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Fujifilm X-Pro2: ammiraglia per tutti i giorni

Fujifilm X-Pro2: ammiraglia per tutti i giorni

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Come vi raccontavamo nella nostra precedente recensione dedicata alla Fujifilm X-E2S, una volta provata una Fuji a fondo, si fa fatica a tornare indietro alle vecchie abitudini fotografiche, motivo per cui abbiamo deciso di provare una delle due attuali ammiraglie della casa giapponese: Fujifilm X-Pro2.

Visto il successo di X-Pro1, sapevamo che, provando X-Pro2, ce ne saremmo sicuramente innamorati, in un modo o nell’altro. Sarà davvero così?

Design e materiali : il vintage che affascina, sempre

Fujifilm X-Pro2 non è esteticamente così diversa rispetto al modello precedente, a meno che non si parli di caratteristiche estetiche inerenti ai materiali. Sebbene infatti a prima vista possa sembrare uguale a X-Pro1, caratteristica che fa sentire gli utenti “a casa”, ci sono importanti differenze per quanto concerne i materiali: oltre agli eleganti inserti in magnesio, Fujifilm X-Pro2 è ora tropicalizzata, cioè resistente alle intemperie, caratteristica fondamentale se scattate in esterno in luoghi con condizioni velocemente variabili. Per il resto è la classica mirrorless dalle linee vintage come solo Fujifilm sa fare. Eravamo già rimasti affascinati da X-E2S, ed era “solo” un modello mid-range, questa invece è un’ammiraglia vera e propria. Sebbene affianchi la nuova Fujifilm X-T2, mirrorless ammiraglia con ben altre caratteristiche, tra cui la registrazione video 4K, X-Pro2 rimane comunque una fotocamera in grado di ammaliare a prima vista, capace di far scattare subito quella voglia di uscire a fare foto, di esplorare, avventurarsi in giro e innamorarsi della street photography. Forse sarò strano io, ma non ho mai avuto così tanta voglia di fare street photography e ritratti come quando impugno una Fujifilm, dato che mi permette di essere rapido in questo genere, di ispirarmi, di esprimermi al meglio.

Osservando la parte frontale, vediamo subito il grande mirino sulla destra, di cui parleremo meglio più in basso, la luce di messa a fuoco, una ghiera secondaria (aggiunta in questo modello) che ci permette di gestire i tempi d’esposizione non gestibili con la ghiera (quelli intermedi/non puri), una leva per regolare la messa a fuoco (a scelta tra manuale, continuata, singola) e una interessante leva che ci permette di scegliere il modo in cui deve funzionare il mirino ibrido, tutto senza staccare l’occhio dal soggetto. Nel lato sinistro, guardando la fotocamera da dietro, troviamo le varie interfacce come HDMI micro, USB micro e un ingresso per microfono/telecomando esterno da 2.5mm (che necessita di un adattatore per i jack standard). Oltre a questo, a sorpresa, nascosto da un tappo nero, troviamo il connettore Sync per collegare Fujifilm X-Pro2 con flash esterni da studio, a dimostrazione del fatto che non si tratta di una fotocamera creata esclusivamente per foto in esterno, anzi.

Presente infine nella parte superiore laterale una piccola ghiera per la correzione diottrica del mirino, al fine di renderlo ancora più funzionale. Sul lato opposto, oltre ai bellissimi inserti vintage, troviamo lo slot delle schede SD, si, avete letto bene, “delle”, perché possono essere utilizzate due SD per diverse funzioni. Certamente si tratta di una pratica molto diffusa quella del doppio slot, ma, in un’era in cui le memorie flash sono sempre più veloci a discapito delle memorie seriali, avere uno slot SD ed uno CF potrebbe diventare scomodo o addirittura rallentare il lavoro in alcuni casi; ecco perché l’aver messo un doppio slot per schede SD ci sembra essere un’ottima idea nonché comoda. Grazie a questo doppio slot potrete decidere di usare la seconda scheda come backup, eccedenza, memoria d’archiviazione per i video oppure semplicemente divisione di JPEG e RAW (RAW in una scheda, JPEG dall’altra).

Nella parte inferiore troviamo la classica vite universale per connessione con treppiede ed accessori esterni e il vano per la batteria NP-W126 da 1260 mAh, sufficiente per circa 300 scatti in alta qualità, decisamente pochi per una fotocamera di questa portata, soprattutto se contiamo che non è possibile ricaricare il dispositivo tramite porta USB nonostante essa sia presente, una grave mancanza per un’ammiraglia del genere. Nella zona superiore troviamo una buona dose di minimalismo nella parte sinistra rispetto all’attacco hot-shoe, dove troviamo anche la denominazione modello, e, nel lato opposto, notiamo subito la grande ghiera dei tempi/programmi, il classico “misto” Fuji style a cui comunque ci si deve abituare un attimo. Questa ghiera infatti integra sia i tempi “puri” sia le modalità, tra cui una modalità Auto (seppur tanto automatica non sia dato che avrete sempre ottiche con diaframma manuale) e bulb, per sfruttare lunghi tempi d’esposizione a vostra scelta.

La novità di Fujifilm X-Pro2, per quanto concerne questa ghiera, è sicuramente la possibilità di impostare la sensibilità ISO selezionandola tramite un secondo vetro. Inizialmente questa sembra un’operazione difficile finché, leggendo il manuale, si capisce che per gestire gli ISO è sufficiente alzare la ghiera e scegliere la sensibilità d’interesse, operazione che, spesso, non risulta molto intuitiva, seppur in grado di richiamare le fotocamere del passato. Subito a destra troviamo il bottone d’accensione che spesso dimenticherete su “ON” (tranquilli, la fotocamera va in standby e non consuma praticamente niente), un tasto Fn pienamente configurabile e la ghiera della compensazione dell’esposizione, che varia tra -3EV e +3EV.

Ma veniamo alla parte più importante, quella posteriore, la zona della fotocamera che in alcuni casi potrebbe far pensare “e adesso? che tasto premo?”. In questa Fujifilm X-Pro2 non è così: tutto è ordinato in maniera logica secondo le necessità del fotografo in ogni momento. Una volta abituati, sarà facile controllare bene il dispositivo.

Partendo dalla zona superiore sinistra troviamo il fantastico e nuovo mirino ibrido, la caratteristica che rende Fujifilm X-Pro2 l’unica fotocamera ad ottica intercambiabile al mondo un mirino che comprende sia una parte ottica sia una parte elettronica. L’Advanced Hybrid Multi Viewfinder è infatti un mirino sia OVF che EVF con ben tre opzioni di visualizzazione che vi permetteranno di tornare alle radici della fotografia. È sufficiente utilizzare la leva nella parte frontale per passare rapidamente da OVF a EVF, notando con i vostri occhi il cambiamento e permettendovi di scegliere cosa utilizzare, quando e perché. Insomma, anche solo con questa caratteristica, Fujifilm X-Pro2 fa capire subito che può essere una macchina per tutti, soprattutto per i professionisti estremi che vogliono utilizzare una fotocamera senza avere troppi aiuti elettronici (nel caso del mirino OVF, ovviamente). Non manca ovviamente un rilevatore posto a destra del mirino che permette di spegnere il monitor una volta che ci si avvicina ad esso, risparmiando così preziosa batteria (dato che già l’autonomia non è alle stelle, purtroppo). Troviamo poi subito i vari bottoni per cambiare il tipo di visualizzazione di mirino e monitor (se la leva frontale non dovesse bastare), la selezione della fotometria (a scelta tra multi, ponderato al centro, spot e media), il bottone AE-L, i vari tasti funzione personalizzabili (ben 4) e un nuovo AF joystick che vi farà giorire nel momento in cui dovrete selezionare il punto di messa a fuoco.

Il display è da 3 pollici e ha una definizione pari a 1.620.000 di punti, non è touch screen ma va bene così, esattamente come chiedono a gran voce molti fotografi. Certo, arrivati a questo punto è difficile stabilire con esattezza se il touch screen possa essere comodo oppure no, dipende molto dal tipo di utilizzo. Noi non consideriamo “difetto” la mancanza del touch, però sicuramente un touch screen disattivabile avrebbe reso felici tutti. Purtroppo, una grave pecca di questo display è che non è orientabile.

Tutto ciò che avete letto è stato sapientemente assemblato in un corpo che pesa circa 495 grammi, altra caratteristica che rende Fujifilm X-Pro2 decisamente appetibile. Abbiamo provato a portarla con noi in qualche escursione e la differenza di peso con una reflex è stata decisamente evidente. Certo, il vantaggio del peso contenuto vale per qualsiasi mirrorless, ma in questo caso, ci troviamo di fronte ad una vera e propria ammiraglia che, seppur abbia alcune mancanze che vedremo, resta decisamente un prodotto unico nel suo genere e che renderà felici moltissimi utenti.

Prestazioni: un’ammiraglia alla portata di tutti

Se già esteticamente non scherza, Fujifilm X-Pro2 riesce a stupire anche internamente: spinta dal nuovo sensore X-Trans CMOS III da 24 megapixel e dal processore d’immagine X Processor Pro, essa è in grado di scattare raffiche da 8fps, offrire tempi di scatto fino a 1/32000 e riuscire a dare all’utente quella giusta emozione in fase di scatto, sufficiente a poter pensare di non smettere mai. Oltre a questo, troviamo altre importanti novità come un display più definito, un otturatore elettronico (come menzionato sopra), una nuova simulazione pellicola denominata “ACROS“, il Wi-Fi integrato e, oltre ovviamente al nuovo mirino ibrido di cui vi abbiamo parlato sopra, Fujifilm X-Pro2 permette anche di scattare in formato RAW lossless.

Manca purtroppo il 4K, ma è evidente che il target di Fuji con X-Pro2 non sia quello dei videomaker. Insomma, chi comprerà questa fotocamera lo farà per altre qualità e non è di certo interessato al formato video (o almeno non più di tanto). L’autofocus, ora a rilevamento di fase ampliata con 77 punti, è decisamente rapido ma non sempre così prestante (seppur ovviamente dipenda sempre dall’ottica che state utilizzando). Ora inoltre, grazie al nuovo AF joystick dedicato, sarà davvero semplice selezionare il punto di messa a fuoco su cui volete concentrarvi, e non riuscirete più a staccarvene facilmente. Non mancano ovviamente grandi funzioni per chi è ancora amante della messa a fuoco manuale o spesso la preferisce a quella automatica: Fujifilm costruisce sempre ottiche con comode ghiere per la messa a fuoco e, nel caso di X-Pro2 si è assicurata anche alcune funzioni di “assistenza”, come il Digital Split Image, funzione del mirino ERF (che vedremo più in basso) e il focus peaking, nel quale il colore viene utilizzato per mostrare gli elementi dell’immagine che sono correttamente a fuoco.

Sensibilità ISO: la ghiera della scomodità

Benché Fujifilm X-Pro2 abbia delle buone potenzialità in termini di ISO e abbia dimostrato di non soffrire poi così tanto di rumore fastidioso, tutti i buoni presupposti si scontrano con una doppia ghiera decisamente poco intuitiva da utilizzare. È sempre vero che ci si può abituare a tutto, basta un piccolo periodo di “sopravvivenza”, ma è anche vero che si cerca sempre di creare prodotti comodi e veloci nell’utilizzo di tutti i giorni, caratteristica che non fa esattamente parte di questa ghiera.

Sebbene l’intento a livello costruttivo possa essere ottimo, anche a livello di richiamo con le fotocamere del passato, sarebbe stata più apprezzata la possibilità di modificare la sensibilità ISO anche in maniera digitale o tramite un bottone dedicato. Insomma, nulla che non si possa risolvere con un bell’aggiornamento firmware come quelli a cui Fuji ci abitua sempre bene, ma per ora rimane una modalità piuttosto “rognosa” da utilizzare e che richiede più abitudine delle altre caratteristiche per un utilizzo rapido. A livello di selezione ISO è possibile partire da 200 fino a spingersi a 12800, con un Low (ghiera “L”) di 100 ISO e un High (ghiera “H”) configurabile a scelta tra 25600 e 51200. Certo, anche questa decisione è piuttosto strana: ci sarebbe sicuramente stato lo spazio per un H2 nella ghiera, ma è stato omesso, costringendo l’utente a recarsi nei menù per configurare l’opzione.

Ghiera a parte, in Fujifilm X-Pro2 la grana è sicuramente limitata, contando la fascia di modello della fotocamera (e soprattutto la collocazione di prezzo).

Un mirino davvero unico

Potenzialmente, Fujifilm X-Pro2 potrebbe essere acquistata anche solo per il fantastico Advanced Hybrid Multi Viewfinder, un mirino ibrido che riesce a garantire prestazioni perfette per tutti. Esso infatti permette tre diversi tipi di configurazione: OVF, EVF ed ERF. OVF sta per Optical viewfinder ed è una specie di evoluzione del classico mirino galileiano/telemetro. Sottolineo “specie” in quanto è realmente un mirino a visione reale ma con elementi semi-elettronici atti a migliorare la rapidità di scatto e la visione di ogni opzione che può far comodo (nonché la possibilità di configurarle).

Questo mirino OVF è talmente realistico che, vista la sua posizione, con alcuni obiettivi particolarmente ingombranti, come ad esempio il Fuji 56mm APD, riuscirete proprio a vedere il contorno della costruzione dell’ottica che infastidisce il vostro frame. Insomma, è il classico mirino da reflex con qualche piccola aggiunta e linea vintage, perfetto per chi non va particolarmente d’accordo con i mirini elettronici. Si passa poi al mirino EVF, cioè l’Electronic Viewfinder, una delle caratteristiche principali di una mirrorless che funziona esattamente come un display LCD: avrete modo di vedere la vostra foto ancora prima di essere scattata, oltre a numerosissime informazioni circa la batteria rimanente, l’otturatore impostato, il diaframma scelto e così via.

Infine troviamo la vera e propria novità di questo mirino ibrido dalle mille sorprese: l’Electronic Ragefinder (ERF). No, non è un dispositivo elettronico che trova persone arrabbiate, bensì una base di mirino OVF con una piccola cornice nera che compare in basso a destra ed effettua uno zoom sul soggetto che state inquadrando al fine di regolare al meglio alcune impostazioni di scatto, come ad esempio la messa a fuoco (soprattutto nel caso in cui essa sia in manuale). Per scegliere rapidamente che tipo di mirino utilizzare, è possibile, oltre al tasto configurabile nella parte posteriore, utilizzare la nuova levetta posizionata frontalmente proprio di fianco alla lente e alla seconda ghiera aggiunta.

Globalmente questo mirino ibrido riesce davvero ad accontentare ogni tipo di esigenza fotografica, sia che voi siate alla ricerca dello strumento elettronico, sia che preferiate utilizzare un classico mirino galileiano.

Alla costante ricerca di migliorie

Fujifilm X-Pro2 è innegabilmente un passo in avanti per molti aspetti rispetto alla X-Pro1, eppure, rispetto al modello precedente ci sono alcune mancanze che fanno pensare a come Fuji abbia forse voluto fare il passo più lungo della gamba. C’è l’esempio di una ghiera ISO scomoda e non sempre precisa, una maneggevolezza ed un’ergonomia leggermente peggiorata rispetto alla X-Pro1 e alcuni espetti dell’autofocus che non ci hanno conviti così tanto. Come avrete notato però, a inizio frase c’era un “forse”, in quanto, forse, invece X-Pro2 è proprio ciò che cercate e che il mercato aspettava.

Questo modello porta con sé infatti tantissime migliorie sia per quanto concerne le prestazioni (come la qualità di scatto enormemente migliorata), sia per quanto concerne piccoli aspetti e dettagli che si notano meno ma che fanno capire quanto sia grande la cura del prodotto. Insomma, chi è abituato a X-Pro1 potrebbe far fatica all’inizio, ecco perché “forse” Fuji ha voluto fare il passo più lungo della gamba, ma il cambiamento è necessario, i rischi fanno parte del mestiere e alcune decisioni potrebbero essere un salto nel vuoto o un incredibile successo. Per quanto ci riguarda, Fujifilm X-Pro2 è un successo, la qualità d’immagine è ottima (grazie anche al vasto parco ottiche presente nella gamma X-Mount), la maneggevolezza decisamente buona, il menù ben organizzato e pienamente personalizzabile e l’estetica, seppur essa sia soggettiva, è decisamente molto curata.

Un esempio di “piccolo dettaglio” è sicuramente il focus stick, quel joystick posto nella parte posteriore, proprio di fianco al display, che ha una sola ed unica funzione: permettervi di spostare rapidamente il punto di messa a fuoco. Questa caratteristica è, oltre alle altre già indicate, uno dei più grandi vantaggi di Fujifilm X-Pro2 in quanto, una volta abituati, non se ne potrà più fare a meno. Anche gli auditivi avranno la loro soddisfazione con questa fotocamera: il suono dell’otturatore, sebbene decisamente elettronico all’orecchio (come c’era da aspettarsi), è veramente molto apprezzabile ed unico nel suo genere. In fondo, anche l’orecchio vuole la sua parte, no?

N.B.: sebbene molti difetti siano stati corretti e molti dettagli curati rispetto al modello precedente, per la futura X-Pro3 ci aspettiamo almeno un display orientabile (non necessariamente touch) e la possibilità di caricare la fotocamera tramite USB, due gravissime mancanze di questo modello.

Street Photography: il costante vantaggio di una Fujifilm

Nella street photography, come vi abbiamo spiegato nella nostra guida, è importante cogliere l’attimo, vedere ogni singola sfocatura d’emozione in un viso, essere rapidi, muoversi silenziosamente o semplicemente dare fiducia al proprio soggetto. Ogni Fujifilm riesce sempre a stupire per come può adattarsi in maniera perfetta a questo genere fotografico.

Insomma, la società giapponese avrebbe potuto fare un sensore da 50 megapixel, mettere la registrazione 4K a 2160p, includere un sensore full-frame e vendere il corpo a 3000€, ma questa pratica non è d’interesse per quanto concerne Fujifilm, ecco perchè si concentra su un target d’utenza completamente diverso. Questa fotocamera non è fatta per “strafare”, per girare film o fare riprese aeree, perché non ne sarebbe in grado. Inutile iniziare ad additarla come “non è in grado di fare questo e questo”, perché è bene guardare prima ciò che è in grado di fare, e non è poco. È in grado di scattare un ritratto con sfocature e contrasti perfetti, è in grado di essere silenziosa, è in grado i essere “soft” anche nel cambio di diaframma (sempre manuale sull’ottica), è in grado di farci vedere il nostro soggetto in più modi grazie al mirino ibrido e, soprattutto, è in grado di farci tornare a casa con un bagaglio fotografico enorme che non pesa niente e che quindi non ci farà soffrire pesanti dolori articolari di zaini fotografici a cui molti purtroppo sono abituati. Fujifilm X-Pro2 non sarà in grado di riprendere un evento sportivo al meglio, non sarà in grado di fare riprese spettacolari e non sarà in grado di fare tante altre cose, ma non importa, perché è in grado di darvi qualcosa che tantissimi modelli non riescono a farvi nemmeno provare alla lontananza: l’emozione di uno scatto, seguita dall’emozione di volerne fare un altro.

Fujifilm X-Pro2 recensione: le nostre conclusioni

Quello che ho avuto modo di percepire con questa fotocamera è stato assolutamente diverso rispetto ad ogni altra mirrorless provata finora. Sebbene il pensiero comune possa essere quello che vede la serie A di Sony come la migliore attualmente in questo mercato, è anche vero che molti fattori come prezzo, surriscaldamento eccessivo e scarsa durata della batteria, facciano pensare subito ad alternative, come Fujifilm X-Pro2. Uscendo a fotografare con questa fotocamera è stato come innamorarsi nuovamente della fotografia e continuare a farlo, ogni scatto era qualcosa di superbo, ogni click un'emozione diversa. Per quanto voi possiate amare la fotografia, ci sono alcune fotocamere che ve la fanno apprezzare di più, anche se magari non hanno le funzioni che rispecchiano le vostre esigenze. Eppure la mia piccola e breve storia d'amore con Fujifilm X-Pro2 potrebbe non concludersi nel modo giusto, soprattutto perché personalmente mi sono abituato ai sensori full-frame, anche se in alcuni casi gli APS-C possono essere più comodi o rispecchiare meglio le esigenze. Questa è per me una grave mancanza di in codesto modello, cosa che invece non succede con le fotocamere Sony A della serie pro: tutte e tre sono full-frame. Con questo voglio dire che se siete utenti Fujifilm da tempo non rimarrete delusi, anzi, non vedrete l'ora di provare il nuovo mirino e il joystick per la messa a fuoco, così come sentire il rumore di scatto. In particolare, se siete utenti Fujifilm X-Pro1 potreste far fatica ad abituarvi alle novità e all'ergonomia leggermente peggiorata, ma presto vi abituerete e capirete che è la giusta evoluzione che fa per voi. Potete ovviamente godere di questa fotocamera anche se, e soprattutto, se è la vostra prima Fuji, proprio perché scoprirete un mondo completamente nuovo, fatto di amore per il vintage e per i dettagli ben curati. Fujifilm X-Pro2 è una macchina per perfezionisti, per chi cerca di cogliere l'attimo sempre, ma non è adatta per chi vuole per forza l'ultimo ritrovato tecnologico e ha l'esigenza di fare tutto con la propria fotocamera e basta, video in 4K inclusi. Il target di Fujifilm X-Pro2 è il fotografo dinamico, non interessato ai video, sempre in movimento, con una borsa piccola e un'esigenza di qualità molto grande, che non è interessato a dover scattare foto full-frame e preferisce semplicemente godersi l'attimo e ritrarlo nel modo migliore.

Pro
Grande qualità d’immagine
Doppio slot SD
Mirino ibrido spettacolare
Corpo tropicalizzato
AF Joystick
Contro
Solo 300 scatti di autonomia della batteria
Ghiera ISO decisamente scomoda
Il display non è orientabile
La batteria non può essere caricata tramite USB
valutazione finale8

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