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Alla scoperta di iOS: cos'è e quali sono le sue funzioni principali

di Jacopo Famularoaggiornato il 23 maggio 2018

N.B. Questo articolo è aggiornato periodicamente, di mese in mese, con eventuali novità inerenti all’argomento. L’ultimo aggiornamento risale ad aprile 2016.

 

Quando ci si avvicina ad un sistema completamente nuovo, spesso ci si trova spaesati. iPhone, nella sua estrema semplicità, rimane comunque per molti un dispositivo nuovo e che necessita di essere compreso. Vediamo dunque cosa bisogna sapere quando ci si avvicina ad iPhone e quindi al suo sistema operativo: iOS.

Cos’è Apple iOS

La parola iOS nasce dalla contrazione del vecchio nome del sistema operativo per iPhone, ovvero iPhone Operative System. Il cambiamento di nome è dovuto essenzialmente alla presenza di iOS su differenti dispositivi, ovvero iPhone, iPod touch, iPad e Apple TV. Per evitare quindi confusione, dalla versione 4 di iPhone OS, Apple ha deciso di optare per un cambiamento di nome. Per maggiori informazioni sull’evoluzione di iOS vi rimandiamo al nostro focus sulla storia di iOS.

Partiamo però dal principio: ogni oggetto d’elettronica ha un “animo”. Questo, che sia complesso o molto semplice, è ciò che ci permette di interagire con un device. Sembrerà strano, ma anche il vecchio Nokia 3310 aveva un sistema operativo. Con lo sviluppo tecnologico, anche nel mondo della telefonia mobile si è passati da avere sistemi operativi semplificati e privi di funzioni complesse a veri e propri animi, con una propria intelligenza e un alto livello di complessità.

Ciò che Apple è riuscita a fare meglio di altri è il permettere alle persone di utilizzare un sistema operativo complesso in modo semplice ed intuitivo. Rispetto ai tradizionali telefoni cellulari, non avremo più un menù a discesa, con elementi che occupano l’intero display, bensì icone che portano l’utente in una vera e propria applicazione.

Così, quando eseguiremo un tap (gergo tecnico per denominare il gesto di pressione sul display touch screen) su una certa icona, ad esempio Telefono, in quel momento il nostro device si “trasformerà” in un telefono. Quando faremo un tap sull’applicazione Messaggi, esso ci permetterà di mandare messaggi. Quando vorremo andare su internet, eseguiremo un tap sull’apposita applicazione.

La differenza essenziale che intercorre tra sistemi operativi differenti è “come vengono fatte eseguire le azioni all’utente”. In un momento tecnologico quale quello in cui siamo immersi, infatti, tutti gli smartphone (da smart e phone, dunque cellulare intelligente) permettono di fare più o meno le stesse cose, dall’effettuare chiamate, mandare messaggi, navigare in internet, ricevere e inviare mail e scattare foto. Il sistema operativo è il volto del nostro device: ciò con cui noi dialoghiamo.

Ecco perchè, più è semplice, più è intuitivo e più riusciamo a ricondurlo alle nostre esperienze passate, più troveremo piacere nell’usarlo. iOS è dunque la faccia di iPhone, iPad o iPod touch e permette a noi di comandare le azioni che lo smartphone può eseguire.

Semplicemente complesso

Ho di proposito utilizzato un ossimoro come nome di questo paragrafo: abbiamo detto che iOS, ad un livello che noi non vediamo dall’esterno, è estremamente complesso. Per chi se ne intende di design, di architettura o di molti altri campi in cui a fare la differenza è il dettaglio, non sarà difficile comprendere come la semplicità, la pulizia e la bellezza spesso seguono il principio del Less is More (per dirla alla Mies Van Der Rohe). Meno vuol dire di più: ma meno non vuol dire “togliere”, vuol dire elaborare, perfezionare.

Grazie ad un complesso e duro lavoro, si riesce ad offrire qualcosa di più facile. Per ottenere un’esperienza utente semplice, dietro ci vuole moltissimo impegno. Ecco ciò su cui punta Apple: rendere le azioni eseguibili in tranquillità anche per chi non ha esperienza con dispositivi di questo tipo. Design ed esperienza utente si fondono qui per dare vita ad un sistema semplice e funzionale, che però non risulti freddo e austero, bensì accomodante e coinvolgente.

Come funzionano iPhone e iOS

iPhone, sin dalla sua introduzione sul mercato nel 2007, è stato un prodotto rivoluzionario. Prima dello smartphone di Apple, gli smartphone di altri brand erano pieni di tastiere poco user friendly e con display di minute dimensioni.

Chi invece aveva optato per la produzione di un dispositivo touch screen, utilizzava dei pennini per dare input al device e montava schermi di tipo resistivo (ovvero captavano la pressione).

Quando Steve Jobs salì sul palco per presentare iPhone, fece riflettere il pubblico, domandando se effettivamente entrambe queste soluzioni non fossero scomode. Dopo aver convinto tutti che la ragione stesse dalla sua parte, con un fantastico gioco, tipico del suo modus operandi, disse che avrebbe presentato un iPod, un telefono e un device internet. Tutto questo, però, sarebbe stato parte dello stesso prodotto.

Tralasciando l’introduzione del multitouch (che tratteremo più tardi) e dei display touch screen di tipo capacitivo, ora che abbiamo capito come iPhone si sia differenziato, sarebbe interessante capire cosa possiamo fare con iOS e perchè dovremmo “sceglierlo” rispetto ad altri (vedi Android o Windows Phone).

A parlarvi in questo momento è una persona normalissima, che fa buon uso del telefono, un discreto dei messaggi, abbondante di internet e di social network. La stessa persona, ovvero il sottoscritto, utilizza iOS da quando è stato lanciato e, da un po’ di tempo, ha iniziato a prendere dimestichezza anche con dispositivi che montano il sistema operativo di Google, Android.

Non voglio quindi invitarvi a scegliere un dispositivo Apple piuttosto che uno di un altro brand, quanto, in realtà, voglio capire con voi quali siano le killer features (ovvero gli elementi che rendono iPhone unico) del vostro dispositivo. Anche perchè, se siete qui, probabilmente è perchè cercate di comprendere come funziona e cosa fa il vostro device, che avete già acquistato.

Detto questo, abbiamo parlato di semplicità e di prestazioni eccellenti. Per far sì che un prodotto abbia prestazioni sensazionali, non solo deve essere performante a livello hardware, ovvero deve avere ottime caratteristiche tecniche, bensì deve inoltre avere una perfetta implementazione a livello software. Per usare le parole di Steve Jobs, “il software dev’essere fatto appositamente per l’hardware”.

In questo modo, sebbene sulla carta un dispositivo possa sembrare meno prestante di un altro, nella realtà dei fatti esso sarà molto più reattivo, più sicuro e funzionerà meglio. Pensiamo ai computer con sistema operativo Windows: sul mercato ce ne sono centinaia e centinaia.

Tutti che montano un sistema operativo standard, ognuno che va a modificare una parte per renderlo compatibile con la propria macchina. Apple invece produce sia il software che l’hardware, in modo tale che tra loro lavorino perfettamente. Allo stesso modo, ancora, prendiamo per esempio una persona, composta da hardware, ovvero il corpo, e da software, ovvero la mente. Ogni software viene creato assieme all’hardware e sarà sempre collegato a quella persona.

Ecco perchè ognuno di noi funziona alla perfezione, perchè la propria mente e il proprio corpo sono una cosa sola. Se la mia mente dovesse comandare un corpo di una persona dalle caratteristiche differenti dalle mie, probabilmente troverebbe non poche difficoltà: la mente immagazzina che io sono alto un metro e settantacinque e peso sessantadue chili e tutto ciò che la mia mente dice di fare al mio corpo si basa anche su queste informazioni.

Se la mia mente viene messa su un corpo di ottanta chili e alto un metro e novanta, probabilmente il feedback che avrei non sarebbe ottimale. I computer e gli smartphone funzionano praticamente nello stesso modo.

Un tocco, due tocchi, tre tocchi: cos’è il multitouch

Nel paragrafo precedente abbiamo parlato di multitouch, o meglio lo abbiamo accennato. Multitouch deriva dalla fusione delle parole inglesi multiple e touch, ovvero tocchi multipli. Cosa significa? Sostanzialmente che il tipo di interazione che avrete con il vostro dispositivo varierà in base al numero di dita che andranno a toccare lo schermo.

Tutti i dispositivi iOS hanno un display che riconosce fino al tocco di dieci dita contemporaneamente. Questo permette un grandissimo numero di funzioni, che Apple ha deciso di inserire per migliorare l’esperienza utente. Pensate a quando non riuscite a leggere bene una cosa perchè è stampata su un tessuto elasticizzato e questo è tutto raggrinzito.

La prima cosa che vi viene in mente è cercare di stendere il più possibile questo tessuto. per farlo, lo tirate da una parte e dall’altra. Un’azione simile avviene sui dispositivi iOS. Questa funzione si chiama pinch to zoom (dall’inglese: pizzica per effettuare lo zoom). Con il pinch to zoom, posso sia fare uno zoom in, ovvero ingrandire, sia fare uno zoom out, ovvero rimpicciolire.

Questo in base alle mie necessità: mi serve una vista dettagliata e ottimale di un certo elemento? effettuo uno zoom in; mi serve una vista d’insieme che inquadri l’intero “quadro della situazione”? effettuo uno zoom out. Molto semplice.

Se su iPhone e iPod touch, per le ridotte dimensioni dello schermo, Apple ha deciso di creare interazioni solo di questo tipo, iPad si comporta diversamente, fornendo ancora più gestures (gesti – letteralmente mimiche -). Ad ogni gesture corrisponde una funzione. Ad esempio avremo la possibilità di richiamare la barra del multitasking senza dover premere due volte in velocità il tasto Home.

Potremo ancora passare da un’App all’altra senza dover prima uscire dalla prima, oppure potremo uscire semplicemente eseguendo un pinch a cinque dita sullo schermo, senza dover premere il tasto Home. Ma non solo: grazie all’introduzione del 3D Touch negli iPhone 6s e 6s Plus, i livelli di interazione sono notevolmente incrementati.

Non solo è possibile effettuare delle operazioni tramite una pressione prolungata di un dito su una data icona (per esempio eliminare un app oppure spostarla in un’altra porzione dello schermo o inserirla dentro una cartella), ma tramite questa nuova tecnologia si ha la capacità di “far capire” al proprio smartphone che a determinati valori di pressione debbono corrispondere altrettante determinate risposte.

Quindi è possibile che ogni app, in relazione alle API pubbliche impiegate, presentino menù e azioni diverse da altre. Un esempio è l’utilizzo del 3D Touch con l’applicazione Telefono che adesso permette di chiamare rapidamente un contatto, aggiungerne uno nuovo o cercare all’interno della propria rubrica.

Le funzioni principali di Apple iOS

iOS è un sistema operativo estremamente chiuso. Ma non fatevi spaventare da questa dicitura. Chiusura non vuol per forza dire “impossibilità”, vuol dire che il livello di libertà dell’utente è minore rispetto ad altri sistemi operativi, chiaramente con pro e contro.

I contro sono il fatto che ciò che impone Apple deve essere rispettato, nel bene e nel male. Il pro di tutto ciò è che possiamo aggrapparci alle regole e non farci sopraffare. Vi basti pensare che la stessa “chiusura” che l’azienda di Cupertino impone agli utenti ultimi (ovvero a noi fruitori) è la stessa che impone agli sviluppatori di applicazioni.

E le applicazioni per iOS sono tra le migliori al mondo in quanto a semplicità e reattività.

Apple ha quindi creato un ecosistema che gira attorno ad iOS e OS X (il sistema operativo per computer Apple). I dispositivi che montano questi sistemi operativi sono nati per stare assieme. Questo non vuol dire che non si possa usare iPhone con un PC Windows, però usarlo con un Mac è tutta un’altra esperienza. Potremmo definirli better together (ovvero meglio se usati assieme) in quanto moltissime funzioni che iPhone/iPad integrano, si possono utilizzare anche su un computer Mac, avendo tutto sincronizzato.

Calendari, note e promemoria

Parliamo di calendari, note, promemoria, la suite iWork, e tanto altro. Tramite iCloud e iCloud Drive, un servizio che Apple offre gratuitamente a tutti i propri clienti, abbiamo la possibilità di avere tutto sincronizzato sui nostri dispositivi. Se possedete dunque un iPhone, un iPad e un Mac e li usate per lavoro e volete avere calendari, promemoria e altro sempre sincronizzato, sappiate che questo avviene automaticamente grazie ad una connessione ad internet.

Come questi servizi, ce ne sono molti altri, sia di Apple, che di applicazioni di terze parti che funzionano seguendo la stessa logica. Se siete interessati ad iCloud, leggete il nostro approfondimento su cos’è e come funziona.

iMessage

iMessage è un’interessante funzione che Apple ha introdotto con iOS 4 che permette di inviare, tramite internet, messaggi gratuiti a chi ha un iPhone, iPod touch, iPad o Mac compatibile. La funzione si attiva automaticamente se rivela che il destinatario del nostro messaggio utilizza un device Apple e ad esso possiamo inviare video, foto e messaggi gratuitamente; con iOS 8, inoltre, è stata introdotta anche la possibilità di condividere la propria posizione, piuttosto che quella di mandare messaggi vocali. Se volete sapere nello specifico come funziona il servizio, vi rimando alla nostra guida per capire come attivare e come usare iMessage. Se invece state cercando un’alternativa ecco il nostro approfondimento sulle migliori app per il messaging.

Facetime

Parallelamente ad iMessage, con l’introduzione di iPhone 4, Apple ha lanciato Facetime, ovvero un servizio di videochiamata che si basa sullo stesso principio di iMessage: potremo infatti videochiamare solo chi possiede un iPhone, iPad, iPod touch o Mac. La scelta, che non è piaciuta a molti inizialmente, permette di mantenere alto un certo standard qualitativo che Apple ha sempre cercato.

Ovviamente non sono da nascondere cristalline motivazioni di marketing che vogliono spingere chi non ha un iDevice (nomenclatura non ufficiale con la quale solitamente si definiscono i device Apple mobili) ad acquistarne uno per restare connesso coi propri amici. Se avete bisogno di più informazioni, ecco il nostro articolo su come funziona e come attivare Facetime.

Con l’introduzione di iOS 7, Apple ha deciso di aggiornare Facetime e di creare un’applicazione a sé stante anche su iPhone oltre che su iPod touch e iPad. All’interno di questa, l’azienda di Cupertino ha aggiunto una nuova funzione, detta Facetime Audio, che permette agli utenti di effettuare chiamate Voip gratuite con la qualità che ha da sempre contraddistinto il servizio.

Un mondo di App

Oltre alle applicazioni che Apple inserisce di stock (ovvero che trovate appena attivate iPhone) in ogni dispositivo, App Store è il luogo perfetto dove acquistare tutto ciò che vi serve. Sullo store delle applicazioni troviamo solo App che seguono le regole di cui parlavamo a inizio paragrafo.

Ogni applicazione, oltre ad essere sviluppata con il developer kit che Apple mette a disposizione degli sviluppatori, una volta terminata deve essere revisionata da Apple stessa, che decide se pubblicarla o meno sul proprio store. Il risultato è un mondo di applicazioni controllate sì, ma funzionanti e sicure; che fanno solo quello che devono fare e lo fanno nel modo migliore.

Anche in questo caso vi rimandiamo al nostro focus su come funziona App Store.

Integrazione con i social network

iOS 5 ha portato con sè, tra le altre novità, anche l’integrazione con il famoso social network Twitter. Grazie a questa collaborazione tra Apple e questo canale sociale, dal 2011 è possibile inviare un tweet in velocità, contenente foto e video. Inoltre, l’integrazione permette di rendere più facile e immediato un eventuale accesso con le proprie credenziali Twitter.

Allo stesso modo, nel 2012, Apple ha raggiunto un accordo con il colosso Facebook e anche in questo caso, effettuando preventivamente l’accesso tramite il tab apposito nell’applicazione Impostazioni, potremo inviare aggiornamenti di stato, condividere in velocità una foto o effettuare accesso veloce a varie applicazioni tramite le credenziali di Facebook.

Aperto a tutte le applicazioni

Se fino alla versione 7 del sistema operativo mobile per i propri device Apple aveva cercato di mantenere ogni applicazione quanto più chiusa in se stessa, con il rilascio di iOS 8 nel settembre del 2014 l’azienda di Cupertino ha finalmente permesso alle applicazioni di parlare tra di loro. Questo significa che, se fino a qualche tempo fa ricevevate un file PDF via mail e non potevate aprirlo con la vostra applicazione di lettura preferita, ora è possibile farlo, sempre che questa supporti tale funzione, che se ancora non è arrivata, dovrebbe essere vicina grazie agli aggiornamenti che pian piano tutte le app stanno subendo.

Se per gli utenti Android questa può non sembrare una grande novità, per chi è abituato ad usare iOS come sistema operativo, tale opzione apre davvero una quantità innumerevole di strade.

Parlare con il proprio dispositivo

Con il lancio di iPhone 4S e di iOS 5, nell’ottobre del 2011, Apple ha introdotto una nuova funzione: Siri. Siri sostituisce il precedente comando vocale, che permetteva di far eseguire al proprio device alcune azioni semplicemente con la voce. Il comando vocale, però, non era intelligente e spesso non capiva. Inoltre il feedback era poco curato e non user friendly.

Con l’introduzione di Siri, invece, Apple ha permesso all’utente di parlare direttamente al proprio dispositivo e di ricevere una risposta in lingua. Oltre a creare un certo fascino, la funzione torna estremamente comoda quando bisogna fare ricerche in velocità, bisogna chiamare o messaggiare senza poter contare sull’ausilio delle mani.

Quando guidiamo, ad esempio, Siri sugli iPhone 6s e 6s Plus può essere attivata da schermo spento con la keyword “Hey, Siri” (funzione che può essere disabilitata dal pannello Siri nelle Impostazioni di iOS) per essere utilizzata come dettatore vocale, oppure per avviare una chiamata, oppure ancora per creare un promemoria, che può ricordarci di un avvenimento al raggiungimento di un luogo o ad una certa ora, cercare una zona un punto di interesse nelle vicinanze e tanto altro. Con l’introduzione di iOS 8, inoltre, Siri  ha anche acquisito la possibilità di riconoscere le canzoni che facciamo lei ascoltare, grazie all’integrazione di Shazam all’interno del servizio vocale offerto da Apple.

Se volete approfondire maggiormente vi rimandiamo al nostro focus dedicato a Siri.

Mappe e navigatore per tutti

Fino ad iOS 6, le mappe presenti in iOS sono sempre state basate su Google Maps. Con l’introduzione della sesta versione del sistema operativo, Apple ha introdotto le proprie mappe (qui trovate il confronto tra i due servizi).

Tutto è rimasto al proprio posto, ottima geolocalizzazione (sebbene inizialmente molti utenti hanno lamentato problemi dati dalla tenera età del prodotto), nomi delle strade dove servono, buona resa dell’immagine da satellite ma, soprattutto, introduzione della navigazione turn by turn assistita vocalmente e informazioni sul traffico in tempo reale. Tuttavia vi consigliamo di dare uno sguardo alle selezione del nostro staff sulle migliori applicazioni per la navigazione.

Un cuore di iPod

Nato come successore di iPod, iPhone non poteva non possedere un fantastico lettore musicale. Dopo sei anni di esperienza nel settore della musica in mobilità e un mercato completamente rivoluzionato, non è stato difficile per Apple creare un’applicazione che fosse degna di questo device. iOS integra dunque un lettore musicale semplice da navigare, dall’interfaccia molto accattivante e dalla navigazione unica. Dopo aver provato moltissimi device diversi, non ho mai trovato un lettore musicale come quello presente in iOS.

Non dimentichiamo poi di parlare di iTunes Match, un servizio introdotto in Italia a marzo del 2012 e che ci permette di avere istantaneamente sincronizzate tutte le nostre playlist e canzoni su ogni dispositivo.

Grazie ad iTunes Match, inoltre, tutta la nostra musica sarà convertita nel formato AAC a 256 Kbps anche se le canzoni originariamente erano a qualità inferiore. iTunes Match è un servizio in abbonamento annuale dal costo di 25€ l’anno. Una spesa che merita di essere presa in considerazione, visto quanto offre. Non è da sottovalutare inoltre il servizio di streaming musicale Apple Music, lanciato in occasione della WWDC 2015. Grazie a questo sarà possibile ascoltare tutta la libreria musicale dello store Apple (in realtà parte di essa) tramite il pagamento di un abbonamento fisso mensile ed eventualmente scaricare in offline i brani preferiti, come avviene su Spotify o su Tidal. L’abbonamento ha il costo di 9,99€ singolo, oppure di 14,99€ per quello familiare. Se siete interessati potete approfondire controllando la nostra review di Apple Music.

La salute prima di tutto

Con l’introduzione di iOS 8, Apple ha deciso di introdurre all’interno del proprio sistema operativo una nuova applicazione che permettesse di tenere traccia di tutte le proprie attività fisiche. Come potrete immaginare, quest’applicazione è stata chiamata Salute e permette di visualizzare, tramite l’integrazione con applicazioni esterne da cui riceve i dati, tutti i progressi riguardanti le proprie attività. È inoltre presente anche un tab relativo alle proprie informazioni personali, che possono essere utili in caso di necessità.

Questo tab permette, a chi potrebbe soccorrerci, di scoprire in velocità ad esempio il nostro gruppo sanguigno, le nostre allergie, piuttosto che il numero che abbiamo impostato come “di emergenza”.

Una fantastica esperienza di navigazione

Internet in mobilità è presente ormai da molti molti anni. La navigazione WAP (quella che avveniva sui primi cellulari), è ormai storia passata e da anni anche i dispositivi mobili riescono a navigare al meglio attraverso pagine WEB sia in formato desktop (ovvero visualizzazione dei contenuti come da computer), sia in formato mobile.

Come sui PC Windows trovate Internet Explorer, su iOS troviamo un browser proprietario di Apple. Il suo nome è Safari ed è il browser web mobile più utilizzato al mondo. Su di esso si basano moltissime altre applicazioni di terze parti. Safari, da quando è stato introdotto in mobilità grazie ad iPhone 2G, si è evoluto molto e ora permette, ad esempio, di sincronizzare le pagine visualizzate su iPad e di ritrovarle su un ipotetico Mac, PC o iPhone esattamente dove si erano lasciate. Tutto questo tramite la sincronizzazione di iCloud di cui abbiamo parlato sopra.

Non siete soddisfatti? Ecco i migliori web browser alternativi per iPhone e iPad.

AirPlay e AirPrint: tutto senza fili

Abbiamo parlato sopra di ecosistema, di come i dispositivi Apple siano da considerare come better together. Se consideriamo i prodotti in quest’ottica, possiamo comprendere come essi possano effettivamente aiutare le persone per necessità specifiche. AirPlay, evoluzione del vecchio AirTunes (grazie al quale si poteva trasmettere in streaming senza fili solamente la musica), ci permette di trasmettere a dispositivi compatibili uno streaming video e audio. Immaginate di dover fare una presentazione con un proiettore e di avere con voi solo il vostro iPad.

Se al proiettore è connessa una Apple TV ed essa è connessa alla stessa rete wireless di iPad, potrete in tempo reale mostrare con il proiettore tutto ciò che voi vedete e fate su iPad. Allo stesso modo, potete decidere di guardare un film in famiglia comodamente dal vostro divano, senza dover utilizzare iPad come schermo.

Ancora, se avete appena scattato delle fotografie con iPhone e volete mostrarle a tutta la famiglia, con Apple Tv connessa alla televisione, su di essa appariranno tutti i vostri scatti, che potete ingrandire o rimpicciolire in base alle necessità.

Se tramite una connessione WiFi e dispositivi compatibili potete effettuare lo streaming delle vostre foto, dei vostri filmati o della vostra musica, questo non vuol dire che AirPlay sia l’unica ed interessante possibilità offerta da Apple per lo sharing (condivisione) dei propri contenuti con l’esterno.

AirPrint, come da nome, è una funzione che ci permette di stampare senza la necessità di avere fili collegati ai nostri device. Inizialmente le stampanti che supportavano questa tecnologia erano veramente poche, mentre ora, con una spesa di circa 100 euro, si ha la possibilità di portarsi a casa una stampante compatibile. Come con AirPlay, per far sì che tutto il meccanismo funzioni, i dispositivi (quindi stampante e iDevice) devono essere collegati alla stessa rete WiFi. In questo modo, essi saranno in grado di trovarsi tra loro e potremo stampare direttamente dal nostro smartphone, tablet o lettore multimediale.

Un sistema facile da aggiornare

Come tutti i sistemi operativi, anche iOS viene costantemente aggiornato. Questo per poter offrire agli utenti contenuti e funzioni sempre migliori e sempre più vicine alle necessità. Sopra abbiamo parlato di iPhone OS 1, di iOS 4 ecc. iOS si è evoluto nel tempo e ha raggiunto interessanti possibilità.

Basti pensare che se oggi avete acquistato il vostro iPhone e lo avete attivato direttamente da dispositivo, senza ausilio di un computer, fino ad un paio di anni fa questa cosa non si poteva fare. Allo stesso modo, gli aggiornamenti dovevano essere effettuati da iTunes, con connessione  via cavo al computer.

Ora tutto questo non serve più: gli iDevice, grazie alle ultime versioni di iOS, possono attivare e aggiornare direttamente dal dispositivo. Inoltre, ogni volta che è presente un aggiornamento, iOS vi avvisa con una notifica sull’icona delle Impostazioni, così saprete sempre quando è ora di aggiornare il vostro dispositivo all’ultima versione disponibile di iOS!

iLife e iWork: la produttività su device mobili

Con l’arrivo di iPhone 5S, Apple ha deciso di proporre gratuitamente entrambe le proprie suite multimediali agli utenti iOS che acquistassero, lo stesso anno, un nuovo device della mela. Ecco che quindi, sebbene iWork e iLife siano scaricabili dall’App Store e non siano pre-installati, possiamo comunque inserirli in questo post: grazie al download gratuito, Apple va a compiacere un gran numero di utenti, i quali fino ad ora avrebbero magari preferito non acquistare queste applicazioni a causa del loro costo non indifferente.

Con iWork arrivano quindi Pages, Numbers e Keynote su iPad, iPhone e iPod touch, app che permettono rispettivamente di scrivere e impaginare testi, di creare grafici e di gestire numeri ed infine di creare presentazioni direttamente proiettabili su un display esterno, con il supporto di un cavo o di Apple TV.

Se iWork quindi viene incontro a questo tipo di esigenze, iLife incontra le necessità di fotografi, compositori e film maker. Con Foto, infatti, sarà possibile catalogare le nostre fotografie ed effettuare qualche modifica proprio alle stesse; con GarageBand sarà invece possibile comporre delle melodie, così come anche suonare in live diversi tipi di strumenti; iMovie, infine, permetterà il montaggio dei filmati che sono presenti sul vostro iDevice, in modo da creare dei cortometraggi simpatici e direttamente esportabili anche su YouTube.

Il bello, infine, è che tutte queste sei applicazioni sono compatibili con iCloud e quindi permettono il salvataggio su nuvola dei propri dati. Se ad esempio quindi possedete un iPad e state scrivendo un testo con Pages, avrete in seguito la possibilità di aprirlo e proseguirne la stesura su Pages per Mac, così come ad esempio su iWork in the cloud, accessibile anche da un PC Windows!

Carplay: iPhone e auto ora parlano la stessa lingua

Con l’introduzione di iOS 7, Apple ha fornito ad iOS un nuovo modo di comunicare con alcune automobili. Il sistema operativo per veicoli (perché in fondo è di questo che si parla) permette un’interazione con gli iPhone di più recente generazione, ovvero iPhone 5S, iPhone 5C e iPhone 5 – come saprete non vi sono differenze tra gli ultimi due modelli.

CarPlay, ecco il nome del sistema, permette di interagire tramite AirPlay con la propria auto e di avere a disposizione una serie di applicazioni che potranno essere utilizzate in piena sicurezza durante la guida. Ad esempio, a disposizione degli utenti troviamo Siri, l’applicazione Mappe, Musica, Messaggi e Telefono, nonché la possibilità di utilizzare anche applicativi di terze parti presenti su AppStore, i quali possono interfacciarsi con l’auto grazie alle numerose API che Apple ha messo a disposizione degli sviluppatori.

Questo sistema è stato studiato per permettere agli utenti di poter accedere velocemente ad importanti funzioni senza però dover rinunciare alla sicurezza. Ad esempio, Siri si impegnerà a leggere i messaggi e a scrivere ciò che detterete, in modo da non farvi perdere l’attenzione dalla strada. Per tutte le informazioni specifiche, vi rimandiamo al nostro approfondimento su CarPlay.

Accessibile, da tutti

Una delle cose più belle di iOS è che rende i dispositivi Apple molto semplici da usare. Ma qualora le vostre necessità andassero oltre la mera facilità di utilizzo e doveste avere veri e propri impedimenti fisici, iOS cerca di venirvi incontro. Per maggiori dettagli vi consigliamo questo articolo.

Funzioni come VoiceOver aiutano persone con problemi di vista ad avere un feedback acustico quando toccano qualcosa sullo schermo. Ciò su cui hanno posizionato il dito, infatti, verrà descritto, in modo da permettere all’utente di capire cosa sta utilizzando. I caratteri possono essere ingranditi, così come può essere eseguito uno zoom su varie porzioni di schermo, per renderle sempre più accessibili.

Per coloro che hanno problemi di udito, per esempio, grazie ad un’impostazione potremo permettere al flash della fotocamera di iPhone di lampeggiare qualora stessimo ricevendo una telefonata. Tutto questo e molto altro sono servizi creati appositamente per sfruttare appieno le potenzialità di iOS e degli iDevice.

Un ecosistema sempre più funzionante

Con l’introduzione di Lion e del Mac App Store, Apple ha cercato di avvicinare iOS e OS X sempre più. Dopo aver creato una serie di app denominate Better together e dopo aver creato innumerevoli funzioni di sincronizzazione grazie ad iCloud, l’azienda di Cupertino rende ancora maggiore il livello di interazione tra iPad, iPhone, iPod touch e Mac. Continuity è infatti il nome dato a questa funzione che, banalmente, permette di creare una sorta di continuità in ciò che facciamo.

Se ad esempio stiamo ricevendo una telefonata e il nostro iPhone è distante, potremo rispondere e conversare tranquillamente tramite il nostro Mac. Allo stesso modo, potremo inviare SMS direttamente tramite l’applicazione Messaggi presente sul sistema operativo fisso di Apple. Se il vostro Mac non supporta nativamente Continuity, vi invitiamo a leggere la nostra guida a riguardo.

Sono presenti inoltre altre funzioni come Hand off, che permette di recuperare da una parte o dall’altra il lavoro che si stava svolgendo, piuttosto che instant Hotspot, che non richiederà l’attivazione della voce sul proprio iPhone per essere rintracciato ma riuscirà a permettere una connessione veloce in grande velocità.

Conclusioni

In questo post sono state spese molte parole, cercando di semplificare al massimo i contenuti e renderli comprensibili a tutti, in modo tale che anche chi non avesse piena conoscenza del mondo iOS, ora sappia qualcosa di più e riesca a comprenderne meglio i meccanismi. iOS non è il sistema operativo perfetto, così come non lo sono gli altri.

È semplicemente frutto di una scelta da parte di Apple che si basa su dei valori. Si tratta solo di riuscire a farli propri, per meglio comprendere i meccanismi che stanno dietro questo OS.

Prima di salutarvi vi ricordiamo che questo articolo faceva parte dello Starter Kit, la collana di guide ed approfondimenti rivolte a tutti gli utenti alle prime armi con il mondo Android o che vogliono imparare ad utilizzarlo al massimo.