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Fotografia sportiva: quando l'attimo è tutto

di Andrea Martellaaggiornato il 31 luglio 2015

L’estate è ormai giunta da qualche mese e quale potrebbe mai essere la migliore stagione per provare a scattare qualche bella immagine sportiva? Ricordiamo che la fotografia sportiva non è solo quella degli sport più comuni come calcio, tennis o basket, ma anche discipline minori e sport estremi. Scopriamo nelle righe successive tecniche e consigli per imparare a fare foto sportive durante questa torrida estate, senza però dimenticare le altre stagioni.

Un’attrezzatura molto specifica

Nella fotografia sportiva l’attrezzatura può fare la differenza. Sicuramente il professionista sarà equipaggiato con almeno due corpi macchina sui quali saranno montati un obiettivo fisso o uno zoom grandangolare su una macchina e un fisso o uno zoom teleobiettivo sull’altra. Tra le ottiche più comunemente utilizzate troviamo: tra gli ultragrandangolari sicuramente un obiettivo zoom come il 16-35 (Canon f/2.8, Canon f/4, Nikon f/4) o, in alternativa, potranno essere utilizzati obiettivi fisheye o zoom grandangolari come il 24-70, a seconda dello sport. Dalla parte dei teleobiettivi sarà presente quasi sicuramente un 70-200 o, in alternativa, un fisso che può variare, sempre secondo lo sport che dovrà essere fotografato, dai 300 ai 500 mm.

www.shuttermuse.com

Corpo macchina

Logicamente chi decide di cimentarsi in questo genere fotografico difficilmente avrà a corredo tutte le ottiche necessarie, ma questo non deve in alcun modo minare la voglia di apprendimento e conoscenza. Regole generali per la scelta dell’attrezzatura potranno aiutarci a farci ottenere comunque buoni risultati contenendo i costi. Partiamo dal presupposto che avremo inizialmente un solo corpo macchina le quali caratteristiche dovranno essere sicuramente una buona velocità generale della macchina, scatto a raffica, velocità del buffer, autofocus.

Un sensore di tipo APS-C potrà aiutare, grazie al fattore di crop, ad avvicinarsi alla scena senza dover realmente avvicinarci agli atleti. In alternativa un corpo Full Frame ci garantirà una maggiore qualità d’immagine a discapito di qualche millimetro – consiglio quest’opzione a chi dovrà scattare in luoghi relativamente bui, eventi sportivi serali o palazzetti. Un buon numero di punti autofocus per aiutare l’autofocus a seguire il soggetto evitando gli ostacoli e una buona tenuta generale degli alti ISO che, in molte occasioni, dovremo alzare per utilizzare tempi di scatto veloci.

Obiettivo

Concentriamoci ora sulle lenti che dovremmo utilizzare; in linea generale un teleobiettivo sarà la lente che ci permetterà di avvicinarci a questo genere. Il più diffuso è il 70-200 f/2.8 con stabilizzatore d’immagine che, oltre ad essere uno degli obiettivi più nitidi in circolazione, è particolarmente indicato, grazie al suo diaframma aperto e allo stabilizzatore, a isolare i soggetti dal contesto e a utilizzarlo in situazioni di scarsa illuminazione.

Purtroppo il 70-200 appena citato ha un costo proibitivo per molti ma, fortunatamente, ne esistono versioni con diaframma di f/4 sempre con stabilizzatore d’immagine o anche senza, caratteristiche minori che portano a un abbattimento del prezzo e lo rendono accessibile senza però intaccare in modo critico le prestazioni. L‘alternativa ancora più low cost è il 70-300, prodotto da varie aziende, che non ha sicuramente un diaframma aperto come il 70-200, ma sarà comunque perfetto per chi vorrà iniziare a fare questo tipo di fotografie; molti 70-300 hanno addirittura lo stabilizzatore d’immagine che aiuta il fotografo alle prime armi a gestire la lunga focale.

Una volta fatta pratica con un teleobiettivo potremo affiancargli uno zoom grandangolare o ultragrandangolare come 10-24, 16-35 o 24-70. Questi obiettivi ci permetteranno di riprendere quelle scene in cui avremo la possibilità di avvicinarci all’atleta e cogliere molto più intimamente l’azione. Anche di questa tipologia ne esistono di vari prezzi con caratteristiche prestazionali differenti secondo il costo. Nel momento in cui la nostra pratica avrà raggiunto un buon livello, arriverà anche il momento di provare l’ebrezza di utilizzare un’ottica fissa.

crediti: Andrea Martella – foto scatta utilizzando una Canon EOS 5D mark III con Canon EF 500mm f/4 L IS II USM

Il tripudio di emozioni non sarà, almeno personalmente, così elevato utilizzando ottiche grandangolari fisse ma arriverà al culmine quando avremo tra le mani obiettivi dai 300 mm in su. Queste lenti sono tecnologicamente il massimo in termini di prestazioni autofocus, qualità d’immagine e costruttiva; sono la scelta dei professionisti e permettono di ottenere immagini che difficilmente potremo avere con ottiche di livello minore.

Attrezzatura di supporto

Ho voluto creare questo paragrafo per elencare velocemente quell’attrezzatura che, anche se non è fondamentale inizialmente, acquisirà sempre più valore man mano che apprenderemo. Sicuramente supporti di stabilizzazione come treppiede e monopiede ci aiuteranno, specialmente quando il peso aumenterà, a sostenere la nostra attrezzatura e ci permetterà di fare scatti creativi (panning) e a comporre perfettamente la scena. Almeno un flash ci tornerà sicuramente utile in qualche occasione di scarsa illuminazione senza però, mi raccomando, disturbare l’evento o l’atleta con la nostra flashata.

Varie coperture anti-pioggia per quando, scattando all’aperto, il meteo non sarà dalla nostra parte o, più semplicemente, per proteggere l’attrezzatura da schizzi di fango, terra etc. Un buon portatile per elaborare velocemente le nostre immagini che, se saremo fortunati, ci troveremo a inviare a qualche redazione per una pubblicazione. Ultime ma non per importanza: molte batterie di ricambio per non rimanere “a piedi” nel bel mezzo dell’evento e altrettante schede di memoria, meglio molte da piccole dimensioni piuttosto che una o due molto grandi.

Consigli pratici

Tecnicamente, la fotografia sportiva non si allontana troppo da quei generi fotografici che richiedono scatti veloci e dinamici. Ci sono però delle accortezze da tenere in considerazione per portare a casa belle immagini. Prima di tutto in questo genere fotografico, specie se siamo agli inizi, dovremo fare particolare attenzione a non intralciare in nessun modo né gli altri fotografi né tanto meno gli atleti; correremmo il rischio inutile di mettere a repentaglio l’incolumità di chi pratica lo sport e di chi lo segue. Riporto come esempio tutte quelle volte in cui un fotografo ha intralciato una corsa ciclistica provocando brutte cadute di gruppo.

Una volta che abbiamo ben chiaro questo punto, possiamo iniziare a testare le nostre capacità; armiamoci della nostra fidata reflex e iniziamo a seguire qualche evento sportivo. Sono un ottimo campo di prova tutti quegli sport che possiamo trovare vicino casa e in qualsiasi città. Non limitiamoci agli sport più comuni, che sicuramente risentiranno di più seguito, ma cerchiamo di indirizzarci verso sport un po’ più di nicchia. Conoscere bene lo sport che andremo a fotografare ci aiuterà a costruire lo scatto prevedendo l’azione e dandoci la possibilità di riprendere con tempismo perfetto l’atleta; in caso contrario basterà documentarsi e seguire con costanza le varie gare sia dal vivo sia in tv per riuscire a entrare un po’ più a fondo nella disciplina.

Iniziando con realtà minori avremo sicuramente la possibilità di stare molto vicini all’azione quindi, anche un’attrezzatura non ottimale, potrà comunque rivelarsi soddisfacente per iniziare la pratica.

Impostazioni di scatto

In fotografia sportiva dovremo dimenticarci fin da subito del programma presente su quasi tutte le reflex entry level “sport”, si tratta di un semplice automatismo ottimizzato per questo genere che però non ci permette nessun tipo di modifica alle impostazioni di scatto. Piuttosto, dovremo imparare a utilizzare due modalità molto importanti: M (manuale) e Priorità di tempi.

Queste modalità trovano utilizzo in diverse condizioni di ripresa: la prima, manuale, sarà ideale in tutte quelle situazioni in cui sarà presente una luminosità costante per tutta la durata dell’evento: impostiamo una volta la macchina e poi teoricamente potremmo non dover più modificare i parametri di scatto fino alla fine, se non per qualche sporadica variazione. Differentemente, invece, la modalità Priorità di tempi, sarà perfetta in quelle situazioni in cui ci sono continui cambi di luce, alternanza di luce e ombra per esempio, che la macchina riuscirà a gestire perfettamente grazie al semi automatismo. Basterà impostare un valore predefinito relativo al tempo di scatto e la macchina penserà al resto, restituendoci sempre l’esposizione più corretta della scena inquadrata.

Con entrambe le modalità di scatto i nostri parametri saranno comunque molto simili: il tempo di scatto dovrà essere rapido, 1/1000s o più, per garantirci il completo congelamento dell’azione.

crediti: Andrea Martella

Il diaframma si attesterà di solito su valori molto aperti, f/4 o anche meno (sempre secondo l’obiettivo utilizzato), sia per darci la possibilità di staccare il soggetto dallo sfondo, sia per mantenere parametri come tempi e ISO rispettivamente rapidi e bassi.

È utile ricordare che il tempo di scatto ideale al congelamento della scena varia secondo la lunghezza focale utilizzata, partendo dalla regola generale per cui “il tempo minimo di scatto per evitare il mosso è pari o superiore alla lunghezza focale utilizzata”; dovremo poi adeguarlo alla scena inquadrata. La regola vale per soggetti statici ma qui tutto è in movimento, a seconda dello sport dovremo adattare le nostre impostazioni. Per quanto riguarda l’autofocus ci sarebbe bisogno di un capitolo a sé stante, ma proveremo comunque a riassumere in poche righe i punti salienti.

il tempo minimo di scatto per evitare il mosso è pari o superiore alla lunghezza focale utilizzata

Prima di tutto, avendo bisogno di seguire il soggetto in tutta la sua azione, è consigliabile impostare l’autofocus affinché riesca a mantenere il fuoco sul soggetto in tutti i suoi movimenti. Raramente si potrebbe presentare l’occasione di utilizzare il fuoco manuale quando l’altra modalità risulta inefficace, soprattutto in quelle occasioni in cui l’azione si verificherà in un determinato punto; il fuoco continuo non ci permetterebbe né di comporre correttamente né di avere precisamente il fuoco sul soggetto.

Tornando al fuoco continuo, sarà nostra premura aiutarlo nel compito; consiglio di utilizzare quasi sempre il punto di fuoco centrale con calcolo dell’esposizione spot e, se il modello di macchina ce lo permette, utilizzare più punti di messa a fuoco centrali in modo da allargare la zona di calcolo della scena.

Insieme ai parametri di scatto e alle prestazioni autofocus ha una notevole importanza anche la raffica di scatto. Una raffica elevata, come i 12 fps dell’ammiraglia Canon EOS 1D X, consentono di riprendere tutta l’azione quasi come un video. In una raffica di 20 o 30 immagini avremo la possibilità di scegliere quelle che preferiamo e che più rappresentano il momento colto. Sarà comunque importante porre attenzione a non abusare dello scatto a raffica, ci vorrà veramente poco a riempire una sceda di memoria, specialmente se scattiamo in RAW.

Parlando di formati sarà, come per ogni genere fotografico, preferibile scattare in RAW, così da avere tutta la malleabilità del file grezzo ma, se mai avessimo bisogno di dover consegnare immagini subito dopo l’evento senza avere il tempo di fare post-produzione, il formato JPEG potrà essere utilizzato previo un controllo dei parametri; tutti gli errori presenti nel file JPEG come bilanciamento del bianco, esposizione, nitidezza, rumore alti ISO etc. non potranno essere corretti se non con un forte decadimento della qualità dell’immagine. È importante sapere che congelare l’azione non sempre ci ridarà le stesse emozioni che il movimento trasmette; in questi casi utilizzare tecniche di scatto che enfatizzano il movimento, come il panning, potrà essere la soluzione.

L’utilizzo di tempi lenti in fotografia sportiva ci consentirà di dare risalto al movimento dell’atleta e, paradossalmente, rendere ancora ancora più dinamica l’immagine. Il mosso creativo per essere ben gestito avrà bisogno molta pratica che però può essere fatta anche al di fuori della fotografia sportiva. Sarà sufficiente esercitarci con un’automobile, o qualsiasi cosa che abbia un movimento regolare.

crediti: Andrea Martella

Macchina preferibilmente su cavalletto, tempi relativamente lenti, tra 1/15s e 1/50s, scatto a raffica e fuoco continuo sul soggetto. Seguiamo il movimento completo del soggetto da destra verso sinistra o viceversa, anche oltre il suo passaggio, mentre scattiamo una serie di immagini. Il risultato sarà una foto con soggetto ben a fuoco e definito ma con lo sfondo sfocato e in movimento nella stessa direzione di marcia del soggetto. È una tecnica che enfatizza molto la dinamicità restituendo all’immagine e allo spettatore un senso molto più profondo di azione e movimento.

Consigli teorici

In fotografia sportiva il tempismo sarà l’immagine: cogliere il momento perfetto e più carico d’emozioni darà vita alla nostra foto. Per riuscire in quest’impresa, oltre ai parametri di scatto e a tutta la tecnologia in nostro aiuto, dovremo conoscere quello che stiamo fotografando. Conoscere lo sport che stiamo scattando ci darà il vantaggio di prevedere dove si svolgerà una determinata azione o di cogliere il punto di massimo interesse. Seguendo sport minori o realtà minori avremo la possibilità di sfruttare posizioni ravvicinate di solito riservate ai professionisti: sfruttiamo questo vantaggio per dare sfogo alla creatività.

Sarà interessante tentare di scattare immagini grandangolari degli atleti stessi inquadrati da posizioni insolite, ma anche del contesto in cui si svolge l’evento. In una rassegna di un evento sportivo, riprendere i volti degli spettatori o degli atleti dopo uno sforzo darà, a volte, anche più emozioni dello sport stesso. Concentriamoci quindi anche sugli spalti, sul luogo dell’evento, e sul contesto che contribuisce a creare l’atmosfera per rendere più completa la nostra sessione fotografica.

A seconda se scatteremo in luoghi aperti o chiusi dovremo prendere l’abitudine a impostare i parametri di scatto più adeguati prima dell’inizio dell’evento per non ritrovarci a dover fare regolazioni a gara iniziata con il rischio di perdere momenti salienti, a tal proposito recarsi qualche ora prima nel luogo ci darà tempo a sufficienza per organizzarci e posizionarci.

crediti: Andrea Martella

Conclusioni

Eccoci giunti al termine; rinnovo il mio consiglio di sfruttare l’estate in arrivo per tentare di approcciarsi a questo genere, che sarà in grado di restituirci grandi emozioni e ci darà la possibilità di rivivere momenti unici e irripetibili. Sfruttiamo l’attrezzatura in nostro possesso e seguiamo i consigli elencati per provare a scattare foto al nostro sport preferito.

Con il passare del tempo e con la pratica, potrete valutare l’acquisto di ottiche superiori che diano una marcia in più al vostro lavoro, la passione prima e l’impegno dopo apriranno sempre più strade e possibilità di arrivare a pubblicare qualche foto su qualche quotidiano locale fino ad arrivare a riviste a tiratura nazionale. Questa è stata la mia esperienza e spero che anche voi riusciate nell’intento.

Come sempre, a nome di tutto lo staff di Ridble, restiamo a disposizione nei commenti e vi invitiamo a mostrarci i vostri scatti per ricevere consigli e nel caso ne aveste bisogno, aiuto.

Guida agli acquisti

Al fine di aiutarvi ulteriormente nella scelta della vostra attrezzatura abbiamo pensato di racchiudere, i questo capitolo extra, le ottiche più utilizzate suddivise per lunghezza focale. Ci siamo principalmente focalizzati sulle lenti proposte per Canon e Nikon, che ovviamente condividono la maggior parte della fetta di mercato. Questo ovviamente non vuol dire che non esistano i corrispettivi per altri brand; se doveste aver dubbi a riguardo, vi invitiamo a scriverci nei commenti in modo tale da potervi consigliare cosa acquistare e come migliorare il vostro set di ottiche!

Per ogni paragrafo troverete una serie di nomi comprensivi di link all’acquisto. Sono presenti moltissimi modelli sul mercato ma, per praticità, abbiamo deciso comunque di inserire solo quelli da noi effettivamente provati e consigliati.

Fisheye

Ultragrandangolare

Grandangolari

Teleobiettivi

Supertele