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Fujifilm X-T100: l'amabile entry level che tanto entry non è

Fujifilm X-T100: l'amabile entry level che tanto entry non è

Fujifilm X-T100 è la nuova mirrorless entry level del produttore giapponese. Riuscirà a farsi strada con i competitor? / Ultima modifica il

Fujifilm ha investito gli ultimi anni nello sviluppo di nuove tecnologie e fotocamere sempre più all’avanguardia ed appetibili per fotografi professionisti e non solo. Fujifilm X-T100 è il primo “passo” verso un mondo più entry level rispetto ai modelli proposti finora senza però rinunciare a caratteristiche molto importanti che sicuramente saranno apprezzate da appassionati e amatori della fotografia. Con questo modello, Fujifilm si è subito “lanciata” verso la categoria “best buy” proprio per le caratteristiche ma, soprattutto, per il prezzo a cui X-T100 viene proposta. Sebbene questo modello non abbia il classico X-Trans ma un sensore Bayer, il resto del prodotto rimane pieno di sorprese e caratteristiche importanti. Riuscirà a convincerci? Scopriamolo in questa recensione.

Design e materiali: stile che vince non si cambia

Fujifilm X-T100 è l’ennesimo risultato di un design vincente e apprezzato da parte del pubblico. Le linee infati ricordano quelle delle sorelle maggiori e lo stile ricalca sempre quel “vintage” ricercato ed affascinante, ecco perché se dovessi fotografare questo prodotto per una pubblicità mi verrebbe in mente di accostarlo ad un elegante giradischi. Guardando Fujifilm X-T100 da fuori scopriamo come il prodotto sia un affascinante connubio tra X-A5 e X-T20, sorelle minori e maggiori di questo modello.

Nella parte frontale di Fujifilm X-T100 trova spazio l’attacco per ottiche XF (con cui potrete sbizzarrirvi), la luce di messa a fuoco, il bottone di sgancio rapido dell’ottica e la denominazione modello, niente di più semplice. Le finiture sono ruvide e ricordano un legno molto pregiato, anche se poi la fotocamera è un ibrido tra policarbonato e alluminio. Passando alla parte superiore di Fujifilm X-T100 troviamo un totale di tre ghiere: una a sinistra completamente nera (o in tinta con il colore della fotocamera da voi scelta) che potrete utilizzare per scegliere rapidamente il tipo di simulazione della pellicola e, proprio sotto, il tasto di sgancio del flash che, una volta scattato, pone il logo “Fujifilm” verso l’alto. Le altre due ghiere superiori riguardano i programmi selezionabili (bene o male sempre i classici con qualche automatismo in più dedicato ai neofiti) e la scelta del tempo d’esposizione. Sempre nella parte superiore troviamo poi anche la slitta hotshoe per flash esterni e accessori vari, il tasto di scatto proprio sopra allo switch di accensione, un bottone Fn completamente personalizzabile e il tasto di registrazione rapida dedicato ai video.

Passando poi ai lati, è presente nella parte sinistra (guardando la fotocamera da dietro) un piccolo tappo decisamente difficile da aprire (non tagliate le unghie per un po’ e tutto si risolverà) che nasconde il jack dedicato al telecomando esterno acquistabile separatamente, mentre sul lato opposto troviamo un più comodo cassettino a molla che nasconde micro HDMI e porta microUSB multifunzione con cui potrete caricare la batteria della fotocamera anche tramite powerbank.

La parte posteriore di Fujifilm X-T100 mostra vari tasti funzione classici come il cestino, il play per i contenuti, il tasto Q per le funzioni rapide e avanzate, i vari switch del menù e una seconda ghiera posta in verticale completamente personalizzabile. Non manca poi il mirino OLED EVF da 2.360K pixel e un fattore di magnificazione dello 0.62x (nel formato 35mm equivalente) così come il sensore di rilevamento che accenderà o spegnerà il mirino a seconda dell’esigenza.

Ciò che stupisce però è sicuramente il display: sebbene si tratti di un classico TFT Touchscreen da 3″ (come ormai la maggior parte presente nelle varie fotocamere), ciò che mi ha colpito è stato principalmente il meccanismo di basculamento del display stesso, uno dei più strani mai visti. Sì, perché il display può essere inclinato verso l’alto o verso il basso ma anche girato di lato grazie al nuovo snodo su 3 assi. Girando il display lateralmente è quindi possibile effettuare varie riprese in stile VLOG, caratteristica che la rende perfetta per registrazioni per YouTube e simili.

Molti potrebbero paragonare Fujifilm X-T100 a Fujifilm X-A5 per via soprattutto del sensore Bayer, ma la qualità complessiva è completamente diversa. Design a parte, Fujifilm X-T100 integra un mirino elettronico molto simile a quello di X-T20 ed è un OLED di grande qualità e ottima velocità di refresh. Oltre a questo, il nuovo display posteriore a tre assi è davvero fenomenale e non comparabile rispetto alla sorella minore.

Fujifilm X-T100 pesa circa 448 grammi con batteria e memory card inserita. La fotocamera misura 121x83x47.4mm, il che la rende estremamente trasportabile e facile da mettere in borsa o nello zaino. Oltre a questo, il peso notevolmente ridotto non vi farà di certo venire mal di braccia (o mal di collo se usate una cinghia) a fine giornata. La fotocamera è inoltre disponibile in ben tre colori diversi: nero, argento e oro champagne, nuova colorazione che sicuramente catturerà l’occhio dei più chic.

La batteria di Fujifilm X-T100 è una W126S e ha un’autonomia di circa 430 scatti, non tantissimi ma sufficienti per un uso professionale (cosa a cui questa fotocamera non è destinata) e soprattutto “digeribili” facilmente contando che potete ricaricare la fotocamera con una batteria esterna tramite porta USB.

Ci sarebbe da puntualizzare il fatto che Fujifilm avrebbe potuto avere un filo di creatività in più per il nome in quanto risulta molto simile a X-100T e quindi davvero facile da confondere. Sono molti gli utenti infatti che confondono le due fotocamere, e ciò va soprattutto a discapito delle vendite in quanto l’utente si sente disorientato. Sarebbe bastato chiamarla “X-T5” o qualcosa di simile per poterla differenziare completamente rispetto ad altri modelli maggiori (anche se questo dev’essere preso come mio personalissimo pensiero da persona abituata ad avvicinarsi ad oggetti ed interfacce intuitive).

Prestazioni: la piccola Bayer che strizza l’occhio alle sorelle X-Trans

Fujifilm X-T100, come già avrete avuto modo di capire, integra un sensore Bayer, esattamente come X-A5. Si tratta di un Bayer da 24 megapixel APS-C che fa il suo lavoro e che è in grado, insieme al processore, di garantire scatti fino a 1/32000, ISO estesi fino a 51.200, filmati fino al 4K UHD a 15fps e raffica fino a 6 fps. Non mancano poi Bluetooth e WiFi per una rapida connessione con smartphone e tablet al fine di condividere scatti e filmati.

Rispetto a X-A5 le differenze potrebbero non sembrare così tante ma in realtà X-T100 è più di un gradino superiore e anzi, se non fosse per il sensore Bayer, potrebbe quasi battere X-T20, sorella maggiore di gran successo. In effetti forse è così che mi aspettavo una X-T30: una X-T100 con sensore X-Trans CMOS e con magari qualche megapixel in più, ma per questo staremo a vedere in futuro.

Per il resto, Fujifilm X-T100 è la “solita Fujifilm”, e non prendete questa definizione come dispregiativa ma anzi, bisogna interpretarla come sinonimo di qualità e affidabilità. Si, perché X-T100 offre praticamente tutte le varie funzioni delle sorelle maggiori in un corpo più piccolo e leggero adatto a chi della fotografia non ne fa un lavoro bensì una passione. E per questo motivo c’è da dire che siamo anche d’accordo con il prezzo applicato da Fujifilm per il mercato italiano: meno di 700€, una cifra con cui è difficile trovare reali competitor su questa fascia. Che sia la fotocamera perfetta per chi ha questo budget a disposizione? (sempre parlando di nuovo e non di usato, sia chiaro).

 

Qualità di scatto

Ci sono tantissime ed interessanti modalità di scatto in Fujifilm X-T100: sono infatti disponibili molti programmi semi-automatici che verranno incontro alla maggior parte delle esigenze dei fotografi principianti e degli amatori evoluti. Oltre a questo però, non mancano tutte le varie modalità manuali che vi permettono di impostare lo scatto al 100% come volete voi. È presente inoltre una fantastica modalità “Motion Panorama” che vi permette di eseguire scatti da 2160×9600 in verticale oppure 9600 x 1440 in orizzontale al fine di catturare panorami “vasti”. Anche su questa Fujifilm troverete tutte le varie simulazioni pellicola e/o altro come ad esempio Toy Camera, Miniatura, HDR Art e così via, senza scordarci di Provia, Velvia, Astia, Classic Chrome, Pro Neg Hi, Pro Neg STD e tutte le altre.

Per quanto concerne la qualità di scatto, devo dire che personalmente mi sono trovato molto bene e in linea con le altre Fuji. Diciamo che la differenza con un sensore X-Trans c’è ma non si vede così tanto, soprattutto ad occhio nudo. Le differenze infatti si notano soprattutto una volta aperto il vostro programma di post preferita per quanto concerne la reale qualità e la gamma dinamica (che rimane comunque molto simile alle sorelle maggiori). Diciamo che, se non dovete usare questa fotocamera per lavoro ma solo per hobby, allora si tratta del prodotto che può fare al caso vostro.

Certo, viste le caratteristiche e il prezzo, per Fujifilm questo significa non vendere più X-A5, ma è una storia abbastanza scontata. Insomma, il tanto criticato sensore Bayer non si comporta poi così male e, sebbene non sia comunque paragonabile ad un X-Trans, il distacco non si vede così tanto ad occhio nudo e/o ad occhio inesperto.

Bisogna calcolare sempre il fattore esigenza e budget: chiedetevi per cosa vi servirà questa fotocamera e che esigenze avete, su questo budget difficilmente troverete di meglio se state cercando qualcosa con cui iniziare e capire come funziona la fotografia. Certo, non è la fotocamera perfetta, ma in fondo non esiste la perfezione, giusto?

Durante il nostro test abbiamo avuto qualche problema di troppo con la lentezza nei menù e soprattutto qualche sporadico blocco del mirino. Con “blocco del mirino” intendiamo banalmente un refresh mancante durante lo spostamento, un problema che non permette di seguire l’oggetto a pieno proprio per via dell’immagine che va a scatti. Non è successo spessissimo, ma, a mio avviso, anche solo il fatto che sia successo una sola volta, in una fotocamera del genere, è un problema di cui tenere conto. Non è l’unico problema che ho avuto con questa fotocamera e non so se possa essere una questione legata al sample o a qualche surriscaldamento, ciò che però bisogna specificare è che questo non era un prodotto in versione “test” o “pre-sale” bensì un prodotto finito e pronto per essere venduto nei negozi, pertanto, altri acquirenti potrebbero avere tali problematiche sicuramente importanti e di cui tener conto.

Tra tutti i modelli Fujifilm che abbiamo provato non abbiamo mai avuto problemi del genere (neanche lontanamente).

Autofocus: buona l’idea, ora serve un firmware nuovo

Fujifilm X-T100 ha un autofocus a 91 punti con rilevamento di fase sulla superficie del sensore, il che la rende, a livello tecnico, una entry level più che avanzata. Se contate che la maggior parte delle entry level (soprattutto reflex) spaziano tra i 9 e i 51 punti di messa a fuoco, i 91 di Fujifilm X-T100 sono un ottimo passo avanti e sicuramente una caratteristica che farà molto piacere a chi effettivamente è interessato a spingersi verso punti di messa a fuoco particolari e composizioni creative (o banalmente scatti in velocità). Sebbene la raffica di questa fotocamera non sia ovviamente sufficiente per fare fotografia sportiva seriamente (ed è giusto così, vista la fascia di mercato di questo modello), l’autofocus ha sicuramente ottime caratteristiche… sulla carta.

Si, perché oltre ai 91 punti, c’è anche una funzione di tracking del viso che potrebbe fare invidia alla migliore mirrorless avanzata / intermedia, però non mancano nemmeno i problemi. Nei test da noi eseguiti, effettivamente Fujifilm X-T100 impiega pochissimi nanosecondi per mettere a fuoco sul punto da noi desiderato, ma, dopo un po’ di utilizzo o in situazioni dinamiche abbiamo notato clamorosi blocchi totali dell’AF che ci costringeva a mettere forzatamente la fotocamera in manuale e regolare la messa a fuoco. Questo tipo di problemi di solito capita con alcuni sistemi di AF se per caso cercate di mettere a fuoco un soggetto con particolari condizioni che ingannano il sistema oppure, ovviamente, se cercate di mettere a fuoco ad una distanza inferiore a quella massima possibile dell’ottica. Nel mio caso, non mi trovato in nessuna di questa due situazioni ma cercavo semplicemente di mettere a fuoco prima una bottiglia d’acqua su un tavolino a circa 2.5 metri di distanza e poi il panorama poco dietro (quindi messa a fuoco su infinito).

Appena accesa, Fujifilm X-T100 ha rilevato questi soggetti senza problemi e messo a fuoco rapidamente, i problemi si sono verificati dopo qualche minuto di utilizzo, come se si fosse surriscaldata a livelli estremi. Non so se possa essersi trattato di un problema del mio sample, di un surriscaldamento o di un errore del firmware, ma è sicuramente una questione da risolvere perché potrebbe creare molti problemi a chi necessita di scattare più foto in serie o dimentica la fotocamera accesa, appesa al collo, durante una gita (e provoca un possibile surriscaldamento).

Ad ogni modo, abbiamo avuto la possibilità di notare che tale problematica non è statisticamente fissa dopo un tot di utilizzi o dopo un possibile surriscaldamento bensì è molto sporadica (e spesso ci ha colti alla sprovvista).

Sensibilità ISO

Sebbene sia presente un sensore Bayer che fa storcere il naso a moltissimi utenti, le prestazioni iso non differiscono poi così tanto rispetto ad un X-Trans, trattandosi sempre di sensore APS-C e quindi con la medesima misura. Fujifilm X-T100 ha una gamma ISO che va da 100 a 51200 (con estensione, ovviamente). Nativamente infatti gli ISO selezionabili partono da 200 e arrivano a 12800, che, volendo, per esigenze da principiante sono comunque più che sufficienti. Se però volete osare e andare oltre potete attivare l’estensione ISO per avere maggiori prestazioni e scattare così foto in ambienti meno luminosi, ma non aspettatevi qualità estrema, si tratta comunque di un sensore APS-C e pertanto agli alti ISO vedrete notevole rumore che dovrete poi provare a correggere in post.

L’elaborazione dei file RAF in questo caso (i raw di Fujifilm) non ha dato particolari problemi con l’ultima versione di Lightroom che ha appunto aggiunto i profili di Fujifilm X-T100. Ricordate di scattare sempre in RAW se volete ottenere il massimo recupero possibile dai file, soprattutto nel caso in cui decidete di fare qualche foto ad altissimi ISO spingendo la fotocamera al massimo.

Ad ogni modo, globalmente, le prestazioni ISO rimangono nello standard: niente di sorprendentemente bello, niente di particolarmente problematico.

Filmati senza pretese

Lato video, Fujifilm X-T100 è molto più simile a X-A5 soprattutto per quanto concerne la registrazione video in 4K. Questa fotocamera può infatti registrare filmati in risoluzione UHD con però un frame rate massimo di 15 fps, che è decisamente limitante. Insomma, è piacevole vedere come su una fotocamera da circa 700€ sia presente la possibilità di registrare in 4K, ma a cosa può servire con questi FPS? Ecco perché sospetto che il motivo reale dell’aggiunta è limitato ad una questione di marketing, giusto per dire “c’è il 4K” ma non può essere definita come funzione per professionisti perché di certo ci potrete fare ben poco con tale qualità. Ad ogni modo, un piccolo miglioramento rispetto a X-A5 c’è stato: è possibile registrare clip di ben 30 minuti contro i 5 di X-A5.

Allo stesso modo è presente la possibilità di registrare video in Full HD a 60fps (per fortuna), anche se ci potevamo aspettare forse qualcosa di più. Stesso discorso per quanto concerne la durata delle clip: limitate a 30 minuti ma è comunque un miglioramento rispetto ai 14 minuti di X-A5. È disponibile inoltre una funzione di registrazione ad alta velocità al fine di effettuare slow motion ed effetti simili, ma è limitata alla risoluzione HD 720p ed è pari ad un 4x, pertanto non ci è sembrato il caso di farne un grande approfondimento.

La piacevole sorpresa che va un po’ a compensare quella spiacevole del 4K@15fps è la presenza delle funzioni 4K Burst e 4K Multi Focus che, in maniera simile a ciò che fa Panasonic su ogni mirrorless, vi permette di catturare immagini a 8 megapixel da un video in 4K a 15fps e selezionare molteplici punti di messa a fuoco dopo aver catturato le foto.

Connettività estesa

Fujifilm X-T100 include ovviamente WiFi e Bluetooth in versione 4.1 (conosciuto anche come Bluetooth Low Energy grazie alle possibilità di risparmio energetico offerte). Come le ultime “sorelle” presentate, anche questa fotocamera permette quindi connessioni senza fili per scambiare foto e filmati in alta qualità e velocemente. Niente di particolarmente nuovo in questo caso, anzi: tramite la solita app Fujifilm disponibile per Android e iOS è possibile scegliere se collegarsi tramite Bluetooth (per avere subito dopo lo scatto immagini a 2 megapixel sul telefono) oppure commutare la connessione al WiFi per poter trasferire immagini a risoluzione originale, filmati e controllare la fotocamera in remoto trasformando quindi il proprio smartphone in un telecomando. Grazie a questi chip di connessione, è possibile anche geotaggare le foto tramite uno smartphone esterno dotato di GPS (praticamente tutti ormai). Questa è un’utile funzione per chi è poi desideroso di archiviare le proprie foto (magari su Lightroom o Capture One) in ordine non solo di data o nome ma anche di posizione GPS.

Oltre a questo, Fujifilm X-T100 sfrutta SD UHS-I per lo storage e integra una porta Micro-B USB e una HDMI Micro di tipo D. Buona la presenza di un connettore da 2.5mm per microfoni esterni che fornisce quel pizzico di creatività in più a chi in X-T100 crede anche per quanto concerne il lato video.

Fujifilm X-T100 recensione: le nostre conclusioni

Insomma, Fujifilm X-T100, nonostante qualche problema avuto, rimane comunque una delle migliori entry level che possiate decidere di acquistare. Tutto questo soprattutto per il prezzo e per un sensore che, nonostante non sia osannato come il migliore dalla critica, rimane di buona qualità e più che sufficiente per le esigenze di un amatore evoluto che decide di fare un passo in più rispetto ad una reflex entry level da 300-400€ come Canon EOS 1300D o Nikon D3400. Se poi contate sulla miriade di lenti disponibili con attacco XF, l'affare diventa ancora più interessante. Il punto di forza è soprattutto questo: la possibilità di usare senza problemi le stesse lenti che usereste, ad esempio, su Fujifilm X-T2. Le caratteristiche di Fujifilm X-T100 sono più che buone, la maneggevolezza è ottima e il peso è ridotto. Completano il tutto la ricarica tramite USB, un nuovo e fantastico display a tre assi completamente reclinabile e un autofocus che, quando non da problemi, offre prestazioni da vera PRO. Per il resto dobbiamo anche valutare la presenza di una raffica a 6fps (più che buona), un otturatore in grado di arrivare fino a 1/32000, una porta per il microfono, la funzione Time Lapse e, sopratutto, la presenza di una porta Sync per collegare flash esterni (anche da studio) e portare la qualità di scatto ancora più in alto. Tutte queste caratteristiche messe insieme sono davvero difficili da trovare in un prodotto che si trova ad un prezzo variabile tra i 600 e i 700€.

Pro
Chip Wi-Fi
Chip Bluetooth
Display a tre assi
Touch screen
Mirino elettronico di gran qualità
AF con rilevamento volto
91 punti di messa a fuoco
Contro
Bassa autonomia
Qualche problema lato software
Sporadici rallentamenti del mirino
4K a 15 fps, tanto valeva non metterlo
Nel menù della fotocamera, con lingua italiana impostata, risulta ancora “Espacios Color”, cosa che avevamo già segnalato due o tre Fuji fa
valutazione finale7

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