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Fujifilm X-E3 recensione: non chiamatela "economica"

Fujifilm X-E3 recensione: non chiamatela "economica"

La nostra recensione di Fujifilm X-E3 tanto richiesta dagli utenti. Sarà davvero una mirrorless giusta da acquistare? Scopriamolo insieme / Ultima modifica il

Fujifilm X-E3 è una fotocamera che abbiamo avuto il piacere di provare il giorno preciso del lancio in Italia. All’epoca ci fu presentata come la prima fotocamera di Fujifilm con bluetooth, poi, a seguito dell’uscita di altri modelli di fotocamere da parte di vari produttori, abbiamo continuamente rinviato questa prova di una mirrorless in realtà molto richiesta dai nostri utenti. Si tratta infatti di una fotocamera presente nella guida all’acquisto dedicata alla Migliore Mirrorless.

Design e materiali

Fujifilm X-E3 propone alcune differenze nette rispetto al modello precedente pur comunque mantenendo il tipico design di Fuji un po’ retro. Per i materiali non troviamo grosse differenze: plastica per la parte inferiore e magnesio per la parte superiore.

Rispetto a Fujifilm X-E2 troviamo la mancanza del flash fotografico integrato ora proposto come esterno e fornito direttamente nella scatola; il flash infatti è un piccolo accessorio nero che si attacca alla slitta hotshoe e, onestamente, risulta una soluzione di design abbastanza brutta ma funzionale per chi non utilizza tale accessorio con frequenza importante. Diversamente, se siete soliti utilizzare il flash integrato vi troverete certamente un po’ scomodi rispetto al passato o rispetto ad altre fotocamere della stessa fascia di prezzo.

Parlando sempre della parte superiore, Fujifilm X-E3 propone le classiche “ghiere di Fuji“, ormai ben conosciute per il loro design vintage e completamente “stile analogico”. La ghiera dei programmi infatti integra principalmente tempi d’esposizione stampati direttamente (come nelle fotocamere del passato) le varie modalità Bulb, priorità di diaframma e priorità di tempi.

Oltre a questo troviamo la ghiera per la compensazione dell’esposizione, il tasto di accensione / scatto e un bottone Fn configurabile a piacere.

Nella parte frontale troviamo un’altra ghiera, un’impugnatura ora più ergonomica rispetto al passato e qualche piccola variazione di design / struttura: ora è tutto più “largo” e comodo da vedere. Prima, ad esempio, l’obiettivo rischiava di coprire il selettore di AF posto nella parte frontale. Nel lato sinistro (guardando la fotocamera da dietro), troviamo il minimo indispensabile per la connettività: un jack da 2.5mm, una micro HDMI di tipo D e una micro usb per trasferimento e ricarica.

La parte inferiore vede la presenza del classico attacco a vite universale e dello slot per la batteria e per la scheda sd. Leggermente scomoda la presenza dello slot sd collegato alla batteria piuttosto che a lato ma ci si abitua, d’altronde Fujifilm fa fotocamere oggettivamente belle per gli amanti del vintage, anni fa non era previsto tale slot.

La parte che vede più differenze a livello estetico è sicuramente quella posteriore: qui troviamo infatti un grande spazio vuoto rispetto al passato. È stato infatti eliminato il D-Pad insieme ad altri tasti, ora ricollocati e “aiutati” da un joystick superiore dedicato allo spostamento del punto di messa a fuoco e ad altre impostazioni. Questo permette di avere molto più spazio nella parte destra al fine di avere un’impugnatura più salda e sicura.

Non mancano i vari tasti funzione classici così come anche il view mode per scegliere come poter visualizzare il mirino elettronico all’interno di questa mirrorless. Il display è un generoso 3″ touch screen, principale responsabile dell’eliminazione dei vari tasti: ora molte impostazioni possono essere selezionate velocemente con il dito direttamente sullo schermo.

La batteria è sempre una NP-W126S in grado di scattare circa 350 scatti, numero però variabile in base all’effettivo utilizzo (potreste anche riuscire a catturare qualche foto in più).

Prestazioni

Fujifilm X-E3 è una fotocamera che sembra tanto “basilare” e “banale” che non ci si immagina le reali caratteristiche senza prima leggere le specifiche e rimanere increduli. Certo, il prezzo, mediamente sopra ai mille euro, fa già intuire che all’interno non è un modello banale, e forse questo scoraggia molti acquisti a causa della sua “vicinanza” con Fujifilm X-T20 (che potete approfondire nella nostra recensione di Fujifilm X-T20); ma di questo ne parleremo più in basso.

Ricapitolando, Fujifilm X-E3 integra un sensore X-Trans APS-C da 24 megapixel già largamente conosciuto per la sua grande qualità di scatto, un tracking AF migliorato rispetto al passato, WiFi e Bluetooth per la connettività con smartphone e tablet (X-E3 è stata la prima Fuji ad avere il Bluetooth per il trasferimento in tempo reale dei file), ricarica tramite USB, il nuovo joystick AF e la possibilità di registrare video in 4K fino a 30fps. E non dimentichiamoci dell’autofocus da 325 punti e della raffica da 14fps, degna di una reflex ammiraglia di fascia molto alta.

Prestazioni globali

Grazie al nuovo processore X-Processor Pro di Fujifilm (solito nome ma prestazioni sempre diverse), Fujifilm X-E3 ci mette solo 0,4 secondi ad essere accesa e pronta allo scatto, un guadagno netto rispetto agli 0,5 secondi di Fujifilm X-E2. Questo significa che le performance inerenti alla velocità globale di utilizzo sono sensibilmente migliorate, cosa che si nota anche nell’operatività e nelle varie operazioni di scatto. Oltre a questo, Fujifilm X-E3 è in grado di scattare raffiche fino a 14fps in modalità elettronica e fino a 8fps in modalità meccanica, con un buffer fino a 23 file RAW e 62 JPEG; davvero niente male per una mirrorless così compatta. Il mirino elettronico è lo stesso di Fujifilm X-T20, pertanto aspettatevi grande qualità (grazie ad una risoluzione di 2.36 milioni di punti) e un refresh rate molto alto che non provoca alcun tipo di ritardo sull’inquadratura (da sempre grande preoccupazione degli utenti mirrorless). Il nuovo joystick si comporta molto bene nella selezione dei punti AF e nello spostamento globale, un vero peccato che il display posteriore non sia ribaltabile / orientabile, ma rimane comunque di buona fattura, grande qualità e ottimo utilizzo del touch. C’è solo qualche piccolo problema di ottimizzazione dei menù con joystick e touch, niente di particolarmente insopportabile o irrisolvibile.

Mi è piaciuto molto l’aumento di autonomia rispetto al modello precedente: sarete ora infatti in grado di scattare fino a 350 foto (circa) con anche la possibilità di ricarica tramite USB, caratteristica che vi permette, banalmente, di sfruttare anche un powebank esterno mentre siete in giro per dare energia a Fujifilm X-E3, questo significa che potenzialmente potreste anche evitare l’acquisto di una batteria supplementare da cambiare on-the-go in caso di emergenza. Certo, comparando questa batteria ad altri modelli di fotocamere, come reflex varie di Nikon (Nikon D3400 e Nikon D5600), l’autonomia è particolarmente inferiore (i modelli Nikon vanno dagli 800 ai 1200 scatti di autonomia circa), però si tratta certamente di modelli e compattezza diversi: Fujifilm X-E3 è praticamente tascabile e con un ingombro davvero ridotto rispetto a qualsiasi reflex, motivo per cui secondo me non è assolutamente comparabile.

Qualità di scatto e sensibilità ISO

Fujifilm X-E3 può scattare con sensibilità iso variabile da 200 fino a 12.800 di base ed espandibile da 100 a 51.200. Come ogni modello Fujifilm, all’interno del menù troverete vari filtri da applicare ai vostri scatti estremamente realistici ed ispirati a rullini / pellicole del passato che hanno fatto la storia della fotografia.

Fujifilm X-E3 sfrutta lo stesso sensore X-Trans CMOS III già visto in X-Pro 2, X-T20, X100F e X-T2, motivo per cui potrete stare certi che la qualità d’immagine è decisamente alta ed affidabile, oserei dire la migliore in assoluto per una mirrorless APS-C di questa fascia di prezzo. I dettagli sono eccellenti, così come la possibilità, come già scritto poco sopra, di utilizzare filtri fotografici ad altissima qualità per evitare di passare ore davanti al computer per la post produzione. Ci sono ben 15 effetti da scegliere tra cui “Velvia” per migliorare i colori dei paesaggi e “Arcos” per i ritrattisti fan del bianco e nero.

Un altro aspetto importante della qualità di scatto di Fujifilm X-E3 è sicuramente la gamma dinamica: ho notato moltissima flessibilità per quanto concerne il recupero di dettagli in post produzione sulle ombre e sulle alte luci, specialmente (come ovvio) nei file RAW, con uno spazio di gamma di circa 4 stop in cui “divertirsi”. La gestione della gamma dinamica è un settaggio effettivo disponibile nel menù “Q” (quick, veloce) e in quello principale. Potrete scegliere tra diversi settaggi oppure andare direttamente al massimo possibile, cioè “DR400”, che vi permetterà di avere un recupero ombre ed alte luci ancora maggiore. In ogni caso, se siete in dubbio, vi consiglio di scattare comunque una foto sottoesposta piuttosto che sovraesposta in quanto il recuperò in post è comunque più semplice (se proprio non potete scattare un HDR).

Parlando di sensibilità ISO, come abbiamo già analizzato in altri modelli Fujifilm con lo stesso sensore (e in alcuni casi quasi praticamente lo stesso processore d’immagine), la fotocamera regge gli ISO decisamente bene calcolando i megapixel effettivi e la dimensione dello stesso. I problemi rimangono decisamente nascosti fino a ISO 3200 dove il rumore di luminanza inizia a farsi vedere; niente di non sistemabile in post produzione comunque. Anche portando gli ISO a 12.800, la grana comunque non è così invadente e la foto, nella maggior parte dei casi, non risulta inutilizzabile (anche se è un’opinione molto soggettiva. Ovviamente in questo caso dovrete comunque prepararvi ad effettuare un po’ di correzioni in post produzione al fine di raggiungere il risultato da voi ricercato.

Autofocus

Fujifilm X-E3 utilizza lo stesso Autofocus da 325 punti installato in X-T20, fotocamera che personalmente ho amato in tutto e per tutto (a partire dall’estetica). Il sistema è diviso in 169 punti a rilevamento di fase con una griglia 13×13 al centro del frame con due griglie aggiuntive da 6 x 13 a rilevazione di contrasto al fine di arrivare ai 325 punti effettivamente dichiarati. Questo tipo di AF ibrido è particolarmente adatto per situazioni di scatto dinamiche, anche con scarsa luminosità per non perdere mai la messa a fuoco e riuscire ad ottenere i risultati sperati.

Ad ogni modo, la configurazione da 325 punti è valida per la modalità AF a singolo punto; se invece decidete di sfruttare l’AF a Zona (a scelta tra Wide e Tracking), la copertura scende a 91 punti che rimangono comunque molto utilizzabili e più che decenti (nonché superiori alla maggior parte delle reflex basilari) con una griglia da 7×7 a rilevazione di fase. Se il vostro interesse riguarda la fotografia ad oggetti statici, non avrete particolari problemi in nessun caso, anche qualora scegliate di sfruttare il Focus Lock che, come ogni modello di questo genere di Fujifilm, funziona egregiamente.

Il funzionamento praticamente impeccabile dell’Autofocus è dovuto principalmente ad un nuovo algoritmo che considera tre diversi parametri in pochissimi nanosecondi prima di mettere a fuoco. I tre parametri sono: sensibilità del tracking (quanto deve aspettare la fotocamera prima di cambiare la modalità di messa a fuoco), velocità della sensibilità del tracking (che determina il tipo di sensibilità del sistema di tracking dell’AF in base alla velocità dei cambiamenti) e Cambio Area-Zona (che cerca di capire il posizionamento e la direzione del soggetto nel modo più accurato possibile). Ci sono inoltre ben 5 preset tra cui scegliere al fine di dare alcune indicazioni base alla fotocamera al fine di farle capire meglio che tipo di soggetto state fotografando e che tipo di movimento sta compiendo, in questo modo l’AF può essere ancora più rapido e precisO.

Connettività

Fujifilm X-E3 è stata la prima fotocamera in assoluto del produttore ad avere il chip Bluetooth per la connessione continua con smartphone. Questo vi permette di stabilire una connessione continua con il vostro smartphone al fine di ottenere un immediato trasferimento degli scatti a risoluzione ridotta (2 Mb) per poter condividere rapidamente le foto sui social, via mail o tramite piattaforme di instant messaging.

Il pairing (o “accoppiamento” è un’operazione molto semplice e veloce: basta scaricare l’app “Camera Remote” di Fujifilm sul proprio smartphone iOS o Android, impostare la connessione e scattare. Tutte le foto (esclusivamente in JPEG) verranno trasferite automaticamente. Se però avete la necessità di trasferire anche filmati o immagini in RAW / JPEG a risoluzione più alta, tramite Bluetooth potrete eseguire lo switch rapido della connessione e collegarvi al WiFi (cosa comunque fattibile anche senza passare dal Bluetooth). In questo caso potete optare per una connessione diretta con la fotocamera (che crea un Hotspot) oppure passare tramite un Access Point / Hotspot esistente.

Comoda la funzione di trasferimento automatico una volta spenta la fotocamera (che funziona anche in WiFi) e mantiene attiva la connessione; attenti però alla batteria in questo caso, così li sognate 350 scatti.

Video

Fujifilm X-E3 può girare video fino alla risoluzione UHD 4K 30fps (a scelta anche 25, 24 e 23,97). Il filmato viene ripreso pienamente in base alla larghezza del sensore, come la X-T20, quindi è possibile incombere in un po’ di pixel binning evitando rendering particolari o downscaling. Sotto questo punto di vista, X-T2 ha una qualità ovviamente più alta circa i filmati 4K proprio perché riesce ad offrire un risultato migliore e senza pixel binning. Sicuramente però non acquisterete Fujifilm X-E3 con la pretesa di utilizzarla per funzioni da videomaker professionale, in quanto comunque mancano anche funzioni come log di gamma e zebra (anche se su quest’ultima avremmo da ridire in quanto è sufficiente sfruttare la modalità “Live View Highlight Alert” che funziona in maniera molto simile ma non uguale), fondamentali per chi fa video in modo importante. La presenza del 4K su questa fotocamera è più un trend di mercato che una necessità, e, a dirla tutta, io fossi in voi fingerei di non avere questa risoluzione su X-E3: potrete tranquillamente ottenere ottimi risultati a 1080p.

Ad ogni modo, è apprezzabile il fatto che, durante la registrazione video, potete scegliere un AF continuo (con funzione di tap to focus attivabile che rende le operazioni di messa a fuoco rapidissime) e una modalità di messa a fuoco manuale con Focus Peaking, funzione che vi permette di ottenere il massimo della precisione nella messa a fuoco “ad occhio”.

Come avrete letto nella sezione dedicata al design e ai materiali, è disponibile, nel lato, un jack da 2.5mm che può essere utilizzato come input del microfono (seppur non essendo in dimensione standard risulti un po’ scomodo).

Fujifilm X-E3 recensione: le nostre conclusioni

In definitiva, le domande su Fujifilm X-E3 sono molte e senz’altro molte altre potrebbero arrivare dai nostri utenti. Un tipico esempio potrebbe essere “mi conviene questa o la X-Pro”?” che trova una rapida risposta con “questa”, difficile invece su altri modelli. La differenza con X-T20 è davvero pochissima in termini di prezzo, ma quanto a caratteristiche X-E3 ha alcune novità importanti. Personalmente preferisco X-T20 per una questione puramente estetica, ma si tratta di una preferenza decisamente soggettiva, se cercate prestazioni più “fresche” allora scegliete X-E3 ad occhi chiusi. Diverso nel caso in cui siate indecisi tra questa e X-T2, in quanto si tratta comunque di due fotocamere molto diverse in termini qualitativi. X-T2 è l’ammiraglia e così rimane. Mi è piaciuta molto l’autonomia aumentata, il nuovo display touch, il comodissimo joystick, l’incredibile raffica di scatto e il nuovo e prestante autofocus, ormai un successo di cui conosciamo già la storia grazie ad altri modelli. Fujifilm X-E3 è una fotocamera più che ottima con cui iniziare, soprattutto se vi piace la street photography o volete lanciarvi in qualcosa di più dinamico senza spendere cifre folli e soprattutto per capire prima come funziona ed orientarsi. X-E3 si posiziona ad una cifra superiore ai 1000€ per il kit base, prezzo più che giusto contando il tipo di tecnologia integrata e la qualità fotografica. Difficile poter avere / chiedere di più a questa cifra, ecco perché, se avete questo budget a disposizione, potete acquistarla ad occhi nudi senza nessun problema.

Pro
Grande qualità di scatto
Un autofocus incredibilmente performante
Autonomia aumentata
Materiali resistenti ed affidabili
Contro
Potevamo sopravvivere senza Bluetooth, ma è un trend…
Non sempre così pratica nei menù
Il flash popup esterno è terribile
Visto lo spazio lasciato, un D-Pad non avrebbe fatto forse così male
valutazione finale7.5

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