Fotografia macro: i primi passi verso il micromondo

Dopo aver approfondito su svariate tecniche fotografiche, oggi ci avventuriamo all’interno di una delle tipologie di fotografia più vaste e più in voga: la fotografia macro. Grazie ad essa è possibile scoprire un nuovo “micromondo” colorato, stupefacente e, in un certo senso, tutto nuovo.

All’interno di questo genere fotografico si usano (preferibilmente) obiettivi specifici in grado di mettere a fuoco da distanze molto ravvicinate e, soprattutto, riuscire a fotografare ad un rapporto di riproduzione pari a 1:1. Il risultato, anche se graduale e necessito di molta dedizione, è davvero unico. Continuate la lettura per scoprire tutto ciò che riguarda la fotografia macro!

Fotografia macro: in cosa consiste

Partiamo dalle basi: cos’è la fotografia macro? Si tratta di una tecnica fotografica grazie alla quale potrete ottenere immagini nitide e definite di soggetti molto piccoli con l’ausilio di un importante rapporto di ingrandimento. Può essere considerata “macro”, nel vero senso del termine, una fotografia in cui il reale rapporto di dimensione tra immagine scattata e sensore è effettivamente pari a 1:1 o superiore.

Per allenarvi in questo genere, esistono molte tecniche di scatto, sia riguardo al tipo di impostazioni della fotocamera, sia in merito alla gestione della luce. Possiamo dirvi che in ogni tecnica fotografica ci sono delle regole, ma non è detto che debbano tutte essere sempre rispettate: la miglior tecnica è quella che voi stessi scegliete in base alle esigenze. Ad ogni modo, ci sono dei consigli precisi che possono aiutarvi ad immortalare il vostro soggetto nel modo giusto; ad esempio, parlando di impostazione del diaframma, esso dovrà sicuramente essere molto aperto, non per forza al massimo della sua apertura sull’obiettivo che state usando, ma sicuramente ad una buona apertura che consenta di “staccare” il soggetto dallo sfondo, ottenendo così un retro ben sfocato e un primo piano nitido e ben definito.  In base all’obiettivo che andrete a scegliere, il valore del diaframma cambierà sicuramente, motivo per cui non c’è un’apertura predefinita per la fotografia macro. È molto importante cercare di evitare sfondi poco piacevoli in quanto non sempre scatteremo in natura, pertanto cercate di mantenere il diaframma aperto e una buona distanza dal soggetto al fine di sfocare quasi completamente lo sfondo e far focalizzare l’attenzione del pubblico su ciò che volete mostrare.

Per quanto concerne il tempo di esposizione, non c’è una regola precisa: trovate il settaggio che fa più comodo a voi in quella situazione, sia che esso vari tra 1/500 fino a 1/20; è importante orientarsi in base al soggetto in quanto, se volete catturare un preciso movimento veloce (es.: le ali della farfalla che sbattono) è necessario impostare un tempo più rapido. Oltre a questo, alcune fotocamere hanno la possibilità di scattare limitando il rumore dello specchio, ottima cosa nei casi in cui il silenzio è fondamentale per la buona riuscita della foto. Il valore ISO di solito si attesta tra i 100 e i 500 a seconda dello scenario, ma, se avete una macchina che non ha particolari problemi di rumore elettronico, in alcune situazioni potete anche spingervi oltre (a seconda della presenza di un flash o meno).

Fotografia macro

Credits: Ricky Dell Paoli

Esiste anche la tecnica dell’obiettivo invertito che consente di catturare interessanti composizioni macro sfruttando varie ottiche. Si tratta sicuramente di una soluzione fai-da-te ma può comunque uscire un risultato interessante. Parlando invece di composizione fotografica, nella fotografia macro ci sono molte regole che possono essere applicate senza problemi, una su tutte la regola dei terzi: cercate di porre il soggetto in uno dei terzi del fotogramma a seconda dell’orientamento dello stesso.

Se, ad esempio, una farfalla ha le ali verso sinistra, date più “aria” a destra (termine che indica la necessità di lasciare più spazio o sfondo, ndr) o viceversa sperimentate il contrario nel caso di ali dalla parte opposta. Potete porre il soggetto al centro del fotogramma, tuttavia, una foto del genere, come spesso accade nella paesaggistica o nei ritratti, riesce ad essere più dinamica se sfruttiamo i terzi, cioè le intersezioni che la regola illustra. Certo, decisamente importante è non tagliare mai arti o ali ad un insetto in quanto, come scritto poco sopra, la composizione non deve mai essere stretta.

Come individuare il soggetto adatto

Individuare il soggetto adatto per la fotografia macro non è sicuramente difficile: un giardino o un campo è il luogo perfetto per trovare qualche insetto con cui cimentarsi in questa tecnica, così come foreste (dove nella stagione giusta potete trovare delle interessanti esuvie di cicala), pinete, serre e tutti quei luoghi in cui potete cimentarvi con piccole creature oppure anche fiori e dettagli di piante. È bene specificare che quando si parla di fotografia macro non si intende solo ed esclusivamente insetti: ogni soggetto molto piccolo o qualche dettaglio ben ripreso e sfocato ai lati può essere ottenuto sfruttando la stessa tecnica.

Fotografia macro

Credits: Ricky Dell Paoli

Tornando ai nostri cari insetti (o perché no, a una bella tarantola) è sicuramente necessario avvicinarsi il più possibile in base all’ottica che avete; certamente se utilizzate un 85mm rispetto a un 70-300mm (o addirittura un 500mm) dovrete avvicinarvi di più e questo, nella maggior parte dei casi, significa trasformarsi in piccoli Diabolik muovendosi molto lentamente e senza fare particolari rumori in quanto il soggetto che vogliamo immortalare potrebbe fuggire. In base al corpo macchina che avete e anche all’ottica, è possibile in alcuni casi scattare una macro a mano libera grazie a tempi molto rapidi, iso alti e diaframma molto aperto, tuttavia, il consiglio principale è sempre quello di utilizzare un cavalletto, soprattutto se avete un obiettivo molto “spinto” che a mano libera creerebbe sicuramente del micromosso.

Fotografia macroPer la fotografia macro di un insetto è necessario avere molta pazienza in quanto, nella maggior parte dei casi, potrebbe succedere che riuscite a fotografare il soggetto che vi interessa proprio nel momento in cui non è nella posizione che volete voi e, al contrario di una modella, non potete chiedere gentilmente di spostare il busto o girarsi: dovrete aspettare e avere pazienza. L’esempio più lampante è quello di una farfalla: essa si posa su un fiore per pochi secondi e, se non siete pronti, sarà già troppo tardi quando premete il bottone. Esiste un accessorio chiamato “Plamp“(nella foto qui a sinistra), non facilissimo da reperire ma di facile costruzione: si tratta di una specie di “molletta” che vi aiuterà a tenere uno stelo d’erba o un fiore in particolare in una posizione a vostra scelta per poi aspettare che si posi una farfalla o un altro insetto. Il vantaggio del Plamp è che potete costruire interamente la vostra scena in esterno e poi aspettare: posizionate la fotocamera sul cavalletto con la messa a fuoco manuale sullo stelo, nella giusta posizione e con i giusti settaggi e aspettate; potete anche collegare un telecomando alla fotocamera per non essere costretti a stare vicini al bottone di scatto (soprattutto se la posizione non è molto agevole). Dopo aver posizionato il tutto, sarà solo sufficiente avere pazienza e dedizione: i risultati arriveranno.

In alternativa, un buon luogo in cui fare esercizio è un farfallario che, come s’intende dal nome, è il posto perfetto per trovare centinaia di farfalle pronte a posare per voi – cercatene uno vicino a casa. Vi sconsiglio luoghi come rettilari o simili in quanto il vetro che divide voi dal rettile sarà sicuramente un elemento di disturbo a causa di polvere, sporcizia accumulata e impronte; nemmeno un filtro polarizzatore è sufficiente a migliorare uno scatto fatto in un rettilario, luogo inoltre dove spesso la luce è piuttosto bassa e con una temperatura colore molto calda. Non è assolutamente impossibile produrre qualcosa di concreto parlando di fotografia macro in luoghi del genere; tuttavia non è il luogo migliore dove fare pratica.

Attrezzatura consigliata

Nella fotografia macro è sicuramente importante scegliere il giusto obiettivo che, a prescindere dal costo della fotocamera, saprà fare egregiamente il suo lavoro. In questo genere, infatti, non è strettamente necessario avere una reflex ammiraglia da 5.000€: basta una fotocamera basilare con i giusti accessori.

La prima cosa da tenere in considerazione per ciò che concerne l’attrezzatura è sicuramente il rapporto di riproduzione (o rapporto di ingrandimento). Esso è fondamentale in quando descrive il rapporto tra la reale dimensione del soggetto che vogliamo fotografare e la sua dimensione effettiva sul sensore della fotocamera (quindi della fotografia catturata). Le ottiche macro sono facilmente riconoscibili in quanto hanno un reale rapporto di riproduzione pari a 1:1, e ciò significa che la dimensione del soggetto catturato sarà identica alla sua reale dimensione quando l’ottica è posizionata alla minima distanza di messa a fuoco (descritta sull’ottica stessa sopra o sotto la ghiera di messa a fuoco manuale) dal soggetto. Altri rapporti maggiori si traducono in ingrandimenti concettualmente simili ad un microscopio, pertanto il risultato sarà decisamente più spinto.

fotografia macro

Credits: Ricky Dell Paoli

Solitamente, nei kit di reflex entry-level è incluso un obiettivo (ormai molto diffuso) 18-55mm ƒ3.5-5-6, che nelle recenti “evoluzioni” (soprattutto quelle firmate Canon) è stato sicuramente in grado di stupire in termini di prestazioni, definizione e versatilità. Tuttavia, seppur si tratti di una buona lente per sperimentare più tecniche, non è esattamente consigliabile per la fotografia macro per più motivi: la distanza effettiva di messa a fuoco è decisamente ridotta (di solito tra i 20 e i 30 cm) ed è un punto a favore, però è anche necessario avvicinarsi molto al soggetto e, se si tratta di un insetto, questo potrebbe facilmente scappare. Sebbene si tratti di un’ottica che riesce ad offrire un ottimo sfocato, non ha nemmeno un rapporto di riproduzione pari a 1:1, pertanto, se desiderate davvero portare avanti la vostra passione e/o dedizione verso la fotografia macro, è necessario acquistare ottiche precise (che possono anche essere utilizzate per altro, ci mancherebbe) e sicuramente con una focale vicina o superiore ai 100mm. Certo, anche un teleobiettivo spinto (es.: 70-300mm, 200-500mm, 500mm, etc) può essere considerato idoneo in quanto vi permette di stare molto più lontani dal soggetto seppur cambi il rapporto di riproduzione.

Fotografia macroSono molte le ottiche macro disponibili sul mercato, ma prestate attenzione: in diversi casi abbiamo trovato questa dicitura anche su ottiche che non avevano effettivamente il rapporto di riproduzione adatto, pertanto è necessario prestare molta attenzione in fase d’acquisto. Esempi di ottiche che si sono distinte nel corso del tempo tra le migliori per questo genere sono sicuramente il Nikon Nikkor AF-S 105mm ƒ2.8G IF ED, il Canon EF 100mm ƒ2.8L Macro IS USM, il Sigma 105mm ƒ2.8 AF Macro EX DG OS HSM (qui per attacco Nikon e qui per attacco Canon) oppure il Sigma 150mm ƒ2.8 AF EX DG OS HSM APO Macro, che ha una focale lunga tanto quanto il nome e un buon rapporto qualità/prezzo se cercate un obiettivo fisso con una focale estesa. Come avrete avuto modo di notare, sono state segnalate tutte ottiche fisse (dette anche “Prime” – con pronuncia in inglese, ndr) in quanto qualitativamente parlando non hanno rivali e, soprattutto, possono facilmente offrire un rapporto di riproduzione pari a 1:1.

Oltre all’ottica giusta è anche sicuramente necessario scegliere un cavalletto che riesca a garantire stabilità alla fotocamera e la mantenga immobile in ogni momento al fine di poter catturare il soggetto senza micromossi o movimenti bruschi che, oltre a compromettere lo scatto, potrebbero anche farlo scappare. Abbiamo realizzato una apposita guida dedicata alla miglior cavalletto fotografico da scegliere in base alle vostre esigenze; qui sicuramente troverete ciò che fa per voi anche per fotografare insetti o soggetti molto piccoli.

In molti scatti di fotografia macro è inoltre d’aiuto utilizzare un buon flash fotografico, sicuramente a slitta e non quello integrato nella fotocamera (soprattutto perché con ottiche “importanti” crea fastidiose ombre nella foto). Oltre al classico flash che tutti conoscono, esiste anche un cosiddetto “ring flash“, cioè un flash circolare da montare sull’obiettivo sfruttando l’attacco per i filtri, che permette di illuminare perfettamente la classica scena da macro in natura. Esistono ring flash di moltissimi tipi, anche in soluzioni wireless (seppur molto costose). Se però volete iniziare a sperimentare la tecnica senza spendere un patrimonio possiamo consigliarvi prodotti come il Neewer NW-14EXM o anche lo Yongnuo YN-14EX. Molti ring flash hanno la possibilità di accendere una sola metà di led al fine di creare interessanti giochi di luce; è possibile inoltre utilizzare i led come luce continua, pertanto vi torneranno utili anche in eventuali produzioni video come interviste e simili.

Se invece volete acquistare un Plamp, accessorio suggerito più su, potete fare riferimento a questa sezione eBay.

Conclusioni

La fotografia macro è sicuramente un genere che, come la fotografia notturna, richiede molta pazienza e dedizione. Potete sperimentare diversi tipi di scatti a insetti, piccoli animaletti vari e oggetti minuscoli, anche magari utilizzando ottiche diverse per confrontare i risultati.

Se in futuro decidete di concentrarvi particolarmente sulla macrofotografia, anche dal punto di vista lavorativo, ci saranno sicuramente altri accorgimenti e accessori più professionali che possono aiutarvi nella ricerca del vostro scatto perfetto, quindi prendete questa guida come una buona e semplice introduzione.

Avete già sperimentato la fotografia macro? Postate qui sotto qualche scatto realizzato da voi per discuterne assieme!

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