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Fujifilm X-T2: la mirrorless che rivoluzionerà il mondo della fotografia

Fujifilm X-T2: la mirrorless che rivoluzionerà il mondo della fotografia

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L’abbiamo aspettata a lungo, provata in anteprima in occasione del Photokina 2016 e ora, finalmente, abbiamo tra le mani una delle fotocamere più importanti di quest’anno: Fujifilm X-T2. L’attesa era tanta non solo per la curiosità per quanto concerne l’evoluzione di X-T1, già un gioiello all’epoca, bensì anche per le numerose migliorie annunciate da Fujifilm durante il periodo intercorso tra la presentazione e l’inizio ufficiale delle vendite.

Abbiamo sfruttato Fujifilm X-T2 per gli utilizzi più disparati, perdendo completamente la cognizione di avere in mano un’ammiraglia nascosta in un corpo degno della miglior fotocamera compatta. Con questo prodotto abbiamo sicuramente capito che, pur utilizzando una reflex per tutti i lavori fotografici, è comunque tempo di pensare seriamente all’acquisto di una mirrorless.

Design e materiali: l’evoluzione migliore della specie

Chi ci segue da tempo sa bene quanto apprezziamo il design di ogni singola Fujifilm che proviamo. Apprezziamo la qualità dei materiali, la cura per i dettagli, le zigrinature e quel richiamo vintage che il produttore deve sempre in qualche modo far figurare. Fujifilm X-T2 non è tanto diversa rispetto al modello precedente, X-T1, però vanta di quelle novità giuste che gli utenti aspettavano e che permettono di apprezzare fin da subito questo prodotto, anche senza accenderlo. Le modifiche sostanziali riguardano fondamentalmente l’altezza del corpo, maggiore rispetto al modello precedente, e un grip molto più profondo che migliora ancora di più l’ergonomia del corpo.

Partendo dalla parte superiore troviamo due grosse ghiere e una più piccola: si tratta sicuramente degli elementi che utilizzerete maggiormente, perciò è importante farci l’abitudine. Partendo da sinistra vediamo la ghiera della sensibilità ISO, in grado di partire da 50 (L) fino ad arrivare a 25600 (H), oppure è possibile selezionare “A” e lasciar fare alla fotocamera. Sulla ghiera è presente un bottone di blocco, utile per evitare movimenti involontari, e una seconda ghiera nella parte inferiore. Grazie alla seconda ghiera è possibile gestire facilmente la registrazione video, il bracketing, la raffica / scatto singolo, la doppia esposizione, i filtri colore e la possibilità di scattare una foto panoramica esattamente come accade sui nostri smartphone. La ghiera di per sé rimane molto scorrevole e con il giusto grip che ci evita errori banali. Superato il centro della fotocamera, che include una slitta hotshoe e il mirino (che vedremo dopo), troviamo subito un bottone che ci permette di scegliere se accendere o no l’EVF (se decidete di non utilizzare il rilevatore automatico), seguito da una ghiera esteticamente uguale a quella della sensibilità ISO ma che permette di variare il tempo d’esposizione “puro” (per le micro variazioni o per il sfruttare l’otturatore elettronico c’è un’altra ghiera). Anche questa ghiera ha una doppia sezione che, in questo caso, per mette di scegliere il tipo di misurazione valutativa tra spot, matrix e così via. Troviamo poi un bottone FN personalizzabile, il tasto di scatto che integra anche lo switch d’accensione (tipico di Fujifilm) e la ghiera dedicata alla compensazione dell’esposizione. A parte le potenzialità ISO, maggiori in Fujifilm X-T2, non cambia quasi nulla a livello estetico con X-T1, pertanto, se siete già utenti di questo modello non avrete particolari problemi ad abituarvi, diversamente avrete un po’ di pratica da fare.

La parte frontale rimane molto minimale e con la consueta trama vintage del produttore. Possiamo subito notare nella parte superiore sinistra una ghiera di selezione che, a differenza del modello precedente, ora offre la possibilità di una pressione al fine di accedere a funzionalità secondarie. Troviamo poi la luce di messa a fuoco, il tasto di anteprima della profondità di campo, il bottone di sgancio per l’ottica, il selettore di messa a fuoco (a scelta tra Manuale, Continua e Singola) e la porta Sync per collegare flash esterni a Fujifilm X-T2. Non abbiamo particolarmente apprezzato la vite di sicurezza della porta Sync in quanto molto piccola e in nessun modo collegata alla fotocamera; in questo modo sarà molto semplice da perdere mettendo così a rischio l’ingresso Sync in caso di esposizione a condizioni metereologiche avverse. Avremmo senz’altro preferito una soluzione più standard con il classico tappo ad estrazione rapida legato al corpo tramite una cordicella.

Il lato sinistro, guardando la fotocamera da dietro, offre varie connessioni come l’USB 3.0, un ingresso per il microfono, un’uscita mini HDMI e l’ingresso per il telecomando esterno. In base alle nostre prove, al contrario di quanto affermato da Fujifilm, la ricarica tramite USB è possibile proprio sfruttando un normalissimo cavo USB 3.0 e lasciando la fotocamera spenta. La stessa cosa è possibile con una batteria esterna sufficientemente capiente. Dal lato opposto troviamo esclusivamente il doppio lettore di SD in grado di supportare SDHC fino a 256 GB; ottima mossa, cara Fujifilm!

Guardando la fotocamera nella parte posteriore troviamo il display LCD da 3 pollici con 1.040.000 punti definizione privo di Touchscreen ma con una novità per quanto riguarda il tipo di utilizzo: l’orientamento dello schermo. L’orientamento dello schermo era già presente in Fujifilm X-T1 ma permetteva un solo tipo di movimento verso l’alto. In Fujifilm X-T2 gli ingegneri giapponesi hanno deciso di offrire un movimento in più: è ora possibile orientare lo schermo destra. Purtroppo, questa caratteristica fa parte delle cose che non ci piacciono della fotocamera. Il tipo di gestione dell’orientamento è decisamente scomodo, non è semplice spostare lo schermo a piacimento, la rotazione è un po’ macchinosa e, soprattutto, non abbiamo visto grande utilità in tutto questo. Ci aspettavamo l’orientamento frontale dello schermo, utile non solo per auto-ritratti ma anche per riprese video “in solitaria”, caratteristiche perfette, ad esempio, per uno YouTuber. Grazie infatti alla registrazione video in 4K e ai 325 punti di messa a fuoco, questa fotocamera sarebbe potuta essere una rivale perfetta della gloriosa Panasonic GH4, fotocamera mirrorless di grande successo tra filmmaker e youtuber. Speriamo che dalla prossima versione (Fujifilm X-T3?) questa cosa possa essere risolta. Oltre al monitor troviamo i classici tasti funzione come “play” e “cestino”, il tasto di blocco AE / AF, un’altra ghiera per gestire il diaframma, il tasto Q per accedere alle funzioni secondarie e, grande novità di questo modello, il joystick. Grazie al joystick potrete gestire molto facilmente la posizione dei punti di messa a fuoco di vostro interesse, scatto per scatto, senza difficoltà. Si tratta di una grande novità apprezzata in questa Fujifilm X-T2.

Non mancano poi i classici bottoni per il menù, per la gestione del display e per l’orientamento tra le varie sezioni. Fujifilm X-T2 rimane piuttosto intuitiva per chi è abituato al marchio e non facilissima per chi non si è mai avvicinato a modelli come questo. Si tratta di una caratteristica comune a tutte le Fujifilm e, una volta abituati, sarà difficile tornare indietro. Sebbene in alcune situazioni sia scomodo sfruttare le ghiere esterne nella parte superiore al fine di variare ISO e tempo d’esposizione, magari proprio mentre avete l’occhio nel mirino e non volete distoglierlo, con un po’ di abitudine tutto diventerà magico. Il corpo di Fujifilm X-T2 è inoltre tropicalizzato al fine di garantire un’ottima resistenza in caso di condizioni climatiche avverse.

Battery pack opzionale

Un’altra grande novità di Fujifilm X-T2 è sicuramente il battery pack opzionale che, con un interessante sistema di montaggio rinnovato, permette di aumentare ancora di più il grip sulla fotocamera oltre ovviamente a garantire più autonomia e la possibilità di scattare in verticale. Una cosa che ci ha davvero stupiti del battery pack è sicuramente il fatto di poter sfruttare ben tre batterie. Si, avete capito bene: aggiungendo il battery pack opzionale a Fujifilm X-T2 potrete conservare la batteria dentro al corpo macchina e aggiungerne altre due all’interno dell’accessorio. Sicuramente una caratteristica non comune e che riesce ad estendere l’autonomia, tra foto e video, come mai prima d’ora. Il battery pack è inoltre fondamentale per estendere la possibilità di registrare video in 4K e la presenza di una porta dedicata alle cuffie; lo spieghiamo meglio più in basso.

Prestazioni: alla riscoperta della creatività

Rispetto a Fujifilm X-T1, modello che in passato ha segnato la storia per quanto concerne il mercato delle mirrorless grazie alle sue potenzialità e alla maneggevolezza, Fujifilm X-T2 integra caratteristiche ben diverse e notevolmente migliorate. Si parte dal sensore, l’ormai noto X-Trans CMOS III da 24.3 megapixel già ben ampiamente utilizzato ed apprezzato in Fujifilm X-Pro2, spinto da un processore d’immagine sempre denominato X-Processor Pro ma migliorato notevolmente per quanto concerne le prestazioni. Le migliorie prestazionali le vediamo a partire sicuramente dalla raffica di scatto, ora in grado di arrivare fino a ben 14 fps (esclusivamente tramite otturatore elettronico) e dalla possibilità di registrare video in 4K a 2160p fino a 100 Mbps, un traguardo decisamente importante. Fujifilm X-T2 è di fatto il primo prodotto del produttore giapponese a supportare la registrazione video in 4K Ultra HD, una caratteristica che gli utenti del marchio aspettavano da tempo e che rende questo modello molto appetibile. Se poi ci spostiamo sull’autofocus, il discorso si fa ancora più interessante: ad accompagnare le vostre avventure ed escursioni ci saranno ben 325 punti di messa a fuoco con tre diverse modalità d’utilizzo. Se poi pensate che tutte queste fantastiche caratteristiche sono all’interno di un corpo dal peso pari a 507 grammi con batteria e memory card, allora certamente vi diciamo che potete pensare all’acquisto in tutta tranquillità.

Abbiamo provato a fondo Fujifilm X-T2 sia per fotografia paesaggistica sia per qualcosa di più preciso e dettagliato. In ogni situazione siamo rimasti molto stupiti dalla velocità della raffica, dalla qualità di scatto e dall’efficienza dell’autofocus, davvero veloce anche nel comparto video. Rispetto al modello precedente, che montava un sensore da 16 megapixel, la differenza di qualità si vede in maniera notevole (sono ben 8 megapixel in più, non poco) ed è certamente apprezzabile. Se già prima Fujifilm X-T1 costituiva un ottimo prodotto per anche per la fotografia ritrattistica e street photography, ora non possiamo che incoronarlo come dispositivo d’eccellenza, soprattutto per la sua portabilità.

Come scrivevamo nel capitolo dedicato al design, si fa un po’ fatica all’inizio ad essere rapidi con le ghiere, soprattutto magari per una questione di abitudine con altri corpi macchina, dove le ghiere non hanno valori e ci limitiamo a guardare tutto nel mirino. Anche in questo caso è possibile vedere ogni valore all’interno del mirino EVF, tuttavia vi verrà la “mania” di guardare anche il valore selezionato sulla ghiera, un po’ come si faceva con le vecchie analogiche.

Per quanto concerne la batteria invece, le prestazioni rimangono nello standard delle fotocamere mirrorless di questa fascia, cioè circa 400-450 scatti con una singola carica. Questo vuol dire che, con un battery pack opzionale e le tre batterie inserite, potete arrivare senza problemi a circa 1200 scatti, praticamente gli stessi che Nikon D3400 riesce a fare con una singola batteria. Ad ogni modo si sa, non si sceglie di certo una fotocamera mirrorless per l’autonomia.

Abbiamo inoltre testato il WiFi per lo scambio d’immagini e abbiamo notato che si tratta di un sistema piuttosto lento e complicato sotto certi punti di vista, come ad esempio la connettività tra smartphone e fotocamera, non sempre semplice ed immediata. Abbiamo fatto diversi test, anche resettando fotocamera e impostazioni del WiFi, ma spesso il collegamento fallisce. Potrebbe trattarsi soltanto di un bug risolvibile con un banale aggiornamento firmware. Oltre a questo, la fotocamera non vi avvisa del fatto che non è possibile trasferire immagini RAW allo smartphone, caratteristica che, sia per gli utenti iOS (10) che Android, ci aspettavamo. È infatti necessario convertire prima l’immagine in JPEG dalla fotocamera e poi trasferirla. Non ci è piaciuta affatto la scarsa intuitività di questa operazione e speriamo in una futura risoluzione di problematiche come questa.

Autofocus

Il motore di autofocus è stato completamente rifatto proprio in occasione di Fujifilm X-T2 e, sicuramente, verrà sfruttato in futuro anche per altri modelli, magari di fascia inferiore, come la possibile evoluzione di Fujifilm X70. A parte le modifiche interne e puramente ingegneristiche, c’è una novità importantissima per l’utente: il joystick. Richiesto a gran voce nei modelli precedenti, è finalmente approdato sulla nuova ammiraglia e funziona davvero bene. Tramite il joystick è infatti possibile spostare il punto in cui focalizzare la scena anche senza togliere l’occhio dal mirino, e l’operazione è davvero rapida.

Oltre a questo, Fujifilm X-T2 integra un sistema chiamato “Intelligent Hybrid AF” a rilevamento di fase da ben 355 punti. È in grado di sfruttare un singolo punto di messa a fuoco oppure variare in Zone da 3×3, 5×5 o 7×7 in 91 aree diverse. Non manca il Wide/Tracking AF che riesce ad inseguire un soggetto anche in un campo piuttosto largo fino a 18 aree.

In base alle nostre prove, l’autofocus si è comportato bene anche in situazioni di -3EV, sempre critiche per sistemi come questo. Abbiamo provato il tracking, la rilevazione del sorriso e lo spostamento rapido dei punti tramite joystick: siamo rimasti davvero soddisfatti. Avere un autofocus del genere su un prodotto così leggero è assolutamente fantastico, anche se, in campo sportivo, non può comunque per ora competere con sistemi molto più avanzati presenti in reflex come Canon EOS 5D Mark IV o addirittura Canon EOS 1D X Mark II (e ci mancherebbe). Certo è che per la cifra di cui si parla per l’acquisto di Fujifilm X-T2, potrete certamente rimanere più che soddisfatti e provare comunque a dilettarvi in un po’ di sana fotografia sportiva.

Sensibilità ISO

La sensibilità ISO è sicuramente un “piccolo tasto dolente” di questa fotocamera, a partire dalla modalità d’utilizzo: la ghiera dedicata. Visivamente parlando, fa di certo un bell’effetto notare il tipo di cura per la costruzione, il solito richiamo al vintage con cui Fujifilm caratterizza le proprie fotocamere e la composizione geometrica delle ghiere. Le cose cambiano un po’ per quanto riguarda l’intuitività e la rapidità nell’utilizzo: come scrivevamo poco sopra è necessario abituarsi un po’ a queste ghiere per diventare rapidi in fase di scatto ma, cosa ancora più grave, sulla ghiera della sensibilità ISO è presente un solo settaggio “H”, questo vuol dire che non potrete liberamente scegliere tra 25.600 e 51.200. Sarà infatti necessario scegliere il settaggio di High ISO tramite il menù e, una volta messo su “H” tramite ghiera, sfruttare la propria scelta. Si tratta di un passaggio che di certo rende le cose meno rapide e soprattutto vi costringe fin da subito ad una scelta. Al contrario, è presente il settaggio “L” per sfruttare il valore ISO 50 in maniera semplice e rapida.

A parte questo, possiamo dire di ritenerci globalmente soddisfatti per le prestazioni ISO di Fujifilm X-T2. Per quanto concerne scatti ad alti ISO, la grana non è particolarmente fastidiosa e la qualità non cala drasticamente, come potete notare dagli scatti mostrati qui sopra. Al contrario di produttori concorrenti che spingono gli ISO a valori interminabili per fini puramente legati al marketing, Fujifilm X-T2 può vantare di potenzialità reali senza troppi problemi, ed è una caratteristica che le fa onore.

Modalità Boost

In Fujifilm X-T2 è presente una modalità chiamata “Boost” e si tratta di un vero e proprio turbo per questa fotocamera mirrorless. Nonostante sia presente come settaggio all’interno della fotocamera, per sfruttare a pieno tutte le potenzialità è consigliabile acquistare un battery pack esterno. Tramite il battery pack esterno è infatti possibile sfruttare un rapido switch di selezione che ci permette di passare da “normal” a “boost” e accedere quindi ai vantaggi che questa modalità comporta. Ad esempio, seppur sia una cosa non facile da notare, in modalità boost il mirino EVF passa da 60 a 100fps, rendendo migliore la visione di immagini e video direttamente al suo interno. Oltre a questo, migliorano le performance dell’autofocus, guadagnando circa 0.02 secondi. Cambiano anche gli intervalli di scatti, ridotti notevolmente tra uno e l’altro e, ovviamente, la raffica che, con l’otturatore meccanico, riesce a passare da 8 a 11 fps. Ovviamente tutto questo và a discapito della batteria, motivo per cui è consigliabile sfruttare il battery pack opzionale e dormire sonni tranquilli con le tre batterie utilizzabili. Nella maggior parte dei casi, per utilizzi amatoriali o semi professionali, la modalità Boost non sarà di certo una manna dal cielo, ma ci piace pensare ai professionisti che noteranno e apprezzeranno questa aggiunta. È sicuramente il pensiero in comune con gli ingegneri che hanno progettato questa novità.

Video

È necessario fare una breve digressione dedicata al lato video per quanto concerne Fujifilm X-T2. Come avrete letto dai capitoli precedenti, si tratta della prima Fujifilm ad integrare la registrazione video in 4K fino a 100 Mbps. Questa è una caratteristica che fin da subito ci ha resi curiosi di spremere a fondo il prodotto e capirne le reali potenzialità. Fujifilm X-T2 integra anche un ingresso microfono, perfetto per i videomaker. Un vero peccato, come scrivevamo nel capitolo dedicato al design, che non ci sia uno schermo orientabile frontalmente, altrimenti questo modello avrebbe conquistato anche gli youtuber. Oltre a questo, è bene specificare che senza battery pack potrete registrare solo fino a 10 minuti di filmati in 4K, che diventano 29:59 con il grip verticale opzionale (si, il produttore è stato bravo a dare motivi per acquistare il battery pack). Ma non finisce qui, sempre con il battery pack opzionale è possibile inoltre avere una porta per le cuffie in grado di permettervi il miglior monitoraggio possibile dell’audio registrato in live. Questa caratteristica non è sicuramente molto apprezzabile in quanto avremmo preferito avere l’uscita cuffie direttamente nel corpo macchina.

Oltre a questo, Fujifilm ha silenziosamente aggiunto un F-Log gamma che, nonostante sia comodo e sicuramente apprezzato dai videomaker professionali al fine di monitorare ogni singolo valore del video in corso di registrazione, esso è disponibile soltanto sfruttando l’HDMI output (e quindi un monitor esterno). Grazie all’F-Log gamma potrete gestire l’immagine nel video in maniera davvero completa, riuscendo a gestire il color grading, le alte luci, le ombre e tutto il resto. Immaginate ciò che nella fotografia HDR permette di recuperare luci e ombre pensato però per un video. Certo, avremmo preferito avere questo tipo di funzione integrato direttamente nella fotocamera, senza bisogno di monitor esterni, ma non si può avere tutto, giusto?

Fujifilm X-T2 recensione: le nostre conclusioni

La nostra idea prima di provare a fondo Fujifilm X-T2 era di una mirrorless ottimizzata per tutte le lenti del produttore con una base di prestazioni derivata da X-Pro 2 seppur priva di un mirino ibrido. In realtà Fujifilm X-T2 è molto di più: è veloce, silenziosa, leggera, prestante, di qualità, intelligente e molto ergonomica. Ci ha davvero stupiti anche quando l'abbiamo messa a dura prova. Fujifilm X-T2 rappresenta il biglietto d'ingresso nel mondo Fuji ed è dedicato a tutti quegli utenti finora indecisi o che non si erano accorti di modelli precedenti. Questo prodotto rappresenta una reale "minaccia" ad altri marchi, come ad esempio Canon e Nikon che, nonostante producano ottime reflex, ancora non hanno presentato vere mirrorless rivoluzionarie come questa. Capiamo inoltre benissimo quanto Fujifilm si stia lentamente avvicinando anche al mercato di Sony, che però rimane ancora intonso grazie a sensori con più megapixel e sensibilità ISO estreme, caratteristiche che agli utenti piacciono (finché non si arriva a parlare di prezzi). Insomma Fujifilm X-T2 ci è davvero piaciuta, così tanto da dover trovare buffe scuse per non comprarla subito. Ci piace vedere come un ottimo concentrato di potenza possa essere portato in giro senza soffrire di mal di schiena. Anche l'ottica Fujinon Super EVX XC 50-230mm, provata insieme a questo modello (così come XF 18-55 f/2.8-4), risulta grande ed ingombrante 2/5 rispetto ad un normale 70-200 (e ha anche più focali). Siamo onestamente soddisfatti di questo prodotto nonostante alcune piccolezze che ci fanno esclamare frasi come "stavolta mancava poco alla perfezione", perché è proprio così. Il display in particolar modo, apprezzato da molti utenti, a noi non è proprio piaciuto per via di questo nuovo tipo di orientamento che non convince. Ad ogni modo, sappiamo che non esiste davvero la fotocamera perfetta, pertanto, dobbiamo trovare il prodotto che si avvicina alla nostra idea di perfezione.

Pro
Ottima qualità d’immagine sia in JPEG che in RAW
Ricarica tramite USB 3.0
Rapida raffica di scatto fino a 14 fps
Doppio slot per memorie SDHC fino a 256 GB
Joystick dedicato alle rapide operazioni di messa a fuoco
Buona qualità dei materiali e solidità complessiva
Contro
Trasferimento WiFi per nulla intuitivo
Scarsa utilità nel nuovo tipo di orientamento del display LCD
Mancanza di F-Log gamma senza display esterno
Mancanza dell’ingresso cuffie senza Battery Pack opzionale
Mancanza dei due valori H sulla ghiera della sensibilità ISO
valutazione finale8

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