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Cosa sono e come funzionano le fotocamere mirrorless

di Luigi Manganielloaggiornato il 14 agosto 2017

Mirrorless significato

Le fotocamere mirrorless sono una categoria di fotocamere disponibili sul mercato da ormai un decennio ma è solo negli ultimi tempi che hanno cominciato a riscuotere un successo tale da risultare degne di nota anche su scala globale grazie all’uscita di svariati nuovi modelli e all’investimento, in questo campo, da parte delle aziende.
Prima di iniziare a focalizzarci sugli aspetti che rendono una fotocamera mirrorless tale, è ovviamente bene fermarsi a capirne il nome e dunque il significato. Il termine “mirrorless” dalla locuzione inglese “senza specchio”, che si rivela essere la motivazione principale per cui una fotocamera di questo genere viene distinta dalle fotocamere reflex: una mirrorless non è altro, infatti, che una DSLR senza sistema specchio-pentaprisma – di cui parleremo più tardi -, ovvero una sorta di ibrido fra una reflex ed una compatta.

Corpi e obiettivi

Alcuni degli aspetti principali che stanno portando molti fotografi a migrare dalle reflex alle mirroless sono sicuramente le dimensioni ed il peso: non essendo necessario lo spazio fisico per montare uno specchio e un pentaprisma, i corpi delle mirrorless sono tendenzialmente più piccoli e compatti e di conseguenza più leggeri rispetto alle tradizionali reflex.

Il tiraggio (flange distance in inglese), ovvero la distanza fra il sensore e l’obiettivo, è molto ridotto ed è quindi possibile montare su questi corpi qualsiasi lente grazie alla moltitudine di adattatori presenti sul mercato. Si parte dai “dumb adapters”, ovvero dei semplici anelli in ferro il cui unico scopo è quello di allungare il tiraggio senza trasmettere nessun dato alla fotocamera fino ad arrivare agli “speed booster”, dei costosi adattatori che, oltre a mantenere automatismi ed autofocus, hanno la capacità di far guadagnare 1 stop di luce e un moltiplicatore di focale di 0.71x.

Uno dei motivi per i quali molti fotografi ricorrono agli adattatori è il fatto che al momento gli obiettivi nativi per questo sistema non sono moltissimi e ciò limita l’uso delle mirrorless in certi campi.

I sensori

Non tutte le fotocamere mirrorless hanno sensori di uguali dimensioni: principalmente possiamo trovare 4 standard così ordinati dal più grande al più piccolo:

  • Full-frame;
  • APS-C;
  • Micro Quattro Terzi;
  • Nikon CX.

Come sempre, anche in questo caso ci sono dei pro e dei contro per ogni tipo di sensore. Quelli più grandi generano meno rumore ad alti ISO ma richiedono corpi e obiettivi più grossi e quindi più pesanti ed ingombranti; i sensori più piccoli, al contrario, offrono performance inferiori ma hanno dimensioni più compatte e offrono quindi maggiore trasportabilità.
Un’altra cosa da tenere a mente quando si sceglie una mirrorless è il crop factor, un fattore molto importante di cui abbiamo parlato nell’articolo relativo alle fotocamere DSLR. Per ricapitolare brevemente, questo fattore, ovviamente non applicabile alle Full frame per definizione, andrà ad influenzare anche in modo critico l’angolo di campo di tutti gli obiettivi che monteremo davanti al sensore! Se la fotocamera con sensore APS-C ha un fattore di crop del 1.5-1.6x – e questo può già risultare essere un problema con alcuni obiettivi wide -, il Micro Quattro Terzi arriva ai 2x. Il fattore di crop in questo caso è davvero spinto e, se in alcuni casi può risultare molto comodo, in altrettanti può essere una vera spina nel fianco. Il perché è molto semplice: al momento dell’acquisto di un teleobiettivo, il fattore di crop 2x andrà ad allungare la vostra lunghezza focale, “trasformando” il vostro 70-200 in un 140-400. L’altra faccia della medaglia mostra però il problema, come menzionato prima, con gli obiettivi grandangolari: qualora doveste acquistare un obiettivo come un 10-20, vi ritrovereste con un 20-40, ovvero qualcosa di molto diverso da ciò che avreste sperato di possedere.

Mirini

Data la mancanza del sistema specchio-pentaprisma, il mirino montato sulle mirrorless funziona in maniera completamente diversa rispetto alla controparte che troviamo sulle reflex. La luce che entra nell’obiettivo, al posto di rimbalzare sullo specchio, va a colpire direttamente il sensore: non c’è quindi la possibilità di avere l’immagine riflessa nel mirino ottico. Nelle mirrorless, dunque, abbiamo un mirino elettronico o EVF (dall’inglese “electronic viewfinder”).
Gli EVF sono dei piccoli display sui quali è possibile vedere esattamente ciò che andremo a fotografare con tutti gli accorgimenti del caso, dal bilanciamento del bianco al picture style e, in alcune fotocamere, è inoltre presente il focus peaking, ovvero una modalità che evidenzia con dei pixel di vario colore le zone effettivamente a fuoco.
Se gli EVF possono sembrare solamente degli elementi che positivamente sostituiscono i mirini tradizionali, non sono esenti ovviamente da svantaggi: uno dei più banali è il fatto che l’EVF consuma batteria, diminuendo, sebbene non in maniera così incisiva, le prestazioni di una fotocamera dal punto di vista della sua autonomia. Probabilmente il più odiato tra i difetti è il fatto di non poter usare il mirino a fotocamera spenta o in standby. Infine, si possono riscontrare dei problemi di lag, ovvero ritardo nella riproduzione dell’immagine catturata. Quest’ultimo aspetto, molto fastidioso, è comunque stato parco di studi per le aziende, che ultimamente si sono migliorate moltissimo da questo punto di vista, proponendo mirini elettronici di qualità sempre migliore.

Fotocamere mirrorless cosa sono: le conclusioni

Queste sono, a grandi linee, le informazioni generali che ogni fotografo in erba – o già più esperto – necessita di sapere per conoscere il concetto di mirrorless ed il suo funzionamento. Ora, la domanda che in molti si pongono è molto semplice e talvolta banale: meglio una mirrorless, una DSLR o una compatta?

A questa domanda, purtroppo, non c’è una risposta precisa: non è possibile definire universalmente ciò che è meglio in quanto ognuno ha le proprie esigenze ed i propri gusti. Se da un lato avere un corpo piccolo e compatto può essere visto come un punto di forza, dall’altro un corpo così minuto può risultare scomodo da impugnare. La mancanza di obiettivi specifici è un grande svantaggio che fa storcere il naso a molti fotografi; anche se questo mercato è infatti relativamente nuovo e in continuo sviluppo, attualmente è anche molto, forse troppo limitato e non in grado di soddisfare i bisogni di di tutti. Come però si dice in questi casi, ciò che importa – alla fine – non è la fotocamera ma la persona che vi sta dietro; che si tratti di una mirrorless, una reflex o una compatta, l’importante è conoscere e saper utilizzare al meglio i propri mezzi.

Hai qualche altra domanda da porci? Lascia i tuoi commenti qui sotto e provvederemo a darti le risposte che cerchi e ad integrare questo articolo per renderlo sempre più completo ed alla portata di tutti. Se vuoi restare sempre aggiornato sull’argomento consulta la nostra sezione Mirrorless news e recensioni.

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