto altro. Oltre al classico modulo GPS + GLONASS, Garmin ha anche integrato la possibilità di usufruire dei satelliti Galileo, perfetti per il tracciamento nelle aree urbane o nei grandi spazi aperti.

A chiudere il tutto troviamo il classico sensore HR per il battito cardiaco, il supporto a Garmin Pay per i pagamenti contactless e la possibilità di ascoltare fino a 500 canzoni salvate direttamente nella memoria interna.

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