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Fujifilm X-E2S: il perfetto mix tra analogico e digitale

Fujifilm X-E2S: il perfetto mix tra analogico e digitale

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Tra i test che stiamo effettuando in questi ultimi giorni per portare avanti la nostra guida all’acquisto della migliore mirrorless non poteva mancare Fujifilm X-E2S, una fotocamera disponibile alla vendita da poco meno di tre mesi e che ha già riscosso molto successo tra gli amanti di street photography e reportage.

Abbiamo voluto provare a fondo Fujifilm X-E2S e ne siamo rimasti davvero molto colpiti, come vi spiegheremo nella nostra nuova recensione.

Design e materiali: quel mix di vintage e digitale che non guasta

Fujifilm X-E2S è una fotocamera che si fa notare subito molto facilmente grazie alla sua livrea vintage molto curata. Tutto il corpo è stato studiato appositamente per garantire il giusto mix di robustezza e qualità unito ad uno stile “old” sempre apprezzato dagli utenti Fujifilm (e non solo). La nostra analisi del design e dei materiali parte dall’alto, dove il lato superiore dà all’occhio a causa delle ampie ghiere e per lo strano bottone di accensione/scatto che richiama fotocamere del passato.

Partendo dal lato ghiere, troviamo subito quella dedicata alla compensazione dell’esposizione in grado di variare di +-3EV, ubicata subito sotto al tasto configurabile Fn (di solito usato per accedere rapidamente alle funzionalità Wi-Fi ma che potete configurare a piacere) e al tasto di accensione/scatto elegantemente rifinito in argento (nella versione silver) o in nero (nella versione black) e con un design semi-circolare che alle due estremità mostra chiaramente come accendere o spegnere la fotocamera. Subito a sinistra troviamo l’ottima ghiera dedicata al tempo d’esposizione o alla modalità da scegliere. Essa infatti si occupa di variare rapidamente i tempi d’esposizione “puri”, cioè quelli classici della fotografia, per modifiche ulteriori di tempi non puri è disponibile un’altra ghiera dedicata nella parte posteriore. Continuando nella parte superiore troviamo la slitta hotshoe per collegare flash ed accessori esterni vari e il flash con espulsione a molla attivabile tramite un bottone dedicato poco sotto.

Ai lati di Fujifilm X-E2S troviamo, a sinistra, le varie porte di connessione dati e multimediale tra cui un video output con connettore Mini HDMI, un ingresso USB 2.0 High Speed con cui, purtroppo, non è possibile ricaricare la fotocamera, e un poco pratico input ø2.5mm, più piccolo dello standard 3.5mm dei vari jack per microfoni e che necessita quindi un adattatore o un accessorio dedicato. A destra invece il dispositivo rimane estremamente “pulito”. Non troviamo infatti assolutamente nulla, nemmeno una scritta che indica il “Wi-Fi a bordo” come la maggior parte delle fotocamere di questo tipo, bene così.

In basso troviamo il classico attacco a vite universale per il cavalletto e lo slot per batteria/SD. La batteria NP-W126 è da 1260mAh e riesce a garantire un’autonomia di circa 350 scatti con monitor LCD acceso, decisamente nella media per mirrorless di questo tipo.

Spegnendo il monitor LCD e utilizzando soltanto il mirino EVF è possibile risparmiare batteria riuscendo ad arrivare anche a più di 50 scatti ulteriori rispetto all’autonomia dichiarata (che viene tranquillamente rispettata). Resta il fatto che se decidete di avventurarvi in un luogo sperduto per un po’ di reportage o street photography, sarebbe bene portarsi 3-4 batterie di scorta per evitare di restare a secco (dato che, come scrivevamo poco sopra, non è purtroppo possibile ricaricare Fujifilm X-E2S tramite cavo USB/powerbank, un vero peccato).

Anche la scelta di mettere la scheda SD di fianco alla batteria potrebbe essere scomoda per cambi rapidi in caso di cavalletto montato (vedi time lapse o simili), ad ogni modo, il produttore giustamente potrebbe rispondere ad una problematica come questa indicando che il prodotto non è stato concepito per utilizzi intensi con cavalletto montato e derivati, e noi siamo d’accordo. La fantastica parte frontale di Fujifilm X-E2S fa subito notare sul lato dell’impugnatura una comoda estensione ergonomica, anch’essa ispirata alle fotocamere del passato che erano solite integrare particolarità di questo tipo. Oltre a questo troviamo il tasto di sgancio dell’obiettivo, la luce di messa a fuoco e un selettore per variare rapidamente il tipo di messa a fuoco, a scelta tra manuale, continuo e a punto singolo.

Concludendo l’analisi del design e dei materiali, la parte posteriore, continuando con lo stile “rugged”, mostra subito il classico display LCD TFT da 3″ con 1.040.000 punti di definizione in 3:2 per poi lasciar spazio ai lati e in alto a diversi tasti tra cui molti personalizzabili. Non rimane troppo nascosto il mirino EVF OLED da 0,5″ con circa 2.360.000 punti di definizione e copertura del 100% dell’area grazie al quale potrete vedere rapidamente i dati di scatto e molto altro. Molto rapido anche il sensore di prossimità che spegne il display LCD quando vi avvicinate al mirino. Sul lato sinistro troviamo poi il tasto di visione scatti, quello per il multiscatto, il tasto di regolazione della messa a fuoco e un bottone dedicato alla modalità AUTO che vi consente di automatizzare immediatamente ogni settaggio della fotocamera nel caso in cui dovesse essercene bisogno. Gli ultimi due bottoni sono interamente personalizzabili, vi basterà una pressione prolungata per scegliere il settaggio migliore adatto alle vostre esigenze.

Noi, ad esempio, per una questione di comodità abbiamo sostituito il tasto “AE” con la funzione di “simulazione film“, da sempre presente nelle fotocamere Fujifilm e che permette appunto di simulare diversi tipi di pellicole storiche, e il tasto “AUTO” con la sensibilità ISO (tanto, come ben sapete, non siamo tipi da modalità troppo automatiche). In alto, subito di fianco al mirino, troviamo i tasto di sgancio rapido del flash e il tasto “Q” per impostare settaggi secondari, il tutto seguito poi dalla terza ghiera di cui parlavamo poco sopra e che permette di impostare tempi d’esposizione non puri rapidamente. Sul lato destro troviamo i classici bottoni AF-L / AE-L dedicati al lock rapido dell’autofocus e i tasti per muoversi nel menù, confermare o visualizzare altre informazioni sul display (DISP). Subito di fianco al display troviamo anche la piccola “cassa” per permettervi di ascoltare l’audio dei video girati, anche se, onestamente, il target di questa fotocamera non è sicuramente interessato a registrare contenuti di questo tipo, anzi.

Purtroppo Fujifilm X-E2S non è tropicalizzata, caratteristica che la espone ad alcuni tipi di rischi derivati da condizioni metereologiche avverse e simili. Ad ogni modo, si tratta comunque di un prodotto di ottima fattura e con una costruzione decisamente curata ed affascinante, un vero peccato la mancanza di questa feature protettiva, visto comunque il tipo di target a cui si rivolge.

Insomma, questa Fujifilm X-E2S è un vero tuffo nel passato ridisegnato in chiave moderna, spinta da un “motore” di tutto rispetto che la rende la scelta ottimale per reportage e street photography.

Prestazioni: quando la maneggevolezza è tutto

Fujifilm X-E2S integra un sensore X-Trans CMOS II APS-C che riesce a garantire un’ottima resa per quanto concerne le foto, che vengono scattate a 16 megapixel e spinte ad una raffica fino a 7fps dal veloce processore EXR Processor II, lo stesso che aiuta l’autofocus con funzioni AF Zone e Wide/Tracking ad essere davvero molto veloce. Certo, chi è abituato con altri marchi o con le fotocamere digitali “pure” si troverà inizialmente un po’ in difficoltà ad utilizzare un dispositivo che rispecchia in tutto e per tutto una fotocamera “old style” e quindi, ad esempio, con ghiera dei tempi in alto e ghiera di regolazione del diaframma sull’ottica (in questo caso un XF 18-55mm sempre di Fuji) al fine di simulare l’effetto “meccanico”.

In realtà l’impressione iniziale non è quella di una totale mancanza di intuitività, anzi, è necessario “giocare” un po’ con i vari bottoni per scoprire un vero mondo completamente diverso dalla maggior parte dei produttori di fotocamere ad oggi sul mercato. Infatti, una volta provata la facilità d’uso, di personalizzazione dei tasti e la velocità con cui si riescono a gestire le impostazioni e la rapidità di scatto, sarà difficile passare (o tornare) ad utilizzare altro.

Fujifilm X-E2S gode di una caratteristica in particolare che mi ha colpito tantissimo, riesce a soddisfare ogni mio “senso comunicativo”: il mio lato visivo viene soddisfatto da uno splendido design, compatto e piacevole al tatto, il mio lato auditivo da un rumore di scatto affascinante e meno “digitalizzato” rispetto ad altre mirroless e il mio lato cinestetico apprezza tantissimo l’emozione provata nel vedere il risultato di uno scatto con la giusta pellicola o la soddisfazione di riuscire a catturare l’attimo rapidamente, grazie anche ai tasti posizionati nel posto giusto e il rapidissimo autofocus.

Tra i miglioramenti rispetto al modello precedente troviamo anche la possibilità di impostare uno scatto totalmente silenzioso grazie ad un otturatore completamente elettronico che permette anche l’utilizzo di tempi di scatto paurosamente veloci fino ad 1/32.000 di secondo, ottimo se praticate fotografia ritrattistica in esterna durante un giorno estivo con luce del sole ed un ottica molto luminosa (vedi 56mm F/1.2) e volete utilizzarla alla massima apertura.

Simulazione film: un altro passo verso l’analogico

Come ho riportato più volte, Fujifilm X-E2S è davvero ottima per reportage e street photography, ma nessuno vi vieta di utilizzarla in alte situazioni o acquistarla come prima fotocamera se vi piace lo stile delle vecchie analogiche o ancora se vi interessa la possibilità di simulare molte pellicole reali che un tempo hanno fatto la storia della fotografia. Sto parlando di una funzione, quella di simulazione della pellicola, che deriva direttamente da una tecnologia di riproduzione del colore perfezionata in 80 anni di ricerca e sviluppo di pellicole a colori e in bianco e nero e che rispecchia i requisiti dei fotografi professionisti.

Potrete scegliere tra il classico PROVIA, i meravigliosi colori di VELVIA, i toni tenui di ASTIA, le tonalità in bianco e nero di PRO neg.Std o PRO Neg.HI e molti altri, oltre ovviamente al Classic Chrome che fa della tonalità vintage un reale vantaggio. Se da una parte abbiamo visto come, ad esempio, Instagram abbia fatto dei “filtri” un vero successo, dall’altra vediamo come Fujifilm si distingua anche per questa caratteristica molto appetibile e che, a differenza di un’app o di un social network, può essere avvantaggiata da una base reale presente nel passato (le pellicole un tempo vendute appunto). Questa caratteristica è sicuramente ottima e unica, in quanto sappiamo bene come gli utenti di questo marchio amino le esclusività a loro offerte, e sebbene altri produttori siano in grado di creare fotocamere uniche a loro volta, Fujifilm riesce a vincere a mani basse per quanto concerne caratteristiche di questo tipo. Anche in situazioni rapide, magari di reportage, scegliere la pellicola adatta sarà facile e veloce (configurando la funzione come tasto rapido) e sarà sempre stupefacente vedere l’ottimo lavoro fatto dagli ingegneri, che confermano un’estrema cura nel dettaglio.

Autofocus: un obiettivo da non fallire

Se vi cimentate in fotografia notturna o still life, di certo l’autofocus, rapido o lento che sia, non farà una grandissima differenza per quanto concerne i vostri lavori. Se però ciò che vi serve è la rapidità di messa a fuoco, è importante scegliere il modello giusto, spinto dal processore giusto e che funzioni… nel modo giusto.

Fujifilm X-E2S in questo ha davvero segnato un netto miglioramento rispetto al predecessore (X-E2), permettendo di raggiungere performance migliori e ancora più veloci con un sistema AF ibrido che combina sia la rilevazione a contrasto sia la rilevazione di fase e in grado di offrire 49 punti nella modalità Single Point e 77 nella modalità Wide/Tracking, perfetta per soggetti in movimento. Ottimo anche il feedback tattile del bottone di scatto che, grazie ad una pressione più decisa rispetto ad un semplice tocco, permette di regolare fermamente l’autofocus senza troppi problemi. In base ai nostri test, le performance sono davvero ottime e, abbinate al tipo di pellicole selezionabili, alla luminosità fino a F/2.8 dell’ottica in kit e alla rapidità della raffica, sarà difficile non catturare l’attimo.

Prestazioni ISO: niente pretese, è da reportage

Dato il target di riferimento per quanto concerne Fujifilm X-E2S, non ci aspettavamo grandissime prestazioni in merito alla sensibilità ISO, infatti non ci sbagliavamo. Pur restando nella media, la fotocamera rimane ben utilizzabile fino a ISO 4000, dopodiché si trasforma in una “veloce marcia verso la grana” (che potremo altresì chiamare “rumore elettronico”).

Certo, visto il segmento di questo modello e la fascia di prezzo, possiamo comunque rimanere molto soddisfatti di ciò che è in grado di fare lato ISO, nonostante comunque la presenta di ISO 25600 e 51200 tranquillamente evitabili in quanto davvero inutilizzabili.

Interfaccia utente

L’interfaccia utente di Fujifilm X-E2S contiene sicuramente molti punti dolenti e molte caratteristiche positive: i primi utilizzi, per chi non è abituato a questo tipo di fotocamere, potrebbero essere poco intuitivi a causa di un menù ricco di funzioni che però tende a nasconderle in maniera eccessiva. Ad esempio, questa fotocamera riesce a fornire prestazioni maggiori e quasi impeccabili nel momento in cui serve rapidità grazie a “prestazioni elevate”, funzione attivabile che però rimane molto nascosta dentro al tab dedicato alla gestione dell’energia.

Allo stesso modo ci sono alcune incertezze per quanto concerne la traduzione: se impostata in italiano, Fujifilm X-E2S, nel penultimo sottomenù dedicato alle impostazioni del dispositivo, mostra uno strano “espacio color” tra “impostazione salvataggio dati” e “impostazioni EVF/LCD”, difetto che ci ha lasciati decisamente esterrefatti contando la cura maniacale con cui il produttore segue ogni prodotto. Moltissimi menù rimangono comunque troppo nascosti, come anche l’intervallometro dedicato al Time Lapse e la funzione di scelta dell’otturatore (quindi se scattare con otturatore meccanico, elettronico o ibrido).

Scarsa intuitività significa anche scarsa velocità in fase di scatto nel caso in cui sia necessario cambiare rapidamente qualche impostazione, motivo per cui vi consigliamo di leggere in maniera molto approfondita il manuale per capire ogni singola funzione presente in questa fotocamera. Allo stato attuale delle cose, Fujifilm X-E2S è un connubio di rapidità e piacere di scatto condito però con tantissime funzioni utili ma organizzate in maniera troppo frettolosa. Contiamo vivamente in un aggiornamento firmware in grado di migliorare intuitività e piccoli bug/errori di traduzione come quello mostrato sopra.

Fujifilm X-E2S recensione: le nostre conclusioni

Fujifilm X-E2S è una gran fotocamera, niente da dire: il suo design, la sua rapidità di scatto, le funzioni innovative, il giusto mix tra analogico/digitale e l'occhio di riguardo verso le moderne tecnologie la rendono sicuramente una fotocamera da considerare seriamente in fase d'acquisto, il tutto spinto anche da un ottimo prezzo di vendita in kit con ottica XF18-55mm F/2.8-4. Purtroppo ci sono alcune carenze e alcuni difetti un po' eccessivi, come la mancanza di una tropicalizzazione per il corpo (seppur essa sia perdonabile in quanto quasi mai diffusa su dispositivi APS-C), un menù poco intuitivo, l'assenza di un display LCD orientabile, la presenza di un jack per l'ingresso microfono non universale e un'interfaccia utente decisamente poco intuitiva. Tutto sommato però Fujifilm X-E2S piace, ha fascino, è elegante, maneggevole, veloce e prestante. In ogni singola uscita con questa fotocamera ci siamo divertiti e abbiamo provato nuove esperienze fotografiche che con altri prodotti non abbiamo avuto modo di sperimentare come con questo modello. Ci piace l'unicità di alcune funzioni, la rapidità di regolazione e sì, la consigliamo caldamente come acquisto per chi fa della street photography, della ritrattistica o del reportage la propria forma d'arte.

valutazione finale8