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Fujifilm X100F recensione: la fotocamera compatta delle meraviglie

Fujifilm X100F recensione: la fotocamera compatta delle meraviglie

Fujifilm X100F è la nuova compatta premium con sensore X-Trans CMOS da 24 megapixel, mirino ibrido e autofocus da 325 punti. Riuscirà a tener testa alla concorrenza? / Ultima modifica il

Era l’ormai lontano gennaio 2017 quando volavamo in Inghilterra insieme a Fujifilm Italia per un viaggio meraviglioso attraverso i nuovi prodotti presentati dalla nota azienda giapponese. Tra le molte e gradite novità, abbiamo avuto modo di vedere da vicino a provare Fujifilm X100F, quarta evoluzione di una vera e propria compatta premium che, nel corso degli anni, è stata in grado di conquistare notevolmente il pubblico e la critica. Fujifilm X100F è la diretta evoluzione di Fujifilm X100T e porta con sé alcune novità molto importanti e gradite. A grande richiesta dai nostri utenti, data anche la presenza nel nostro articolo dedicato alla miglior fotocamera compatta, abbiamo deciso di provare questo prodotto in maniera approfondita in vari viaggi in giro per l’Italia. Le novità presentate in questo modello saranno all’altezza delle aspettative?

Design e materiali: fuori mimetica, dentro magnifica

No, tranquilli, non state per acquistare una fotocamera con colori militari in grado di mimetizzarsi durante le avventure in giro per foreste o poligoni di tiro per fucili a vernice. Con “mimetica” intendiamo banalmente il fatto che Fujifilm X100F è praticamente uguale al modello precedente, Fujifilm X100T, seppur aggiungendo qualche piccola chicca extra che riesce a far innamorare fin da subito l’utilizzatore, sia esso un vecchio utente Fuji, sia una new entry del marchio giapponese. Le novità lato design di Fujifilm X100F preferiamo definirle molto più funzionali che estetiche in quanto permettono effettivamente all’utente di trarre vantaggi importanti a livello di utilizzo, rapidità e tecnica. Nonostante le numerose “micro-rifiniture” nuove, secondo noi sono tre le novità estetiche-funzionali di Fujifilm X100F: la nuova ghiera ISO, ispirata a quella di Fujifilm X-Pro2 (integrata nella ghiera dei tempi nonché molto comoda da usare in quanto, girando normalmente, si modificano i tempi e, alzando lievemente la ghiera verso l’alto, si possono modificare i valori riguardanti la sensibilità ISO), il nuovo joystick direzionale per gestire velocemente la messa a fuoco (come in Fujifilm X-T2) e una luce di messa a fuoco completamente rifatta di fianco al flash frontale. Insomma, già da questo piccolo paragrafo avrete avuto modo di capire che Fujifilm X100F prende moltissimo dalle sorelle superiore e, in linea di massima, un po’ da tutti i vari modelli Fujifilm.

Partendo la nostra analisi dalla parte frontale, troviamo subito in bella vista l’obiettivo Fujinon Super EBC da 23mm con un’apertura di diaframma f/2 fissa, una delle lenti più prestante e luminose in assoluto tra le fotocamere digitali compatte del produttore. Attorno all’ottica troviamo poi due ghiere, una per la messa a fuoco manuale e una dedicata alla selezione del diaframma. Come nella maggior parte delle fotocamere Fuji infatti, la selezione del diaframma avviene mediante una ghiera meccanica direttamente sull’ottica montata, caratteristica sicuramente che affascina molto gli amanti della fotografia più classica per i richiami all’analogico / meccanico di un tempo.

Oltre a questo troviamo un rivestimento nero con un rilievo sagomato ereditato dal modello precedente, uno switch personalizzabile dedicato alla variazione delle funzioni, una ghiera secondaria per modificare tempo o diaframma (a scelta), la nuova luce di messa a fuoco (che funge anche da led per la notifica dell’autoscatto una volta impostato un timer), il piccolo flash e la finestrella del mirino posto posteriormente. Continuando con i lati, proprio al confine con la parte frontale, sul lato sinistro (guardando la fotocamera da dietro) troviamo il selettore di messa a fuoco a tre modalità, M (manuale), C (continuativa) ed S (singola). Nient’altro disposto su questo lato che mantiene il design leggermente in rilievo con il classico motivo sagomato Fujifilm. Nel lato opposto troviamo invece un piccolo sportello che, una volta aperto, ci mostra la porta jack 2.5 per il microfono o il telecomando esterno, una porta HDMI di tipo D e un connettore micro USB con cui è anche possibile ricaricare la fotocamera tramite cavo classico collegato ad alimentatore o batteria esterna (come segnalato nell’icona posta di fianco al connettore). Tale funzionalità è sempre molto apprezzata nelle fotocamere in quanto ci permette di rimanere assolutamente tranquilli con i cavi e la ricarica effettiva; ci è infatti capitato di portare Fujifilm X100F con noi in viaggio più volte senza preoccuparci per la ricarica in quanto eravamo già forniti di un classico cavo micro USB che utilizziamo per altri dispositivi e di una presa tripla USB da parete. Insomma, esattamente come non ci preoccupiamo della ricarica dello smartphone, con questa fotocamera è lo stesso, ed è bello “stare senza pensieri”.

Passando alla parte superiore troviamo subito la denominazione modello con un altro logo aggiuntivo che ci mostra la presenza di un sistema Fujinon per quanto concerne il comparto ottico, sicuramente un sinonimo di garanzia e qualità. Nella parte centrale troviamo la classica slitta hot-shoe a cui possiamo collegare vari accessori aggiuntivi, come ad esempio un flash esterno qualora non dovesse bastarvi quello integrato (cosa che può capitare data la scarsa potenza del lampo a causa del ristretto spazio a disposizione). Si prosegue poi con la generosa ghiera a doppia funzione dedicata al tempo di esposizione che ingloba anche la regolazione della sensibilità ISO, troviamo poi lo switch di accensione che integra il tasto di scatto, un tasto Fn personalizzabile e la ghiera dedicata alla compensazione dell’esposizione.

Analizzando la parte posteriore rimaniamo certamente subito colpiti dal connubio mirino + monitor, le parti senz’altro più rilevanti di questa zona di Fujifilm X100F e che rimangono invariati, almeno esteticamente, dal modello precedente. Il mirino EVF è praticamente lo stesso di Fujifilm X-T2, ammiraglia del produttore giapponese, con ben 2.360.000 punti e rilevatore di contatto. C’è però una differenza importante con l’ammiraglia: il mirino di Fujifilm X100F è ibrido, esattamente come quello di Fujifilm X-Pro2, pertanto, grazie allo switch posto nella parte frontale, vi sarà possibile passare rapidamente dalla visione con mirino elettronico a quella classica galileiana con qualche controllo in più (info varie sul visore). Ecco un’altra conferma di come Fujifilm X100F riesca a prendere il meglio dalle “sorelle” varie e inglobarlo in un corpo estremamente compatto e dal peso contenuto pari a soli 469 grammi con scheda e batteria.

Troviamo poi un display LCD TFT da 3.0” formato 3:2 con circa 1.040.000 pixel, vari bottoni funzione disposti diversamente rispetto al modello precedente (ora più lineari e meglio disposti), il sempre comodo tasto “Q” per accedere ad alcune funzioni veloci e il nuovo joystick, posto nella zona superiore, grazie al quale è possibile muoversi più rapidamente in alcuni menù oppure spostare facilmente il selettore di messa a fuoco o del punto d’esposizione.  Presente anche una seconda ghiera configurabile per tempo o diaframmi e la sempre comoda possibilità di configurare i tasti di selezione come bottoni funzione scegliendo quindi le varie scorciatoie dal menù. È sufficiente mantenere la pressione dei bottoni configurabili per qualche secondo al fine di veder comparire immediatamente la schermata di scelta della funzione assegnabile.

La zona inferiore vede la presenza del connettore a vite per treppiede e il vano batteria / SD. La batteria è una Fujifilm NP-W126S in grado di avere un’autonomia di circa 375 scatti (secondo i nostri test dal mirino elettronico) decisamente migliorata rispetto al modello precedente. Lo slot SD invece supporta memorie fino a 256 GB SDXC.

Prestazioni: il perfetto connubio di fotocamere Fujifilm in una compatta

Nel corso dei mesi precedenti abbiamo provato moltissime fotocamere Fujfiilm (praticamente tutte quelle presenti a listino) e siamo rimasti letteralmente folgorati (per usare un termine sufficientemente descrittivo) dalle potenzialità di Fujifilm X-T2. Allo stesso modo siamo rimasti molto colpiti dal mirino ibrido di Fujifilm X-Pro2 e dalle potenzialità della piccola Fujifilm X-T20. Come abbiamo avuto modo di vedere nel dettaglio, Fujifilm X-T20 è una fotocamera mirrorless che prende tantissimo dalla sua sorella maggiore X-T2 e permette all’utente di avere un corpo più compatto e più trasportabile (come se X-T2 non fosse già abbastanza trasportabile, ndr) rinunciando ad esigenze prettamente professionali, come ad esempio il battery pack opzionale. Il caso di Fujifilm X100F è un po’ diverso in quanto si tratta comunque della quarta evoluzione di una serie già molto fortunata, ma, in questo caso, è davvero molto evidente il distacco prestazionale rispetto al passato grazie al nuovo sensore CMOS da 24,30 megapixel (lo stesso di X-T2) e il sistema di autofocus ibrido che può arrivare fino a 325 punti e può essere regolato con il nuovo joystick (anche questo esattamente come X-T2). In parole povere, potremmo già concludere qui la recensione dicendovi che Fujifilm X100F è una Fujifilm X-T2 senza registrazione video in 4K e ottiche intercambiabili, ad ogni modo, questo prodotto riesce a far parlare volentieri di sé per via dell’enorme potenziale e qualità che offre.

Qualità d’immagine Fujifilm: eterna sorpresa, incredibile conferma

Proprio perché abbiamo provato molte Fujifilm, il sospetto che avevamo prima di provare a fondo X100F era che comunque sarebbe stato, in un modo o nell’altro, qualcosa di già visto in termini di colore e nitidezza, data la nostra prova di X-T2 e X-T20. Non ci siamo mai sbagliati così tanto.

Fujifilm X100F per potrebbe sembrare “la solita compatta premium” del produttore giapponese e prezzata come una reflex medio formato, per noi no. Per noi, fin da subito, si è rivelata uno straordinario mezzo di comunicazione estremamente portatile, dal peso ridotto e dalle sorprese infinite. A causa dell’ottica da 23mm, non si tratta di certo di una fotocamera adatta per i selfie, e senz’altro sbagliereste ad acquistarla per questo motivo. Fujifilm X100F è straordinaria per la Street Photography, per la fotografia paesaggistica, per la fotografia notturna e perché no, volendo anche per la fotografia ritrattistica.

Fin dai primi momenti con Fujifilm X100F abbiamo apprezzato tantissimo la qualità di scatto del sempreverde CMOS X-Trans da 24 megapixel e la precisione disarmante dell’autofocus ibrido in grado di arrivare fino a 325 punti. Una novità importante rispetto al passato è senz’altro la raffica fino a 8fps con un buffer di 60 jpeg, novità assoluta per la serie X100 che guadagna un altro tassello importante nella sua categoria. Basti pensare al fatto che la maggior parte delle reflex o mirrorless mid range della stessa cifra di Fujifilm X100F non hanno minimamente queste caratteristiche per capire che la spesa vale ogni singolo centesimo. Certo, per molti l’ottica fissa da 23mm potrebbe essere un limite e si tratta di una possibile obiezione / impedimento all’acquisto, ad ogni modo, Fujifilm è stata molto brava ad organizzare la propria lineup in quanto, qualora la vostra esigenza fosse il cambio di ottica potete acquistare Fujifilm X-T20 ad una cifra molto simile, se invece vi interessano altre caratteristiche professionali vi basta virare direttamente su X-T2 (e comunque la differenza economica non è abissale in ogni caso). Cifre simili, caratteristiche simili, esigenze completamente diverse. Fujifilm sa molto bene come organizzare i propri prodotti a differenza di molti brand che ultimamente preferiscono far uscire tanti modelli uguali e con prezzi vicinissimi tra loro per far confondere meglio gli utenti. Brava Fujifilm, questo è un altro punto per te.

Oltre a questo, chi mi ha accompagnato nelle varie escursioni fotografiche mi sentiva spesso esclamare “WOW, che colori!” semplicemente per il fatto che con una fotocamera Fujifilm sento queste sensazioni meravigliose ogni volta: il feeling che si ha con una fotocamera come questa non è paragonabile, oltre al fatto che i colori sono saturi al punto giusto e la definizione è davvero meravigliosa. Provo tantissime fotocamere e sono spesso affascinato da alcuni modelli che capitano tra le mie mani, ad ogni modo, questo tipo di feeling che provo con Fujifilm è davvero indescrivibile. La facilità con cui si utilizza questa fotocamera è davvero apprezzabile: una volta presa confidenza con il menù e con i vari tasti, gestire il dispositivo sarà un gioco da ragazzi.

Oltre a questo, se vi può sembrare un ostacolo il fatto che Fujifilm X100F abbia “solo” un’ottica da 23mm f/2, sappiate che all’interno vi è un Teleconverter digitale in grado di croppare appositamente un’area specifica dell’immagine al fine di simulare un’ottica da 35, 50 o 70mm. Certo, non sarà come avere una vera e propria ottica fissa di tale escursione focale ma in molti casi può aiutarvi ad avere una foto diversa. Per poter utilizzare questo Teleconverter integrato è necessario passare alla modalità JPEG ed utilizzare la ghiera di messa a fuoco manuale per gestire i vari livelli di zoom. Apprezzabile il fatto che, con tale simulazione, non cambierà l’apertura.

Oltre a questo, mi sono divertito davvero tantissimo anche con il mirino ibrido, una di quelle caratteristiche che ho davvero amato con Fujifilm X-Pro2 e che in questo modello si comporta divinamente. Potrebbe non esserci una reale utilità nel vostro caso nel preferire una modalità piuttosto che un’altra, ad ogni modo, per i veri puristi della fotografia che scelgono un mix tra analogico e digitale, questa è senz’altro un’aggiunta che fa la differenza.

Autofocus: ora cambia (quasi) tutto

Fujifilm X100F non è di certo la prima della serie ad avere un autofocus ibrido, tuttavia, dopo le ultime introduzioni tecnologiche del produttore, anche questo modello ha ereditato la nuova generazione del motore di messa a fuoco che ora è in grado di fornire fino a 325 punti con molteplici funzioni d’inseguimento. Nel modello precedente le due modalità di messa a fuoco potevano fornire 49 oppure 91 punti, in questo caso, i punti “base” salgono a 169 e possono appunto essere estesi a 325, una percentuale senz’altro molto importante della porzione del frame.

L’autofocus è sempre stato un punto debole di questa serie, soprattutto considerando l’ottica “piccola” con una escursione focale bassa che spesso non permetteva la corretta messa a fuoco o non garantiva una velocità di messa a fuoco sufficientemente decente.

Con il nuovo XProcessor Pro e l’ultimo sensore di Fujifilm, anche l’autofocus ha fatto progressi notevoli e non solo nel numero di punti, che effettivamente non per forza determinano la differenza prestazionale, ma anche nella velocità e nella precisione. Come vi abbiamo largamente enunciato durante la stesura di questa recensione, c’è da considerare anche l’introduzione del joystick che vi renderà la vita magnificamente facile nella selezione del corretto punto di messa a fuoco, una novità che serviva. Insomma, quel tipo di caratteristica che ti fa pensare “come ho fatto finora?”.

Ad ogni modo, Fujifilm X100F rimane una fotocamera che predilige la messa a fuoco a punto singolo per avere una quasi perfetta gestione dei soggetti, della luce, della rapidità e della precisione. Nei nostri test, utilizzando la messa a fuoco singola non abbiamo mai dovuto ricomporre, rimettere a fuoco o attendere tempo extra, cosa che in realtà può capitare nella modalità multi in quanto, ovviamente, la scena da analizzare è molto più vasta. Il tracking AF non è dei migliori, anzi, ad ogni modo, non costituisce un grande problema per il tipo di target di questa fotocamera in quanto non si tratta di un prodotto adatto per la fotografia sportiva e, per le esigenze di street photography, ha senz’altro una rapidità sufficiente (considerato il fatto che potete anche utilizzare la messa a fuoco a singola area senza nessun problema).

Sensibilità ISO: le novità si fanno sentire

Nuovo sensore e nuovo processore significano anche nuove potenzialità ISO che, nel caso di Fujifilm X100F vengono sia migliorate in termini di qualità, sia aumentate in termini di sensibilità. Nel precedente modello infatti era possibile arrivare fino ad un massimo di 51.200 ISO per i jpeg e 6400 ISO per i RAW. Ora questo “limite” è stato uniformato ed è possibile arrivare fino a 51.200 ISO in entrambi i formati.

Come avete avuto modo di vedere dalla comparazione, non possiamo certo dire che ci troviamo di fronte ad una qualità meravigliosa agli alti ISO, ad ogni modo, esattamente come le sorelle maggiori, la qualità viene mantenuta bene oltre agli standard a cui di solito si pensa. Oltre a questo, gestendo sapientemente la gamma dinamica (sfruttando ad esempio la DR400) vi sarà possibile guadagnare qualche punto per quanto concerne l’effettiva qualità. Provate a “giocarci” un po’ e trovate il giusto mix, non resterete senz’altro delusi.

Video: mancanze importanti dovute al target

È il caso di parlare del fattore video in Fujifilm X100F in quanto è secondo noi necessario specificare una cosa importante: non è una fotocamera per fare video, capitelo fin da subito.

Questa potrebbe sembrare una specificazione inutile, invece è molto importante perché, a causa del form factor di questo prodotto, molti hanno pensato ad un buon riutilizzo per Vlog e video vari. Secondo noi, lato video, Fujifilm X100F è pienamente bocciata, seppur non in modo negativo in quanto non si tratta di un prodotto adatto al target dei videomaker.

Fujifilm X100F è piccola, molto portatile e, soprattutto, ha l’ingresso per il microfono (seppur 2.5mm). Quest’ultima caratteristica ha fatto scattare in molti la “molla del video”, ma, cari lettori, è giusto che voi sappiate che, per quanto ci riguarda, Fujifilm poteva anche tranquillamente evitare di mettere la modalità video in questo prodotto. Secondo noi infatti, Fujifilm avrebbe potuto seguire la scelta di Nikon con Df, fotocamera di grande qualità e completamente “pura”, cioè dedicata SOLO alla fotografia e priva di parte video. Fujifilm X100F è prima di tutto una fotocamera, ma non come tante altre; questo modello riesce a farvi riscoprire il piacere di fotografare, qualora la vostra creatività si sia un po’ fermata a causa del blocco del fotografo.

Molti utenti si sono lamentati della mancanza della registrazione 4K e del log di gamma per una migliore gestione dei video, senza però soffermarsi sul fatto che, qualora avessero davvero bisogno di fare video in 4K a livello anche solo basilare, un corredo ottico intercambiabile sarebbe comunque necessario. Viviamo infatti in un’epoca in cui il 4K DEVE diventare la normalità e, di conseguenza, sembra obbligatorio includerlo in tutti i prodotti nuovi che escono; l’errore che facciamo è sempre quello di non soffermarci a pensare alle nostre reali esigenze: davvero girereste filmati in 4K con questo prodotto? A che vantaggi può portarvi? Per quale motivo dovreste acquistare questo prodotto con l’esigenza di girare filmati in 4K quando con pochissima differenza potete portarvi a casa Fujifilm X-T20 e avere anche le ottiche intercambiabili oltre al formato di registrazione video maggiorato?

Ci piacerebbe sapere cosa ne pensate di queste domande nei commenti in quanto crediamo possa davvero diventare una riflessione importante su questa fotocamera e sul mercato odierno in generale.

Oltre a questo comunque Fujifilm X100F registra video a 1080p@60fps, quindi niente di così pessimo, anzi. All’interno del menù inoltre è possibile gestire la registrazione video manualmente, qualora vogliate gestire ogni aspetto della clip che state catturando.

Menù e connettività: l’intuitività è importante

In Fujifilm X100F c’è anche un menù quasi del tutto nuovo e studiato in funzione dei feedback ricevuti nel corso degli anni dagli utenti circa l’intuitività globale e l’utilizzo agevole. Il menù di Fujifilm X100F è praticamente lo stesso di X-T20 e X-T2 e che abbiamo già largamente visto nelle recensioni di queste due sorelle maggiori. È sempre apprezzabile avere l’organizzazione delle funzioni in tab ordinati e disposti in modo semplice e logico. Si parte infatti con l’impostazione della qualità d’immagine e tutto ciò che riguarda formato, simulazione film, tipo di registrazione raw, gamma dinamica, bilanciamento del bianco e simili. Si continua poi con le impostazioni di messa a fuoco, le funzioni della ripresa (che includono le impostazioni sul tipo di otturatore, se elettronico o meccanico e sul funzionamento del teleconverter digitale), la gestione del flash, le impostazioni della parte video e i settaggi vari dedicati alla fotocamera in sé. Presente anche il menù completamente personalizzabile con le funzioni che utilizzate di più al fine di personalizzarle più rapidamente.

Esemplare di Marco Rotunno selvatico mentre finge di lavorare per Ridble.com

Questo nuovo menù risulta molto più intuitivo e pratico, così come la connettività Wi-Fi resa possibile tramite l’app gratuita di Fujifilm disponibile per vari smartphone: è sufficiente attivare la modalità di connessione senza fili tramite il menù o tramite il bottone dedicato (che può essere un qualsiasi Fn a vostra scelta) e seguire le istruzioni a schermo. Forse ancora poco intuitivo il passaggio dei file raw a smartphone: durante i nostri tentativi, la fotocamera si disconnetteva e l’app crashava, questo ci ha fatto supporre che, probabilmente, non è possibile inviare i file raw non compressi ad uno smartphone tramite WiFi (un vero peccato). Ma siamo sicuri che si tratti di una problematica facilmente risolvibile con un aggiornamento software. Tale aggiornamento, per quanto concerne l’app mobile, sarebbe sicuramente fantastico anche da un punto di vista grafico in quanto, attualmente, ha l’aria di un’applicazione “vecchia” nonostante faccia (quasi) perfettamente il suo dovere.

Fujifilm X100F recensione: le nostre conclusioni

Anche con questo modello, Fujifilm è riuscita a dimostrare un netto distacco con il passato e ad ammaliare il pubblico. Possiamo dire che ora la line up è completa, facile da comprendere e adatta a tutte le tasche ed esigenze. Credeteci, è davvero difficile trovare un'organizzazione così "pulita" dei prodotti a catalogo. Oggi viviamo in un modo costituito da produttori convinti che più sono i modelli disponibili, più si vende, ma è una teoria assolutamente sbagliata perché, in questo modo, si tende a non valorizzare i propri prodotti e a stordire l'acquirente che poi, per confusione o disperazione, cerca altri lidi per le sue esigenze. Tale concezione di marketing è applicabile praticamente a tutti i settori, ma, in ambito tecnologico, è dove sicuramente si fa più sentire viste tutte le novità introdotte praticamente ogni giorno tra processori sempre più piccoli e sensori sempre più grandi o prestanti. Ci piace molto questa filosofia di Fujifilm ed è per questo che chiediamo formalmente ed ufficialmente al produttore di non cambiare mai, perché, in qualche modo, ci ricorda la vecchia concezione di prodotti che aveva Apple con Steve Jobs: pochi dispositivi, poca confusione, prodotti per tutte le esigenze. Fin dall'arrivo di X100 del 2011, il produttore ha dimostrato di saper aggiungere molto bene le varie funzioni modello per modello pur mantenendo un design e un form factor piuttosto simile. Fujifilm X100F potrebbe sembrare praticamente uguale al modello precedente, X100F, ma scopritela, provatela a fondo e sicuramente vi ricrederete: non ha nulla a che vedere con il passato e la differenza si nota subito.

Pro
Fantastica qualità fotografica
Un autofocus nettamente migliorato e prestante
Compatta, leggera e stupefacente
Ricarica tramite USB (anche da PowerBank)
Lente 23mm f/2 perfetta per Street Photography
Magnifico mirino ibrido
Contro
Assenza dello stabilizzatore ottico
Mancanza del touch screen che avrebbe fatto comodo
Video a 1080p limitati a 15 minuti
Display non orientabile
valutazione finale9