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Fujifilm XF10 recensione: piccola fuori, ma grande dentro

Fujifilm XF10 recensione: piccola fuori, ma grande dentro

Fujifilm XF10 è la nuova fotocamera compatta APS-C pensata per chi ama la fotografia di strada. Sarà in grado di sorprenderci? Scopritelo nella nostra recensione. / Ultima modifica il

Fujifilm è una delle aziende di maggior successo nel campo della fotografia, merito dei suoi prodotti dalle ottime prestazioni e dal design molto curato. Queste caratteristiche vengono riprese anche nella nuova Fujifilm XF10 che abbiamo voluto provare in quanto viene venduta ad un prezzo accessibile ed è indirizzata ad uno specifico genere fotografico, la street photography. La XF10 è una fotocamera compatta che monta un obiettivo fisso e un sensore APS-C. Fin dalla sua presentazione ci ha colpito per il suo design molto contenuto, nonostante al suo interno fosse presente un sensore abbastanza grande. Può essere vista come la sostituta della tanto amata X70, ma non è esattamente così. La nuova XF10 è la sorella minore della X70, in quanto rinuncia ad alcune caratteristiche a favore di un prezzo più contenuto. Scopriamo insieme tutte le caratteristiche di questa piccola fotocamera e del perché mi ha piacevolmente sorpreso in questa recensione di Fujifilm XF10.

Design e materiali: elegante e compatta

Il design della Fujifilm XF10 è pressoché simile a tutti i modelli della serie “X”: elegante, ben costruito e robusto. Nonostante si tratti di una compatta abbastanza economica, Fuji ha comunque prestato molta attenzione ai dettagli e alla costruzione. Le sue dimensioni ridotte e il peso di soli 280 grammi la rendono molto portatile: può essere riposta tranquillamente nella tasca di un giubbotto o dei pantaloni. Inoltre la versione che mi è stata inviata è in colorazione champagne gold, a mio parere bellissima e molto elegante. È anche disponibile in colorazione nera, perfetta per gli utenti che non vogliono dare troppo nell’occhio. Ammetto che però tutti miei amici, quando hanno visto la XF10, hanno esclamato «wow, bellissima!».

Partendo dalla parte superiore del corpo troviamo il nome del modello (come su tutte le Fujifilm compatte), due microfoni, un tasto Fn che può essere personalizzato dall’utente, la ghiera dei programmi, il tasto ON/OFF, la ghiera per settare i tempi di esposizione e il tasto di scatto che integra la ghiera per la regolazione del diaframma. Sia i tasti che le ghiere sono costruiti molto bene e sono ben posizionati. La ghiera dei tempi, ad esempio, può essere utilizzata sia con il pollice sia con l’indice. Può sembrare una piccolezza, ma ho trovato comoda la possibilità di cambiare i settaggi con l’indice quando tenevo la fotocamera con una sola mano. Purtroppo non è presente la slitta hot shoe. La considero una grande mancanza, perché non è possibile utilizzare un flash esterno, un trigger radio o un mirino esterno (come accadeva sulla X70).

La parte posteriore è occupata prevalentemente dallo schermo LCD TFT touch screen da 3”. Purtroppo è fisso e, non essendo la XF10 dotata di mirino, risulta scomodo in alcune situazioni. La qualità è molto buona, merito dei 1.040.000 di punti definizione e del frame rate a 60fps. La possibilità di utilizzare il touch screen rende la navigazione nei menù e nella galleria molto intuitiva e immediata. È possibile utilizzare le classiche gesture presenti sugli smartphone per zoommare le foto, per spostarsi tra le immagini ecc.. Il display viene utilizzato per consultare la galleria, per cambiare le impostazioni e per controllare l’inquadratura tramite il Live View vista l’assenza di un mirino. Inoltre, quando si utilizza il Live View, è possibile settare delle scorciatoie a varie impostazioni mediante degli swipe verso destra, sinistra, su e giù. Li ho trovati molto funzionali per cambiare delle impostazioni in modo rapito senza entrare nei menù delle impostazioni. Per gli utenti che come il sottoscritto non amano il touch screen, è possibile muoversi nella galleria e nei menù utilizzato il comodissimo joystick posizionato alla destra del display insieme al tasto menù e il tasto back. Sempre nella parte posteriore destra è presente un’impugnatura per il pollice che integra un tasto Fn e il tasto “Q”, classico tasto che permette di entrare in modo veloce in un menù personalizzabile dall’utente. Infine al di sopra dello schermo trovano posto il tasto per entrare nella galleria e il tasto “drive” per cambiare modalità di scatto. Contrariamente alle ghiere di cui abbiamo parlato prima, la disposizione dei tasti nella parte posteriore non mi è piaciuta. Innanzitutto il joystick è posizionato troppo in basso, è scomodo da utilizzare quando si tiene la camera con una sola mano, mentre i due tasti posizionati nella parte alta li avrei preferiti in basso a destra viste le funzioni a cui sono dedicati.

Passando alla parte frontale troviamo un piccolo flash, la luce per l’autofocus, un’impugnatura in finta pelle che permette una buona presa della camera nonostante la sua piccola sporgenza e l’obiettivo dotato di ghiera personalizzabile. Quest’ultimo è stato preso in prestito dalla X70, si tratta di un Fujinon da 18,5 mm che, visto il sensore APS-C, equivale ad un 28 mm in formato full frame. Si tratta di una focale abbastanza ampia, perfetta per la street photography, genere fotografico in cui la XF10 si comporta meglio. Il diaframma ha un’apertura massima pari a f/2.8, grazie alla quale è possibile ottenere un buon sfocato e scattare foto con poca luce. La ghiera che circonda la lente è fluida e, come già detto, può essere personalizzata dall’utente. Purtroppo le impostazioni selezionabili non sono tantissime: sensibilità ISO, bilanciamento del bianco, simulazione pellicola e teleconverter digitale. Proprio così, non essendo dotata di zoom, la XF10 si avvale di un teleconverter che permette di simulare altre due lunghezze focali: 35 mm e 50 mm. Infine, per quanto riguarda la parte inferiore e quelle laterali, troviamo il classico attacco a vite per posizionare la camera su un treppiede, il vano batteria compreso di porta per la scheda SD e uno sportellino laterale con attacco micro USB, mini HDMI e jack per collegare un telecomando esterno o un microfono. La batteria è una NP-95 che assicura circa 330 scatti reali e può essere ricaricata sia tramite il carica batterie presente in confezione, sia tramite un powerbank.

Prestazioni: un prodotto sorprendente

Le prestazioni generali della Fujifilm XF10 mi hanno piacevolmente sorpreso. Nonostante il sensore sia un CMOS da 24 megapixel (lo stesso utilizzato sulla mirrorless X-T100) e non un X-Trans CMOS III come sulla X70, i risultati che si possono ottenere sono davvero elevati. La qualità delle immagini, i colori e le prestazioni ad alti ISO (che vedremo più avanti) sono le classiche a cui ci ha abituati Fujifilm. Colori vivaci e accesi, gamma dinamica molto buona e tanti dettagli. La XF10 è in grado di scattare in formato JPEG, RAW o entrambi. I JPEG vengono processati molto bene dalla camera che gestisce in modo eccellente le alte luci e le ombre anche in condizioni di forte contrasto, mentre le immagini in formato RAW sono molto malleabili in post-produzione. Utilizzando l’ultima versione di Photoshop (i RAW Fuji, che presentano l’estensione denominata RAF, non vengono riconosciuti dai più famosi software di editing se quest’ultimi non vengono aggiornati alla più recente versione) ho apprezzato le molteplici modifiche che è possibile realizzare senza perdere dettagli. Il bilanciamento del bianco è quasi sempre azzeccato, tranne in situazioni difficili, e riesce sempre a restituire colori equilibrati. Il bianco e nero ha un ottima qualità e può essere modificato a proprio piacimento agendo sulle alte luci e sulle ombre direttamente dal menù della fotocamera (quando si utilizza il formato JPEG) in modo da avere più o meno contrasto. Inoltre, come sui modelli più costosi della casa giapponese, sono presenti ben 11 simulazioni di pellicole che vanno dal provia (standard) al seppia, passando da monochrome, classic chrome, velvia ecc.. Inoltre il piccolo flash integrato riesce ad illuminare bene le scene con soggetti fino a 7 metri circa nonostante le sue dimensioni siano molto contenute.

Sinceramente non mi aspettavo una così grande qualità fotografica da questa XF10, perché viene venduta ad un prezzo molto accessibile ed ha le dimensioni di una compatta con sensore da 1” o da 4/3”. Fujifilm è riuscita ad integrare un sensore APS-C in un corpo compatto e molto portatile, questa caratteristica la rende perfetta per la fotografia urbana. Che si tratti di una fotocamera pensata per la strada lo si capisce dalla lente fissa grandangolare che permette di scattare foto molto immersive, e dalla modalità SnapShot (tradotta come istantanea sulla camera). Quest’ultima funzione permette di scegliere un punto fisso di messa a fuoco tra 2 metri o 5 metri e un diaframma di f/8 per la prima scelta e f/5.6 per la seconda. Grazie a questa modalità di scatto non ci si deve preoccupare di mettere a fuoco o di scegliere il giusto diaframma, in quanto la XF10 imposterà la distanza di messa a fuoco in iperfocale, cioè da 2 metri a infinito o da 5 metri ad infinito avremo tutto a fuoco. Basterà quindi comporre e scattare. In questo modo sarà più semplice beccare il momento decisivo che, si sa, per strada dura pochissimo e molto spesso è unico.

Le funzioni offerte da Fujifilm su questo modello sono molteplici, ma non tutte mi hanno colpito. È presente l’intervallometro che permette di realizzare time lapse, molto comodo e funzionante, la modalità HDR, la modalità 4K burst e la modalità panorama. Le ultime tre le ho trovate poco utili: l’HDR viene realizzato via software, quindi restituisce risultati insufficienti, meglio utilizzare la multiesposizione e unire le varie foto su un programma dedicato. Il 4K burst dovrebbe essere l’equivalente del 4K Photo di Panasonic, ma non ha la stessa efficacia. La raffica di foto non è elevatissima, quindi se si utilizza questa modalità per scene molto dinamiche il risultato saranno una serie di foto mosse. Meglio utilizzare la raffica di 6fps di cui è capace l’otturatore ibrido che arriva alla velocità di scatto pari a 1/32000. La modalità panorama è molto semplice e intuitiva da utilizzare (è identica alla modalità panorama di uno smartphone) e permette di unire varie foto. Purtroppo l’unione di queste immagini non è molto precisa, e se si zoomma si notano artefatti dovuti alla sovrapposizione di più immagini. Può andare bene se le foto sono destinate a finire sui social, ma meglio evitare di stamparle.

Autofocus

L’autofocus della Fujifilm XF10 è in linea con le altre prestazioni. Si tratta di un Intelligent Hybrid AF, cioè di un sistema che integra sia il rilevamento di contrasto, sia il rilevamento di fase. Grazie a queste caratteristiche è sempre molto preciso e veloce, anche quando la luminosità è bassa. Non ho riscontrato particolari problemi durante la mia prova, tranne quando ho provato ad utilizzare tutte le 91 aree AF. Con la scelta del punto di messa a fuoco automatico non sempre si riesce a mettere a fuoco l’oggetto desiderato, inoltre spesso capita che secondo la fotocamera la messa a fuoco è andata a buon fine, quindi è possibile scattare la foto, ma in realtà non è così. È possibile scegliere l’oggetto da mettere a fuoco tramite il display touch, ma anche in questo caso non è sempre preciso, specie in modalità automatica.

Utilizzando la messa a fuoco con singolo punto AF, quella che ho preferito tra tutte, l’esperienza è del tutto diversa. La messa a fuoco riesce ad essere sempre precisa e veloce in tutte le condizioni, merito anche della luce AF che si attiva quando la scena è troppo buia. La stessa esperienza l’ho avuta con l’AF a zona, anche in questo caso molto performante. Il joystick che permette di cambiare in modo veloce il punto o la zona di messa a fuoco rende l’esperienza ancora più veloce e semplice, a mio parere anche più del touch screen. È anche presente il tracking con la rilevazione del volto e degli occhi. Funziona davvero molto bene, riesce a riconoscere sia i volti che gli occhi, anche quando il soggetto non è esattamente rivolto verso l’obiettivo. Durante le fotografie urbane questo è un grande vantaggio, perché se si vuole includere un soggetto nella propria inquadratura questo sarà sempre a fuoco. Come già detto sopra, è anche presente la modalità SnapShot (istantanea) che permette di impostare il fuoco in iperfocale in modo da non doversi preoccupare della messa a fuoco durante le foto in strada. Come su altri modelli della stessa fascia è possibile impostare la messa a fuoco AF+MF, cioè si preme il pulsante di scatto a metà per mettere a fuoco e, tramite la ghiera anteriore, si va ad affinare il punto che vogliamo rendere nitido. In questo caso, come anche quando si utilizza la messa a fuoco manuale, ci viene in soccorso il focus peaking. In pratica viene evidenziato il punto esatto che stiamo mettendo a fuoco di un colore a propria scelta.

Infine arriviamo al tallone d’Achille dell’autofocus, la messa a fuoco continua. Quando si utilizza la messa a fuoco continua (AF-C) si sceglie un punto da mettere a fuoco e la camera lo terrà sempre nitido, anche se questo si sposta. Sulla XF10 questo sistema funziona bene, il problema è che quando il soggetto è fermo la messa a fuoco continua a focheggiare come se non si volesse rassegnare al fatto che il soggetto è statico. Per quanto concerne i video invece questa problematica non è stata riscontrata, anche se c’è da dire che l’autofocus in questa modalità di ripresa è un po’ “pigro”.

Connettività

La prima volta che ho acceso la Fujifilm XF10 mi è apparsa una schermata con un codice QR che rimandava allo store del mio telefono per scaricare l’applicazione Camera Remote di Fujifilm. Questo mi ha fatto da subito capire che Fuji punta molto sulla caratteristica della connettività con questo modello. La XF10 è infatti dotata di Bluetooth 4.1 e di chip WiFi. Il primo consente di connettere la camera allo smartphone in modo veloce e continuo, mentre la seconda permette di creare una rete wireless tra fotocamera e dispositivo portatile in modo da poter condividere video e foto in formato originale. Tramite il Bluetooth è infatti possibile mantenere una connessione costante e inviare foto compresse, per via dei limiti di questa tecnologia; grazie al WiFi la connessione è invece più stabile e si possono condividere file di grandi dimensioni. L’applicazione di Fujifilm è ben fatta e permette di condividere le immagini, di controllare la camera da remoto e utilizzare il proprio smartphone come telecomando esterno. La connessione non è velocissima tra i due dispositivi, ma una volta collegati è semplice utilizzarli e la connessione resta stabile. Infine il WiFi e il Bluetooth sono molto utili anche per connettere la XF10 ad una stampante portatile Instax, in modo da stampare in mobilità le proprie fotografie su pellicole istantanee.

Video

Come detto già svariate volte, la Fujifilm XF10 è la perfetta compagna per chi ama fotografare per strada. Non a caso ho detto “fotografare”, in quanto la piccola XF10 non eccelle per quanto riguarda i video. È capace di registrare filmati in Ultra HD 4K, ma soltanto a 15fps, oppure in Full HD 1080p a 60fps. Purtroppo la qualità generale è mediocre: l’autofocus non è molto reattivo, l’esposizione in controluce fatica molto e la stabilizzazione elettronica non riesce ad eliminare i piccoli tremolii. L’audio che viene catturato è invece di buona qualità, merito specialmente dei due microfoni posti nella parte superiore del corpo che consentono di registrare una traccia audio pulita. Non è una fotocamera pensata per registrare video, mi sento di dire che va bene se si vogliono registrare dei video occasionalmente, ad esempio se si è in viaggio e si vuole filmare una scena al volo senza grandi pretese.

Sensibilità ISO

I modelli Fujifilm sono famosi per le prestazioni ad alti ISO che riescono ad offrire, e la XF10 non è da meno. Nonostante non integri un sensore X-Trans, la qualità delle immagini è molto buona. Il sensore APS-C di questa piccola fotocamera parte da una sensibilità minima di 200 ISO e arriva fino a 12800. Quando si utilizzano valori bassi la qualità è eccellente e resta tale fino a alla soglia dei 1600 ISO, dopodiché inizia a spuntare del rumore digitale che però non influisce molto sui dettagli dell’immagine. Il rumore digitale che viene a crearsi ad alti ISO è fine, ricorda molto la grana delle pellicole analogiche. Anche quando si utilizzano valori come 12800 ISO le foto presentano dei colori molto realistici e il bilanciamento del bianco risulta sempre ben tarato. Vi ricordo che stiamo parlando di una fotocamera che costa intorno ai 500€ e che può essere riposta nella tasca dei pantaloni. Sul mercato, attualmente, è difficile trovare queste caratteristiche legate ad una resa ad alti ISO così buona.

Fujifilm XF10 recensione: le nostre conclusioni

Ammetto che ero molto curioso di provare questa Fujifilm XF10 perché, visto il prezzo e viste le caratteristiche su carta, era destinata a diventare un best buy. Ho cercato, fin dalla prima accensione, di mantenere uno spirito molto critico nei suoi confronti, ma alla fine me ne sono quasi innamorato. Ok, forse penserete che sono esagerato, ma vi assicuro che questa piccola XF10 riesce a trasmettere le stesse emozioni delle Fujifilm più costose. Soffre di alcune mancanze, come ad esempio il mirino elettronico (che non è poi una grande mancanza) o la slitta hot shoe che non permette di utilizzare un trigger radio o un flash esterno. Per alcuni anche la lente fissa può essere vista come una limitazione, invece io penso che si tratti di un ottimo allenamento per il proprio occhio e per il proprio carattere. Avere a disposizione solo la lunghezza focale equivalente ad un 28 mm permette di realizzare immagini molto immersive e avvolgenti e, quando si è per strada, aiuta il fotografo ad uscire dai propri schemi, perché se si vuole fotografare una persona da vicino bisogna avvicinarsi fisicamente ad essa. Per questo motivo consiglio questa fotocamera compatta a chi si avvicina al mondo della fotografia, e vuole farlo praticando fotografia urbana. Viene venduta ad un prezzo che si aggira intorno ai 500€, è molto portatile ed è indirizzata ad uno specifico genere fotografico. Secondo me è un best buy ed è la fotocamera perfetta da portare sempre in tasca (è quello che ho fatto io durante tutta la mia prova).

Pro
Design bellissimo
Grande qualità fotografica
Autofocus molto performante
Prestazioni ad alti ISO eccellenti
Corpo compatto e comodo da trasportare
Ricarica tramite powerbank
Modalità SnapShot
Contro
Manca la slitta hot shoe
Il display non è orientabile
Joystick scomodo da utilizzare con una sola mano
Personalizzazione della ghiera anteriore insufficiente
Video mediocri
valutazione finale8