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Fujifilm X70 recensione: la botte piccola dal vino buono

Fujifilm X70 recensione: la botte piccola dal vino buono

Fujifilm X70 è sicuramente una delle migliori fotocamere compatte attualmente sul mercato. Scopriamo assieme perché / Ultima modifica il

Fujifilm X70 è arrivata poco dopo l’annuncio della nuovissima ammiraglia X-Pro 2, proprio assieme a X-E2S recensita qualche settimana fa. Fin da subito abbiamo avuto un grande interesse nel provare questa “piccola compattina” che però nasconde grandi sorprese. Abbiamo portato con noi la fotocamera nella nostra recente “gitarella” a Berlino in occasione di IFA 2016 e abbiamo avuto modo di scoprire a fondo il potenziale di questo prodotto e la fascia di mercato in cui si colloca perfettamente. Eccone la nostra recensione.

Design e Materiali: anche la compatta si fa vintage

Come avrete avuto modo di vedere dalla scheda tecnica, le caratteristiche tecniche di questa Fujifilm X70 sono quasi praticamente le stesse di X-E2S, con la differenza che non si tratta di una mirrorless e rimane più compatta. Fujifilm X70 si presenta subito come una compatta estrema, una di quelle fotocamere che a prima vista vi fanno cambiare subito strada (se siete fotografi più esigenti del solito e “normale” principiante che non pretende nulla). La differenza importante è che, in questo caso, nel momento in cui vi fermerete a provare questo dispositivo e assaporerete le sue linee e la luminosità dell’obiettivo (mista anche al peso contenuto), farete fatica a lasciarla sullo scaffale.

Guardando frontalmente Fujifilm X70, notiamo subito l’obiettivo Fujinon 18.5mm ƒ/2.8 nel centro del dispositivo, contornato da una ghiera di messa a fuoco (per chi vuole usarlo in manuale) e da una ghiera secondaria dedicata alla regolazione di apertura del diaframma, con tanto di levette di precisione per modifiche accurate e senza errori. Sulla destra dell’ottica troviamo il selettore di messa a fuoco, a scelta tra “Manuale” “Continuata” e “Singola”. Presenti poi nella parte superiore il piccolo flash e la luce di messa a fuoco. Si aggiunge alla parte frontale solo l’impugnatura posta a sinistra (a destra rispetto all’effettiva impugnatura) che presenta le solite zigrinature un po’ retrò tipiche del produttore giapponese.

Minimalismo estremo davanti, gusto vintage sopra: troviamo subito la denominazione modello e la slitta hotshoe, giusto per ricordarci che è una compatta ma nasconde un’anima da PRO. Grazie a questo attacco sarà infatti possibile collegare accessori esterni, come ad esempio flash secondari dalla potenza maggiore rispetto a quello integrato, una caratteristica non da tutte. Proseguendo troviamo poi i tre “selettori” principali: ghiera dei tempi (con posa Bulb e modalità Auto), un interruttore per passare rapidamente alla modalità Full Auto (che regola praticamente tutto in maniera automatica), il bottone “drive” per regolare alcune impostazioni ulteriori, l’interruttore di accensione e la ghiera di compensazione dell’esposizione.

Nulla da segnalare circa la parte superiore, a parte il bottone d’accensione che spesso viene azionato inavvertitamente, facendovi trovare la fotocamera accesa. Non si tratta di un vero difetto in realtà, proprio perché Fujifilm X70 ha un meraviglioso sistema di risparmio energetico che permetterà anche al più sbadato di conservare batteria. Nel momento in cui sto scrivendo la recensione, Fujifilm X70 è su “ON” da circa 5 giorni, dopo averla dimenticata in una borsa a casa; risultato: nemmeno una tacca di batteria in meno, operativa come sempre. Decisamente stupefacente.

Ai lati vige il minimalismo: un piccolissimo bottoncino multifunzione personalizzabile a sinistra e lo slot multimediale a sinistra che si, include anche l’ingresso per un microfono esterno (seppur con jack da 2.5mm). Troviamo ovviamente anche micro USB (che supporta la ricarica tramite cavo e powerbank, grazie Fujifilm) e l’uscita micro HDMI per vedere comodamente foto e video sul televisore. Lato inferiore caratterizzato dal classico attacco a vite universale, vano batteria + SD (in grado di ospitare una SDHC fino a 256 GB, a quanto pare) e da un piccolo ed infelice speaker confinato in una posizione alquanto scomoda se decidete di riguardare (e riascoltare) un filmato con il dispositivo appoggiato sulla scrivania o su un banco generico. Fujifilm X70 include una batteria NP-95 da 1700 mAh, abbastanza capiente da garantire un’autonomia di circa 330-350 scatti, nella media per una compatta, ottima per una compatta prestante come questa. Se poi contiamo quanto scritto poco sopra, cioè il meraviglioso risparmio energetico preciso e funzionale, siamo certamente di fronte ad un’autonomia invidiabile.

Dulcis in fundo troviamo la parte posteriore, quella che certamente caratterizza moltissime fotocamere, soprattutto fotocamere compatte. Fa subito capolino lo schermo LCD inclinabile: si tratta di un display da 3″ con 1,04 milioni di pixel e permette un orientamento pari a 180° verso l’alto, decisamente perfetto per autoritratti di qualità. Il display è touchscreen in maniera intelligente (come piace a noi insomma), cioè, oltre ad essere disattivabile se proprio non vi piace, permette di impostare il comportamento in base al tocco. Ad esempio, è possibile scegliere se toccare per scattare o toccare per mettere a fuoco, una scelta utilissima nella maggior parte dei casi e ovviamente secondo le vostre precise necessità.

Ciò che non piace molto sono i due bottoncini posti nel lato superiore del display, cestino e play (eliminazione foto e riproduzione scatti effettuati), i quali, una volta inclinato il display frontalmente (volgarmente nella “modalità selfie”), vengono completamente nascosti dal corpo macchina e resi inaccessibili. L’utente è costretto a girare nuovamente il display per vedere, e quindi utilizzare, i bottoni. Sulla destra troviamo poi una ghiera secondaria per gestire i tempi d’esposizione non puri (un classico di Fujifilm), un componente sporgente per migliorare l’ergonomia e i vari tasti funzione, quasi tutti completamente programmabili secondo le vostre specifiche esigenze. Insomma, possiamo certamente dire che di Fujifilm amiamo anche la libertà di personalizzazione di tasti e menù, caratteristica così estesa in pochi modelli.

Fujifilm X70 piace fin da subito, come la maggior parte delle fotocamere del produttore giapponese. Seppur questo modello “inciampi” su alcune piccolezze descritte in questo capitolo, possiamo globalmente ritenerci soddisfatti dell’ergonomia, il peso contenuto e l’estetica, soprattutto se contiamo il reale potenziale di questo dispositivo, cosa di cui parleremo proprio qui sotto.

Prestazioni: non chiamatela “compattina”

Don’t call me baby” è la prima canzone/citazione nota a cui ho pensato nel momento in cui ho avuto modo di provare a fondo Fujifilm X70. Il motivo è molto semplice: inutile negarlo, fotografi o meno siamo nella maggior parte dei casi persone “visive”, o almeno, il 75% della popolazione lo è in maniera predominante. Questo significa che, giusto o sbagliato che sia, la prima ipotesi su un dispositivo, un oggetto, una persona, un luogo e molto altro ve la create esclusivamente da ciò che vedete fin da subito.

A prima vista, Fujifilm X70 è chiaramente una compatta e, se siete prevalentemente visivi, questo dice al vostro cervello che si tratta di un prodotto con un potenziale basso per esigenze normalissime da “vacanza” o da fotografo occasionale. Nel momento in cui iniziate però a toccare la fotocamera e capire il funzionamento (momento psicologico/comunicativo in cui entrano in gioco le parti cinestetiche e auditive) tutto cambia: iniziate subito a pensare che la cura per i dettagli è stato solo il collante finale ad una piccola opera d’arte racchiusa in poco più di 300 grammi di peso.

Perché opera d’arte? Perché ci sono tante compatte di fascia alta ormai, dal prezzo anche più alto di questo modello, però si prendono la briga di essere compatte “tuttofare”, con superzoom e numerosi componenti all’interno. Fujifilm X70 no. Il produttore ha infatti deciso di montare un obiettivo prime (fisso) a 18.5mm e renderlo estremamente qualitativo e molto luminoso, stop. Questo cambia tutto, perché è vero che non potrete fare foto da lontano, non sarà possibile fare zoom ottico, niente macro con escursione focale lunga e niente angolo di campo ridotto, ma è anche vero che tutto ciò che deciderete di catturare con X70 sarà magico, perché quello che riesce a fare questa compatta si può definire esattamente così.

Nel leggere questa descrizione potreste pensare che, anziché averla provata a Berlino, abbiamo fatto una deviazione ad Amsterdam, ma non è andata così. L’emozione e l’enfasi di scattare sono due caratteristiche fondamentali in una fotocamera, più del sensore, del corpo tropicalizzato e di altre caratteristiche simili. In questo Fujifilm è davvero padrona del gioco, a discapito di alcuni componenti che possono mancare. È chiaro, Fujifilm X70 non è la fotocamera definitiva, i fotografi professionisti avranno sempre bisogno di utilizzare una reflex o una mirrorless con il proprio corredo di ottiche, ma, passeggiando o avventurandosi con questo prodotto, verrà sempre la voglia di scattare una foto, anche se fosse un selfie. E che selfie.

Un potenziale nascosto

Il potenziale nascosto è quello che va oltre la “magia” e l’emozione di scatto, ciò che rende tutto possibile. Fondamentalmente, le caratteristiche tecniche di Fujifilm X70 sono quasi uguali a Fujifilm X-E2S, con la differenza che quest’ultima è una mirrorless con ottiche intercambiabili e ha una fascia di prezzo più alta. Con Fujifilm X70, a conti fatti, potrete estrarre da una tasca un connubio di potenza e maneggevolezza nello stesso modo in cui fece Steve Jobs con l’iPod nella sua prima presentazione. Nella fattispecie, si tratta di un sensore APS-C X-Trans CMOS II da 16.3 megapixel spinto da un processore d’immagine EXR Processor II, gli stessi di Fujifilm X-Pro 2 (si, questo significa che è presente anche una raffica da 8fps). Allo stesso modo, in Fujifilm X-70 troviamo una personalizzazione a cui di solito siamo abituati negli altri prodotti del marchio e che fanno decisamente comodo su una compatta come questa. Avrete la possibilità di personalizzare ogni singolo aspetto e bottone della vostra fotocamera per una libertà davvero unica.

Abbiamo testato Fujifilm X-70 in più situazioni, dalla montagna alla città, dai selfie ai ritratti veri e propri: l’ottica e l’elettronica fanno egregiamente il loro lavoro, così come le varie ghiere, comode e pratiche da utilizzare. Presente anche un piccolo flash di cui non ci siamo preoccupati eccessivamente: ha un range d’azione compreso tra i 5 e i 5,5 metri ad una sensibilità di ISO 100, niente di eccessivamente potente, ma va bene così per un motivo già svelato poco sopra: la presenza della slitta hotshoe.

Nel momento in cui capite che Fujifilm X70 può essere la vostra fotocamera anche per altri tipi di foto che richiedono l’utilizzo di un flash esterno, avrete certamente la possibilità di montarne uno senza problemi. Certo, nonostante il tempo d’esposizione massimo pari a 1/4000, non sarà comunque possibile sfruttare questo modello per fotografia sportiva o simile in quanto con l’ottica non ce la fareste fisicamente, ma rimane una caratteristica importante e decisamente apprezzabile. Fujifilm in questo caso è stata molto chiara: per esigenze avventurose c’è Fujifilm X-70, per esigenze più avanzate e “mutabili” potete acquistare Fujifilm X-E2S, per esigenze professionali potete puntare su X-Pro 2 (o perché no, la recentissima Fujifilm X-T2). Una fotocamera per ogni esigenza, è una filosofia davvero perfetta.

L’autofocus che ti conquista

Un’altra sorprendente caratteristica di Fujifilm X-70 è certamente la messa a fuoco automatica: ereditata direttamente dalle sorelle maggiori, essa si compone di un sistema chiamato Hybrid AF (che abbiamo già visto nelle altre recensioni) e che utilizza un sistema a detenzione di fase per le informazioni inerenti alla distanza e una detenzione di contrasto per la precisione e l’accuratezza.

Questo sistema viene definito “ultrarapido” in quanto è in grado di mettere a fuoco in 0,1 secondi e, provato in utilizzo da street photography e derivati, risulta davvero efficace. Il piccolo problema che potrebbe causare lentezza è proprio il tipo di costruzione della lente: tutto il sistema di messa a fuoco è mosso da un motore dedicato (il cosìdetto “stepping motor“) che in alcuni casi potrebbe rallentare tutto il sistema di messa a fuoco proprio per il tipo di sistema “passo passo”. Non abbiamo notato fastidiosi rallentamenti nel corso della nostra esperienza ma si tratta di una possibilità oggettiva. Nonostante l’ottica sia fissa (e grandangolare) è comunque possibile provare a sperimentare un po’ di fotografia macro, con un vantaggio importante per l’autofocus: grazie al tipo di rilevamento di questo sistema, non è necessario effettuare uno switch tra “modalità normale” e “modalità macro” come accade in molti altri prodotti simili a questo, certamente un vantaggio in più per gli utenti.

Mi chiamo Selfie, James Selfie

Inutile negarlo, un’ottima caratteristica di Fujifilm X70 è proprio l’estrema versatilità e qualità per quanto concerne i gli autoritratti (o più comunemente “selfie”. Girando il monitor LCD orientabile si riesce in un attimo ad avere sotto controllo l’inquadratura e un’anteprima di luce e sfocatura in base a come la foto sarà davvero. Ci siamo divertiti a testare il prodotto anche facendoci autoritratti davvero di qualità che ci hanno decisamente sorpreso. Seppur io non sia estremamente un tipo da selfie, devo dire che con Fujifilm X70 mi sono sentito a mio agio e fin da subito piacevolmente colpito anche in questo. Come scrivevo nel capitolo dedicato al design e ai materiali, è un po’ frustrante il fatto che, capovolgendo il monitor, non sia possibile accedere ai tasti “play” e “cancella”. Non che sia una cosa impellente, ma, in alcune situazioni sarebbe stato saggio aver avuto la possibilità di premere almeno il bottone per la visualizzazione degli scatti, soprattutto se usate raffiche o fate diversi stili per quanto concerne le foto in sequenza. Per il resto, la sfocatura dell’ottica vi farà innamorare di quei selfie, anche se non è eticamente corretto definire Fujifilm X-70 una “selfie-camera” in quanto sarebbe limitativo. È molto di più.

Sensibilità ISO: una media piacevole

A differenza della scomoda ghiera di regolazione degli ISO di X-Pro 2, qui avete direttamente una classica “freccia di selezione” che vi permetterà di vedere i valori a schermo e sceglierli rapidamente, differenza apprezzabile che velocizza il processo di impostazione dei vari comandi. Fujifilm X70 si comporta egregiamente per quanto concerne la sensibilità ISO grazie soprattutto alle caratteristiche prese dalle sorelle maggiori di cui parlavamo poco sopra. Con un processore del genere ed un sensore di successo (seppur ormai utilizzato su moltissimi modelli e, probabilmente prossimo al pensionamento), è infatti possibile ottenere ottime prestazioni con scatti di qualità senza troppo rumore visibile anche a 6400 ISO.

Certamente una qualità importante e delle prestazioni maggiori rispetto alla maggior parte delle concorrenti come fascia di prezzo. Un vero peccato la necessità di cambiare i formati d’immagine da RAW a JPEG per poter arrivare fino alla massima sensibilità ISO, pari a 51200.

Fujifilm X70 recensione: le nostre conclusioni

Fujifilm X70 ci ha colpito, ci piace e vanta di caratteristiche davvero uniche per una fotocamera compatta di questo segmento e di questo range di prezzo. In un mondo in cui ormai anche le compatte riescono ad arrivare fino a 3500€ di costo, questo modello si difende sicuramente molto bene e non solo: riesce ad offrire l'alternativa valida alla "solita" inquadra e scatta o al solito zoom da 8000x per fotografare gli alieni. Ci piace questo "think different" di Fujifilm che riesce davvero a fare la differenza e ad offrire agli utenti un prodotto che inizialmente potrà fa storcere il naso ma che poi si rivelerà certamente qualcosa di unico. Certo, il prezzo potrà sembrare un po' alto, ma ci sembra giusto per una compatta che, a tutti gli effetti, non è assolutamente una entry-level e può tranquillamente competere con altri prodotti del calibro di Sony RX10. Siamo sicuri comunque che questo modello possa tranquillamente far parte per molto tempo della nostra guida all'acquisto della miglior fotocamera compatta sul mercato.

Pro
Grande qualità di scatto
Batteria ricaricabile tramite powerbank
Compatta e leggera
Display orientabile
Autofocus molto rapido
Obiettivo di ottima qualità e fattura…
Contro
…poteva essere più luminoso di così, trattandosi di una lente prime
È necessario scattare in JPEG per arrivare alla massima sensibilità ISO
Alcuni tasti non sono ben posizionati e vengono nascosti con la rotazione del display
valutazione finale8