Fotografia HDR: come superare i limiti

Quante volte vi è capitato di vedere il bottone “HDR” sul vostro smartphone o sulla vostra recente fotocamera? Quante volte vi siete chiesti il motivo per cui quella funzione impiega così tanto tempo per scattare una foto? Quante volte avete pensato che si tratti di una funzione completamente inutile in quanto “non cambia assolutamente nulla rispetto all’altra foto”?

È giunto il momento di chiarire ogni vostro dubbio in merito e farvi capire, in modo semplice ovviamente, come sfruttare l’HDR a vostro esclusivo vantaggio.

Fotografia HDR

Crediti: Ricky Delli Paoli | Luogo: Yellowstone (USA)

Perché dovrebbe servirmi?

Dunque, innanzitutto è giusto farvi capire perché questa funzione è stata creata e soprattutto perché è decisamente utile in molte situazioni, anche se non in tutte. Esistono dei limiti fisici in cui la vostra fotocamera si trova in difficoltà a gestire la luce e questo viene definito con “limite di gamma dinamica” – la soglia oltre cui non potete spingervi – detta anche rapporto tra luce e buio in una fotografia. Questo significa che in questi casi la fotocamera, per scattare comunque la foto, espone una delle parti possibili oscurando l’altra al fine di non superare la gamma dinamica: un esempio molto facile per farvi capire può essere un albero che volete immortalare assieme al cielo sereno con nuvole estive alle sue “spalle”: la fotocamera, senza funzione HDR inserita s’intende, esporrà il cielo scurendo l’albero oppure l’albero schiarendo il cielo.

Fotografia HDR

Crediti: Ricky Delli Paoli | Luogo: Idaho (USA)

Spiegandolo in termini più tecnici, vi basta sapere che l’occhio umano è in grado di percepire una gamma dinamica (detta anche “contrasto”) di 16384:1 e questo significa che il nostro occhio è in grado di distinguere un valore fino a 16.384 maggiore del più basso valore di luminosità percepito (anche se dipende dalla quantità di luce presente nella scena in quanto l’occhio è in grado di adattarsi a molteplici situazioni).

Ora pensate: una giornata di sole ha un contrasto medio di 100.000:1 e un sensore della fotocamera è in grado di percepire un contrasto massimo 2048:1; com’è quindi possibile superare questo limite di gamma dinamica? Con l’HDR, che sta appunto per “High Dynamic Range” (alta gamma dinamica), definito anche “HDRI” (High Dynamic Range Image).

 Una giornata di sole ha un contrasto medio di 100.000:1 e un sensore della fotocamera è in grado di percepire un contrasto massimo 2048:1, com’è quindi possibile superare questo limite di gamma dinamica? Con l’HDR

Superare i limiti: il merging

Esistono due modi per superare i limiti (in questo caso): merging immediato (automatico) o merging in post-produzione (manuale); “to merge” deriva dall’inglese e significa “unire” e pertanto con “merging” intendiamo una tecnica in cui ci sarà sicuramente un’unione. Per andare a superare il limite della gamma dinamica avremo quindi la necessità, come avrete ormai capito, di unire più fotografie, esposte diversamente.

Fotografia HDR

Crediti: Ricky Delli Paoli | Luogo: Parco di Yellowstone (USA)

Il tutto viene fatto tramite software esterni dedicati (in post-produzione) nel caso del merging manuale; diversamente, utilizzando le funzioni integrate nei recenti smartphone (ormai praticamente tutti integrano la funzione HDR), è possibile fare tutto automaticamente poco dopo aver scattato la foto.

Oltre a questo, è bene ricordare che il merging offre la possibilità di alzare le ombre e abbassare le alte luci senza perdere informazioni, in quanto state comunque scattando in RAW, cosa non possibile con la modalità HDR automatica, in quanto scatta soltanto in JPEG – troverete una singola immagine (non tre o più, appunto).

Merging Manuale

Il merging manuale è il classico metodo di realizzazione di un HDR (e non solo) che i professionisti o gli amatori più evoluti preferiscono in quanto, dato che comunque è fatto al 100% da voi (con l’aiuto di programmi di post-produzione) ed è pienamente personalizzabile.

Di base, per uno scatto finale HDR, come già detto prima, avrete bisogno di più esposizioni e, di conseguenza, di più scatti; non importa quanti scatti decidiate di fare, il minimo è di solito pari a tre, ma potete decidere di generarne anche nove se necessita (in base alla scena). Nella maggior parte delle reflex, a parte la funzione “HDR” (che non è quella che analizzeremo in questa fase di merging manuale”), è presente una funzione davvero comodissima denominata Braketing: essa vi permette di selezionare il numero di scatti e la differenza di esposizione; a voi basterà inquadrare la scena e tenere premuto il pulsante di scatto, partirà un multiscatto dove in ogni singolo frame cambierà l’esposizione (quindi il primo sarà molto scuro e l’ultimo molto chiaro, a seconda dell’intervallo d’esposizione da voi selezionato). Ecco un esempio di come questa funzione differenzia l’esposizione in sette scatti:

In questo caso volevo catturare perfettamente la luce che illuminava la città, il colore dell’acqua e le montagne nella parte posteriore; i sette scatti, oltre a farmi avere ogni dettaglio e contrasto perfetto, mi hanno aiutato anche ad avere colori e definizione unici, come potete vedere dal risultato qui sotto:

Fotografia HDR

Crediti: Ricky Delli Paoli | Luogo: Lago di Mergozzo (Novara)

Nel caso in cui non abbiate la funzione “braketing” nella vostra fotocamera, è possibile catturare tre scatti diversi manualmente: vi basterà ricordare che uno dev’essere leggermente sottoesposto, uno correttamente esposto e il terzo leggermente sovraesposto (senza perderci in eccessivi tecnicismi, è una tecnica semplice che funziona).

I vantaggi del merging manuale riguardano anche la possibilità di scegliere il vostro programma preferito per la post (Photoshop, Lightroom, HDR Photomatix…etc), personalizzare i parametri, editare passo per passo e dettaglio per dettaglio e, soprattutto, avere la possibilità (nella maggior parte dei programmi) di correggere uno dei più grandi problemi di questa tecnica: il ghost.

Fotografia HDR

Le varie opzioni di pre-merging presenti nel programma HDR Photomatix, uno dei migliori in assoluto.

Il ghost, dall’inglese “fantasma”, è quell’effetto che si crea quando, a mano libera o su cavalletto, scattate la sequenza di foto HDR/Braketing e qualcosa nella scena si muove, creando appunto l’effetto mosso; che siano nuvole, animali, o la vostra mano (anche di pochi centimetri), l’impatto di questo movimento andrà ad influenzare tutta la serie di scatti che avete deciso di fare. Per questo, la maggior parte di programmi che permettono il merging per l’HDR hanno la funzione “deghosting” che si preoccupa appunto di ritagliare e ri-allineare tutte le varie foto al fine di eliminare questo problema (certo, non può funzionare nel 100% dei casi, dipende da cosa si muove).

Merging Automatico

Il merging automatico è ovviamente diverso e, nella maggior parte dei casi, più veloce seppur non personalizzabile (nemmeno per le opzioni di deghosting). È quello che si trova su tutti gli smartphone, nelle applicazioni varie oppure nelle recenti fotocamere.

Una volta scattata la foto con la modalità HDR attiva, dovrete stare immobili in quanto verranno scattati tre fotogrammi uniti direttamente in macchina in quel preciso momento: è ovvio che se nel frattempo vi muovete, la foto verrà mossa, così come se usata in situazioni che non richiedono l’HDR non cambierà nulla.

Nell’esempio qui sotto potete vedere uno scatto HDR Automatico con iPhone 6 Plus:

Fotografia HDR

Su iOS è presente la funzione “Auto-HDR” che riesce a valutare automaticamente quando è il caso di fare un merging su più esposizioni e quando non è necessario.

Quando usare l’HDR

Ci sono moltissime situazioni in cui è consigliato l’utilizzo dell’HDR in quanto può darvi maggiori dettagli per la foto che state scattando. Vediamo un elenco assieme:

  • Paesaggi: nella maggior parte dei paesaggi è presente un forte contrasto tra terra e cielo; in situazioni come questa è molto facile aver bisogno di maggior gamma dinamica ed è questo il motivo per cui scattare un HDR vi aiuterà sicuramente;
  • Tramonto: esattamente come nei paesaggi, negli scatti con questo tipo di luce del sole è consigliato utilizzare l’HDR per ottenere una foto perfetta;
  • Luce diurna/controluce: che si tratti di un ritratto o di una foto panoramica, state fotografando in una situazione “sfavorevole” e, pertanto, sapete già che l’uso di questa tecnica è fortemente consigliato;
  • Cielo nuvoloso: anche il cielo nuvoloso merita di essere catturato nel modo migliore e, in alcuni casi, avere una resa più “dark”; con un HDR e la giusta post-produzione otterrete risultati fantastici;

È ovvio che le situazioni possono essere anche altre. Tuttavia, in questo modo, potete farvi un’idea di come utilizzare questa funzione.

Quando NON usare l’HDR

Avete appreso cos’è e come funziona un HDR, così come quando utilizzarlo; abbiamo però ritenuto giusto proporvi anche un elenco di situazioni in cui non è consigliabile utilizzare questa funzione in quanto inutile:

  • In condizioni di bassa luminosità: se c’è poca luce, utilizzare l’HDR non stravolgerà la vostra foto, anzi, potreste non trovare alcun tipo di variazione. Agite sugli ISO, sull’apertura del diaframma e utilizzate un tempo d’esposizione breve (a seconda della situazione);
  • Foto in movimento: come dicevamo poco sopra, l’HDR si compone di più scatti e, pertanto, fotografare scene in movimento non avrebbe senso dato che ogni singolo frame sarebbe diverso;
  • Foto in cui volete evidenziare la differenza di contrasto: è chiaro che se il vostro intento è quello di, ad esempio, avere solo il cielo visibile in un tramonto, non vi serve utilizzare questa funzione in quanto avreste molti più dettagli/luce/contrasto. Allo stesso modo, ritratti in cui l’intento è realizzare una silhouette non necessitano di questa tecnica.

Cos’è e come funziona l’HDR: conclusioni

Esiste anche l’HDR eccessivo, dove ogni parte della foto è portata all’eccesso; tuttavia, in questo approfondimento avete imparato che questa tecnica è molto più utile se usata con criterio e che ciò che conta molto è sicuramente il modo in cui deciderete di post-produrre il vostro scatto, scelta che rimane decisamente libera e soggettiva.

Fotografia HDR

Esempio di HDR al limite dell’eccesso
Crediti: Ricky Delli Paoli | Luogo: Roma

Molti fotografi professionisti oggi utilizzano la tecnica dell’HDR per creare meravigliose “foto da wallpaper” e poster, provateci anche voi e, come sempre, mostrateci i vostri risultati per avere giudizi e consigli.

Abbiamo comunque deciso di mantenere questo articolo sul teorico e di creare, in un secondo momento, una vera e propria guida alla creazione di un file HDR manuale. Continuate a seguirci per rimanere aggiornati!

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