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Tutorial fotografia di paesaggio: la tecnica della doppia esposizione

di Saverio Savioaggiornato il 26 maggio 2018

Introduzione

Fra le tecniche più utilizzate nell’ambito della fotografia paesaggistica vi è quella della doppia esposizione. Questa tecnica, flessibile, semplice e veloce, consente di ottenere una esposizione bilanciata fra il primo piano tenuamente accarezzato dagli ultimi raggi del sole ed il cielo brillante tinto dei colori del tramonto.
Una delle prime problematiche del fotografo paesaggista amatoriale è, infatti, quella di mantenere dettaglio e leggibilità fra i due piani esposimetrici sopra descritti. Nella fotografia analogica, ma anche in quella digitale, una delle soluzioni più rapide è rappresentata in fase di scatto dall’utilizzo di filtri GND (Graduated Neutral Density), caratterizzati da un oscuramento che, partendo dalla zona superiore, diminuisce gradualmente fino a scomparire in quella inferiore. Il loro scopo è abbastanza intuibile: comprimere la gamma dinamica e oscurare quelle zone più illuminate ottenendo, quindi, uno scatto finale bilanciato.
Sebbene la comodità di questi filtri sia indiscutibile, a volte il loro utilizzo risulta difficoltoso soprattuto in quei casi in cui la linea dell’orizzonte non risulta lineare, ma intervallata da altri elementi importanti al fine dello scatto finale.
Per risolvere tale problema, la tecnica della doppia esposizione risulta particolarmente indicata presentando una facile attuazione ed una flessibilità estrema. A volte viene erroneamente trattata come una sorta di branca della fotografia HDR (High Dynamic Range), e taluni effettivamente tendono così a considerarla, ma in realtà l’obiettivo finale di questa tecnica non è tanto l’ampliamento della gamma dinamica (che nel caso dell’HDR raggiunge livelli estremi), bensì il bilanciamento dei due piani esposimetrici al fine di ottenere uno scatto più naturale e veritiero.
Ma della fotografia HDR parleremo esaustivamente nei prossimi articoli, adesso torniamo a noi e vediamo cosa si intende con “Tecnica della doppia esposizione”.

Fase di scatto

Immaginate questa situazione: vi trovate in riva al mare e desiderate immortalare il momento in uno scatto che coniuga i colori del tramonto al movimento setoso dell’acqua.
Il problema principale risiede nella differente esposizione richiesta dal mare (lunga, per poter imprimere il movimento fluido delle onde) e quella del cielo (illuminato dal sole, quindi molto più brillante).
L’esposimetro incorporato dalla vostra reflex non sarà molto utile in questo caso: o deciderà di dare priorità alla zona più luminosa, creando uno scatto ben esposto per il cielo ma sottoesposto per il mare, o viceversa darà priorità alla zona sottostante, con uno scatto in cui sarà sì presente il moto ondoso ma al tempo stesso totalmente bruciato per ciò che concerne il cielo.
Come risolvere in questo caso? Molto semplicemente si tratta di effettuare due scatti: il primo con esposizione calcolata per il cielo, il secondo per il mare, successivamente uniti in fase di post produzione per ottenere una singola foto in cui sia il cielo che il moto ondoso saranno correttamente esposti.
Per ottenere tutto ciò, il prerequisito essenziale è un valido treppiede. Usatelo e componete il vostro scatto non curandovi dell’esposizione.
Una volta che sarete soddisfatti dell’inquadratura, calcolate l’esposizione corretta per il mare e scattate.
Dovreste ottenere un risultato di questo tipo:

Come potete vedere dall’immagine, sebbene il mare risulta correttamente esposto ed il moto ondoso ben immortalato, il cielo risulta totalmente bruciato ed illegibile, comportando una foto innaturale rispetto alla scena che si staglia dinanzi ai vostri occhi.
Non curatevene per il momento e procedete con il secondo scatto in cui darete priorità al tramonto. Prendete l’esposizione per il cielo e, senza cambiare assolutamente inquadratura o spostando il treppiede, scattate.
Otterrete una seconda foto simile a questa:

Anche in questa foto il risultato non è certo esaltante: cielo ben esposto, ma il resto totalmente in ombra, illegibile e innaturale.
Se l’inquadratura vi soddisfa, a questo punto riponete la reflex nello zaino e tornate a casa. Il passaggio successivo, infatti, necessita del vostro computer e di Photoshop.

Fase di post produzione

Una volta a casa, importate sul computer i due scatti e aprite Photoshop.
Posizionatevi sulla foto correttamente esposta per il cielo e premete CMD+A (se usate un computer Windows la relativa scorciatoia è CTRL+A) selezionando quindi interamente l’immagine. Copiatela con CMD+C (o CTRL+C su Windows).Spostatevi a questo punto sull’altra immagine, quella esposta per il mare, e premete CMD+V (CTRL+V su Windows). Il risultato ottenuto è quello di aver incollato la foto con esposizione per il cielo sopra quella con esposizione per il mare.
Adesso dirigetevi sul menù LIVELLO, scorrete fino alla dicitura MASCHERA DI LIVELLO e selezionate NASCONDI TUTTO.Il tutto è ben visibile dallo screenshot sottostante:

In questo modo avrete creato una maschera di livello e quello che dovreste vedere adesso è nuovamente la foto precedente, prima di aver cioè incollato sopra di essa l’immagine esposta per il cielo.
Il prossimo passaggio è selezionare lo strumento PENNELLO, impostare come opacità 100% (ma se lo ritenete opportuno potete anche mutare tale valore a seconda dei vostri intenti) e spennellare la porzione del cielo bruciata.
Man mano che procedete, la porzione spennellata con il cielo bruciato verrà sostituita dalla porzione correttamente esposta dell’immagine su cui avrete applicato la maschera di livello. In questo modo:
Eseguite tale operazione con attenzione, soprattuto nella linea di confine fra il cielo e l’orizzonte, se vi fate sfuggire la mano otterrete in quella zona la sostituzione della porzione correttamente esposta con quella sottoesposta della precedente foto. Nel caso di errore nessun dramma in ogni caso: premete CMD+Z (o CTRL+Z) e ripetete con più attenzione la spennellata. Al termine di tutto ciò, se avete operato con la dovuta attenzione, otterrete questo:

Come è ben visibile, si tratta della fusione dei due scatti che avete effettuato. Il risultato sarà una immagine correttamente bilanciata, sia per il cielo che per il mare, con un effetto evidentemente più veritiero e naturale.

Conclusioni

La tecnica della doppia esposizione è alla base della fotografia paesaggistica. Essa permette, attraverso i semplici passaggi che avete visto, di ottenere uno scatto bilanciato, reale e di sicuro impatto. Si tratta di una tecnica molto flessibile: nel caso infatti l’orizzonte che avete a disposizione risulta intervallato da altri elementi importanti per lo scatto, l’uso accurato del pennello permette di includerli senza problemi. Unico accorgimento è quello di evitare di spostare il treppiede fra i due scatti, in questo caso la sovrapposizione non combacerà e vi ritroverete con due foto inutilizzabili.
Evoluzioni di questa tecnica riguardano l’utilizzo della Luminosity Mask, di cui parleremo a fondo in seguito.
Per adesso non vi resta che uscire e provare. Per qualsiasi chiarimento non esitate a commentare, sarò lieto di rispondere a qualsiasi vostro dubbio.
Buone foto e, sopratutto, buona luce!